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venerdì 28 marzo 2014

Senza Provincia di Perugia risparmiati due milioni

Due Milioni di 'economie' solo per l'apparato politico. Questa la cifra che i cittadini risparmieranno con la cancellazione della Provincia di Perugia.
Il calcolo non riguarda solo il taglio degli assessori e dei consiglieri, ma tiene soprattutto conto di tutta una serie di voci che non sono soltanto quelle delle indennità che spettano ai politici, ma anche del personale di segreteria, dei rimborsi spese, oltre che dell'Ufficio di Gabinetto o della presidenza stessa.
Per capire meglio la questione, basta dare un'occhiata ai costi dettagliati che ha reso noti nel 2011 la Provincia (questo è l'ultimo dato disponibile). Spese che complessivamente ammontavano a 2,4 milioni.
I numeri erano stati forniti direttamente dall'assessore al bilancio, Omelia Bellini.
Le spese, come detto, riguardano le indennità dei politici, ma anche degli staff, delle segreterie, dei costi di rappresentanza, dei telefonini (voci che dal 2013 si sono comunque ridotte del 10-15 per cento). Scendendo nel particolare si nota che lo staff del presidente Marco Vinicio Guasticchi e della Giunta (competenze fisse ed accessorie relative al personale a tempo determinato, capo di gabinetto, funzionario di gabinetto, portavoce, coordinatore di segreteria, autista) assorbe quasi la metà delle spese totali del settore e costa ai cittadini 1.009.833 euro all'anno.

Il costo del gruppo di lavoro del presidente del Consiglio provinciale, Giacomo Leonelli, e dei gruppi consiliari (competenze fisse e accessorie relative al personale a tempo determinato) è invece di 377.840 euro.
Staff che però dall'anno scorso sono stati drasticamente ridotti.
Ci sono poi i compensi di presidente e assessori (381.493 euro nel 2011 scesi a 342.521 euro nel 2013) e quelli dei trenta consiglieri provinciali (che due anni fa erano pari 491.213 euro, oggi arrivati a 435.505 euro).
É di 38.296 euro, invece, il fondo spese dei gruppi consiliari, mentre 3.913 se ne sono andati nel 2011 per gli abbonamenti al parcheggio Sipa (Giunta provinciale) e altri 9.934 per il posteggio dei consiglieri.
Anche il capitolo delle spese di rappresentanza è piuttosto corposo: 9.104 euro per cooperazione decentrata, 15.479 per promozione economica e culturale del territorio, 12.819 per servizio comunicazione e decentramento, 44.621 euro per affari generali, 5.802 per servizio studi organizzazione e programmazione: totale 87.827. []

La Nazione Venerdì 28 Marzo 2014

venerdì 21 febbraio 2014

Spesi 18 milioni per treni inutilizzati?

Perchè la Regione ha speso 18 milioni per acquistare 4 treni "Pintoricchio" per la Ferrovia centrale umbra (Fcu) mentre ne viene utilizzato soltanto uno?

La questione è stata posta con una interrogazione dal consigliere regionale Paolo Brutti (Idv) nella quale si denunciano anche altri sprechi. Martedì gli ha risposto l'assessore Silvano Rometti: i treni in servizio sono tre, mentre solo uno è fermo. Non è vero - ha replicato Brutti - sono tre i Pintoricchio fermi perchè non utilizzabili. Funzionano infatti ad energia elettrica, ma non tutta la rete Fcu è elettrificata. Possono raggiungere i 150 km orari, mentre sui binari della Fcu, per motivi di sicurezza, il limite è di 90. Sono anche troppo pesanti per la salita della tratta tra Ponte San Giovanni e la stazione di Perugia Sant'Anna. Brutti ha anche sostenuto che sono stati spesi altri 6 milioni per il raddoppio di binari mai collegati alla rete, e denunciato vari sprechi come quelli delle macchinette obliteratrici abbandonate in un deposito.

