É in avanzata fase di restauro la Madonna di Maestà delle Volte, coi santi Costanzo ed Ercolano, che il ceramista faentino Germano Belletti realizzò alla fine del secondo conflitto mondiale. La previsione era quella di una riconsegna in occasione della festa di San Costanzo, ma l'intervento si è protratto, anche per ragioni di avversità climatiche.
"Non un vero e proprio restauro precisa Clarissa Sirci che ha operato l'intervento - ma piuttosto una manutenzione straordinaria, consistente in una indispensabile ripulitura da smog e depositi di polvere e sporcizia accumulatisi negli anni."
La giovane restauratrice, recentemente nominata direttore del museo derutese della ceramica Grazia, spiega:
"Il ritardo è prevalentemente dovuto al fatto che, con queste temperature, non era opportuno usare acqua e così ho dovuto far ricorso ad altri liquidi di pulizia."

La ceramica, dunque, richiede un appropriato lavaggio, mentre la mattonella sottostante in cotto postula un ripristino delle parti mancanti. Il primo sfregio risale a una bottigliata, affibbiata al laterizio in una lontana edizione di Umbria Jazz, quando l'utenza era prevalentemente formata da capelloni e saccopelisti. Poi, nel 2012, qualche scellerato ha inciso dei graffiti con un corpo metallico tagliente. Anche a questo occorrerà porre rimedio. L'intervento è stato sponsorizzato dal Lions Augusta Perusia (un club declinato in gran parte al femminile), presieduto da Elvira Schiaffella Persichini. Per reperire i fondi fu organizzato un concerto tenuto alla Sala dei Notari l'11 maggio 2012, dal titolo "Carezze musicali: il pianoforte e la voce"

“Qui, in antico - sotto gli arconi di controspinta - esisteva un affresco di Madonna con Bambino ("Maestà"), protetta da un'edicola con luce perpetua, risalente alla fine del Duecento, La Maestà ceramica d'età moderna nacque invece come grande ex voto, intitolato "Santi protettori Ercolano e Costanzo che presentano Perugia alla Vergine."

L'intento degli amministratori comunali dell'epoca (sindaco Fausto Andreani) era quello di ringraziare la Madonna per aver preservato la città dai bombardamenti (quelli al Carmine, in Porta San Pietro, al ponte di via Cesare Battisti, a Sant'Egidio, furono duri, ma non esiziali). La locale comunità dei ceramisti commissionò al faentino Germano Belletti l'opera, come sta scritto nella formella. La dedica in latino, tradotta, suona:
"Alla Vergine madre delle grazie, per aver salvato questa città dilettissima dalle insidie e dalle sofferenze della guerra e perché continui a salvaguardarla. La società dei vasai di Perugia promette che si debbano rendere grazie e voti dagli animi dei cittadini 30 aprile 1945."

L'opera fu realizzata dalla fabbrica perugina di ceramiche "La Salamandra" presso il complesso conventuale di San Francesco delle Donne, che ancora domina la Conca con la sua storica ciminiera. Una ragione in più per rivendicarne e tutelarne la peruginità.

Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Giovedì 31 Gennaio 2013

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