T-red, stop and go. Tradotto dal gergo automobilistico: i vampiri dei semafori, le famigerate fotocamere che cliccano e multano al passaggio con il rosso, vanno anche loro temporaneamente in vacanza.
Perenne: saranno sostituiti dai “photor&v”, altra tecnologia, soprattutto con una tolleranza superiore dopo il giallo, una sorta di franchigia per chi non ha i riflessi di Schumacher.
L’annuncio ieri in giunta comunale da parte dell’assessore alla Mobilità Antonello Chianella. I lavori sono imminenti, fissati entro la settimana.
Cambia la società installatrice - la Project Automation, già fornitrice delle telecamere del Situ, sostituisce la Citiesse - e cambia anche la modalità di finanziamento: non più l’aggio del 25% all’Ati privata per ogni multa incassata (fattore su cui hanno insistito molti ricorsi, ndr) ma un pagamento in un’unica soluzione da parte del Comune per affittare la strumentazione.
Per cinque anni circa un milione di euro.
Poi però sarà l’ente pubblico a beneficiare integralmente degli incassi.
Altra novità: i dodici punti monitorati potranno spostarsi anche in altri incroci pericolosi, pur rimanendo nel totale della dozzina.
Il funzionamento dei photor&ev è altra cosa rispetto ai t-red. Intanto può controllare fino a 3 corsie in allontanamento.
Come misuratore di velocità monitora simultaneamente fino a 3 corsie anche in avvicinamento. La velocità viene misurata con spire d’induzione fissate sotto il manto stradale.
Il funzionamento è assicurato 24 ore su 24 in qualsiasi condizione del tempo grazie al flash fotografico sempre in funzione.
Misura e fotografa tutti i tipi di veicoli, anche motorini. Scatta 1 o 2 fotogrammi digitali per ogni infrazione.
Tutti i dati impostati sono ben leggibili su un display a cristalli liquidi. Due fasce orarie al giorno, per eventuale esclusione, e per tutti i giorni della settimana.
Alimentazione dalla rete o dal pannello solare a 12 volts.
Possibilità di collegamento con un orologio gps. Collegabile infine in rete o per uso “stand-alone”, ed elaborazione dati con il pacchetto software traffidesk.
I semafori monitorati saranno, come precisato, sempre quelli, con possibilità però di ampliamento in altre zone sensibili.
Ecco la lista degli incroci dove avverranno le sostituzioni: incrocio Pellini – Checchi – S. Prospero (1 impianto); incrocio Tuzi – Piccolpasso (1 impianto); incrocio piazza Monteluce (2 impianti); incrocio XX Settembre – Ruggero D'Andreotto - M. Angeloni (2 impianti); incrocio Mentana (1 impianto); incrocio Martiri dei Lager – Madonna Alta – M. Magnini (2 impianti); incrocio Settevalli - Martiri dei Lager (1 impianto); incrocio Cortonese – Gallenga (2 impianti); incrocio Pallotta – Filosofi (2 impianti); incrocio Palermo- Pallotta (1 impianto)

Alessandro Antonini dal Corriere dell'Umbria

1 commenti

  1. Anonimo  

    5 febbraio 2013 13:18

    BASTA TASSE! BASTA MULTE!

    I T-Red, come tutti i sistemi di rilevamento automatico della targa dei veicoli sono illegali. Secondo la legge non possono esistere. La gente non li vuole. Ogni volta che usciamo di casa, siamo spiati, samo multati, abbiamo paura. Il sindaco continua a usarli ancora solo grazie alla compiacenza delle autorità locali corrotte, quali forze dell'ordine, o il questore, o i magistrati, che chiudono un occhio in cambio di un guadagno. Soldi sporchi.
    La polizia e i vigili urbani non cercano i ladri, ne gli spacciatori, vogliono solo prendere i nostri soldi.
    Inoltre nessuno sa chi intasca i soldi di queste multe... I pagamenti non sono tracciabili, come quelli della mafia. Siccome i servizi e le spese per la città diminuiscono e contemporaneamente gli incassi comunali aumentano, vuol dire che qualcuno si sta tenendo per se tutti questi soldi. Chi è?

    Bisogna eliminarli. Anche i T-Red.

    Per riportare la legalità e l'ordine.

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