Dentro agli ameni confini del piccolo cuor verde d'Italia i turisti di questa estate 2009 latitano. Nonostante quelli che arrivano, soprattutto da Oltremanica, rimangono affascianti dalla nostra regione, i numeri (e i conti) non tornano: sono americani, inglesi e olandesi a mancare all'appello.
E già si parla di una flessione del 20 o anche del 30 per cento con una ulteriore nota negativa non fa eccezione neanche l'agriturismo.
Il calo di presenza negli alberghi è notevole ed è stato verificato anche in occasione di grandi manifestazioni come Umbriajazz che da un lato ha fatto registrare un incremento della gente nella piazze e dall'altro ha dovuti fare i conti come meno posti letto venduti dalle aziende durante il festival.
Se si parla di fatturato la forbice va dal 20 al 35 per cento di flessione (ovvio, in negativo).
"Le nostre previsioni - commenta Vincenzo Bianconi, di Federalberghi Confcommercio - si stanno verificando.
Vorremmo tanto essere smentiti, ma se continua così diverse aziende saranno costrette a rimanere chiuse per i mesi invernali, come avevamo già prospettato qualche tempo fa.
Noi stiamo combattendo. I pacchetti (rivolti alle famiglie e ai gruppi, in particolare di anziani) sono un tentativo di risposta a questo periodo di difficoltà generato in primis dalla congiuntura economica e in secundis dalla necessità urgente di ripensare strategicamente l'offerta per i turisti in Umbria.
Un sistema competitivo resisterebbe meglio ai morsi della crisi e noi, invece, abbiamo molti competitori con cui dobbiamo fare i conti.
Del resto ogni crisi è sempre foriera di grandi trasformazioni."
Sono il Trentino, la Toscana e oltralpe la Provenza i competitori più pericolosi per il cuore verde, che pure ha dalla sua molti punti a favore.
La riscossa sembra sia già iniziata.
"Si sta rivoluzionando – commenta Bianconi - con maggiore determinazione una politica turistica che deve essere risettata in visione dei cambiamenti che ci sono stati nel mondo del turismo degli ultimi dieci anni.
Quanto sta facendo la Regione da due anni va nella giusta direzione seguendo una strategia di ampio respiro e persegue la qualità, da un lato attraverso la formazione e dall'altro con la creazione di prodotti tematici.
Bisogna cercare di fare rete nell'azione di promozione e commercializzazione. La vera sfida adesso è quella di ottimizzare l'investimento. L'Umbria è famosa per avere poche risorse da spendere nel turismo, ma se mettiamo insieme una volta per tutte le risorse che i Gal prenderanno da alcuni bandi di prossima apertura, quelli dei Comuni, delle Comunità montane, delle associazioni di categoria, delle Camere di commercio, della Regione, si crea un gruzzolo di denaro importante che, causa crisi, non può essere investito o speso fuori bersaglio."
Se dall'alberghiero si passa all'extra, allora bisogna ammettere che anche l'agriturismo in queste settimane fa fatica e registra un calo di presenze che può arrivare in alcuni casi anche al 30 per cento e che (anche se in rarissime situazioni) a giugno ha avuto picchi del 50 per cento di turisti in meno.
"In alcuni casi – spiega Marco Silenzi di Agriturist - il soggiorno si ridotto a 3 o 4 giorni e le notti si sono ridotte a 2 o 3.
Ci hanno segnalato delle prenotazioni per Ferragosto di gente che ha chiesto di fermarsi anche per una sola notte o al massimo due.
Anche se questo è un fenomeno in linea con le tendenze del mercato italiano ed è evidente già dallo scorso anno (quindi con origine diversa dalla crisi).
La gente sta entrando nell'ottica di una vacanza più breve ma comunque non ci rinuncia. Noi stiamo cercando d'investire sulla qualità dell'offerta e cerchiamo anche di mantenere i prezzi. Bisogna anche fare i conti con il last minute e il fatto che diversi buchi li riempi pochi giorni prima.
C'è anche da tenere presente che, per esempio, gli olandesi decidono di andare in vacanza in funzione di alcuni premi di produzione che ricevono a fine maggio o anche a giugno.
Quindi è logico per loro prenotare dopo. Alcuni imprenditori ancora segnalano l'effetto terremoto e altri hanno messo a punto delle offerte per agosto, questo significa che la situazione è problematica."
Un po' meno male va per i luoghi di indiscusso charme, come le residenze d'epoca, che registrano una flessione solo dell'8 o del 10 per cento, e il turismo specializzato che mantiene, il trekking, per esempio, non è venuto meno.
Qualche abitué inglese ha disertato, per esempio, questa estate la sua vacanza nell'eugubino a tu per tu con l'eredità dei Montefeltro.
"Sono venuti a mancare americani e inglesi – sottolinea Carlo Sagrini del Castello di Petroja – e tuttavia abbiamo delle new entry, soprattutto tedeschi, svizzeri e francesi.
La crisi morde anche noi che comunque manteniamo i prezzi e ci adoperiamo per offrire maggiori servizi alla clientela."
Sulle tracce di Federico, duca di Urbino, dunque arrivano nuove fette di mercato molto esigente che però un po' fanno fatica a rimpiazzare quelle tradizionali (altrettanto esigenti).
Intanto continua la campagna degli albergatori per la promozione di sconti per le famiglie e per i gruppi.
In particolare per salvare l'ultima settimana di agosto e la prima di settembre arriverà l'"Umbria family free", ovvero una serie di agevolazioni e sconti per nuclei familiari con bambini che, da parte loro, potranno accedere gratuitamente ai servizi alberghieri e in diversi parchi tematici, come la Città della domenica, e outdoor, come quelli sui Sibillini, e ancora altri.
"Stiamo cercando - spiega Bianconi - di creare le condizioni per renderci appetibili rispetto ai nostri competitori, ovvero tutte quelle destinazioni che riescono ad avere un rapporto prezzo-qualità in rispondenza del prodotto migliore.
E noi siamo chiamati a dare il meglio."
e' proprio qui che si gioca la sfida dell'Umbria.
"La sfida dell'Umbria, che deve partire oggi per dare i primi frutti nei prossimi mesi ed anni è volta a quella che io chiamo qualità totale – conclude Bianconi – dove il paesaggio e l'ospitalità vanno a braccetto con la tipicità dei prodotti e la salubrità delle condizioni di vita dell'Umbria, con le tradizioni e la cultura, perché l'Umbria è uno stile di vita caratterizzato dalla alta qualità di ogni singola componente dell'offerta turistica.
Noi dobbiamo saperlo comunicare e soprattutto resettare laddove stiamo facendo degli errori. Dobbiamo essere bravi a confezionare bene questa esperienza e allora saremo unici e inimitabili. L'importante è ora più che mai non disperdere risorse e impegnarsi a dare il massimo e a gareggiare solo laddove si può vincere."
di Filomena Armentano
Il Messaggero Lunedì 27 Luglio 2009

1 commenti

  1. agriturismo  

    8 agosto 2009 11:42

    In una fase recessiva mondiale non ci si poteva aspettare diversamente. Sembra comunque tenere bene la domanda interna, ad ulteriore conferma che da noi la crisi ha sinora morso meno che in altri paesi esteri. Speriamo che l'offerta di vacanza in agriturismo costituisca sempre più una alternativa a misura d'uomo

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