Una concentrazione di negozi lungo i due viali che attraversano Ponte San Giovanni, una disponibilità particolare al commercio, un interesse mostrato non soltanto dai ponteggiani ma anche da clienti dei Comuni vicini.
Oltre Perugia, per intenderci, anche Deruta, Torgiano e persino Assisi e Bastia, (ovvero, soprattutto quest'ultima, due grosse realtà commerciali) sembrano gravitare per una parte degli acquisti nel centro shopping all'aperto di Ponte San Giovanni.
Una realtà che negli ultimi dieci anni ha registrato una straordinaria crescita. L'abbigliamento e gli accessori sono i settori che maggiormente "tirano" ma il bello è che qui si trova di tutto.
Dalla bottega di una volta al negozio moderno, dalle curiosità, alla vetrina elegante, al punto vendita per oggetti da 0,50 centesimi.
Con il risultato che anche in un anonimo mercoledì mattina, con la fiera in corso a pochi chilometri, di gente in giro se ne incontra.
Senza considerare poi le aziende della zona industriale, che attirano anche loro un certo bacino di utenza.
Sembra che il boom per quanto riguarda questo aspetto sia arrivato con l'apertura del centro commerciale di Collestrada.
Paradossalmente, nella maggior parte dei casi, pur facendo da calamita per molti acquirenti, ha anche spostato l'attenzione sulla frazione.
Spiegano questa evoluzione coloro che hanno i magazzini storici di Ponte San Giovanni e hanno assistito al rapido proliferare del nuovo.
"e' da una decina di anni che assistiamo al proliferare dei negozi - spiega Stefano Scopetta, della storica ferramenta -, da quando ha aperto Collestrada.
L'ipermercato ha portato sicuramente gente perché chi va lì spesso passa per queste strade, guarda e poi magari torna.
E non è un caso che le due vie che funzionano di più sotto questo profilo sono via della Scuola e via Manzoni.
Per noi non è cambiato molto da quarant'anni a questa parte. Siamo fuori dalle tendenze."
Anche la famiglia Feliciotti è nel commercio da quasi mezzo secolo, con i magazzini Astro:
"e' molto cambiato il commercio qui a Ponte san Giovanni - ammette Luciano Feliciotti -.
A livello di popolazione in meglio perché c'è una vasta offerta. Per noi che ci siamo da tanto tempo è arrivata molta concorrenza. Poi ci sono i grossi centri commerciali che più che concorrenza vera e propria comportano una sottrazione delle risorse.
Nel senso che se una famiglia va lì inevitabilmente poi risparmia su altre cose. Noi ci rivolgiamo a un target medio e notiamo che la crisi c'è e sta durando un po' troppo. Abbiamo conosciuto periodi molto buoni, ma questo è pesante."
A Ponte San Giovanni si lavora bene, anche come ambiente, spiega Michela Mantovano, commessa di Cor, sempre in via Manzoni:
"Noi siamo qui da quattro anni e ci troviamo molto bene.
Il problema è dato dai parcheggi con disco orario. Un'ora è un po' poco se si devono fare acquisti importanti, così le nostre clienti si lamentano."
Negli ultimi anni molti negozi sono arrivati dal centro storico e da altri centri di riferimento. Oltre che quelli in franchising, ci sono anche le boutique di un certo livello che fanno considerazioni molto positive sulla scelta ponteggiana.
Come Filippo Fettucciari che da due mesi ha aperto il negozio in via Manzoni dopo aver lasciato quello "storico" di Ponte Felcino:
"Dopo vent'anni abbiamo fatto varie indagini di mercato per cercare nuove situazioni ed è venuto fuori che il luogo più idoneo era proprio Ponte San Giovanni.
E a distanza di appena 60 giorni posso dire di essere molto soddisfatto della scelta. Questa via è una sorta di centro shopping, perché la gente trova tante attività e tante proposte. La clientela è varia: oltre che da Ponte San Giovanni e Perugia, in molti vengono dai Comuni limitrofi perché questo è un incrocio importante.
Insomma, nonostante il periodo che non è dei migliori, questa via ha un ruolo significativo sotto il profilo commerciale."
Chi è fuori dal discorso abbigliamento comunque deve fare i conti con una congiuntura non particolarmente favorevole in questo momento storico;
"Siamo qui da quasi mezzo secolo e di questi tempi è difficile reggere - spiega Daniela Belardi di Giamada, articoli da regalo -.
Si, ci sono molti negozi adesso. Qualcuno chiude e apre. Qui i problemi sono dati dai parcheggi e dal traffico. Noi abbiamo il parcheggio privato ma resta inutilizzabile per i nostri clienti finché non ci danno l'autorizzazione per i dissuasori."
Di sicuro a Ponte san Giovanni la varietà non manca. Infatti abbiamo scovato anche un alimentari di prodotti rumeni:
"Si sta bene a Ponte San Giovanni - spiega la commessa Maria Buldui -.
Io vengo dalle Marche dove sono stata per cinque anni e posso dire che qui è meglio. Abbiamo clienti stranieri ma anche gente del posto. Oltre a rumeni e polacchi."
6 continua (la prima puntata è uscita il 15 ottobre, la seconda il 16, la terza il 19, la quarta il 22, la quinta l'1 novembre).
Giovanna Belardi
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 6 Novembre 2008

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