Sgomberato il deposito della Zeus

É un fiume in piena Marco Baldoni, imprenditore perugino titolare della Zeus Srl, azienda leader nel commercio di gadget, oggettistica e fuochi d'artificio con quattro sedi e oltre quaranta dipendenti.
Da ieri, infatti, le forze dell'ordine stanno eseguendo l'ordinanza di sgombero del deposito di materiale pirotecnico, ubicato in via Nervi a Ellera.
Baldoni, che tra pochi giorni sarà operato al cuore, non ha assistito all'esecuzione del provvedimento, ma ha deciso di battersi per la sua azienda e soprattutto per i suoi dipendenti contro quello che ritiene un paradosso.
Una concessione edilizia concessa e poi revocata a seguito di istanza presentata da terzi, in questo caso un confinante.
"In tempi di difficoltà e ristrettezze economiche - dice Baldoni- la Zeus rappresentava sul territorio una fonte di guadagno per tante famiglie, senza contare l'indotto che crea.
Questo sequestro è frutto di una grande ingiustizia, una arbitrarietà che deve far riflettere tutti.
Non viviamo in uno stato di diritto, ma in un posto in cui è tutto messo in discussione. Soprattutto le concessioni di un Comune non nuovo a tali pratiche."
Baldoni ricapitola la vicenda che, sottolinea, mette in pericolo la sua attività imprenditoriale e con essa il lavoro dei suoi dipendenti.
"Tutto è cominciato - racconta - nel 2002, quando ho acquistato quest'area, ora polo commerciale, allora distesa di campi.
Qui è nata la grande struttura di rivendita di oggettistica. É stata la Zeus a evidenziare la vocazione commerciale della zona. Contestualmente, per lavorare a termini di legge, abbiamo chiesto un'area da adibire a deposito di materiale esplosivo.
Dal comune ci è stato detto che tale struttura non era prevista dal piano regolatore, ma dovevamo presentare istanza al sindaco che ci ha concesso la licenza per il posto dove il deposito si trova.
Nel 2006 il nostro confinante, Martini & Rossi, ha depositato ricorso al presidente della Repubblica contro tale concessione.
Tutta l'istanza è stata trasferita al Tar che ha dato al Comune due possibilità: farci abbattere il deposito, costruito con legale permesso, o riconvocare una conferenza dei servizi per stabilire lo spostamento.
Il Comune non ha perseguito nessuna delle sue opzioni: ha deciso di sequestrare tutto ciò che contenuto nel deposito, con l'ordine di abbattimento congelato.
Prima ancora ci avevano detto di trovare un deposito alternativo. Abbiamo sentito cave, altri concorrenti, ma in vista del Natale tutti hanno i magazzini colmi. Però ad un nostro concorrente è stata alzata la soglia di tolleranza e proprio lui ospiterà i 5mila chili di materiale pirotecnico che ci hanno portato via.
Questo provvedimento rappresenta un duro colpo per tutta l'azienda. I dipendenti stessi sono disperati, minacciano azioni clamorose. Come si può calpestare e ledere un diritto acquisito? Su quel deposito ho investito denaro, ci ho pagato le tasse."
E proprio gli addetti alle vendite della Zeus srl annunciano che nei prossimi giorni prenderanno la parola.
Vivono la chiusura del deposito come una profonda ingiustizia e temono per il loro posto di lavoro. Tra essi anche stranieri, che alla Zeus hanno trovato un impiego stabile.
"Sarà difficile - dicono - che l'azienda regga al colpo. Il titolare ha fatto tanti investimenti, ci preparavamo alle vendite di Natale con fiducia. Andremo a protestare sotto il Comune coi nostri figli."
Il sequestro, intanto, prosegue a pieno regime, entro domani sarà portato a termine.
Annalisa Bacelli
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 6 Novembre 2008

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