l Futurismo, movimento artistico delle avanguardie del Novecento, conobbe il suo massimo fulgore negli anni Trenta.
Un movimento di netta rottura con il passato, inneggiante al modernismo che analizzava da un angolo prospettico nuovo, con ampi riferimenti alla nuova era che avrebbe definitivamente cambiato e rivoluzionato il mondo e l'umanità.
Ma, al di là delle tematiche spesso affrontate dai pittori futuristi che tendevano ad esaltare le migliori espressioni della modernità (l'aeropittura dottoriana privilegia una visuale dall'alto che sino ad allora era impensabile), anche alcune manifestazioni del Futurismo affondano le radici nell'ambito culturale e storico classico.
In particolare i temi classici di una spiccata spiritualità vengono "riletti" e "rivisitati" con occhi nuovi.
In questo senso, dopo Gerardo Dottori è proprio l'altro illustre pittore perugino Alessandro Bruschetti ad aver lasciato significative testimonianze.
Testimonianze riferite al tema del sacro che sono state riunite ed esposte in una mostra a Palazzo Baldeschi in corso Vannucci inaugurata ieri alla presenza delle autorità e dell'arcivescovo, monsignor Chiaretti, da sempre esimio estimatore del Futurismo.
La mostra di Palazzo Baldeschi in realtà rientra in un più ampio progetto che comprende anche Castiglione del Lago e curato dagli Archivi Gerardo Dottori di Massimo Duranti e da un manipolo di giovani e valenti studiosi.
Un progetto, finanziato dallo stesso Comune di Castiglione del Lago e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia che ha prodotto anche una ricchissima monografia di duecentocinquanta pagine in cui vengono illustrate seicentocinquanta opere dell'artista (edita da Gangemi - Roma).
"Questa mostra - ha sottolineato ieri in corso di presentazione Massimo Duranti - è la prima retrospettiva monografica su Alessandro Bruschetti, dopo l'antologica che la Regione Umbria volle nel 1981, ad appena un anno dalla scomparsa."
La mostra, come detto, si suddivide in due tranche: quella di Palazzo Baldeschi riferita al tema del sacro e quella più ampia e omnicomprensiva di settanta opere a Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago e inaugurata nel pomeriggio di ieri.
"Dopo Dottori - ha affermato nel corso dell'inaugurazione il vicepresidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia Alessandro Depretis - è giunto il momento di rivalutare Bruschetti che seppe caratterizzarsi per una spiccata personalità artistica.
Queste mostre rappresentano l'occasione per un'ampia rilettura artistica e intellettuale del secondo più importante futurista umbro dopo Dottori.
E dopo le mostre del Perugino, del Pintoricchio, di Matteo da Gualdo, anche Dottori e Bruschetti contribuiranno a tracciare un ideale percorso nella storia e nei tratti identitari della nostra memoria comune."
L'assessore alle politiche culturali del Comune di Perugia, Andrea Cernicchi è soddisfatto del clima che si è creato in città attorno al Futurismo e più in generale attorno all'arte moderna di cui ci si offre
"la possibilità di interpretarla in una visione prospettica"
che ci riconduce sino ai movimenti artistici contemporanei.
Si è insomma innescato a Perugia - secondo Cernicchi - un meccanismo virtuoso che
"getterà luce sui futuristi fino a condurci a un nuovo e auspicato museo (il riferimento è a Palazzo della Penna, già sede di una mostra permanente di Gerardo Dottori).
L'assessore alle politiche culturali del Comune di Castiglione del Lago Ivana Bricca ha invece evidenziato come Bruschetti fosse legato alla cittadina lacustre negli elementi paesaggistici e nei colori."
Lo scopo della mostra è quindi quello di riportare un autore nei paesaggi che ha rappresentato". "Bruschetti, per Massimo Duranti, è stato in grado di lasciare un'impronta originalissima nell'arte, riferita anche alla sua abilità di restauratore che ebbe modo di dimostrare proprio a Castiglione del Lago.
Possedeva una tecnica eccezionale ed era molto meticoloso, tanto che prima di produrre un'opera era in grado di provarne e riprovarne infiniti "esperimenti" di varie dimensioni.
Dopo la fase futurista, Bruschetti diede seguito ad approfonditi studi sulla luce in relazione alla forme geometriche sino ad arrivare all'astrattismo più autentico: lui stesso definirà il suo nuovo corso artistico pittura "purilumetrica", vale a dire ricerca della purezza della luce attraverso la geometria
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Lunedì 7 Settembre 2009

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