Raramente, nell'aula di Palazzo Cesaroni, il silenzio è stato così virtuoso. Non una mosca volava ieri, quando è toccato discutere di vitalizi, quella cosa percepita dai cittadini tartassati come l'odioso privilegio della solita casta politica che non ne fa una a suo svantaggio. L'ascolto silente denunciava il sibilo di nervosi mugugni quando i rifondatori Stufara e Goracci peroravano la causa dell'abolizione dell'assegno subito, sostenuti dai dipietristi Dottorini e Brutti e dal leghista Cirignoni. Borbottii del tipo "demagoghi", "siano coerenti, se li tolgano loro da subito, i vitalizi", “la vera disparità è nel listino", "non si ricorda, Stufara, che chiedeva il vitalizio per gli assessori esterni, cioè anche per lui?."
Quando invece il pidiellino Lignani Marchesani, citando anche la difficoltà di metter su famiglia per un politico, ha difeso l'abolizione dal 2015 - salvi così gli assegni degli attuali inquilini del Palazzo - l'attenzione dell'aula ha sfiorato il culmine della partecipe, accorata consonanza. Sicché ieri in consiglio regionale proprio sui vitalizi, punto nodale della credibilità della politica, c'è stato un incredibile rimescolamento di carte tra maggioranza e minoranza: Pd, Pdl, Udc e poi Psi e Carpinelli di "Marini per l'Umbria" - 26 sì - hanno votato la proposta dell'Ufficio di presidenza che rinvia alla prossima legislatura l'abolizione, mentre i cinque voti Prc, Idv e Lega hanno fatto quadrato intorno al testo dei rifondatori. In poche parole, in aula s'è affacciata la maggioranza Monti e con le successive scoppiettanti scintille nel centrosinistra, chissà che questa inedita confluenza non preluda a ciò che il presidente del consiglio Brega auspica: una convergenza più ampia fra chi governa l'Umbria e chi svolge ruolo di opposizione. Il cimento è prossimo: nei primi mesi dell'anno si scaricherà in aula una mole mai vista di riforme e chi vuole sparigliare ha l'agio di farsi avanti. In sostanza, con la legge votata manterranno il diritto al vitalizio, compiuti 65 anni, i consiglieri già cessati dal mandato o in carica nell'attuale legislatura che abbiano corrisposto i relativi contributi per almeno 5 anni. Grazie ad un emendamento dell'Ufficio di presidenza, viene sospeso l'adeguamento dell'assegno in base agli indici Istat fino al 31 dicembre 2014, esclusi i vitalizi inferiori a 1.400 euro. Bocciato l'emendamento di Prc e Idv contro il cumulo di vitalizi di consigliere e parlamentare. Modifica che invece ha trovato il voto favorevole dell'assessore Fernanda Cecchini. Che sui vitalizi ci sarebbe stato un braccio di ferro anche interno al centrosinistra era noto. L'aula l'ha confermato, con lunghi interventi appassionati e strali velenosi. Da una parte si chiedeva di dare da subito agli umbri un segnale oltre il gattopardismo, dall'altra si è difesa la sobrietà che nella massima istituzione è da anni non invocata, ma praticata. Lo ha spiegato Lignani Marchesani -
"percepiamo l'assegno più povero d'Italia, con emolumenti non lievitati negli anni secondo il costo della vita e l'impegno di fare politica"-, poi il capogruppo del Pd, Renato Locchi, che ha incasellato i rappresentanti dell'istituzione, compresi i presidenti, "al massimo nel ceto medio-alto":
"La soluzione che abbiamo trovato non è gattopardesca né pilatesca, ma equilibrata e possibile, che fa fare all'Umbria una buona figura."Raffaele Nevi, Pdl, ha parlato di
"svolta epocale in materia di tagli ai costi della politica."Roberto Carpinelli ha attaccato i colleghi alla sua sinistra, tacciandoli per
"demagoghi che fanno leva sull'antipolitica e sull'onda popolare."Il socialista Massimo Buconi ha sfoderato la parola populismo,
"mentre c'è bisogno di più politica per comporre le tensioni sociali."La centrista Sandra Monacelli ha usato il termine "speculatori", cioè coloro che
"pur sapendo che comunque il provvedimento passerà, ne vogliono ricavare una rendita di posizione."Fulmini sulla testa di rifondatori, dipietristi e leghisti, tutti convinti con argomentazioni diverse di una ragione semplice: nel momento in cui ai cittadini si chiedono subito lacrime e sangue,
"...per altre categorie i sacrifici scattano più tardi."Loro, sulla soppressione del vitalizio rinviata al 2015, non ci hanno voluto mettere la faccia.




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