Da quando è arrivato Ursus, con i suoi due metri di altezza, nella Camera delle meraviglie del museo archeologico dell'Umbria le scolaresche fanno la fila per vedere i reperti paleontologici esposti. Lo scheletro del gigante buono, viene chiamato così l'orso delle caverne ritrovato sul monte Cetona, piace ai ragazzi e lo conferma il flusso di giovani registrato da quando è stato aperto il nuovo allestimento.

Insomma, anche al museo archeologico serve rinnovarsi e ampliare la propria proposta continuamente. In quest'ottica un paio di anni fa è stato rivisto tutto l'assetto espositivo secondo indirizzi e criteri dettati dalla recente museografia. Purtroppo, il tutto è avvenuto nei limiti imposti dalle risicate disponibilità economiche. Perciò con un occhio diretto al cambiamento e un altro sulla cassa, la soprintendenza si prepara ad affrontare anche il 2013. Un anno che vedrà l'inaugurazione di un nuovo importante allestimento nel complesso di San Domenico.

Questa volta a trovare posto in speciali vetrine sarà l'intera collezione di lamine in bronzo sbalzato di Castel San Mariano, il nome deriva dal toponimo in cui sono state ritrovate nel comune di Corciano nel 1812. Centinaia e centinaia di pezzi pertinenti al rivestimento di tre carri da parata, databili tra il 570 e il 520 a.C., considerati tra le opere più rilevanti della bronzistica etrusca arcaica.

Alcune lamine non sono ancora state restaurate, altre sono già esposte nelle teche della grande sala degli Umbri e degli Etruschi. Nei prossimi mesi sarà, quindi, inaugurato un nuovo spazio, allestito nel loggiato superiore dove in precedenza fu ospitata la statua del Germanico, e si potrà così ammirare nei dettagli l'intera collezione. Altra novità che caratterizzerà il museo archeologico dell'Umbria sarà l'arrivo, questa volta nel loggiato inferiore davanti all'ingresso principale, del Telamone, una scultura maschile impiegata come sostegno in sostituzione di colonne.

La statua, alta circa un metro e sessanta più il basamento, darà il benvenuto ai visitatori. Il ritrovamento del reperto, risalente all'epoca romana, era avvenuto nel Ternano, poi depositato per decenni nei magazzini del museo di Spoleto li è rimasto finché il soprintendente Pagano non ha deciso di restaurarlo e portarlo a Perugia. A rendere ancora più fruibile l'esposizione nel museo in cantiere c'è un altro progetto da avviare in via sperimentale nel 2013. Si inizierà a febbraio, un paio di venerdì al mese saranno dedicati a far conoscenza da vicino di alcuni pezzi, scelti tra i tanti esposti. Vasi, gioielli, statue di volta in volta scenderanno in piazza e saranno presentati da un funzionario in soli venti minuti.

All'addetto, dunque, l'arduo compito della sintesi e di rendere le storie divulgative facendone emergere gli aspetti più curiosi. A metà gennaio il soprintendente Mario Pagano ha comunque in programma di fare una riflessione più ampia sullo stato delle cose, accompagnata dal consueto bilancio sull'anno appena chiuso, sarà anche l'occasione per annunciare i progetti in corso all'insegna di una nuova età dell'oro dell'archeologia.

Corriere dell'Umbria Giovedì 3 Gennaio 2013

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