Dopo alcuni anni di assenza dalle scene dell'arte Maria Prodi torna con la mostra intitolata
"Mozartiana. Variazioni sul Flauto Magico"
curata da Antonio Carlo Ponti e Francesca Duranti alla galleria Artemìsia. L'esposizione prenderà ufficialmente il via sabato alle 17.30 e terminerà il 3 marzo. Le ultime due sue mostre all'Accademia Internazionale Sant'Agostino di Roma e al Centro di Arte Moderna di Pisa sono datate 2003. Sono invece trascorsi otto anni dall'unica sua esposizione nella sua terra adottiva, quella alla Galleria Bennucci di Perugia nel 2002. La biografia dell'attuale assessore regionale all'istruzione riporta la data della prima esposizione personale: è il 1994, alla Galerie des Jargilieres di Ferney-Voltaire in Francia. L'anno successivo espone in Svizzera, alla Galerie Carouge di Ginevra.
"La pittrice Maria Prodi - dice il curatore Antonio Carlo Ponti in una nota - moglie, madre e politica dimostra di possedere almeno tre "pro memoria" di Italo Calvino: leggerezza, esattezza, visibilità. E la medesima frequenza di vibrazioni cromatiche e segniche si rileva nei quadri al di qua, e oltre, Il Flauto Magico, suggestiva sequenza di immagini dell'immaginario personale. É forte, concreta, poetica nei bei ritratti della prole, numerosa e armoniosa, fastosa e festosa. Nelle nature morte che distillano "fiori e frutti" sfidando la vita sospesa. Davvero still-leven in un'utopia d'immortalità precaria."
La mostra è una lettura pittorica de Il Flauto Magico di Mozart, rivisitata in dodici quadri per una esposizione che numerologicamente richiama l'idea del calendario, mezzo per sottolineare fisicamente lo scorrere dei giorni e delle stagioni. Un fluire del tempo nel mondo immaginario dell'opera mozartiana impresso in maniera indelebile nelle tele e nei quadri della Prodi. In un comunicato ufficiale gli organizzatori sottolineano che
"Maria Prodi entra senza esitazioni o timidezze nel clima fiabesco e saltabeccante nell'Opera Mozartiana, ne dipinge dodici quadrati magici, dove ritrae protagonisti e comprimari, ne interpreta sospiri e timori, stranezze e errori, li vive liricamente, li lavora con tecnica disinvolta e pensata con tavolozze consapevoli e mature."
Un Mozart a tutto tondo in questa esposizione, indagato nel mito, nel delirio, nel fiabesco, nel miracolo e nella leggenda che lo avvolge
Lorenzo Federici
Corriere dell'Umbria Mercoledì 10 Febbraio 2010

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