"Non temiamo il piano-aeroporti del governo."
Le parole di Mario Fagotti, presidente della Sase, rappresentano un segnale positivo mentre nel resto del Paese si rincorrono voci di drastici ridimensionamenti. Il documento sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera sta creando allarmismo in numerosi aeroporti italiani.
"Sono soltanto ipotesi - taglia corto il presidente - di vero c'è soltanto che il piano è ancora in fase di elaborazione. Una volta definito nella sua interezza sarà oggetto di confronto."
La discussione con Assaeroporti, l'associazione italiana gestori aeroporti, è già iniziata. L'obiettivo governativo è di riorganizzare e razionalizzare la geografia del trasporto via cielo per persone e merci. L'ipotesi è di ridurre gli scali, lasciando aperti quelli che possiedono strutture adeguate senza necessità di un intervento dello Stato. Chi è rimasto indietro dovrà sperare nell'intervento degli enti locali, a cominciare da Regione e Comuni. Non è il caso di Perugia.
"Abbiamo effettuato importanti interventi a livello strutturale"
commenta Fagotti. Solo per allungare la pista tra il ‘96 e ‘97, sono stati impiegati 1'0 milioni, di cui tre stanziati dalla Regione. Altri 40milioni per gli interventi programmati in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'unificazione del Paese. Di questi ben 12milioni erano sempre targati palazzo Donini. Altri 6milioni per la bretella stradale.
"Siamo stati `fortunati' a realizzare questi interventi"
dice scherzando il presidente. Di certo, sono stati lungimiranti visto il nuovo piano-aeroporti allo studio governativo. Lo scalo umbro ha potenzialità per essere compreso fra quelli di interesse nazionale e d'area. Per quanto riguarda il centro Italia l'ipotesi è di mantenere in vita i due scali romani, Fiumicino e Ciampino, a cui affiancare anche Perugia e Pescara. Ancona potrebbe essere trasformata in uno scalo merci. Scenario d'interesse per la nostra struttura che potrebbe diventare una vera e propria porta d'ingresso per quanti devono raggiungere la costa adriatica. Il flusso dei passeggeri potrebbe crescere sensibilmente. Ipotesi, per ora. Di certo ci sono i risultati raggiunti. A luglio l'aeroporto umbro "San Francesco" ha registrato un aumento dei passeggeri del 22 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Corriere dell'Umbria Giovedì 23 Agosto 2012

1 commenti

  1. Anonimo  

    23 agosto 2012 19:13

    Certo, infatti tra Perugia e il porto di Ancona ci sono solo pochi chilometri... proprio un'ottima "porta per la costa adriatica"!

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