Il tema della sicurezza alimentare apre nuovi scenari nell'economia nazionale, offrendo importanti opportunità alle imprese. La Cina guarda, infatti, con ammirazione e interesse ai prodotti agroalimentari non solo sotto il profilo della bontà e della genuinità, ma anche della salubrità. É in questa ottica che il programma di cooperazione internazionale Ministero degli Esteri, Regioni e Cina ha dimostrato di saper funzionare, decretando il successo del progetto "Food Safety Forum in China" che ha visto l'Umbria, soggetto capofila, lavorare assieme a Lombardia, Marche, Lazio e Campania. Ieri mattina, a Palazzo Donini, le prime riflessioni sul progetto e sui risultati conseguiti. Un "grande confronto" sulla sicurezza alimentare, come l'ha definito l'assessore regionale Fernanda Cecchini, al quale l'Umbria ha contribuito con il suo "patrimonio di buone pratiche", in termini di "affidabilità, qualità e tracciabilità del cibo."L'Umbria parla e si fa conoscere attraverso le sue
"eccellenze, capaci di promuovere il territorio, di attivare sinergie con le imprese per una commercializzazione del prodotto integrata con la filiera turistica."
Quindi, l'auspicio di un rifinanziamento del progetto, anche se - ha aggiunto -
"comunque vada, sono state gettate le basi per ulteriori sviluppi e collaborazioni tra Italia e Cina in vari settori. L'Umbria saprà proseguire lungo questo percorso aperto."
La spesa complessiva del progetto, giunto alla sua ultima annualità, è stata di 200.000 euro, dei 3.700.000 euro che compongono il finanziamento del programma generale (Mae-RegioniCina). A testimoniare quanto la sicurezza alimentare sia questione prioritaria per la Cina è stato Li Tian Wei, a nome della delegazione di imprenditori cinesi (impegnati nei vari settori dall'agroalimentare alla manifattura, dall'immobiliare alla moda e alla telefonia) che questa settimana hanno visitato alcune realtà aziendali dell' Umbria.
"Nell'impetuoso sviluppo economico della Cina degli ultimi decenni, avvenuto m tempi così rapidi, il problema della sicurezza alimentare è per noi e per le nostre autorità un problema centrale, soprattutto se si considera che, in un paese cosi popolato, garantire cibo a tutti è ancora una emergenza."
William Li Tian Wei ha parlato del fascino che la nostra regione ha sui cinesi, con la sua "antica storia".
"L'esperienza italiana può fornirci - ha detto gli strumenti adeguati per produrre cibo sicuro, naturale, ecocompatibile e soprattutto gustoso."
Stefano Briganti, del Parco Tecnologico Agroalimentare dell' Umbria, che del progetto è stato il soggetto attuatore, ha valutato l'esperienza dal punto di vista della
"capacità di aver saputo fare sistema fra regioni e quindi di presentarsi alla Cina come sistema Italia."
Corriere dell'Umbria Giovedì 10 Ottobre 2013

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