Il consigliere, "totalmente insoddisfatto" della risposta dell'assessore, ha chiesto che sia "un altro potere dello Stato" ad accertare la verità.
Chi ha ragione? Sarà la magistratura a farcelo sapere?

La Voce Venerdì 21 Febbraio 2014

mercoledì 9 ottobre 2013

Digitale crac: si è oscurata la televisione

Era stata presentata come la rivoluzione (positiva) del modo di guardare la televisione.
Il passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, invece, ha portato più disagi che benefici agli umbri amanti del tubo catodico.
Ai quattro angoli della regione i cittadini si lamentano: da qualche parte è impossibile captare il segnale dei canali Rai, altrove sono sparite le reti Mediaset, altri sono rimasti orfani de La7 o delle televisioni locali.
Senza considerare il fatto che, spesso e volentieri, capita di intercettare il telegiornale regionale di Toscana o Marche anziché quello umbro.
E mica succede in chissà quale paesello sperduto sulla cima dell'Appennino. Anche nel cuore del capoluogo regionale la ricezione è pessima se non del tutto assente.

Qualche esempio?
In pieno centro storico sono scomparse dai radar dei teleamatori Rete4, CanaleS e Italia1, così come a Montelaguardia e nella popolosissima area dei ponti. In certe zone di San Marco i grandi assenti sono rappresentati dalle frequenze Rai. Stesso problema si verifica a Mantignana, Magione e un po' in tutta la frazione di territorio che sta tra Corciano e il Trasimeno. Qualcosa che non va, insomma, c'è. Nei primi tempi si era data la colpa al difficoltoso passaggio dalla vecchia alla nuova tecnologia.

Ora che di mesi ne sono passati un bei po' la “fase di sperimentazione” e dei fisiologici problemi tecnici dovrebbe essere solo un ricordo.
Già, dovrebbe. La realtà è un po' diversa.

“In effetti è conferma Castellani, rappresentante degli antennisti all'interno della Cna è ci arrivano richieste di intervento da tutta la regione, molte anche da Foligno e Spoleto oltre che da Perugia. Nella maggior parte dei casi si tratta di utenti che hanno un impianto di vecchia data a cui non hanno messo mano da anni, addirittura da decenni, e che fatica a reggere il passo con la nuova tecnologia del digitale terrestre. Ecco perché la ricezione può rivelarsi frammentaria”.

In questi giorni, a complicare il quadro, ci si è messo anche il maltempo: “i temporali è spiega Castellani è possono alterare le frequenze”. Il consiglio, per evitare di fare figure fantozziane (indimenticabile la scena dello sfortunato ragionier Ugo alle prese con l'antenna) è di rivolgersi ad un esperto del settore: “Invito tutti i cittadini alle prese con qualche problema ad affidarsi ad un bravo antennista. Con una spesa di poche decine di euro è conclude Castellani è il problema può essere risolto”.

La Regione (che, va detto, non ha competenze specifiche a riguardo) continua a vigilare sulla questione, con l'assessore Stefano Vinti in prima linea: “Anche a casa mia è confida è negli ultimi giorni non si prende più La7. Potrebbe trattarsi di un inghippo passeggero per via del meteo, ma noi come Regione terremo sotto controllo la situazione e, se i disagi dovessero persistere anche dopo il passaggio di questa ondata di maltempo, invieremo al Ministero le opportune segnalazioni”.

Luca Vagnetti
La Nazione Mercoledì 9 Ottobre 2013

mercoledì 11 luglio 2012

Provincia di Perugia: ecco gli uffici postali che saranno chiusi

Il piano di razionalizzazione degli uffici postali presentato da Poste Italiane all'Agcom, prevede sia la chiusura che, in un numero limitato di casi anche la sola riduzione di orario; quello che segue è l’elenco in ordine alfabetico, comune per comune, degli uffici nella Provincia di Perugia che saranno interessati.

