CineTurreno, è tutto da rifare

La lettera d'intenti è lettera morta. Giovanni Giometti esce dall'affaire Turreno, dice di essere in trattativa per vendere il multiplex e l'Alfa di Francesco Pascoletti ha commissionato un progetto per cercare di piazzare sul mercato e salvare il Turreno. L'accordo fra proprietario e papabile gestore del cinema storico di piazza Danti è dunque completamente saltato. La conferma arriva da Pascoletti stesso:
"L'ipotesi - spiega l'imprenditore - non c'è più. Giometti non si è fatto più sentire. Noi abbiamo inviato una brochure in tutta Italia per vendere la struttura così com'è, ma non abbiamo avuto risposta. Alcuni interessamenti ci sono, ma dobbiamo approntare un progetto da far approvare al Comune di Perugia (in variante, probabilmente, ndr) in cui vengono specificati i metri quadrati da adibire a uso commerciale, le entrate e le sale cinematografiche."
Il progetto dovrebbe restare quello dell'estate: due sale e una galleria commerciale da circa duemila metri quadrati. Con entrata direttamente in piazza Danti. Alle sale si potrebbe invece accedere da via del Sole. Una delle sale potrebbe essere "trasparente", ossia con le pareti in vetro. Giometti dalla sua conferma le voci di una trattativa aperta per la cessione di una consistente parte del gruppo e dunque anche delle sale multiplex, compresa quella di Perugia.
"Non dico niente, ricordo solo un detto che vale qui in Romagna: prima vedere cammello."
Alla domanda se ci siano o meno contatti con Space cinema, Giometti risponde sibillino:
"Mica solo con loro, ce ne sono tre di soggetti con cui sto trattando."
E conferma dunque che il Turreno in questo momento non è una priorità. Ma perché vende, un fatto di incassi? la risposta merita un premio:
"Non c'entra niente, solo che il mio motto è che metà del mondo è da vendere e metà da comprare."
Il problema è che per il centro storico si tratta di una nuova grana: l'ultimo cinema dell'acropoli è in un limbo che potrebbe protrarsi per troppo tempo. La lettera di buone intenzioni di Giometti e Pascoletti per il riavvio dell'attività (40% dedicato al commercio e il 60% allo spettacolo) è stata dunque affossata dal succedersi degli eventi.
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 15 Dicembre 2010

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