Dentro la Rocca Paolina con l'ombrello. È questa la necessità con la quale si sono dovuti misurare turisti e perugini durante il periodo delle recenti festività. Difficoltà con le quali si confrontano anche in questo preciso momento.
Ci sono, infatti, infiltrazioni d'acqua dovunque. Ma risultano particolarmente concentrate nel tratto ascendente terminale, prima dell'ultima rampa di scale mobili, mediante la quale si accede ai portici della prefettura. Altro punctum dolens è dietro al Grande Nero (1980) di Burri, opera senza tempo e di straordinaria modernità, che lega alla perfezione con l'antichità dell'edificio.
Qui il muro non ce la fa a ricevere l'acqua d'infiltrazione e la restituisce in scolatura. Non ci sono, evidentemente, problemi di staticità, anche per effetto dell'enorme spessore delle mura. Ma comunque l'inconveniente è certamente da rimuovere. Numerosi sono i punti d'infiltrazione, anche nel corridoio e negli spazi che affiancano la Sala Cannoniera. Ma in uno il fenomeno è di tale intensità che si è cercato di correre ai ripari, anche se in modo estemporaneo. Nella prima sala a sinistra di chi scende, piove così intensamente che chi di dovere ha pensato bene di collocarvi dei grandi teli di plastica. Sembrano vele legate al soffitto e ai muri laterali. L'acqua che scende copiosa viene così raccolta e in qualche modo deviata. E si protegge dallo stillicidio la testa delle persone. Ma il fatto più grave e pericoloso sta nella constatazione che risulta costantemente bagnato il corridoio di transito, attraverso il quale si accede alle scale mobili interne. L'acciottolato in cotto del piano di calpestio ne risulta imbevuto e reso particolarmente scivoloso. C'è da temere che il Comune possa trovarsi nella condizione di risarcire i danni conseguenti alla caduta di persone. Scivolate - si dice - già verificatesi in occasione della partecipata manifestazione Natale In, capace di richiamare numerosi acquirenti che vi trovavano numerose varietà merceologiche a un prezzo interessante. Le infiltrazioni, oltre tutto, raggiungono anche i cavi elettrici che, sebbene schermati e protetti, vanno tenuti al riparo dall'umidità. Questo della messa in ordine dell'impianto elettrico è una delle emergenze alle quali è necessario, al più presto, porre mano. Non è dignitoso, né sicuro, vedere fili volanti.
Desta peraltro meraviglia l'entità delle infiltrazioni, specie in relazione al recente rifacimento di tutto il piano di calpestio dei giardinetti Carducci. Lavori che, ad un apprezzamento di massima, sembrano essere stati eseguiti a regola d'arte. Pertanto non si spiega come possa verificarsi la serie di infiltrazioni che muovono, con ogni probabilità, proprio dal livello dei giardini. Gli enti preposti dovranno prendere in mano la situazione e adoperarsi per porvi rimedio. Non è infatti accettabile che lo stillicidio costante, reso più marcato dalle recenti, assidue precipitazioni, crei disagio ai visitatori e agli utenti di uno spazio storico urbano, magistralmente recuperato e reso vivibile per la città. i perugini - che pure l'hanno storicamente detestata come simbolo del potere temporale della Chiesa - sono molto affezionati alla Rocca del Sangallo. E vogliono percorrerla in tranquillità e sicurezza
Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Domenica 3 Gennaio 2010

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