  • Annifo Foligno Chiusura
  • Borgo Cerreto Cerreto di Spoleto Chiusura
  • Capodacqua Foligno Chiusura
  • Castel Rigone Passignano Sul Trasimeno Chiusura
  • Colpalombo Gubbio Chiusura
  • Fossato di Vico Fossato di Vico Chiusura
  • Preggio Umbertide Chiusura
  • Strettura Spoleto Chiusura
  • Verchiano Foligno Chiusura
  • Niccone Umbertide Chiusura
  • Spina Marsciano Chiusura
  • Bettona Bettona Chiusura
  • Mercatello Marsciano Chiusura
  • Sant'Enea Perugia Chiusura
  • Ancarano Norcia Chiusura
  • Beroide Spoleto Chiusura
  • Castelnuovo D'Assisi Assisi Chiusura
  • Madonna Della Stella Montefalco Chiusura
  • Marcellano Gualdo Cattaneo Chiusura
  • Pieve di Compresseto Gualdo Tadino Chiusura
  • Pozzo di Gualdo Cattaneo Gualdo Cattaneo Chiusura
  • San Marco di Montefalco Montefalco Chiusura
  • Viole di Assisi Assisi Chiusura
  • Calzolaro di Umbertide Umbertide Chiusura
  • Castiglion Fosco Piegaro Chiusura
  • Castiglione Della Valle Marsciano Chiusura
  • Citerna Citerna Chiusura
  • Colpetrazzo Massa Martana Chiusura
  • Fighille Citerna Chiusura
  • Ilci Todi Chiusura
  • Petrignano Del Lago Castiglione Del Lago Chiusura
  • Ponticelli Città Della Pieve Chiusura
  • San Leo Bastia Città di Castello Chiusura
  • Villa San Faustino Massa Martana Chiusura
  • Villastrada Umbra Castiglione Del Lago Chiusura
  • Pale Foligno Chiusura amministrative
  • Casalalta Collazzone Chiusura amministrative

Mercoledì 11 Luglio 2012

giovedì 29 settembre 2011

A Collestrada benzina verde a 1,528 e diesel a 1,416; con le pompe bianche si può!

Leggi il Cartellone luminoso coi prezzi e pensi quasi che ci sia un errore:  "Ma come, benzina verde a 1,528 e diesel a 1,416?."Roba da stropicciarsi gli occhi per l'incredulità. Invece, è tutto vero. Non c'è trucco e non c'è inganno; semplicemente, a Collestrada il carburante costa meno. Molto meno.
"Merito - spiega chi di queste dinamiche se ne intende - di una filiera produttore-consumatore più corta del normale. Eliminando alcuni intermediari sì abbassa naturalmente anche il prezzo finale."
Il distributore aperto a fianco del centro commerciale Ipercoop è preso d'assalto ogni giorno e a qualsiasi ora da decine e decine di automobilisti, disposti pure a sopportare qualche minuto di fila pur di riempire il serbatoio senza dissanguare il portafogli. Visti i tempi che corrono, anche risparmiare qualche euro è cosa non da poco. Allora, ben venga la coda. La pompa "Collestrada Carburanti" si aggiudica il premio di distributore più conveniente di tutta l'Umbria. A dire il vero, però, è in buona compagnia merito delle cosiddette "pompe bianche", ovvero quelle stazioni non appartenenti a grandi compagnie petrolifere e che possono permettersi prezzi più bassi grazie a una struttura di gestione più snella. Nel Perugino la concorrenza è forte e il consumatore ha più scelta; lo si intuisce da una rapida lettura delle tabelle esposte all'esterno dei distributori. Performance molto interessanti, fa segnare la Cdp di Olmo e via della Pallotta, gruppo che fa capo al presidente del Perugia calcio Roberto Damaschi: qui la verde costa 1,543 curo al litro, il diesel 1,425. Occhio anche alle pompe Icm: a Taverne di Corciano un litro di verde si compra a 1,543 euro, il diesel a 1,423. La stessa azienda, nei distributori di Foligno (lungo la Statale 75) e Sant'Eraclio, applica prezzi ancor più bassi: rispettivamente 1,528 per la verde e 1,410 per il diesel nel primo,1,538 e 1,418 nel secondo.
Agli automobilisti ternani va decisamente peggio: nella Conca niente low-cost. L'esborso medio è quindi decisamente più alto rispetto alla provincia perugina. Solo la Esso di via Romagna, dall'alto del suo 1,562 per la verde e 1,439 per il diesel, può reggere il confronto con la convenienza offerta nell'altra metà del cielo umbro.

