É ormai in fase di ultimazione il lavoro di restauro della bella Fontana di San'Ercolano, curato dal Comune con un finanziamento di 150mila euro erogato da Comunità Europea e Regione dell'Umbria) e dalla Soprintendenza grazie al lavoro di una serie di professionisti dei due enti (Fabio Fantucci, Nadia Pierotti, Franco Becchetti, Fulvio Falini, Marco Eugenio, Claudia Laureti ed il lavoro dell'impresa Stefano Pierotti di Gubbio, oltre che al controllo e supervisione di Carmen Leombruni e Daniele Magliani per il Comune e Anna Del Bene, Carla Bartelli, Tiziana Biganti e Luana Cenciaioli per la Sovrintendenza).

Importante anche il contributo dei volontari del servizio civile dottori Anna Julia Heyman, Benedetta Droghieri, Elisa Bagnetti e Lorenzo Lepri. In una giornata di sole come ieri il tritone, che sovrasta la bella opera d'arte, completamente realizzata in travertino, rifulgeva in tutto il suo splendore e nitore. La figura mitologica innalza una conchiglia, da cui presto tornerà a zampillare l'acqua. La sistemazione della fontana, ora che gli alberi sono stati potati, restituisce un angolo davvero godibile della città. La discussione della paternità dell'opera è ancora (parzialmente) aperta: c'è chi (come l'Orsini) l'attribuisce a Giulio Danti e chi, invece, colloca la sua nascita prima e cioè tra il 1636 e il 1660 (il Siepi, che certifica questa tesi, sostiene che fino al 1798 sulla fontana si potevano ancora leggere gli stemmi di Lucido Palombara, governatore di Perugia nel biennio 1656-1657). Proprio secondo il Siepi l'opera venne realizzata con il denaro ricavato

"dalla vendita del piombo dei vecchi tubi rimossi fin dal 1643, il qual piombo sopravanzato alla formazione dei nuovi canali, ammontò alla considerevole quantità di libre 450mila."

La prima collocazione della fontana era stata in piazza Matteotti e lì rimase sino al 1887, anno in cui la giunta comunale decretò di sostituire la fontana con un monumento in onore di Giuseppe Garibaldi e di trasferire la stessa accanto alla chiesa di Sant'Ercolano. La notizia della inaugurazione del monumento a Garibaldi (fissata per il 20 settembre, "anniversario della caduta del dominio temporale dei Papi") e del contemporaneo spostamento della fontana venne annunciata da "Il Corriere umbro-sabino" giovedì 18 agosto 1887. Una cinquantina di anni prima era stata progettata una via pensile di accesso al centro (attuale via Marzia, allora via Lomellina), in maniera da facilitare l'accesso anche alle carrozze provenienti da via Papale (oggi corso Cavour).

Non a caso, intorno alla base vennero piazzate delle vasche per permettere che gli animali da tiro potessero abbeverarsi. La nuova arteria da piazza Rivarola (oggi piazza Italia) allo slargo antistante la chiesa di Sant'Ercolano costituì il primo esempio di strada carrozzabile , in pieno centro cittadino. La chiamarono viale dell'Alberata, poi viale Carlo Alberto, infine viale Indipendenza.

Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Giovedì 29 Dicembre 2011

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