Sono piccoli ma "ricicloni". Quattro Comuni umbri fanno bella mostra di sì nella classifica della XX edizione della rassegna di Lega Ambiente (patrocinata dal ministero dell'Ambiente) dedicata alla raccolta differenziata: sono Giano dell'Umbria, Torgiano, Fratta Todina e Montecastello Vibio. Ma i premi non tolgono spazio alle critiche. Legambiente stessa lancia strali sull'Umbria, definendo il quadro "un bel po' desolante" perché nella classifica entrano "solo quattro comuni ("il 4,32% sul totale contro il 19,51% di quelli marchigiani e il 7,32% di quelli toscani") e "tutti piccoli". "Soprattutto nessun comune capoluogo (come del resto nel Centro Italia) rientra nella classifica e altrettanto vale per quelli oltre i 10 mila abitanti".

Spicca Giano dell'Umbria al 18esimo posto della classifica dei comuni del Centro al di sotto dei 10mila abitanti con un indice di buona gestione pari a 59,56 e una raccolta differenziata del 70,1%."Segue Torgiano al 33esimo posto con un indice di buona gestione di 55,01 e una raccolta differenziata del 73,7%. Al 43esimo posto si piazza Fratta Todina con un indice di buona gestione di 50,76 e una raccolta differenziata del 68,1% e Montecastello Vibio al 52esimo con un indice di buona gestione a 47,65 e un raccolta differenziata al 67,4%.

La consegna degli attestati, avvenuta a Roma, ha interessato il 16 per cento dei comuni italiani, pari al 13 per cento della popolazione nazionale, con il primato di Ponte della Alpi (8,508 abitanti), in provincia di Belluno.

"Ormai sappiamo tutti - spiega il presidente di Legambiente Umbria, Alessandra Paciotto - che la gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata. Così come conosciamo con chiarezza i punti dolenti della gestione dei rifiuti in Umbria, su cui occorre concentrarsi: le città più grandi e ampie zone della regione, come Spoleto, Foligno e la Valnerina, anche il Ternano e l'Orvietano, dove ancora il peso delle discariche e i volturi della raccolta indifferenziata tengono l'Umbria lontana dall'essere una regione virtuosa. Dobbiamo spingere per ridurre i rifiuti prodotti - continua Alessandra Paciotto - passare al porta a porta spinto su tutto il territorio regionale a cominciare dalla frazione organica, che non può più essere stradale e comprendere i pannolini, come avviene invece a Perugia (unica città d'Italia ad adottare questa modalità), dire stop ai termovalorizzatori vecchi e nuovi, costruire e rendere più efficienti gli impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l'organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita."
Corriere dell'Umbria Martedì 9 Luglio 2013

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