Prima i Teli di copertura per un anno, poi un metro di terra per coprire tutto e mettere la parola “fine” alla discarica di Pietramelina. Basterà tutto questo a tacitare gli abitanti di quella zona?
Sembra proprio di no. Il Comune, dopo l'infuocata assemblea della settimana scorsa, spiega nel dettaglio l'operazione e conferma che verrà realizzato l'adeguamento dell'impianto esistente e la realizzazione di uno nuovo che emetterà odori in misura minima e servirà alla produzione di biogas.

“Per la fase di chiusura afferma Palazzo dei Priori - sono stimati 12-18 mesi durante i quali la discarica sarà coperta con teli e nessun conferimento sarà possibile. Quindi, tolti i teli provvisori, si passerà alla posa in opera degli strati dei materiali costituenti la copertura definitiva. Sopra gli strati tecnici, che hanno finalità di drenaggio e impermeabilizzazione, verrà posto lo strato superficiale costituito da un metro di terreno vegetale . Il passo successivo è rappresentato dal ripristino ambientale della superficie mediante la messa a dimora di specie arboree autoctone. Il sito - spiegano in Comune - dovrà continuare ad essere gestito in maniera idonea per almeno 30 anni”.

Nel Frattempo è previsto l'ammodernamento dell'attuale impianto di compostaggio, risalente al 1985.

“L'adeguamento è finalizzato al miglioramento della filiera di recupero, con l'inserimento della sezione anaerobica, e alla riduzione di emissioni odorigene. Il progetto prevede l'integrazione dell'attuale compostaggio con un impianto di digestione anaerobica;. Ciò permetterà la produzione di biogas, che verrà interamente sfruttato per la produzione di energia elettrica rinnovabile e la produzione di compost di qualità da utilizzare in agricoltura o sul mercato del florovivaismo. Il processo verrà confinato in ambienti chiusi e le arie saranno opportunamente trattate - garantiscono dall'ente -, prima di essere immesse in atmosfera, per abbatterne il carico odorigeno. Il polo di Pietramelina produrrà dopo questi interventi esclusivamente energia rinnovabile. A questo si aggiungerà la energia prodotta dall'impianto fotovoltaico già installato sul tetto del compostaggio”.

Il progetto è stato spiegato ai residenti di quelle zone che non ne vogliono sapere: “La discarica deve essere chiusa definitivamente”.

La Nazione Mercoledì 15 Maggio 2013

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