Quello degli agriturismi è un comparto quasi impermeabile alle conseguenze della crisi, con numeri in costante aumento e con un'offerta sempre più variegata. E quanto emerso nel corso dell'assemblea annuale di Turismo Verde Umbria, l'associazione degli agriturismi promossa dalla Cia, organizzata ieri mattina alla sede perugina della confederazione degli agricoltori. Durante l'incontro, cui hanno preso parte Giampiero Rosati, presidente di Turismo Verde Umbria, Domenico Brugnoni e Catia Mariani, rispettivamente presidente e direttore generale di Cia Umbria, e Fernanda Cecchini, assessore all'Agricoltura della Regione Umbria, si è discusso delle tante azioni per promuovere e migliorare il settore, che tra i confini locali conta quasi 1.300 aziende con oltre 20.000 posti letto, e soprattutto del nuovo disegno di legge di riforma dell'agriturismo, recentemente adottato dalla giunta regionale dell'Umbria.
"Nonostante questi ultimi anni siano stati difficili a causa della crisi - ha spiegato Giampiero Rosati -, siamo soddisfatti per la stesura di questa nuova legge; è un bel risultato perchè essa ribadisce l'importanza e la centralità delle aziende agricole nel fare turismo in questa regione. Che sicuramente non avrebbe gli stessi risultati senza le nostre imprese."
"Siamo partiti dal presupposto che - ha aggiunto Fernanda Cecchini -, in Umbria, gli agriturismi sono molti, ma non tutti cosi qualificati. Il disegno di legge si pone come obiettivo quello di essere più flessibili con chi si comporta bene. Di conseguenza, è anche più rigido nei criteri. Si basa sulla multifunzione delle aziende. Quindi, da una normativa sia per quanto riguarda l'agriturismo che perle fattorie didattiche. Introduce, inoltre, un elemento di assoluta novità, ovvero quello delle fattorie sociali, rispetto alle quali ci auguriamo possano portare quel valore aggiunto al territorio rurale dell'Umbria."
Andando a scavare nelle statistiche ufficiali riguardanti i flussi turistici nella regione, comunque, si percepisce chiaramente come, anche per l'ospitalità in campagna, i problemi non manchino. Gli arrivi solo lievemente superiori a quelli del 2012 (+0,44%), le presenze ridotte dell' 1,41% e l'indice di utilizzo medio delle strutture è sceso del 2,86%. Tutto questo porta a pensare al 2013 come a un anno nel quale si sono fatte sentire ancora e pesantemente le conseguenze della crisi economica e del crollo dei consumi.
"Abbiamo - ha detto Rosati - una serie di problemi legati alla programmazione, alla promozione e alla mancanza di soldi. Credo che, in questi anni, ci sia stata una netta professionalizzazione e anche un miglioramento della qualità dell'offerta. Dobbiamo solo stringere i denti e aspettare che passi questa crisi, che ci ha segnato profondamente."
Al termine dell'assemblea annuale è stato anche eletto il nuovo direttivo regionale di Turismo Verde Umbria.
Corriere dell'Umbria Venerdì 21 Marzo 2014

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