La vicenda di Simon Wiesenthal diventa protagonista della lettura scenica "Il girasole. I limiti del perdono." L'Associazione Culturale "La Postierla", Perugia in collaborazione con Regione dell'Umbria, - Comune di Perugia, - Unipol Perugia, - Associazione Italia Israele Perugia, in occasione del 'Giorno della Memoria’ organizza per il 25 gennaio, alle ore17, all'auditorium di Santa Cecilia in via Fratti "i limiti del perdono" ,la lettura scenica tratta da "Il girasole" il libro di Simon Wiesenthal, a cura di Sergio Ragni .

Interpreti: in scena: Simon Wiesenthal è Fausto Minciarelli; il giovane Stefano Cristofani; la madre del giovane SS Eleonora Mosconi. Le musiche: Krzysztof Penderecki, Moni Ovadia, Giora Feidman. "Il girasole" racconta un episodio accaduto al suo autore, Simon Wiesenthal, l'implacabile cacciatore di criminali nazisti, quando, nel 1942, detenuto nel lager di Leopoli, fu avvicinato, mentre lavorava nella città insieme a dei compagni, da un'infermiera del vicino ospedale militare tedesco, che lo portò in una camera dove un giovane SS stava morendo per le ferite riportate.
Wiesenthal rimase solo con lui, che gli raccontò le atrocità contro gli ebrei compiute in Russia insieme ai suoi camerati: il giovane ne era sinceramente pentito e ora chiedeva di esser perdonato da un ebreo per poter morire in pace. Wiesenthal, per tutto il tempo, non aprì bocca, ma il racconto gli provocò sentimenti, riflessioni, ricordi, e alla fine se ne andò senza perdonare. Gli rimase però un senso di colpa, ne parlò coi compagni che gli dissero: hai fatto bene. Dopo la guerra andò a far visita alla madre del giovane, ma non le disse del racconto del figlio, che lei ricordava come un bravo ragazzo.
Infine, nel 1970, Wiesenthal inviò il libro a numerosi filosofi, scrittori, rabbini, sacerdoti cattolici, chiedendogli un giudizio sul proprio rifiuto: le risposte (tra cui quelle di Primo Levi, Golo Mann, Gabriel Marcel, Herbert Marcuse, Léopold Senghor) sono contenute in appendice nel libro. La formula della scrittura scenica prevede che gli attori leggano il testo, ma come personaggi, cioè recitandolo e che, pur nell'assenza di scene e costumi, luci e musica rafforzino a volte la suggestione delle parole.

In occasione del Giorno della Memoria, il 27 Gennaio, l'Associazione Italia Israele di Perugia, l'ISUC, il Comune, e l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria hanno invitato le scuole perugine a partecipare all'iniziativa "Shoah memoria d'Europa. La storia di Semso", che si terrà a partire dalle ore 9.30 nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori. Dopo il saluto del sindaco Boccali e del direttore dell'USR per l'Umbria, seguiranno gli interventi del Prof. Mario Tosti, (Presidente Isuc), "Shoah: Memoria d'Europa", e di Letizia Cerqueglini, (Freie Universitt di Berlino), "Ebrei e Musulmani nei Balcani multietnici: la catena dei Giusti e la dimensione universale del messaggio di Primo Levi."

I ragazzi perugini potranno ascoltare anche la testimonianza del giovane Semso Osmanovi, che parlerà della sua storia di sopravvissuto al massacro di Srebrenica e di come la lettura di Primo Levi e la memoria della Shoah abbiano accompagnato il suo percorso di elaborazione del dolore. I ragazzi potranno interloquire con i relatori e proporre le loro considerazioni sul tema della Shoah. 27 Gennaio, Giorno Della Memoria/ Presentazione Del Libro di Nava Semel Nella Sala Della Vaccara (ore 17) Nel pomeriggio del 27 Gennaio, Giorno della Memoria, alle ore 17 nella Sala della Vaccara si terrà la presentazione del libro "e il topo rise" della scrittrice israeliana Nava Semel. L'iniziativa è organizzata dal Comune in collaborazione con l'Associazione Italia Israele di Perugia, l'Ambasciata di Israele, il Circolo dei Lettori e la Biblioteca Augusta. Presenterà il libro lo scrittore israeliano Alon Altaras, autore di numerosi romanzi tradotti anche in italiano e a sua volta traduttore in ebraico di alcuni tra i maggiori scrittori italiani contemporanei (Carofiglio, Tabucchi, Ferrante, De Luca, Veronesi).

Nava Semel è una scrittrice israeliana che appartiene alla seconda generazione della Shoah, quella dei figli dei sopravvissuti che non hanno vissuto quel dramma sulla loro pelle. Si occupa quindi, in modo intenso e profondo, della memoria e nello stesso tempo del futuro che questo evento storico avrà nelle prossime generazioni. "E il topo rise" è il suo undicesimo libro, dal quale è stata ricavata anche un'opera lirica. La Semel affronta il tema della Shoah usando musica e parole ed utilizzando tecniche diverse. La trama usa infatti la forma del racconto, della fiaba, della fantascienza, della poesia e del diario per raccontare la storia di una bambina di cinque anni, tenuta nascosta durante l'occupazione nazista in un buco scavato nella terra dove venivano riposte le patate, in un paesino della Polonia. Questa bambina riesce a sopravvivere e sessant'anni dopo, a Tel Aviv, tenta di raccontare la sua incredibile storia alla nipote dodicenne. Il romanzo si misura con successo con la spinosa questione della memoria della Shoah dopo che anche l'ultimo testimone sarà scomparso. […]

Corriere dell'Umbria Giovedì 19 Gennaio 2012

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