Come sarà il nuovo Monteluce

É il più grande intervento di trasformazione urbana di Perugia. Fa voltare pagina a un secolo di vita che ha vissuto a Monteluce la sua cittadella sanitaria. Il 14 settembre 1910 la posa della prima pietra dell'ospedale allora nuovo: per celebrare anche il cinquantesimo della liberazione dal potere papalino, con l'arrivo il 14 settembre 1860 dei bersaglieri piemontesi.
Non è esagerato dire, una volta tanto, che il cambiamento è "epocale". Resterà un centro sanitario, il padiglione della patologia chirurgica, per ricordare la vocazione primaria del luogo.
Ma i 65mila metri quadrati del cosiddetto "recinto" muteranno volto, destinazione, uso. Con un'operazione complessa e costosa (120 milioni di euro di investimenti iniziali) che, ultimata, non resterà hortus conclusus.
Il nuovo quartiere polifunzionale intende infatti allacciare la sua vita, il suo quotidiano movimento di persone, non solo al resto del rione ma all'interà città.
Proprio grazie al suo essere "molteplice" e aperto. Il volto dell'edificato sarà di piccole costruzioni condominali e villette private. Niente di grande. E poi un albergo, una scuola, un centro congressi e una clinica privata, un presidio sanitario pubblico, negozi, alloggi per studenti.
La volumetria esistente (263.500 metri cubi) non aumenterà; il 43 per cento destinato a residenze private, il 25% delle quali sarà di edilizia convenzionata.
Deus ex machina la nuova proprietà, Bnp Paribas Reim che reinventa secondo il progetto vincitore al concorso internazionale bandito per riformulare tutto: quello dello studio di architettura tedesco-australiano "Bolles and Wilson".
Il quale pone estrema attenzione al rispetto dell'ambiente evitando incursioni di edificati invasivi; cura e concede spazio al verde con tre parchi e varie piazze fiorite per la socialità; sceglie la strada attenta della riduzione dei consumi energetici.
Ma tutto gratificando la vista. Secondo quella concezione del "bello" trascurata in anni per nulla lontani, che è sostanza e qualità del vivere.
Perché garanzia anche di comfort e di soluzioni pratiche. Un protocollo che accompagna il progetto indica le linee guida e gli obiettivi da tradurre in pratica nelle fasi successive.
Altri architetti, altri professionisti, si occuperanno, di volta in volta, entrando nei dettagli del vasto progetto d'insieme.
Che pezzo dopo pezzo cerca l'interesse del mercato. Qualche cifra per inquadrare meglio la complessa operazione di Monteluce. Seimila e cinquecento i metri quadrati destinati agli spazi commerciali, 6mila agli uffici, 10mila alle strutture ricettive, 7mila ai servizi socio-sanitari, 6mila e cinquecento alle residenze per studenti.
Ancora, e molto importanti: 10mila e cinquecento metri quadrati di verde pubblico, 9mila e cinquecento per piazze e spazi pedonali, 9mila e cinquecento per parcheggi pubblici.
Dell'esistente rimarranno in piedi i padiglioni d'ingresso, costruzione ottocentesca con alcune parti preesistenti dell'antico convento risalente al 1200, la chiesa con gli affreschi del pittore perugino futurista Gerardo Dottori , restaurati di recente.
Il rione modello manterrà la sua vocazione universitaria con gli alloggi destinati agli studenti. In via del Giochetto andranno (ben prima dei sette anni previsti per realizzare il progetto complessivo) alcune facoltà universitarie della Conca.
Non appena la presidenza di Medicina e chirurgia con i vari ambulatori operanti lì si trasferiranno nella nuova e già luccicante sede della facoltà in via di completamento al polo unico di Santa Maria della Misericordia, a Sant'Andrea delle Fratte.
Data prevista, l'autunno di quest'anno. E sarà, con l'inaugurazione, un'altra festa grande. Un'altra svolta cittadina. Con il quartiere prima "operaio" di San Sisto che muterà vocazione. E diventerà a tutti gli effetti universitario

Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria Mercoledì 6 Maggio 2009

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