sabato 2 luglio 2011

Holly volontario a quattro zampe alla Residenza protetta "Olindo Brancaleoni"

Holly gioca insieme a Laura Olly è davvero un volontario speciale. Meticcio di piccola taglia, è l'unico cane in Italia a vivere stabilmente all'interno di una casa per anziani, la Residenza protetta "Olindo Brancaleoni" di Panicale. Inserito nella struttura quattro anni fa grazie ad un progetto realizzato in collaborazione dalla Asl n. 2, dalla Cooperativa Polis, dal Cesvol Perugia e dall'associazione "Liberamente - Atena" Onlus, Olly ha saputo conquistare l'affetto di tutti: anziani, operatori sanitari e volontari.
"La sua presenza fa bene non solo ai trentaquattro ospiti della struttura ma a tutti coloro che, a vario titolo, lavorano nella Residenza"
, afferma Laura Cibeca che, in qualità di conduttrice e coordinatrice del progetto di pet therapy, ha seguito Olly fin dal suo inserimento.
"Quel cane - afferma Sara, che lavora nella struttura come operatrice sanitaria - ha il dono di infondere allegria. Riesce a strappare un sorriso" afferma "anche alle sei di mattina, quando prendere servizio è davvero faticoso."
Una scelta azzeccata, dunque, ma come conciliare la presenza di Olly con le esigenze, anche igieniche, della struttura? "Non è stato facile"- afferma Sabrina Mura, coordinatrice delle attività della Residenza Brancaleoni -
"Per riuscirci ci è voluto l'impegno di tutti."
Pulito ed educato, Olly viene lavato di frequente, operazione a cui si presta volentieri per poi tornare di corsa dai suoi anziani.
"Dimostra una sensibilità davvero sorprendente"
racconta Debora Bordini, referente della Progettazione per il Settore anziani della Cooperativa Polis,
"Riesce perfettamente ad intuire quali persone hanno più bisogno di essere stimolate. Grazie a lui" sostiene Antonella Marcucci, che coordina il servizio socio assistenziale "abbiamo riscontrato considerevoli progressi in soggetti affetti da demenza e depressione."
Ma come fa Olly ad allontanare dagli anziani il male oscuro? "Sa essere molto insistente" afferma ancora Debora. "Si infila nelle loro stanze e pretende di giocare."Ha poi un talento particolare per accaparrarsi i bocconi più ghiotti. "Non mangia alimenti interi" sostiene Antonella "porta il cibo ai piedi degli anziani e aspetta che lo dividano a pezzettini."Protagonista indiscusso delle giornate di animazione che vengono periodicamente organizzate nella struttura, Olly compirà cinque anni il prossimo ventisette ottobre e per l'occasione festeggerà il compleanno con gli anziani nati nello stesso mese, tutti ben lieti di spegnere le candeline insieme al loro amico a quattro zampe.
"é un cagnolino allegro, vivace, obbediente, si è inserito benissimo nella struttura"
, dice Laura. A cinque mesi ha seguito un corso completo di educazione e, oltre ai comandi di base, come il seduto, il terra e il richiamo, ha imparato molti giochetti da fare con gli anziani che, inevitabilmente, lo adorano". "La sua presenza
" prosegue rende allegre le loro giornate: li fa sentire utili e amati."
Un parere questo condiviso dalla dottoressa Sabrina Mura: "Olly" afferma  "sa come riempire le giornate dei nostri ospiti e ha reso più familiare l'atmosfera che si respira all'interno della residenza."E per far conoscere i risultati di questa esperienza, per ora unica, è in fase si realizzazione una pubblicazione. Sarà curata da Laura Cibeca, volontaria dell'associazione "Liberamente - Atena" Onlus con alle spalle un Master in "Attività e Terapie Assistite con gli animali"
Corriere dell'Umbria Venerdì 1° Luglio 2011

