Non è credibile una Regione che va a Roma a lamentarsi dei tagli del Governo e poi ha questi dati di incremento della spesa pubblica. Occorre che si cominci a discutere di un nuovo modo di gestire la pubblica amministrazione e che si abbandoni il metodo tradizionale di un pubblico che pensa a tutto, `dalla culla alla bara’, e si avvii da subito un nuovo modo di amministrare, che punti a interrompere servizi che possono essere assicurati ad un costo inferiore, e ad una qualità maggiore dal privato. A questo occorre aggiungere rapidamente una politica del personale che punti a ridurre i clientelismi e tagli drasticamente il numero dei dipendenti che sono il doppio rispetto alla media delle altre regioni. Questa per noi è la riforma delle riforme, forse più importante delle pur necessarie riforme istituzionali che devono essere fatte e di cui tutti parlano. La speranza è che anche questi dati, e questi argomenti, entrino nel dibattito politico.
Il Giornale dell'Umbria Venerdì 30 Settembre 2011




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