Enzo Coloni: un umbro a tutto gas

Correre, correre e correre. Non smettere mai, anche quando la vita ti mette il bastone fra le ruote. Salire in auto e spingere il piede sull'acceleratore. Sempre più forte. Enzo Coloni è un lupo solitario (come il marchio delle sue scuderie) che in sessanta anni di vita ha percorso chilometri e chilometri, prima da pilota e poi da team manager. Sempre al massimo. Un umbro con la passione dei motori che ha seguito un tracciato fatto di successi e sconfitte. Il suo grande sogno, la Formula 1, si è trasformato in un incubo. "Un mondo di squali" che l'ha divorato tra il 1987 e il 1991. I risultati scadenti e i tanti debiti accumulati lo hanno costretto all'addio. Sembrava finita e invece Coloni ha ripreso a "correre": oggi ha di nuovo una scuderia che gareggia nella Gp2, l'anticamera della Formula 1. La sua tana è a Passignano sul Trasimeno, nella zona industriale al confine con Tuoro, il paese dove è nato. Il suo studio è quasi vuoto: qualche trofeo, una grande scrivania centrale e pochissime foto. Durante l'intervista si ferma spesso a rispondere al telefono.
"È mio figlio che mi aggiorna sui test series della Gp2 a Barcellona."
Ne ha conosciute di persone Coloni: Bernie Ecclestone ("Mi ha dato una mano nei momenti difficili"); Flavio Briatore (“Un grande organizzatore che presto rientrerà in Formula 1"); Ayrton Senna ("Un uomo schivo ma determinato"). Insomma, tutti i nomi che hanno fatto la storia dell'automobilismo mondiale. Coloni, però, sembra non voler ostentare questa "fortuna". C'è una foto che conserva con particolare cura: quella di Enzo Ferrari.
"Ho conosciuto l'ingegnere a 36 anni – racconta tra un tiro di sigaretta e l'altro –. Avevo vinto il campionato italiano di Formula 3 nel 1982 e andai a Maranello per conoscerlo. Un pranzo informale, com'era nel costume di Ferrari, poche parole e un buon rapporto mantenuto anche negli anni successivi."
La carriera da pilota di Enzo finisce proprio nel 1982.
"Ero ormai troppo vecchio per il salto in Formula 1. Feci delle prove con l'Arrows in Inghilterra, ma decisi di smettere con il volante, anche perché ci volevano molti soldi."
È il paradosso dell'automobilismo: per correre, anche se sei bravo, c'è bisogno di qualcuno che ti sostenga dal lato economico.
"Li chiamano sponsor, ma in realtà sono tutto per un pilota."
Quando Enzo cominciò a correre il mondo delle corse funzionava più o meno nello stesso modo. Anche all'epoca la passione da sola non bastava, ma il denaro non era ancora così determinante.
"L'amore per le auto è iniziato subito, a otto anni, quando dopo scuola andavo nell'officina di mio cugino a Tuoro."
Giorno e notte a smanettare: dalla prima Lancia Ardea del ‘54 ai motori Ford e Subaru montati sulle monoposto della F1. Negli anni Settanta la scuola di pilotaggio a Magione con Henry Morrogh, gli errori grossolani, le gare in giro per l'Italia. Immancabili gli aneddoti.
"Negli anni Ottanta in f1 c'erano ancora le pre-qualifiche. Noi spesso non riuscivamo a passare il turno. Una volta a Monza bisognava spostare il nostro tir. Nessuno era in grado e allora mi misi io al volante con Nigel Mansell (campione del mondo di F1, ndr) nelle insolite vesti di parcheggiatore."
Un mondo genuino, pionieristico. Ma anche pieno di tranelli. "Il più puro aveva la rogna", dice ridendo Coloni.
"Ha presente Frank Williams (storico team manager dell'omonima scuderia di F1, ndr)? Bene, una volta mi chiamò. All'epoca volevo mettere sotto contratto un ingegnere. Diciamo che mi fece cambiare idea. E non con modi garbati."
Oggi Enzo si dedica soprattutto ai giovani. Tanti i piloti che si sono fatti le ossa con la sua scuderia: i figli d'arte Mathias Lauda e Nico Rosberg, l'italiano Luca Filippi.
"Lo sa che se Fernando Alonso è uno dei migliori piloti al mondo lo deve un po' anche a me?."
Il pilota asturiano prima di approdare in Formula 1 si fece notare in un campionato, il World Series di Nissan, che Coloni creò in Spagna a metà anni Novanta. Storie nelle storie che si sorpassano nel lungo gran premio della vita.
Quattrocolonne di ottobre 2011
Giovedì 8 Dicembre 2011

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