Nella città delle occasioni perse va incastonato un altro caso clamoroso: il no a Umbria jazz in sala Podiani. Il bello spazio di Palazzo dei Priori, inserito nel percorso della Galleria nazionale dell'Umbria, avrebbe dovuto accogliere tre concerti per i 40 anni di Uj, ma l'idea, è saltata nonostante il programma stampato e annunciato. Al posto delle esibizioni musicali è subentrata la mostra fotografica di Sandro Becchetti inserita nel calendario di "Tutta mia la città". Il groviglio merita qualche domanda. La prima: le due iniziative avrebbero potuto trovare una forma di convivenza?
"Impossibile - risponde Uj -. Se l'allestimento avesse lasciato libera l'ampiezza della sala sarebbe comunque stato difficoltoso, ma addirittura il progetto prevede delle istallazioni centrali, perciò la cosa diventa impossibile da gestire."

Seconda domanda: allora, non ci si poteva pensare prima? Qui bisogna riavvolgere il nastro. La proposta del tutto spontanea viene fatta dal soprintendente Fabio De Chirico durante le giornate del Fuori Salone milanese. L'idea trova subito tutti d'accordo e decisi a unire le progettualità per portare la blasonata musica del festival in uno dei luoghi più prestigiosi del territorio. Le scelte artistiche quindi ricadono su formazioni ad hoc: Danilo Rea e Renato Sellani, Edmar Castaneda, con Gabriele Mirabassi e il trio di Enrico Zanisi.

Tutto liscio e già nei piani alti si commenta di come l'iniziativa avrebbe fatto bene al principale museo dell'Umbria or mai in caduta libera nelle classifiche nazionali rispetto a sette/otto anni fa. Del resto, i 40 annidi Uj hanno una visibilità internazionale da cavalcare senza pensarci troppo. Per il patron Carlo Pagnotta, poi, è un esperimento già fatto in passato e ben riuscito con un concerto di Meldau che aveva visto Veltroni tra il pubblico.

E per questa nuova occasione addirittura si pensa di invitare il nuovo ministro Massimo Bray. Insomma, parecchie energie positive sono in movimento nella direzione giusta. Diventa, allora, difficile capire il perché del patratac e perché qualcuno non abbia provato a porre rimedio alla sovrapposizione creata non si sa bene da chi. In verità, la Regione tenta, una mediazione, ma orinai è troppo tardi e a. Umbria jazz non va di perdere altro tempo prezioso e sposta i concerti al Morlacchi. Ciò che rimane alla città è l'occasione perduta e tante voci di sottofondo.

"La sala Podiani è ormai al centro di un incrocio di interessi - dicono - e una conflittualità tra Soprintendenza, Regione e Comune che non fa bene a nessuno. E fra tanti litiganti non c'è chi gode?."
E ancora:
"Il soprintendente avrebbe dovuto difendere la sua posizione a costo di scendere con la sciabola in corso Vannucci, ma sono passati quei tempi...."
Una soluzione poteva essere posticipare la mostra. Ma c'è chi risponde nel segno della spendig review:
"Probabilmente le amministrazioni hanno voluto prendere due piccioni con una fava sfruttando l'allestimento della mostra di Albers per quella di Becchetti."
Comunque sia, ancora una volta, le belle idee e le buone occasioni vengono immolate sull'altare della disorganizzazione. L'unica nota positiva la suona Uj:
"Vorrà dire che al Morlacchi faremo più biglietti."
Corriere dell'Umbria Giovedì 6 Giugno 2013

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