La procura indaga sull'"affaire" Ikea a Perugia. Lo rende noto lo stesso Comune del capoluogo. A pagina 3 della determinazione interna di giunta numero 133 dell'11 giugno 2009 (l'ultima presieduta dal sindaco Locchi), c'è scritto:
"la procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo di indagini preliminari con richiesta di copia conforme dell'istanza eventualmente presentata da Ikea al Comune di Perugia; a tale richiesta è stata data risposta fornendo informazioni sui contatti e gli incontri avuti con i rappresentanti Ikea."
Il Comune fa anche sapere che la prima manifestazione di interesse scritta è relativa a una
"nota ricevuta con protocollo 81856 del 29 aprile 2009, nel quale Ikea Italia Property srl di Carugate, Milano, società operativa del gruppo Ikea per la realizzazione e lo sviluppo delle strutture immobiliari, ha manifestato l'interesse ad inserire un punto vendita sul territorio del comune di Perugia, da localizzare lungo l'asse viario E45 (Perugia-Terni)"
è scritto nella stessa determinazione in cui sostanzialmente si invita la Regione a prevedere una grande superficie commerciale nel piano del commercio al fine di approvare la variante al piano regolatore e dare corpo al progetto. Che progetto. In questione c'è un terreno di 30 ettari. Oltre all'edificio per l'attività commerciale e agli edifici per tutte le attività collegate, è prevista la relativa viabilità interna e gli standard urbanistici di parcheggio e di verde.
Serve anche un'autorizzazione all'esercizio di commercio ad dettaglio su una superficie di vendita di almeno 20mila metri quadrati di cui 250 per vendita di prodotti alimentari.
E ancora sono richieste autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande di cui una per un ristorante da 150 posti a sedere e due per altrettanti bar.
Saranno duecento i posti di lavoro in più diretti, più cento di indotto, stando ai dati forniti da palazzo dei Priori.
L'attenzione della procura arriva a seguito di una serie di esposti, tra cui quello della sezione perugina di Italia nostra.
Al centro della vicenda c'è la permuta del terreno (a San Martino in Campo) delle Opere pie riunite (i cui vertici sono di nomina amministrativa, Comune e Regione) che sarebbe avvenuta a favore di un grande imprenditore del Marscianese in cambio di un appezzamento agricolo con vigna a Montefalco.
L'individuazione dell'area arriva dopo anni di rumors e boatos sull'ipotetica sede dell'Ikea perugina. Il primo servizio sulla stampa è uscito proprio in queste colonne (il 12 marzo del 2006), in cui si riferiva di un interessamento dei colossi dei mobili svedesi per l'area del Red Zone (per il quale allora si parlava di vendita) a Casa del Diavolo.
A seguire sono circolate voci su una spianata a Lidarno e un appezzamento di Deruta

Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Agosto 2009

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