Diga del Chiascio pronta nel 2017

I soldi ci sono, 43 milioni di euro, la gara è stata fatta, l'affidamento alla ditta sarà firmato in questi giorni. Manca soltanto a questo punto l'apertura del cantiere per dare finalmente un senso a una delle più grandi incompiute dell'Umbria: la diga del Chiascio.
Un invaso che, da 30 anni, non è stato mai potuto sfruttare a causa del terreno instabile su una delle pareti che dovrebbe far da argine al futuro lago del Chiascio all'altezza della località Barcaccia.

Ma ormai tutto è pronto: dalla Regione fanno sapere che nei prossimi giorni sarà definito l'affidamento alla ditta vincitrice dell'appalto per il consolidamento del terreno della diga. E le previsioni dell'assessorato regionale indicano l'inizio dei lavori per ottobre. Per il 2015 si vuole iniziare a dare corso a un invaso che consentirà di avere una risorsa d'acqua di di 145 milioni di metri cubi annui. La definitiva messa in funzione del bacino è prevista per il 2017. Il completamento dei lavori sulla diga del Chiascio porterà l'Umbria ad avere due grandi invasi quali la diga di Montedoglio (che approvvigiona l'Alta Valle del Tevere, il bacino del Trasimeno e in parte Perugia) e la diga del Chiascio, che integrerà il sistema idrico umbro con mille litri al secondo.

Inoltre con la diga del Chiascio si riusciranno ad approvvigionare altri 1.200 ettari di terreno irriguo della Valle umbra: ovvero Assisi, Bastia, Spello e Foligno. Intanto però sono partiti i lavori per le due principali condotte che da Pianello - la centrale di smistamento già realizzata - indirizzerà la futura acqua della diga del Chiascio verso Perugia e Foligno. Grandi tubature sono utilizzare lungo l'asse in direzione Spello.
Nei prossimi giorni l'assessore regionale Fernanda Cecchini insieme ai tecnici regionali effettuerà un sopralluogo sui lavori. Le due condotte hanno una duplice funzione: la prima, dare acqua prima per l'agricoltura e poi anche per uso idro-potabile (per le case).

La seconda: evitare gli attingimenti su Tevere, Chiascio e Topino salvando cosi i fiumi i corsi d'acqua. La diga avrà circa 65mila ettari territoriali dislocati nella valle Umbra fino a Spoleto, nella valle del Tevere fino a Todi e nelle valli minori dei torrenti Nestore, Caina e Genna. Lo sbarramento sottende un bacino idrografico di 471 chilometri quadrati e determina uno specchio lacustre lungo oltre 20 chilometri. Esteso su una superficie di 9 milioni di metri quadri. Il volume accumulabile di acqua è di 224 milioni di metri cubi, 24 dei quali destinati alla regimazione dei deflussi, 14 agli interrimenti e 186 alla regolazione pluriennale, con ampia elasticità nell'uso plurimo delle acque (irrigazione, uso civile, industriale, ecologico).

La diga ha un andamento planimetrico leggermente curvilineo per il necessario adattamento alla morfologia della stretta ed è stata realizzata in materiali sciolti con nucleo centrale impermeabile fondato sulla roccia di base, con rivestimento a monte in calcestruzzo. Per incanalare i deflussi nella galleria di diversione, poi scarico di fondo, è stato costruito uno sbarramento preliminare dell'altezza di 18 metri che é rimasto poi incorporato nella diga principale, costituendone il piede di monte. Detta galleria a sezione circolare del diametro di 6,60 metri, si sviluppa per una lunghezza di 611,22 metri in spalla sinistra sotto lo sfioratore di superficie, a fianco del quale sbocca nella comune vasca di dissipazione di forma trapezia con lato di uscita curvilineo e superfice di circa 2.700 metri quadrati.
Lo sfioratore é costituito da una soglia fissa di 114,40 metri per un'altezza stramazzante di 2,50 metri e da un canale laterale in cemento armato largo 20 che immette in uno scivolo lungo 301,52 con un dislivello di 52,5 metri. Gli organi di scarico consentono l'esaurimento di una portata di 1643 metri cubi al secondo. 

Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Agosto 2013

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