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sabato 21 novembre 2015

Il "Grande Nero" di Alberto Burri: inaugurazione il 18 dicembre

L'inaugurazione del restauro del Grande Nero alla Rocca Paolina avverrà il 18 dicembre prossimo e potrà finalmente essere ammirato nel suo nuovo look, compreso il movimento meccanico ma soprattutto con la nuovissima illuminazione che spazzerà via quel buio nel quale è stato immerso sinora. A New York la mostra di Burn al Guggenheim Museum sta facendo registrare 3.500-4.000 presenze al giorno. Due belle notizie apprese nell'ordine dall'assessore Severini e dalla governatrice Marini nel corso del convegno internazionale
"Materia Forma Spazio. La pittura di Burri"
organizzato dall'Università di Perugia nell'Aula Magna della Facoltà di Agraria a San Pietro e dalla Fondazione palazzo Albizzini Collezione Burri. Tutto il resto è stato un dotto, circostanziato, interessantissimo e a volta anche inedito scavo nelle profondità concettuali dell'arte del Maestro tifernate effettuato attraverso le relazioni di studiosi che nel tempo, passato e recente, hanno riletto le sue opere ed il suo linguaggio. A dare il benvenuto ai convegnisti è stato, come d'obbligo, il padrone di casa, il rettore Franco Monconi che ha espresso l'orgoglio dell'Università per aver avuto Burri come studente. Ed ha inoltre auspicato che al più presto possano prendere il via dei master e dei corsi vista la fattiva collaborazione che si è instaurata tra l'Ateneo e Bruno Cora, presidente della Fondazione Albizzini. Catiuscia Marini ha poi introdotto il tema del convegno che ha messo a confronto, su varie tematiche, gli esperti presenti nei due giorni di lavori: stamattina si parlerà della mostra newyorkese, di "Burri e la povertà" con il direttore del Museo di Arte Moderna di Parigi, della "forza della forma in Burri", della "struttura come destino" e dei musei del Maestro, mentre nel pomeriggio verrà presentato il Catalogo Generale ed infine, alle 17, sarà inaugurata la mostra nella Galleria di San Pietro de "i mixoblak di Burri" che resterà aperta fino al 5 gennaio tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. I mixoblak sono fogli stampati con la tecnica del rilievo del tutto simile alla matrice creata dall'artista, una tecnica inventata da Luis Ramba nel 1984 che poi l'applicò in pratica aiutato da Burri stesso.
"L'uso della materia nell'arte è stato innovativo" ha ricordato Marini "anche perché ha permesso di interpretare in modo nuovo le forme e gli oggetti e di farli diventare delle opere d'arte."

A Bruno Cora è spettato il compito di ricordare il ricco menù delle celebrazioni del centenario che si concluderanno nella primavera del 2016 con una grande mostra a Città di Castello in collaborazione col Guggenheim: Burri e Piero della Francesca a Sansepolcro, Burri e Signorelli a Morra , "Au rendez vour des amis" a Castello, "Burri nell'arte e nella critica" giornata di studi a Milano, "Fuoco nero: materia e struttura intorno e dopo Burri" a Parma. Un anno lungo e ricco di iniziative al quale va aggiunto il prossimo completamento del restauro "Grande cretto” di Gibellina e del Teatro Continuo del Parco Sempione a Milano, anello di congiunzione ideale tra la Torre Filarete del Castello Sforzesco e l'Arco della Pace.

Argomento quest'ultimo ripreso da Carlo Bertelli ricordando come l'opera sia sempre stata oggetto di contestazioni, poi abbattuta nel 1989 e ricostruita quest'anno "le strane accuse" ha precisato "negavano la possibilità del dare un nuovo valore all'esistente". Italo Tomassoni, a sua volta, ha inserito nel dibattito un elemento innovativo di discussione. Ai tre concetti nei quali si identifica indissolubilmente l'opera del Maestro: materia, forma e spazio, andrebbe inserita, a suo avviso, anche la luce "come componente capace di rendere pittura la materia, che permette alla materia di portare in superficie la propria energia, un'energia cromatica che fa da forza interiore".

