Tornano i Frantoi aperti con sette fine settimana, dal 29 ottobre all'11 dicembre, per navigare anche virtualmente sulle vie dell'olio Dop Umbria. E, in questa 14esima edizione, promettono di diventare ad alta percorrenza le strade dell'olio umbro che attraversano trentuno frantoi, nove comuni, tra i quali quest'anno anche Assisi, un'isola - la Polvese - e un calendario con più di cinquanta eventi. Alta percorrenza non solo per il concorso lanciato nei social network, che premia la migliore ricetta a base di olio umbro, e per la guida ai frantoi per iphone e ipad, "disponibile su App Store". A spianare le strade all'olio extravergine di oliva Dop Umbria ci penserà anche il decreto ministeriale che accoglie la richiesta di modifica al disciplinare di produzione, atteso per il primo novembre. Lo ha annunciato ieri mattina l'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, nel corso della presentazione della manifestazione a Palazzo Donini. Il decreto permetterà, fino alla definitiva approvazione comunitaria - il ministero ha già inviato la richiesta a Bruxelles - la coesistenza del vecchio disciplinare e quella della nuova modifica che autorizza a molire le olive delle cinque sottozone nell'ambito dell'intero territorio regionale. Un importante passo avanti per il rilancio dell'olivicoltura umbra, ha commentato Carlo Gradassi, vice direttore del Consorzio dell'olio Dop Umbria
"reduce da una stagione di difficoltà che ha visto uscire molti produttori."
Ciò ha determinato il mancato raggiungimento della quota minima di produttori prevista dalla normativa, il 66% degli operatori complessivi, facendo venire meno il riconoscimento ministeriale.
"Adesso siamo al 68% - ha dichiarato Grassi - e abbiamo già presentato la domanda per il riconoscimento che si spera arrivare entro 4-5 mesi."
Attualmente il Dop umbro si attesta
"a circa 6% della produzione totale."
E circa un due per cento viene esportato, soprattutto in Germania dove quest'anno si è registrata una crescita della domanda.
"Il problema - ha chiarito Gradassi - è il prezzo non remunerativo che, per una tendenza generale al ribasso, si è costretti a mantenere sui 5 euro e mezzo."
Prezzo che
"comunque ha permesso di entrare nella grande distribuzione, in attesa di tempi migliori."
In Umbria circa il 90% della produzione - si stimano 85-90mila quintali - è extravergine. Quest'anno a causa della siccità si prevede un calo del 30%, ma anche un miglioramento della qualità - visto che le alte temperature hanno ostacolato la riproduzione della mosca olearia - e del prezzo. Della produzione totale dell'olio umbro, il 60% è destinato all'auto consumo, mentre il 40% si vende in Italia e all'estero. Gli eventi dell'Olio Tanti incontri nei frantoi e nelle piazze, sette convegni, concerti, danza, teatro, mercatini, degustazioni e nuovi spazi per i più piccoli. Si parte con il 29 ottobre che inaugurerà il "Festivol" di Trevi, la "Mangiaunta" di Giano, ed i Frantoi aperto di Spoleto e della Polvese. Dell'importanza di una manifestazione,
"diventata negli ultimi tre anni un brand di qualità"

, su cui sia i produttori che la Regione Umbria continuano a puntare nonostante la crisi - l'investimento complessivo è stato quest'anno di 250mila euro - ha parlato Paolo Morbidoni, sindaco di Giano e presidente dell'associazione Strada dell'Olio extravergine di oliva Dop Umbria

Isabella Rossi
Corriere dell'Umbria Venerdì 21 Ottobre 2011

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