Scorre molto meno sangue sulle strade umbre. Il numero dei morti a causa di incidenti stradali si è praticamente dimezzato negli ultimi dieci anni: si è passati così dai 117 morti del 2011 ai 61 dello scorso anno. In termini percentuali si parla di una diminuzione del 47,9% che va oltre il 44,8% della media nazionale (con il numero dei feriti calati di un terzo, passando da 6.050 a 4.079). Al dato meramente quantitativo, bisogna aggiungere però anche quello qualitativo in termini anche di velocità di raggiungimento dell'obiettivo. Il dato è rappresentato dal miglioramento complessivo della sicurezza stradale (riduzione dei tassi di mortalità e di ferimento e del costo sociale pro capite) che pone l'Umbria al quinto posto in Italia, dietro solo alla provincia autonoma di Bolzano, alle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e al "colosso" Lombardia, con un significativo -42% (la variazione è riferita sempre al confronto 2001-2011), che tradotto in soldoni significa che nel corso dello scorso anno, gli umbri hanno pagato 425 euro (in Italia sono 443) di spese relative a incidenti, cifra di molto inferi ore ai 579 euro di media sborsati nell'ultimo decennio.

Un decennio che ha contato complessivamente 1.045 morti, 55.079 feriti e una spesa complessiva di 5.511 milioni di euro, con un'incidenza sul pil regionale del 2,3%. Dati incoraggianti che sono stati illustrati in una conferenza stampa dall'assessore regionale alla Sicurezza stradale Stefano Vinti. 'Anche se con un annodi ritardo - spiega - l'Umbria ha raggiunto e superato l'obiettivo indicato dalla commissione europea, con una riduzione del 52,2% dei morti per incidenti stradali ogni 100mila euro. Ma nonostante gli importanti miglioramenti di sicurezza stradale conseguiti, lo stato di fatto è assolutamente poco soddisfacente, visto che il tasso di mortalità nella nostra regione (6,7) è ancora superiore al dato nazionale (6,4)."

Ma non solo.
"Di incidenti stradali si muore sette volte più che sul lavoro. - entra nel dettaglio Vinti - Inoltre, nel 2010 i morti per strada sono stati nove, solo nove invece i delitti. Stesso discorso per le percosse e violenze varie: sono meno di un terzo dei feriti in incidenti."
Quindi, c'è molto da fare ancora.
"Se da un lato - spiega Vinti - la velocità di riduzione delle vittime e del costo sociale è nettamente più elevata della media; dall'altro lo stato attuale della sicurezza stradale non va oltre la media, anche perchè in Umbria, si portava dietro una storica carenza in materia di sicurezza stradale."
Un bel progresso, che però non soddisfa ancora la giunta regionale che punta ancora più in alto.
"Non ci accontentiamo di quanto fatto negli ultimi anni. - afferma ancora Vinti - L'obiettivo è di ampliare e consolidare i tassi di miglioramento del decennio 2001-2011 e passare da un livello complessivo di sicurezza stradale sostanzialmente eguale alla media nazionale a un livello di sicurezza che ritroviamo nelle regioni italiani più virtuose e in molte realtà europee. Se il decennio trascorso - conclude l'assessore - è stato dedicato a recuperare un ritardo storico, il prossimo decennio vogliamo dedicarlo a raggiungere una posizione di eccellenza."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Dicembre 2012

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