Corriere dell'Umbria Sabato 21 Novembre 2015

mercoledì 13 agosto 2014

Arte: ecco i musei monumenti siti archeologici aperti per Ferragosto

La strada intrapresa pare davvero quella giusta, nell'ottica di un rilancio e di una valorizzazione che abbinino promozione turistica e ricadute economiche.
Insomma: il museo è la superstar indiscussa dell'estate, grazie a una serie di agevolazioni e iniziative mirate che l'hanno trasformato il luogo di svago e di incontro per tutti.
Giovani in testa. E così dopo il selfie libero tra i capolavori d'arte, le domenica a ingresso libero e l'orario by night di venerdì, arriva l'apertura straordinaria per Ferragosto.
Lo ha Deciso il Ministero, che nel giorno di festa farà aprire ai visitatori le porte del patrimonio culturale statale e in Umbria la decisione coinvolge 13 strutture tra musei, monumenti, palazzi e siti archeologici.
Dieci sono nella provincia di Perugia e tre nel capoluogo dove venerdì resteranno aperti la Galleria Nazionale dell'Umbria , il Museo Archeologico nazionale (entrambi con orario 8.30-19.30) e l'Ipogeo dei Volumni con la necropoli del Palazzone dalle 9 alle 19.
A Gubbio porte aperte per il Palazzo Ducale dalle 8.30 alle 19.30 e per il Teatro Romano e l'Antiquarium dalle 10 alle 19 mentre a Spoleto si potranno visitare in libertà il Museo del Ducato, la Rocca Albornoziana e il Museo Archeologico, dalle 9.30 alle 19.30 (ma l'Archeologico apre un'ora prima).
Ferragosto d'arte anche a Campello con il Tempietto sul Clitunno (dalle 14.15 alle 19.45), a San Giustino con il Castello Bufalini, da visitare dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.

La Nazione Mercoledì 13 Agosto 2014

giovedì 2 gennaio 2014

Restaurare e Valorizzare il Grande Nero di Burri

Attraverso un ordine del giorno il consigliere comunale Tommaso Bori chiede interventi per promuovere il restauro e la valorizzazione dell'opera, denominata "Grande Nero", di Alberto Burri.

“Attualmente - ricorda il consigliere del Pd la stessa è ubicata all'interno della Rocca Paolina, ma in una posizione non consona."

Dunque la proposta di Bori è di trovare un' altra sistemazione per l'opera, ma altresì di diffonderne la conoscenza tramite l'inserimento di informazioni nel sistema Wikimedia. Il tutto in considerazione del dibattito che si sta sviluppando intorno al grande artista in vista del centenario della nascita:

"Nel 2015 ricorre il centenario della nascita di Alberto Burri, medico, pittore e scultore, artista internazionale - ricorda Bori - che ha occupato un posto di primo piano nella tendenza artistica definita "informale" e che ha contribuito profondamente ai movimenti artistici del XX secolo, rimettendone radicalmente in discussione il concetto e la natura dell'arte stessa.
Burri non solo è uno dei più importanti artisti del '900 italiano, ma è anche personalità di profondo respiro internazionale; i suoi lavori sono esposti nei più grandi e famosi musei di tutto il mondo, solo per citarne alcuni, Art Institute of Chicago, Museo Guggenheim di New York, Tate Gallery di Londra, Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, Mildred Lane Kemper Art Museum alia Washington University, Università della California (Ucla) di Los Angeles, Centre Pompidou di Parigi.
La nostra regione ospita la raccolta più esaustiva dell'artista, contando circa 130 opere presenti nella Collezione a Palazzo Albizzini e 128 contenute nell'altra sede espositiva degli Ex Seccatoi del Tabacco, e che il nucleo della medesima ha origine proprio da una prima donazione di 32 opere dallo stesso Burri.
Considerato che - continua Bori - una delle opere più imponenti e misteriose di Burri, il Grande Nero, macchina cinetica scultorea che rientra nel ciclo Orti dell'artista, è esposta dal 1984 in mostra permanente all'interno della Rocca Paolina, senza la giusta illuminazione e senza adeguati pannelli didattico/informativi, sarebbe necessario promuovere, tramite il Comitato per le celebrazioni dell'anniversario il restauro dell'opera e gli interventi di recupero ed adeguamento con illuminazione e pannelli didattico/informativi, valutando anche la possibilità di conferire all'imponente opera una diversa ubicazione rispetto a quella attuale.
Ed inoltre - conclude Bori - sarebbe necessario dare la dovuta visibilità e conoscenza al "Grande Nero" di Alberto Burri inserendo immagini ed informazioni sull'opera all'interno del portale web dell'ente e del sistema Wikimedia, come Wikipedia, Commons e Wikisource".

