Acqua potabile a Perugia

Nel nord Italia in alcuni ristoranti è stato introdotto l’uso dell’acqua alla carta, ovvero la possibilità di scegliere tra vari tipi di acqua, come si fa con i vini d’annata. Forse è per questo motivo che anche a Perugia, tra i cittadini vecchi e nuovi, circola la convinzione che l’acqua da bere sia meglio comprarla in bottiglie, anche quella naturale.
Non è così. All’acqua che sgorga dai rubinetti di Perugia è stato assegnato un ottimo/ buono. Il giudizio globale sulla qualità dell’acqua potabile perugina è stato assegnato in base a un’inchiesta che “Altroconsumo”, periodico di informazione indipendente per i consumatori, ha condotto sulla qualità dell’acqua di 35 città italiane nel 2006.
Per condurre l’inchiesta, è stato scritto da “Altroconsumo”, sono stati analizzati il grado di acidità, la durezza - quest’ultima espressa in gradi francesi che la legge consiglia sia compresa tra 15 e 50° (Perugia 21), - residuo fisso e sodio (mg/l): il residuo fisso esprime la quantità di sali disciolti nell’acqua e non esiste un valore fissato per legge ma soltanto un massimo consigliato pari a 1.500 mg/l (Perugia 254), mentre il sodio ha un limite di legge di 200 mg/l (Perugia 4).
Concorrono a formare il giudizio sulla qualità dell’acqua anche i valori di cloruri, solfati, fluoruri e cloriti, nitrati, presenza di metalli indesiderati, inquinanti. Da considerare, infine, che oltre al costo aggiuntivo, il consumo di acqua in bottiglia comporta lo smaltimento di quest’ultima e della confezione del fardello: rifiuti in più. Tante ottime ragioni, dunque, per preferire l’acqua che sgorga direttamente dal rubinetto.
Da dove viene l’acqua di PerugiaLa Perugia dei primi insediamenti aveva il pozzo Sorbello a Porta Sole, la cisterna in via Cesare Caporali, le terme romane della Conca, le sorgenti dell’avvallamento oggi colmato da Corso Vannucci e i tanti pozzi pubblici e privati. Nel 1254, in parte a causa dell’aumento della popolazione, venne decisa la costruzione dell’acquedotto che portasse acqua al centro della città.
Serbatoi di Monte Pacciano
I serbatoi di Monte Pacciano, a San Marco, sono un sistema unitario formato da due grandi conservoni denominati Alto, quello di origine medievale; Basso, il più recente. I due serbatoi attualmente alimentano direttamente alcune utenze e serbatoi collocati più in basso, costituiscono una importante riserva d’acqua in caso di penuria nelle reti sottostanti. L’acqua che li alimenta proviene da un sistema di pozzi realizzati a ridosso del fiume Tevere nelle località di Passo dell’Acqua, Bagnara, La Bruna e Ascagnano.
Sorgente di Bagnara

Il primo acquedotto di Bagnara, inaugurato nel 1899, porta le acque della sorgente di Bagnara (località Bagnara di Nocera Umbra) al serbatoio di Monte Ripido. Alla Vecchia Bagnara, verrà aggiunta, nel 1963, la condotta denominata Bagnara-San Giovenale. L’acqua della sorgente di Bagnara (Appennino Umbro-Marchigiano), è apprezzata per la sua purezza e per la sua leggerezza.
Sorgente ScircaNel 1932 l’acqua della sorgente Scirca, sul versante occidentale del Monte Cucco, fu avviata fino al serbatoio Sant’Angelo; l’anno successivo fu inaugurato il nuovo acquedotto.
Acquedotto di CannaraLa captazione dell’acqua avviene mediante un campo pozzi costituito da sette perforazioni situate nella piana di Cannara. Le acque dei sette pozzi per quanto risultino di ottima qualità, presentano un’elevata concentrazione di ferro, manganese e ammoniaca di origine naturale; per questo motivo è stato realizzato un impianto di trattamento che elimina queste sostanze per semplice ossigenazione e filtrazione. I lavori sono terminati negli anni 1990-1993.

Comunicato stampa del Comune di Perugia

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