Il Pavone fa la ruota. Lo fa con l'orgoglio di chi sa mostrarsi propositivo in tempi di crisi. E con la consueta vivacità che l'Accademia del Pavone, rappresentata ieri da Nives Tei, rinnova proprio a partire da lunedì 2 febbraio allestendo una Stagione teatrale dopo una lunga pausa "forzata".
A dare forza a questa impresa c'è un gruppo animoso di artisti e organizzatori di spettacoli spinti da ottimismo e da logiche di cambiamento.
Così, accanto a Nives Tei, nel progetto come al tavolo della conferenza di presentazione, si sono stretti Giorgio Donati della Compagnia Donati & Olesen, l'Associazione Te.Ma di Orvieto, gli attori, e molto di più, Jacopo Fo e Mario Pirovano.
"La ruota del Pavone", questo il tiolo, già dalla grafica della locandina insiste sulla voglia di aria nuova sia teatro che in città.
"Di fronte a un sistema che non sta funzionando - commenta Fo - bisognerà pur crearne un altro con dinamiche opposte.
In Umbria, per esempio, è ora di coagulare quello che c'è e non si vede."
Questo il proclama. La partenza della Stagione è senz'altro accattivante. É il musical "Cuba", infatti, ad aprire il calendario lunedì. Lo spettacolo, portato in scena dalla Compagnia de Cuba, vede sul palco oltre trenta danzatori accompagnati da musiche dal vivo dell'Orchestra di Raul Salvador Herrera Graña, leggendario gruppo della Havana.
La Compagnia, sembra, ha aggiunto al suo tour la data perugina proprio in segno di solidarietà verso questa nuova iniziativa.
E dopo le atmosfere caraibiche, in locandina, avanza il sabor latino del tango con la Compagnia Roberto Herrera, il 16 febbraio.
A marzo invece si prosegue con il teatro. Ed è Jacopo Fo a portare sul palco
"Calzini sul comò (ti amo ma non li trovo)."
Spettacolo, come dice l'autore stesso, sull'amore di cui non si parla. Annota:
"Esiste in letteratura una mole immensa di produzioni sull'innamoramento; altrettanto esiste sulla "fine" del rapporto amoroso.
Nulla invece c'è su quanto, ed è tanto, sta in mezzo."
Fo, quindi, rimedia alla sua maniera. Il 28 marzo i Donati & Olesen arrivano con la loro conferenza-spettacolo "Per colpa di Bacco" che ha già fatto diverse date in Umbria riportando nel tour applausi e risate.
"Grazie Rudy" è invece atteso il 6 aprile: gala internazionale di danza dedicato a Rudolf Nureyev. Conclude il cartellone Mario Pirovano, certificato epigono dell'opera di Dario Fo, con "Lu Santo Jullare Francesco".
La messinscena, nata dieci anni fa per mano e voce di Dario Fo, ora vive una nuova vita proprio grazie a Pirovano che ad agosto la esporterà pure in Scozia, al Festival di Edimburgo, traducendo il testo in inglese come ha già fatto con "Joan Padan", altra opera di Fo.
Il gruppo della "Ruota" è così partito: risorse minime, collaborazione tanta, idee a iosa. Prima conquista: il Pavone,
"finalmente non più torre d'avorio di una certa borghesia"
dice Tei. L'obiettivo è rivoluzionare il sitema di far spettacolo in Umbria. "Sono nato ottimista" commenta Fo.
"Ma l'impresa è nobile e noi possiamo farcela, coinvolgendo artisti, ma anche ristoratori, operatori turistici e altre realtà.
Ci sentiamo gli Obama della situazione: yes we can!"
Sabrina Busiri Vici
Corriere dell'Umbria Sabato 31 Gennaio 2009

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