Corriere dell'Umbria Giovedì 2 Gennaio 2014

mercoledì 20 novembre 2013

Capetti e la sua Via Crucis ispirata a Giovanni Paolo II

"Le stazioni della via Crucis di Giovanni Paolo II. Omaggio a Luciano Capetti"
è il titolo del libro a cura di Eugenio Gianni (estetologo e autore della parte artistica) e Gianni Dentini (ideatore e curatore dell'iniziativa culturale) che propone le opere d'arte esposte ad Agello, nella chiesa della Madonna del Rosario. Il volume è stato presentato a Umbria Libri 2013 dai due autori, insieme a Giancarlo Billi (presidente Cesvoi), Silvana Leoni (giornalista) e Chiara Giugliano responsabile del progetto.
In particolare Dentini ha illustrato le motivazioni che hanno ispirato l'iniziativa e il forte rapporto di amicizia con l'artista ternano Luciano Capetti, tragicamente deceduto al quale gli artisti hanno voluto dedicare le loro opere. Gianni ha invece esposto il valore artistico delle opere e la loro collocazione nell'arte del Novecento.
Corriere dell'Umbria Mercoledì 20 Novembre 2013

sabato 16 novembre 2013

Capitale della cultura: l’Umbria in finale

L'Umbria ce l'ha fatta: è tra le sei finaliste italiane in gara per la candidatura a capitale europea della cultura 2019. É, dunque, fatto il primo passo verso il traguardo finale.
Perugia à entrata così nella short list sbaragliando città agguerrite come Urbino, Mantova, Venezia, Pisa, il Salento con la Regione Campana e il Mezzogiorno d'Italia, Siracusa (in tutto erano 21) e ora è in corsa insieme a Siena, Ravenna, Matera, Cagliari, Lecce nel rush finale per aggiudicarsi il titolo.

La notizia si è saputa ieri, poco dopo le 17, ed è rimbalzata da Roma, in Ministero, a Perugia in un battibaleno per esplodere in euforia nella sede perugina della Fondazione, dove tutti i protagonisti del progetto erano riuniti, ad eccezione del sindaco Wladimiro Boccali in trasferta a Seattle.

Non c’é dubbio che si tratta di una prima esaltante vittoria con la V maiuscola. Il primo passo verso il traguardo finale . Perugia è entrata nella short list sbaragliando città agguerrite come Urbino, Mantova, Venezia, Pisa, il Salento con la Regione Campania e il Mezzogiorno d'Italia, Siracusa (in tutto erano 21) e ora è in corsa insieme a Siena, Ravenna, Matera, Cagliari, Lecce nel rush finale per aggiudicarsi il titolo di Capitale Europea del 2019. Dal sogno alla realtà Dal 2009 sono stati anni di duro lavoro, in molti casi poco visibile, soprattutto all'inizio quando è stato necessario passare dal sogno alla realtà, dagli intenti all'operatività, vale a dire da quanto i sindaci di Perugia ed Assisi hanno accolto l'input lanciato dal Corriere di mettersi in lizza per il prestigioso titolo che avrebbe portato ulteriore notorietà, prestigio, visitatori alla nostra regione ma avrebbe anche dato un'importante e innovativa virata ai progetti di largo respiro previsti per l'Umbria del domani.
Ha preso corpo una Fondazione con un piccolo capitale pubblico e privato, si sono scelti i quadri, le persone, si sono sondate le disponibilità, sono stati fatti centinaia di incontri, sono state studiate le leggi, i regolamenti, passate al vaglio tutte le Capitali del passato e studiati tutti programmi di quelle prossime future. Un lavoro immenso, soprattutto per sensibilizzare gli umbri sull'ambizioso progetto, che ieri, nella sede del Mibac ha avuto il suo primo risultato positivo. Il messaggio di Boccali Telegrafico ma felice alla notizia il sindaco di Perugia Boccali. É a Seattle e sta per incontrare il primo cittadino della città gemellata americana

