Federazione Umbra Movimento Per la Vita
Relazione, Dialogo e Accoglienza le Parole Chiave della Giornata di Lavoro 2011 del Movimento per la Vita Umbria
Se ne è discusso oggi (ieri n.d.r) all'Hotel Colle della Trinità a Perugia, nel convegno dal titolo "Maternità e paternità nella società che cambia. Aspetti culturali."
"In tutto il Novecento, nella letteratura ad esempio, è presente la ricerca del padre, da Kafka a Cormac McCarthy, passando per Saint-Exupery, con la lettura cristologica del Piccolo Principe. Quello che si è perso oggi è la relazione padre-figlio – ha proseguito il docente della Pontificia Università della Santa Croce – quella paternità che sa di potercela fare pur convivendo con il proprio limite. Una paternità legittimata dal fatto che un padre è figlio a propria volta, riconoscendo che la vita non viene da se stessi, ma da una sorgente più grande."Secondo il professor Rafael Alvira, dell'Università spagnola di Navarra, quando si parla di famiglia si applicano categorie estetiche:
"Che bella famiglia si dice, ma per essere bella una famiglia deve essere anche vera. I genitori devono continuamente studiare il mondo dei figli e viceversa, perché quando uno ama qualcosa la studia, se ne interessa e il dialogo tra le parti è continuo."Dove c'è dialogo c'è accoglienza, e il corollario delle due relazioni magistrali è stato illustrato con la concretezza del lavoro del Centro di Aiuto alla Vita di Magenta (Milano), riferita dalla responsabile Teresa Longoni. Si tratta di una struttura che accompagna ogni anno circa 90 donne che hanno rinunciato ad abortire, magari proprio mentre si stavano recando in ospedale per farlo. Il Cav di Magenta è infatti uno dei pochi in Italia ad avere sede all'interno del nosocomio cittadino, nel reparto di ostetricia e ginecologia. Un vero presidio estremo in aiuto della donna, quasi sempre lasciata sola e assolutamente disinformata davanti alla drammatica scelta se tenere il proprio bambino o no, nonché davanti alle conseguenze del post-aborto.
"Accogliamo perché noi volontarie per prime ci siamo sentite accolte da qualcun'altro nelle nostre vite" – ha spiegato la Longoni – ma servono anche professionalità, sorriso e il calore di chi non vuole giudicare, ma vuole accompagnare le donne così diverse e disperate che varcano la porta del CAV".
Molte idee sono venute alla luce nel corso dei gruppi di lavoro tenutisi nella seconda parte della giornata di studio MpV: si è riflettuto su possibili collaborazioni con il mondo della sanità e delle istituzioni regionali, con la scuola e circa i modelli di accoglienza da attuare nei sette Centri di Aiuto alla Vita già attivi in Umbria.
Maggiori informazioni sulle attività dei Movimenti per la Vita dell'Umbria sono disponibili sul sito www.mpvumbria.it.
Lunedì 24 Ottobre 2011





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