"Quanto affermato dal presidente Menichetti è molto grave - tuona Cristina Rossetti, presidente del coordinamento regionale del Movimento - perché rivela innanzitutto gravissime deficienze in termini di capacità tanto da parte del gestore che da parte dell'Autorità di controllo ovvero dei sindaci di fare previsioni in termini di ricavi e costi di gestione del servizio."Per la Rosetti sono "gravissime ed inaccettabili" anche le parole di Menichetti quando
"dichiara che gli investimenti programmati non sono stati fatti e che gli impianti di depurazione o non ci sono o fanno acqua da tutte le parti. Ci chiediamo allora dove siano finiti i soldi pagati dai cittadini come canone di depurazione, che per legge avrebbero dovuto essere accantonati in un fondo presso l'Autorità d'ambito e destinati esclusivamente alla costruzione di impianti di depurazione, - prosegue la presidente del Movimento in difesa del cittadino - così come ci chiediamo dove sia finita quella parte della tariffa che doveva servire a remunerare il capitale investito, quale e quanti gli investimenti effettivamente fatti e quali le inadempienze. Non solo le tariffe non possono andare a coprire dissesti finanziari di una società che evidentemente non ha saputo gestire seppur in regime di monopolio il servizio come avrebbe dovuto.Sulla questione è intervenuta anche la Federazione regionale dei Verdi che ha inviato una lettera al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali per mano del coordinatore Franco Granocchia, che in passato, su nomina dell'ex sindaco Maddoli, si era occupato della gestione dei depuratori. Per questo motivo, evidenziando le 50 denunce ricevuto da Umbria Acque dagli organi di controllo per la cattiva depurazione, Granocchia fa una singolare proposta a Boccali.
Siamo pronti a dare battaglia - promette la Rossetti - anche su questo terreno come abbiamo già fatto contro l'adeguamento del deposito cauzionale. I cittadini sono stremati: basta gabelle."
"Conosco bene la struttura. Conosco le persone, conosco i problemi e per questo mi metto a tua disposizione per risistemare questo settore con un incarico di almeno due anni. - si legge nella missiva - Questo lavoro lo farò senza compenso, gratuitamente anche per dimostrare che noi ambientalisti siamo gente con i piedi ben piantati a terra e non soltanto capaci di criticare. L'unica condizione è che la quota della tariffa pagata dai cittadini riguardante la depurazione venga usata esclusivamente per rimettere a posto questo comparto importantissimo per la tutela dell'ambiente."
Biagio Speranza
Corriere dell'Umbria Giovedì 29 Dicembre 2011






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