"Sono contento, molto contento. Credo che questa prima vittoria rappresenti il primo giro di boa per Perugia e l'Umbria, ora finiscono i piagnistei e inizia un'era nuova. superamento di questo primo step è merito di tutti coloro che ci hanno creduto sin dal primo momento."
Merito della Fondazione Perugia2019, quindi, che ha ben lavorato, merito di oltre 100 soggetti istituzionali che hanno creduto nel progetto, merito di un'Umbria che ha capito la grande opportunità che il titolo finale comporta ma soprattutto merito, questo va detto, di due primi cittadini di opposto colore politico che hanno superato le onnipresenti "dissonanze" per unire i propri sforzi e le proprie energie in nome di un traguardo che considerano entrambi prioritario per la "nuova Umbria". La felicità di Ricci
"Una mega città europea diffusa che - come ricorda Claudio Ricci nella sede della Fondazione in via Mazzini dove tutti si sono ritrovati per festeggiare ed abbracciarsi - sia in grado di fabbricare luoghi, creare occasioni di socialità e di creatività."
E aggiunge, felice come una pasqua
"Avevamo 20 concorrenti molto più grandi e importanti di noi, è esaltante sapere che la commissione ha apprezzato il valore del nostro progetto."
L'orgoglio della Marini Catiuscia Marini è stata l'unica governatrice che ha accompagnato la città candidata a Roma per l'audizione del 13 scorso con la commissione "Sono orgogliosa" dichiara
"per aver superato la prima tappa. A mio avviso la più importante perché veniva valutata la qualità del progetto. É stato un grande lavoro di squadra e vi ha partecipato tutta l'Umbria."
Euforico come un ragazzino l'assessore Andrea Cernicchi esplode:
"Sto provando una gioia indicibile. Sembra quasi impossibile che una piccola realtà come la nostra sia nella short list. E sono anche convinto che ce la possiamo fare. Ringrazio Boccali e Ricci che hanno combattuto e vinto, perché c'era vera passione. Se stiamo uniti ce la possiamo fare. Abbiamo idee, capacità di lavoro e creatività, e due sindaci intelligenti."
Seppure sempre molto compassato, poco incline alle esternazioni anche il presidente Bracalente stenta a frenare l'eccitazione del momento:
"è una grande vittoria. Ora potremo lavorare per alcuni mesi a progettare idee innovative per Perugia e per l'intera regione. Abbiamo otto o nove mesi di tempo per preparare il dossier finale che dovrà essere straordinario."

La giuria tornerà a riunirsi nell'ultimo trimestre del 2014, per valutare i progetti modificati delle città preselezionate, sulla base delle indicazioni che saranno formulate dalla giuria stessa. 

Corriere dell'Umbria Sabato 16 Novembre 2013

martedì 1 ottobre 2013

Italia e Irlanda sono più vicine grazie a RiflessiDiVersi

RiflessiDi Versi, evento dedicato alla poesia irlandese, si conferma una delle manifestazioni umbre di più alto valore culturale per ciò che riguarda gli scambi internazionali.
Pubblico attentissimo quello che ha riempito la sala e le scale della Torre dei Lombardi, a Magione, in occasione dell'incontro che ha visto la presenza del nuovo ambasciatore d’Irlanda in Italia, Bobby McDonagh che ha scelto proprio questa iniziativa per la sua prima uscita ufficiale.

Lo splendido edificio medievale ha fatto da cornice alla declamazione dei versi in lingua e in traduzione di Pat Boran, Ciaran O'Driscoll, Maria Rosaria Luzi e Antonio Carlo Ponti, letti, in traduzione, da Rita Castigli e Eilean Ni Chuilleanain accompagnate dal violoncellista Andrea Rellini.

RiflessiDi Versi è realizzata con il patrocinio e il sostegno dell'ambasciata d'Irlanda, dell'Ireland literature exchange, della Regione Umbria e del Comune di Perugia. Collaborano l'Università per Stranieri, Sistema museo. The gatering Ireland, Progetto donna. Le scuole che aderiscono al progetto sono il liceo scientifico Galileo Galilei e l'istituto tecnico commerciale "Aldo Capitini" di Perugia; l'istituto omnicomprensivo "G.Mazzini" di Magione. 

Corriere dell'Umbria Martedì 1° Ottobre 2013

mercoledì 25 settembre 2013

Giornate europee del patrimonio 28-29 settembre 2013

In questa ventitreesima edizione delle Giornate europee del patrimonio a cui anche l'Italia e quindi l'Umbria hanno aderito come d'abitudine, c'è una novità di un certo rilievo. Fino all'anno scorso l'accesso ai tanti siti di interesse archeologico, storico e artistico coinvolti nell'iniziativa era gratuito due giorni su due. Stavolta no. Le Giornate rimangono due, sabato e domenica prossimi.
Ma si entra gratis solo sabato. Per una questione di soldi, naturalmente.

