Music for Sunset con Jon Hassell

Dice Sergio Piazzoli che poco prima dell'inizio del concerto di Jon Hassell, lunedì, aveva pensato di mettere qualche disco per scaldare un po' l'aria, forse pure per provare a scacciare le nuvole dense che facevano la ronda al Trasimeno da tutto il giorno e che a metà pomeriggio avevano tirato giù uno sgrullo da bestemmia, una botta d'acqua da far temere il peggio.
E che lui, Hassell, a quel punto gli si è avvicinato per dirgli di no, niente musica, per favore, perché la musica è il silenzio, sono gli alberi dell' isola, il vento, il lago; é in quel momento, forse, che l'uomo che tre anni fa ebbe l'idea di trasformare Isola Maggiore in uno straordinario palcoscenico all' aperto per un folle festival di musiche e arti di ogni sorta ha capito di aver fatto centro, comunque sarebbero andate le cose da lì in avanti.

A quel punto poteva venir giù tutta l'acqua di questo mondo, il concerto poteva durare anche solo un minuto, o cinque, o i trenta che in effetti poi sarebbe durato, ma la quadratura del cerchio era lì, davanti ai suoi occhi. Dice sempre di aver ritagliato Music for Sunset sull' idea di Jon Hassell, Piazzoli, e quel piccolo rimprovero gentile deve avergli confermato di essersi imbattuto davvero in una delle intuizioni più geniali della sua lunga camera di impresario che prima di tutto è un uomo che vive di musica e per la musica.

E poi si, lunedì ha piovuto. Hassell e i suoi avevano cominciato a suonare da mezzora, giusto il tempo di vedere il cerchio arancio del sole cominciare a immergersi nella foschia dell'orizzonte, e poi un cielo nero era arrivato di corsa da Castiglione del Lago per esplodere in un acquazzone fragoroso, a metter fine alla festa, senza appello. Mezzora. "Ma una delle mezzore di musica dal vivo più intense e incredibili della mia vita", avrebbe confessato Piazzoli il giorno dopo.

Il che, detto da lui, significa moltissimo. E peccato per tutta la gente che comunque, nonostante le minacce del tempo, era accorsa a godersi lo spettacolo di quest'appendice arrivata a oltre un mese di distanza dai fortunatissimi quattro giorni di giugno, a cavallo del solstizio. La meraviglia di quella manciata di minuti sarebbe potuta continuare ancora a lungo, e il rammarico è inevitabile. Però rimane, quella meraviglia. E lui, Hassell, di Isola pare essersi innamorato davvero. "L'anno prossimo torno", ha detto a Piazzoli.

Giovanni Dozzini
Corriere dell'Umbria Giovedì 1° Agosto 2013

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