Non si può dire che per dare avvio alla sua Stagione d'Autore 2010/2011 la Musical Box sia andata tanto per il sottile. Questo dicembre a spron battuto sembra quasi un messaggio lanciato alla città: su di noi potete contare. E Perugia, finora, ha risposto coi grandi numeri che ci si aspettava. Zeppo il PalaEvangelisti la scorsa settimana per i Litfiba, come zeppo sarà domani sera il concerto di Luciano Ligabue.
In attesa dell'arrivo di Vinicio Capossela al Morlacchi il 29 dicembre, che sa tanto di ciliegina sulla torta. Domani, dunque, è il giorno del Liga. Se i Litfiba ritrovati di venerdì scorso erano un po' il simbolo di tutto un immaginario rock main-stream in via di ricomposizione, il cantautore emiliano rappresenta meglio di ogni altro la continuità nel grande baraccone della musica leggera italiana. Ligabue, senza ombra di dubbio, è un'icona. Forse non quell'icona rock che lui vorrebbe o dà l'impressione di voler essere, perché onestamente chi ha voglia di ascoltare buon rock italiano ormai da tempo si rivolge da altre parti, però è vero che dal suo posto, su in cima all'indice di gradimento dei quelle masse a cui l'esasperata leggerezza d'animi e pretese dei vari D'Alessio, Pausini e compagnia non arriva a bastare, da quel suo posto privilegiato di pop-star avvezza alla polvere e alla ruvidità, insomma, non lo schioda più nessuno ormai da una quindicina d'anni. Lui di anni ne ha compiuti cinquanta il marzo scorso, ma oltre che la zazzera sembra non aver perduto neanche lo smalto da incantatore di folle. Al palcoscenico, d'altronde, non rinuncia mai. La data di Perugia è la quarta di un tour che lo porterà a suonare quasi ininterrottamente fino al ventidue dicembre, e che segue di pochissimo quello estivo, manco a dirlo più che fortunato. E poi c'è il nuovo disco, che in realtà è un cofanetto che di dischi ne raccoglie tre. In quello più succulento Ligabue si diverte a risuonare e ricantare, in chiave acustica, tutte le canzoni contenute nell'album Arrivederci mostro, uscito pochi mesi fa. Poi c'è una testimonianza dei live di quest'estate. Infine, l'Arrivederci mostro che già conosciamo benissimo.
"Mi piaceva far ascoltare l'album, che per me è importante, sotto un'altra luce, con maggiore attenzione ai testi, all'espressione"
, ha dichiarato giusto l'altro ieri in un'intervista rilasciata a Gino Castaldo e uscita su Repubblica. Dopotutto, che Ligabue sia un artista inquieto è cosa nota. Non gli è mai bastato fare il cantante a tempo pieno: esiste un Ligabue regista, esiste un Ligabue scrittore, esiste un Ligabue personaggio pubblico a tutto tondo che quando pensa di aver qualcosa da dire non esita a metterci la faccia - la partecipazione a Vieni via con me è cronaca davvero recente. Dunque, domani tocca a lui. Per un giorno Perugia sarà capitale di Ligalandia

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