Col Decreto Cultura in attesa di essere convertito in legge a breve, i musei e gli altri siti tratterranno una quota decisamente superiore rispetto al passato degli introiti provenienti dai tagliandi di ingresso.
E perciò, considerate le grandi difficoltà in cui versa il settore, non è il caso di rinunciare a una fetta di torta, quella di domenica 29, che si spera considerevole.
E insomma se volete godervi le ricchezze della nostra regione senza pagare, organizzatevi per sabato.
Se invece credete che sganciare un obolo per il bene della cultura non sia poi cosi doloroso, anche domenica avrete l'opportunità di visitare luoghi che durante l'anno risultano inaccessibili.
Come certe aree della Rocca Albornoziana di Spoleto, per esempio, o il Tempietto di Campello sul Clitunno, da poco entrato a far parte del patrimonio dell'umanità Unesco.
O come il complesso di Santa Giuliana, uno dei gioielli più preziosi della città di Perugia, in cui brilleranno due affreschi del Trecento appena restaurati. Poi ci sono i musei archeologici, quello di Perugia e quello di Spoleto.

Nella struttura del capoluogo, in particolare, si inaugurerà una nuova sala, una seconda sezione del medagliere (allestita col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia) che ospiterà esempi di gioielleria che vanno dagli etruschi ai longobardi, nonché due "tesoretti" di origine umbra recuperati dai depositi del museo di Ancona.
Mentre a Spoleto si potranno ammirare delle tombe infantili risalenti al settimo e al sesto secolo avanti Cristo.
Ma le voci nel programma delle due Giornate sono numerosissime.

Decine, da Gubbio a Norcia, dal Trasimeno a Foligno. Ad Amelia si punta sul patrimonio archivistico e in spedai modo sullo Statuto comunale trecentesco e sul lasciapassare rilasciato a beneficio dell'autore della Fontana di Trevi Nicola Salvi, a Temi si strizza l'occhio alla contemporaneità con un convegno sulla donna nel passato, nel presente e nel futuro (venerdì 26) e con una esposizione delle acqueforti di Franco Bellardi.
Alla Galleria Nazionale di Perugia, invece, sabato si tira fino a mezzanotte come nel grosso degli altri musei italiani, e si dibatte su Sauro Becchetti e si ascolta buona musica nella Sala Maggiore.

In ogni caso, il consiglio è quello di entrare nel sito internet del ministero per i Beni Culturali (www.beniculturali.it: "eventi culturali" nella colonna di sinistra, poi "grandi eventi", poi è facile) e farsi condurre fino al cartellone della sezione umbra della manifestazione. Per poi scegliere, ricordandosi che sabato non si paga, domenica sì.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 25 Settembre 2013

mercoledì 28 agosto 2013

A Ellera spunta un mammut

Sensazionale scoperta archeologica a pochi chilometri dal centro di Perugia. Si sta parlando del sito paleontologico di Ellera di Corciano, alle porte di Perugia.
Alcune settimane fa si é concluso il recupero di uno scheletro parziale di mammut nello stesso sito di Ellera dove, già nel 2011, erano stati ritrovati numerosi reperti di grande importanza databili a arca un milione di anni fa.

Lo scavo, diretto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, é stato curato dal dottor Marco Cherin, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Perugia, che ha usufruito della collaborazione di numerosi studenti dei corsi di laurea di Geologia e Scienze Naturali.
Le ricerche e gli studi nel sito di Ellera di Corciano hanno portato nel 2011 a scoperte straordinarie, portando alla luce più di 200 resti scheletrici di mammiferi databili a circa un milione di anni fa.

L'ampliamento dei lavori per la realizzazione del nuovo centro commerciale del gruppo Conad consente di aggiungere importantissimi tasselli alla collezione. Oltre a un palco di cervo gigante in buone condizioni e ai resti di una testuggine palustre, i ricercatori del Dipartimento di Scienze della terra dell'Università hanno recuperato lo scheletro parziale di mammut, che si aggiunge al primo scheletro rinvenuto nel 2011.

