I precari e l’incubo del tempo

Scadenze importanti per i lavoratori precari e l'offerta formativa regionale preoccupano la Flc Cgil Umbria, che ieri ha convocato una conferenza stampa nella sede centrale di Perugia. L'entrata in vigore della legge 183, meglio conosciuta come "collegato lavoro", riduce infatti a 60 giorni dalla scadenza del contratto a tempo determinato il tempo utile per contestare l'illegittimità del termine.
"Una mancata informazione potrebbe far rischiare molti lavoratori"
ha avvertito Domenico Maida, segretario generale della Flc Cgil Perugia. Resta infatti un mese di tempo, fino al 23 gennaio, ai precari che intendano impugnare il proprio contratto se sono stati impiegati per più di tre anni, e
"il cui termine fittizio non risponde ad esigenze reali di lavoro"
ha specificato Amedeo Zupi, segretario generale della Flc Cgil Umbria. Alludeva in particolare al paradosso nella scuola del "pensionamento dei precari". La mancata segnalazione alla controparte tramite modulo, causa l'azzeramento del pregresso e il conseguente annullamento del diritto. La scadenza riguarda dunque da vicino i 110mila (circa mille in Umbria) lavoratori a tempo determinato di scuola, università e ricerca per cui la Flc nazionale ha già avviato iniziative sia legali che politiche, sostenendo che
"sono necessari per garantire la continuità didattica ed invertire l'attuale degrado"
ha aggiunto Maida. Il sindacato garantisce loro il supporto per la modulistica e le eventuali procedure ricorsuali, da avviare entro 270 giorni dall'impugnatura del contratto.
"Una recente sentenza di primo grado del tribunale di Siena ha dichiarato illegittima la reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato e ne ha intimato la trasformazione in rapporti a tempo indeterminato."
Non è minore l'attenzione rivolta al Consiglio regionale che oggi e domani discuterà il piano di offerta formativa,
"sperando che vengano approvate le linee guida già definite in luglio" ha auspicato Zupi.  "Le scelte spettano alle istituzioni" ha aggiunto. Criticava l'opportunità di far scegliere ai singoli istituti gli indirizzi possibili ("l'eccessiva specializzazione è una catastrofe") e di fondare un liceo musicale ("in Umbria non c'è neppure un'orchestra stabile").  "Occorre selezionare l'offerta in base alla vocazione del territorio"
ha sostenuto Giuliana Renelli, responsabile regionale scuola Flc Cgil Umbria.

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