Trenta famiglie in cupa e disperata sofferenza. Vittime di vandalismi e alle prese con rate da pagare dei vecchi e dei nuovi acquisti. Monta la protesta, anche contro il Comune, inteso come istituzione pubblica, da parte dei proprietari delle auto bruciate dall'ancora misterioso piromane (o sono più di uno?).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è una lettera che "Cittadinanzaattiva" ha inviato ad una delle vittime, che aveva chiesto informazioni, se ci fossero aiuti pubblici per chi era stato colpito dall'incendio della propria vettura.
"Cittadinanzaattiva" ha risposto che il Comune di Perugia non ha attivato un fondo per le vittime di questi atti vandalici e teppisti
"contrariamente a quanto hanno fatto amministrazioni quali quelle di Roma e di Firenze."
Niente fondi per le vittime dei piromani - hanno subito argomentato - le vittime, ma soldi a pioggia a destra e a manca.
Anche per questioni di livello internazionale che non competono direttamente alle attività delle istituzioni e degli enti locali umbri.
Trenta auto bruciate, per una città come Perugia, rappresentano un fenomeno serio. Soprattutto perché essendo ancora ignoti gli autori degli incendi, non c'è neppure la possibilità di costituirsi parte civile contro i responsabili.
Tra i più accesi Mauro C., di Ponte Valleceppi, che lo scorso 13 giugno, alle 2,45 di notte, si è visto distruggere dal fuoco la propria Alfa 166 e, in parte, anche la Polo, intestata a suo figlio.
"Famiglie come la mia si sono trovate in netta difficoltà economica. Ci sono da pagare le rate dell'autovettura bruciata e affrontare le spese per acquistarne un'altra..."
Non solo.
Il signor Mauro c. sottolinea anche un altro aspetto.
"Non ci sono solo le vicende economiche. Anche i risvolti psicologici hanno il loro peso. Dalla notte dell'incendio mia moglie ha paura persino ad uscire di casa, mangia pochissimo e fuma tanto.
É rimasta choccata dall'evento anche perché per salvare almeno l'auto di nostro figlio, una Polo, è rimasta ustionata al gomito..."
Aggiunge anche un altro concetto, la vittima:
"Colpisce anche il fatto che questa delle auto bruciate sia una violenza senza spiegazione, gratuita.
E per questo ancora più incomprensibile."
C'è l'idea di far partire un comitato tra le vittime degli incendi. Anche per sollecitare il Consiglio comunale a varare un fondo pubblico di solidarietà per le vittime di questo tipo di reati.
D'altro canto, negli ultimi tempi, auto ne sono state bruciate in varie zona della città: da Porta Sant'Angelo a Monteluce, da via Eugubina, a via Settevalli, da Ponte Valleceppi a Ferro di Cavallo.
Una sorta di mappa della rabbia disperata per chi ha subito il danno. Pare che il piromane (o i piromani) diano il fuoco alle vetture usando una "pasticca di diavolina". Una cosa di pochi grammi che produce danni enormi sotto tutti i punti di vista

Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Luglio 2009

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