Ricchezze Alcune delle "memorie" custodite nella Società di Mutuo Soccorso a destra: il presidente Lucaroni e Innamorati
Nella sala dell'Archivio storico, in alto, i labari neri con le parole dell'orrore e della memoria scritte in bianco, a stampatello.
Sono venticinque. Una testimonia:
"Il Conservatorio delle derelitte i nuovi vandali non risparmiarono Estorsero danaro e tutto distrussero e delle vergini fecero scempio brutale."
E un altro recita:
"Qui trafissero Emidio Lancetti, ne gettarono dalla finestra il cadavere ancora palpitante; indi gli Agosti, padre e figlio, uccisero."
É il ricordo della strage di Perugia consumata nel 1859 dai soldati svizzeri del Papato, che tanto colpì l'opinione pubblica internazionale, all'epoca.
Strage seguita alla gloriosa difesa della libertà della città, per la quale il capoluogo umbro ha guadagnato la medaglia d'oro, di cui giustamente è orgogliosa.
Sono questi labari neri che venivano affissi, ogni 20 Giugno, proprio nei punti della città in cui "l'ebbre masnade" commisero i loro feroci delitti (uccisioni a freddo di vecchi, donne, bambini, stupri, rapine, devastazioni).
Ma ogni sala, qui in via dei Priori, al numero 32, vanta un ricordo, un cimelio importante: la camicia rossa da garibaldino di Guglielmo Miliocchi, la bandiera italiana che sventolò sulle mura della capitale durante i giorni eroici della Repubblica Romana, la nuova bandiera, in seta, della Società di mutuo soccorso, rappresentante il tricolore con il grifo passante ed una cassa, ricamata a mano, da Evelina Servadio, nel 1894, per festeggiare il trasferimento della sede, il busto in marmo di Giuseppe Garibaldi, opera dello scultore Frenguelli.
É uno scrigno della memoria, stracolmo delle "gioie" di famiglia, quelle che rendono vanto e onore a chi le possiede.
La Società Generale di Mutuo Soccorso tra gli artisti e gli operai di Perugia, fondata nel 1861, è una delle più belle e gloriose testimonianze della nostra città.
Grazie ad una quarantina di illuminati soci l'attività della Società di Mutuo Soccorso - che nel 2011 celebrerà i 150 anni di vita - continua ad essere portata avanti.
E assiste ancora una anziana signora (un'altra è spirata poche settimane fa), secondo i termini dell'antico statuto.
Oggi ad accogliere gli eventuali visitatori ecco il presidente Agostino Lucaroni, Vanni Capoccia e la responsabile dell'Archivio storico, Lidia Mazzerioli ed altri volontari.
Nel 2008, nel quadro delle iniziative di tutela e di difesa del patrimonio storico e culturale, la Società di Mutuo Soccorso ha varato tutta una serie di attività.
"Abbiamo ideato e organizzato - spiega Lucaroni - tre camminate, in collaborazione con CamminaPerugia di Renzo Zuccherini per le vie di Perugia.
Per far conoscere le vie degli artigiani tuttora operanti nel centro storico, le fabbriche in città per far ritrovare le antiche sedi delle fabbriche cittadine, i luoghi significativi degli avvenimenti del 20 giugno 1859."
Ma anche alcune conferenze, una delle quali tenuta da Serena Innamorati e da Franco Bozzi, sul perugino Alessandro Igi, il primo internazionalista umbro (un suo dono alla Società di Mutuo Soccorso, la bandiera che sventolò sulle barricate romane nel 1849).
Tra le iniziative anche la borsa di studio, come ogni anno, per uno studente dell'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e la ricerca di un rapporto sempre più stretto con i giovani ( quest'anno sono arrivati in visita gli studenti dello scientifico Galeazzo Alessi) e con le altre società di mutuo soccorso italiane (i soci di Fermo e di Saronno sono stati ospiti a Perugia).
Davvero un gioiello è anche la Biblioteca che conta su 2500 volumi. Racconta Capoccia:
"Era una biblioteca circolante privata che fallì nel 1882-83 e che il Comune di Perugia, compresi tutti i mobili, diede subito in gestione alla società di Mutuo Soccorso.
Libri di utilizzo comune: ci sono ancora le copertine fatte a mano, consunte per l'uso."
Il legame con la cultura è particolarmente significativo. "Già due belle e ricche tesi sono state redatte e discusse - rivela Lidia Mazzerioli - da Stefania Brunacci su "i restauri lignei del Collegio della Mercanzia" e da Marta Sabatta su "La biblioteca circolante della Società operaia di Perugia".
Una terza, di Marta Marani, su "La documentazione dell'archivio della Società di Mutuo soccorso di Perugia relativa all'istruzione.
Iniziative didattiche dal 1861 al 1889, sarà discussa ad aprile". L'Archivio, di cui la Mazzerioli è custode e ricercatrice, custodisce circa 460 pezzi e conserva anche pezzi archivistici di altre associazioni mutualistiche perugine.
Non a caso, nel 1994, è stato dichiarato di "notevole interesse storico". Un altro gioiello di famiglia, conservato e custodito in banca, è rappresentato dalla Matricola artistica: una serie di miniature (29, per l'esattezza) su carta pergamena, opera di artisti perugini di fine Ottocento primi Novecento, come Moretti, Ribustini, Bruschi (che ha lasciato anche il suo unico autoritratto accanto a Matteo di ser Cambio), Verga, Catalucci, Gigliarelli, Morganti, Reali.
E persino donne hanno lasciato la loro arte nei fregi di questo "Libro d'oro": Amalia Bruschi, la signora Travaglia, le signorine Moscioni.
Opere d'arte di per sé, ma anche testimonianza di come questa antica arte, particolarmente prospera nel Medioevo e nel Rinascimento nel capoluogo umbro, si sia tramandata nella nostra città.
Ma anche, per dirla con le parole di Angelo Lupattelli, storico socio dell'inizio del Novecento: "Espressione e simbolo di vita vera, di identità al di sopra dell'orrido interesse e dell'impuro egoismo"
Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Lunedì 23 Marzo 2009

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