La truffa dei "tarocchi"

Il pm e' durato più di un'ora a testa l'interrogatorio dei due arrestati per la truffa dei "tarocchi". Marco Melis di 23 anni (difeso dall'avvocato Gianni Dionigi) e Marcia Pontes di 45 anni (assistita dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Maria Rondoni) pare abbiano risposto a tutte le domande loro poste dal gip Nicla Flavia Restivo (il pubblico ministero Giuseppe Petrazzini che aveva chiesto le misure cautelari, non era presente).
Al termine degli interrogatori i difensori hanno presentato istanza di remissione in libertà e, in subordine, di arresti domiciliari.
Il giudice si è riservato. I due arrestati debbono rispondere di associazione per delinquere (per essersi associati fra loro e con altri soggetti allo stato non identificati) al fine di commettere delitti di truffa.
Le condotte censurate dalla procura sono l'aver indotto in errore i clienti del centro servizi Star Service, o comunque utenti telefonici, mediante raggiri che sarebbero consistiti nell'affermare che, per poter abbattere i costi delle telefonate già effettuate ai numeri del centro servizi in questione o comunque riferibili a bollette Telecom o di altro operatore, avrebbero dovuto chiamare reiteratamente altro numero che veniva loro indicato ed avente prefisso 899; nell'affermare che, mediante reiterare chiamate ai numeri del centro servizi pronunciando parole quali "chiave" o altre analoghe si sarebbero risolte le problematiche da cui l'interlocutore chiamante era afflitto.
Il tutto in modo da far sì che Melis e Pontes (il primo con il ruolo di promotore, costituente e organizzatore), mediante la composizione di tali numeri determinassero l'insorgere di elevatissimi debiti verso le compagnie telefoniche e facessero lievitare la percentuale di spettanze al centro servizi, sul valore di 12,50 euro a ogni singola telefonata.
La procura indica anche le due vittime della truffa, una delle quali E.v. aveva un debito di qualcosa come 8.056,87 euro e R.r. un debito di poco inferiore. In pratica le due donne - le telefonate risalgono al settembre del 2006 - erano state contattate dal Centro.
L'interlocutore del centro servizi le avrebbe avvertite, quasi con una voce amica, di un debito nei confronti dei gestori telefonici:
"Guardi che lei ha accumulato un debito rilevante.
Se lo vuole abbattere è sufficiente che chiami uno dei nostri numeri e pronunci la parola "chiave". Così risolverà i suoi problemi."
In realtà in questa maniera l'utente i debiti li aggravava. Sia per il costo della singola telefonata, sia perché con vari escamotages il collegamento veniva prolungato al massimo.
L'indagine, sulla scorta delle denunce presentate dalle due donne, è stata portata avanti dagli uomini della Polpost, guidati dal funzionario Filippo Bartolozzi.
Ovviamente ci si trova all'inizio dell'attività. Gli inquirenti ritengono che il giro sia molto più vasto. I due arrestati sono un giovane di poco più di venti anni, ma pare particolarmente svelto, intelligente e incappato in altre inchieste e una signora di origine brasiliana, sposata e madre di due figli
Elio Clero Bertoldi
dal Corriere dell'Umbria Sabato 15 Novembre 2008

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