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lunedì 1 novembre 2010

No alla privatizzazione dell’acqua

Rifondazione comunista di Perugia esprime grande soddisfazione per l'approvazione da parte della maggioranza in Consiglio Provinciale di un ordine del giorno contro la privatizzazione dell'acqua.
"Pensiamo che questo sia un fatto rilevante - si legge in una nota del segretario provinciale del Prc Enrico Flamini - che certifica la chiara identità politica della coalizione che governa la Provincia. Non solo. Per il nostro partito si tratta anche di un importante obiettivo politico raggiunto. Fin dall'insediamento del nuovo consiglio ci siamo infatti caratterizzati per la difesa dell'acqua bene comune e per la sua ripubblicizzazione. Ci siamo battuti subito e su tutti i livelli istituzionali contro il dl 135: siamo convinti infatti che l'acqua debba essere liberata dal profitto e dalle speculazioni finanziarie, vere responsabili della crisi economica mondiale. In questo senso abbiamo anche contribuito in modo fattivo alla raccolta firme per il prossimo referendum sulla questione. Quindi bene l'approvazione dell'ordine del giorno, il quale conferma il principio della proprietà a gestione pubblica del servizio idrico integrato, principio base fondamentale per considerare l'acqua un bene comune. Siamo soddisfatti che la difesa dell'acqua bene comune inalienabile - conclude Flamini - sia diventata patrimonio politico del centro-sinistra della Provincia di Perugia. Inoltre, il voto contrario sul documento, chiarisce ulteriormente, sempre se ce ne fosse stato bisogno, la natura liberista e privatizzatrice delle destre"
Corriere dell'Umbria Lunedì 1° Novembre 2010

mercoledì 4 agosto 2010

Umbria: la patria dell'acqua a km zero

Dalla ricerca C.R.A. 2010 commissionata da Aqua Italia (Confindustria) emerge che la propensione al consumo di acqua del rubinetto trattata e non, in Umbria, Sardegna, Marche e Toscana supera il 68 per cento. Un dato significativo di quanto sia cambiata la percezione degli italiani nei confronti dell'acqua a chilometri zero.
L'estate è finalmente arrivata con temperature "tropicali" in tutto lo stivale. Per far fronte all'afa si beve sempre di più e Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) federata ad Anima-Confindustria, ha commissionato all'Istituto indipendente C.R.A., un interessante studio incentrato sulla propensione a bere acqua potabile del rubinetto trattata e non in Umbria, Sardegna, Marche e Toscana.
Il risultato è alquanto interessante: il 68,8 per cento degli intervistati dichiara di bere acqua potabile del rubinetto trattata e non. Il 38,4 per cento dichiara di berla sempre o quasi sempre, mentre il 35,4 per cento dichiara di berla saltuariamente, per cui si può affermare che complessivamente quasi tre quarti degli italiani residenti in queste zone gustano l'acqua in brocca.
Il principale motivo per cui si preferisce l'acqua del rubinetto è il gusto (27,7%) seguito dalla comodità (21,2%).
La propensione aumenta quando si parla di ristoranti o alberghi dove il 72,5 per cento degli intervistati dichiara di bere o di voler bere acqua potabile trattata. Inoltre, il 47,8 per cento degli intervistati dichiara di conoscere i Chioschi dell'Acqua e il 65 per cento sostiene che la usa o userebbe volentieri.
Quest'ultimi sono l'evoluzione in chiave moderna delle antiche fontanelle che erogano acqua potabile affinata, refrigerata o gassata nei principali comuni italiani.
Un cambio di rotta, quindi, nel pensiero degli italiani residenti in queste regioni grazie ai quali si sta formando una nuova e moderna cultura dell'acqua che porterà gli italiani ad un uso consapevole delle risorse idriche locali.
Sul consumo dell'acqua si era pronunciato nei giorni scorsi l'assessore regionale alle Risorse Idriche Silvano Rometti, invitando le famiglie umbre ad evitare "inutili sprechi" nell'uso dell'acqua a fini domestici. L'assessore era intervenuto in seguito all'allarme lanciato da Legambiente sul rischio che le risorse idriche del territorio rimanessero a secco anzitempo. Un rischio sventato grazie alle abbondanti piogge degli ultimi che hanno spazzato via dall'Umbria l'anticiclone africano e restituito vigore al sistema idrico regionale
Corriere dell'Umbria Martedì 3 Agosto 2010

