Non solo il centro storico e l'acropoli in particolare nella morsa della crisi, anche nei quartieri di periferia le attività commerciali sono costrette a chiudere i battenti.
In questi giorni è il turno dei Magazzini Astro, una sorta di "griffe" di casa nostra. Nei giorni scorsi sulle vetrine sono comparsi i manifesti che annunciano le saracinesche abbassate per sempre. Svendita totale per chiusura definitiva e merce a metà prezzo: così nella giornata di sabato e anche ieri si è formata una lunga fila di clienti per l'ultimo shopping.
Anche sui social network la notizia viene commentata con accenti di sorpresa e di tristezza. Su Facebook i cittadini dicono la loro.
"Non è solo una attività commerciale che chiude - digita uno di loro per noi ponteggiani è molto, molto di più...."
E un altro aggiunge:
"e veramente triste vedere tramontare un'epoca... la nostra."
Un noto esponente delle associazioni più attive e apprezzate del quartiere scrive:

"Via Manzoni e Ponte San Giovanni perdono un'insegna mitica molto amata dai ponteggiani e anche dalla periferia per la qualità dei suoi prodotti e per i prezzi molto ragionevoli ma, soprattutto, per la simpatia e il tocco umano con cui i titolari erano soliti accogliere i propri clienti”.

Prima Giorgetti e poi anche l'Astro, due grandi insegne che scompaiono dalla via Manzoni mettendo a rischio la nomea guadagnata in questi ultimi anni di "via dello shopping". Si perchè mentre nel centro storico della città i negozi chiudevano, con delle vere e proprie serrate nelle principali vie a ridosso dell'acropoli - ma anche in corso Vannucci - via Manzoni aveva iniziato ad ospitare punti vendita e catene "di tendenza", dove soprattutto le giovani generazioni hanno trovato per anni le "griffe" più di grido.

Adesso la fase d'oro, con la chiusura dei magazzini, potrebbe conoscere una fase di stop. Ma l'impoverimento dell'offerta commerciale riguarda tutto il territorio, non si salva nessuno. I dati fomiti dagli osservatori, dalle associazioni di categoria e dagli stessi sindacati di settore, sono impietosi. La Cgil settore commercio monitora da vicino tutti i casi di attività in difficoltà: dove spesso tra chiusure, trasferimenti e riaperture con cambio di società, a pagare sono i dipendenti.

Corriere dell'Umbria Lunedì 30 Dicembre 2013

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