Centinaia di litri di liquame sversati nel torrente Genna. Il cattivo odore ieri pomeriggio, dalle 15 alle 17, è stato esiziale in tutte le colline fra Pila e San Martino in Colle i fossi degli appezzamenti di terreno, nel raggio di diversi ettari, si sono colorati di nero e in pochi minuti il torrente (affluente del Nestore, che attraversa tutta la città) si è riempito di scarichi animali.
Nello stesso lasso di tempo la pioggia battente ha contribuito a far confluire il "materiale" nel Genna, lavando i terreni e lo stesso corso d'acqua.
Non è escluso che la scelta di riversare i liquami proprio nel bel mezzo del rovescio torrenziale sia stata presa scientemente, proprio per occultare quello che si profila come un reato ambientale.
I residenti della zona hanno allertato Noe (Nucleo operativo ecologico dei carabinieri) e l'Arpa. Sono attesi controlli nei prossimi giorni, anche se la natura organica del liquido potrebbe aver già fatto perdere le tracce grazie appunto all'acqua arrivata da cielo, ieri proprio "a catinelle", in senso letterale.
I liquami in questione sembrano provenire da cisterne mobili o allevamenti comunque collegati ai maiali, stando almeno all'olezzo emanato.
Il rischio della presenza massiccia in torrente fiumi è quello di devastare l'ecosistema, dalla fauna ittica alla flora.
L'effetto ossidante prodotto dallo scioglimento di nitrati e dunque con la dispersione di azoto, può anche ridurre a zero l'ossigeno disciolto nell'acqua.
Da qui le morìe di pesci. Sul fronte gestionale i reflui zootecnici rappresentano un costo per l'azienda a causa del loro alto contenuto di azoto, spesso superiore al limite consentito di distribuzione sui terreni aziendali stabilito dalla direttiva nitrati: le aziende zootecniche spesso hanno più animali di quanto i terreni aziendali possano sopportare.
Per monitorare la salubrità delle acque un parametro fondamentale, sul fronte nitrati, è la conducibilità.
Un improvviso aumento di conducibilità in acque minerali e profonde potrebbe significare un inquinamento da parte di liquami.
Lo stesso per le acque superficiali. Il valore ricavato moltiplicato per 0,6 fornisce un valore approssimativo del residuo fisso. Un'elevata conducibilità significa alta salinità dell'acqua che non è "gradita" sotto il profilo igienico e tecnico poiché potrebbe dar luogo alla corrosione di tubazioni ed apparecchiature.
I residenti della zona di Pila lamentano spesso anche sgradevoli effluvi, anche questi comunque potenzialmente dannosi.
Mentre esiste una ampia legislazione che detta i parametri chimico-fisici per l'accettabilità dei rifiuti e dei fanghi biologici, non esiste alcuna normativa specifica che regolamenti le emissioni odorose.
Questa "vacatio" dipende dal fatto che l'odore non ha, in alcuni casi, implicazioni tossicologiche, poiché le concentrazioni ambientali sono di norma ben inferiori ai valori che possono dare effetti dannosi per la salute, anche se, stando alla scienza medica, può costituire un grave fastidio per gli addetti agli impianti e per la popolazione residente.
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Martedì 27 Gennaio 2009

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