domenica 4 luglio 2010

Internet a Perugia all'acropoli è wireless

Navigare senza fili. Gratis. E senza contratti. Non è pubblicità ingannevole. La notizia è che l'acropoli diventa un gigantesco internet point. É realtà il collegamento "wireless", nondimeno "free", in quasi tutto il centro storico.
Il consorzio omonimo (Umbria wireless: costituito nel 2007 da locali aziende del settore) dal 13 giugno scorso ha attivato copertura di alcune delle più importanti piazze di Perugia, dai giardini Carducci, a piazza Italia, piazza della Repubblica, corso Vannucci e piazza IV Novembre. Il servizio è in grado di permettere il collegamento itinerante alla rete internet (web e posta elettronica) attraverso computer portatili, palmari, smart phone, ecc, senza l'uso di cavi (modalità wifi).
Il passaggio da una piazza all'altra non comporta caduta del segnale essendo gli apparati di trasmissione collegati in tecnologia mesh. Il servizio è attualmente gratuito per un ora al giorno, per registrarsi è sufficiente rilevare la rete con il proprio dispositivo wifi, collegarsi e se non si è registrati, fornire le proprie credenziali ed il proprio numero di telefono cellulare. A questo punto si riceverà per sms la password per accedere alla rete (la procedura è obbligatoria per legge 155/2005).
Oltre all'incentivazione di varie attività connesse alla utenza turistica, c'è la possibilità utilizzazione - in prospettiva - di tale infrastruttura per finalità di sicurezza (videosorveglianza privata in rete chiusa). Il servizio è stato realizzato attraverso la installazione di una apposita infrastruttura adibita all'erogazione di connettività wireless, che ha richiesto la dislocazione, all'esterno di alcuni edifici di specifici apparati elettronici - di ingombro assai contenuto - detti "access point"
Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Sabato 3 Luglio 2010

