L’abbazia benedettina di Mugnano

Erba alta, un tetto pericolante e interi stabili ormai resi inagibili dall'incuria del tempo. Non stiamo parlando di una singola casa ma di un'antica abbazia benedettina risalente al X secolo. Siamo a Mugnano, la frazione di Perugia più vicina alla zona del lago Trasimeno dove, da anni, questo monumento, praticamente nel cuore del paese, è in completo disuso.

L'abbazia venne eretta probabilmente tra il IX e il X secolo, quando alcuni monaci benedettini si stabilirono in un terreno incolto alle porte del borgo e cominciarono ad edificare il complesso in onore di San Benedetto.
Il lavoro dell'abbazia, però, venne dimenticato verso il 1400 quando, in seguito alle incursioni, i monaci lo abbandonarono per trasferirsi all'interno del Castello.

L'abbazia, già nel 1013 era molto famosa e costituiva un logo di ricovero per i pellegrini grazie al suo famosissimo "ospedale".

“Non possiamo farci molto - spiegano i residenti - è di proprietà privata, appartiene ai Cavalieri di Malta. Abbiamo provato a farne interessare il Fai ma non è servito a niente. L'intero complesso è del tutto in degrado e rischia anche di essere pericoloso”

Una parte del tetto, anche a ridosso della strada, infatti, è crollata a causa delle piogge e dell'incuria del tempo. Senza contare gli altri piccoli danni che il cattivo stato di conservazione dell'abbazia può portare ad altre strutture. Il muro perimetrale, infatti, confina con la chiesa parrocchiale di Mugnano, dedicata a San Benedetto.

“Anni fa ricordano i residenti - si dovette intervenire, subito dopo i lavori di restauro della chiesa, per alcune infiltrazioni provenienti dall'abbazia che avevano rovinato di nuovo l'intonaco. Ci volle molto tempo prima che qualcuno si decidesse ad intervenire e la parrocchia fu costretta, per la seconda volta in poco tempo, ad imbiancare di nuovo l'interno della nostra chiesa”.

La paura è che si debba di nuovo fare i conti con le cattive condizioni di quell'immobile anche adesso che il luogo di culto è oggetto di una serie di lavori di consolidamento in seguito al terremoto di Spina e Marsciano. Il terreno attorno all'abbazia è stato transennato per impedirne l'ingresso e i cancelli sono chiusi con dei lucchetti. Ma basta guardare appena oltre le sbarre di ferro per rendersi conto che l'intero complesso è completamente inagibile e pericoloso.
Un vero peccato perché dal punto di vista architettonico potrebbe rappresentare un piccolo gioiello, una volta restaurato. Per ora non è altro che una ferita aperta appena fuori dalle mura del centro storico del paese. Una ferita che non sarà facile rimarginare visto il gravissimo stato di degrado in cui è arrivata a versare, con interi annessi, successivi alla costruzione dell'impianto centrale, già distrutti e con una struttura che, da un momento all'altro, rischia di crollare.

Il Giornale dell'Umbria Lunedì 8 Luglio 2013

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