giovedì 17 giugno 2010

Asili nido, fuori 469 bambini a Perugia

Asili nido comunali, entri chi può. Tutti gli altri andranno ad infoltire la lunga lista d'attesa, sperando nelle rinunce degli ultimi giorni. Perugia fa il pieno di domande per accedere ai servizi delle strutture per l'infanzia, quasi 900 istanze che ora si traducono in tanti posti occupati, costringendo centinaia di famiglie a rinunciare al nido, bene che vada per qualche mese. Su 902 bimbi solo 433 sono riusciti a conquistare al primo colpo l'agognato posto all'asilo nido, tutti gli altri sono stati collocati nel limbo. Per la precisione 469 bambini. Come dire: solo un bambino su due potrà vantare dal prossimo settembre di poter contare sui servizi pubblici comunali. Nel conteggio sono stati compresi anche i centri lo "Scoiattolo" e "l'Albero di tutti". Solo i nidi contano circa 450 bambini fuori punteggio che non sanno che futuro aspettarsi se non aggrappandosi alla speranza, minima, che qualcuno dei "vincitori" della graduatoria lasci il suo posto. Il Comune è chiamato a correre ai riapri per cercare di tamponare quanto possibile la lista di attesa, che rispetto l'anno scorso ha visto incrementarsi di circa 100 tra bambini e bambine.
L'utente che non fosse più interessato al posto assegnato deve comunicare la propria rinuncia scritta entro e non oltre il 25 giugno prossimo all'Ufficio iscrizioni asili nido del Comune, in via Scarlatti con consegna a mano o posta raccomandata, o tramite fax allo 0755773913. Dopo il 25, quindi, si saprà se qualcuno potrà essere inserito nella struttura scelta in quanto
"i posti che si libereranno a causa delle rinunce verranno assegnati, rispettando l'ordine di graduatoria, ai bambini in lista d'attesa. Con la seconda assegnazione che verrà pubblicata entro la prima settimana di luglio 2010. Anche in questo caso, le eventuali rinunce dovranno pervenire entro 10 giorni dalla pubblicazione della seconda assegnazione.
Intanto, prosegue il programma di riqualificazione delle strutture comunali dei servizi per la prima infanzia. L'occasione una visita all'asilo nido "Arcobaleno" di Ponte San Giovanni e al "Grillo Parlante" di Ferro di Cavallo, dell'assessore all'Edilizia scolastica, Monia Ferranti. A far parte del progetto, altri tre asili (Il Melograno, l'Orsacchiotto e Cinque granelli).
Il Messaggero 16 Giugno 2010

sabato 1 maggio 2010

300 euro per diminuire la retta degli asili nido

"Le famiglie che usufruiscono di asili nido, sia pubblici che privati, stanno per ricevere dalla Regione Umbria un contributo di 300 euro per l'abbattimento della retta di frequenza, in continuità con quanto già sperimentato lo scorso anno."
Lo sottolinea l'assessore al Welfare e all'Istruzione, Carla Casciari, vicepresidente della Giunta regionale, informando che è stato pubblicato il primo elenco delle domande ammesse a contributo per l'abbattimento delle rette degli asili nido sul Supplemento ordinario n.2 del Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 19 (Parti I-ii Serie generale) del 28 aprile.
"Rispetto allo scorso anno – rileva l'assessore regionale – è aumentato il numero delle famiglie che hanno presentato domanda, passando da 1800 a quasi 2300. Questo dimostra che l'aiuto offerto dalla Regione Umbria viene apprezzato e richiama l'attenzione della comunità umbra. Le procedure per beneficiare dei contributi sono state snellite e sono già in corso le liquidazioni delle prime duemila domande ammesse."
"Gli asili nido e gli altri servizi per l'infanzia – prosegue l'assessore Casciari - qualificano il territorio, poiché da un lato offrono un'offerta educativa essenziale per la crescita delle bambine e dei bambini, dall'altro sono un grande supporto alle famiglie per il lavoro di cura dei figli e quindi un forte strumento che facilita il lavoro femminile e garantisce che le lavoratrici non debbano scegliere tra famiglia e lavoro."
Dal lato dell'occupazione, il sistema dei servizi all'infanzia in Umbria vede impiegate circa 1500 persone, quasi tutte donne, come educatrici, oltre al personale ausiliario che conta circa 500 addetti.
"L'Umbria – ricorda, infine, l'assessore Casciari - si colloca in una posizione di eccellenza rispetto al territorio italiano per quanto riguarda i servizi all'infanzia. Ha, infatti, anticipato e superato di gran lunga gli obiettivi europei: oggi possiamo dire con orgoglio che il 40 per cento dei bambini umbri trova posto nei servizi all'infanzia a fronte di una media italiana del 10 per cento."
RED/sb
Form/lav 36
Regione Umbria Sabato 1° Maggio 2010