La fauna a mammiferi di Ellera continua a regalare grandi sorprese, ponendosi come una delle più ricche a livello regionale.
Lo studio delle specie finora individuate (ippopotami, cervi, bisonti, cavalli, ghepardi e, appunto, mammut), assieme alle analisi geologiche e micropaleontologiche delle sezioni stratigrafiche esposte nel sito, consentono di immaginare che circa un milione d'anni fa l'area dovesse essere occupata da una grande pianura alluvionale, con specchi d'acqua ed una ricca vegetazione. Un ambiente, insomma, adatto a sostenere una fauna a grandi mammiferi piuttosto diversificata.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 28 Agosto 2013

martedì 27 agosto 2013

Velimna, mito e suggestioni: estemporanea sulle bellezze del Ponte

In occasione dell'undicesima edizione di "Velina, gli etruschi del fiume", la "Pro Ponte Etnisca Onius" ha indetto il terzo concorso di pittura estemporanea "Velimna, mito e suggestioni". Lo scopo é di valorizzare, attraverso l'opera di artisti, il patrimonio storico e paesaggistico di Ponte San Giovanni e in particolare le testimonianze, le figure e le memorie della civiltà etrusca.
"L'ipogeo dei Volumi, la Necropoli del Palazzone, il fiume Tevere, il Ponte Vecchio sostengono gli organizzatori - sono l'espressione più significativa del nostro rapporto con la tradizione e, come tali, saranno certamente m grado di stimolare la sensibilità, la vena artistica e interpretativa dei partecipanti."

Il concorso é aperto a tutti, italiani o stranieri, con età minima di 15 anni. Ogni artista potrà partecipare con una sola opera, eseguita con qualsiasi tecnica. Il formato della tela, o di altro supporto rigido, dovrà avere la misura minima di cm 35 x 50 e massima di cm 70 x 100. La timbratura delle tele avverrà al Cva di Ponte San Giovanni dalle 9 alle 12 di domenica 8 settembre, e le opere dovranno essere consegnate entro le 18, sempre al Cva.

I partecipanti, poi, raggiungeranno i luoghi scelti per realizzare i propri lavori. Per i vincitori sono previsti premi in buoni acquisto. Il regolamento del concorso é consultabile nel sito del Comune.

Corriere dell'Umbria Martedì 27 Agosto 2013

venerdì 26 luglio 2013

Il Mondo della Luna


Il Mondo della Luna

Joseph Haydn
Trio per pianoforte, violino e violoncello in mi minore Hob. XV:12
Trio per pianoforte, violino e violoncello in fa diesis minore Hob. XV:26

Trio ARS ET LABOR
Sara Gianfriddo, violino; Héloïse Piolat, Violoncello; Christa Bützberger, pianoforte

27 luglio 2013, ore 21,30
Palazzo del Vignola, Via del Seminario, 9
Todi (PG)


ARS ET LABOR presenta "IL CAPOLAVORO. Sabato in Musica Classica."
Ogni concerto pone al centro un unico capolavoro del repertorio classico cameristico. In tal modo è data la possibilità di approfondire l'ascolto del brano in programma, offrendo finalmente la possibilità di scoprire dal vivo l'infinita ricchezza che ogni capolavoro possiede.
Un'introduzione metterà in luce gli aspetti più salienti, più arditi, più significativi della composizione, illustrati con esempi musicali dal vivo. Il tutto sarà incorniciato da letture da diari e lettere del compositore.

La manifestazione si svolge sotto il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Todi, Fondazione Perugiassisi 2019, in collaborazione con Fiorivano le Viole, RiVivi Borgo Sant'Antonio, Marte Onlus.

info@arsetlabor.eu

Scheda Evento
Titolo: Il Mondo della Luna
Sottotitolo: Joseph Haydn
Data: 27/07/2013
Orario: 21.30
Luogo (indirizzo completo): Palazzo del Vignola, Via del Seminario, 9 - 06059 Todi (PG)
Biglietto: Euro 0.00
Telefono per informazioni: 328.825.89.44
Mail per informazioni: info@arsetlabor.eu
Sito internet: www.arsetlabor.eu
Didascalia Immagina e Copyright se presente: Joseph Haydn
Fonte: arsetlabor

lunedì 22 luglio 2013

Il telamone di marmo da Villa Adriana al museo archeologico

Potente, un colosso di marmo pentelico, 8 quintali, alto 1.90 che sono 2.50 a considerare le gambe, mancanti. Nel chiostro del museo archeologico, in strategica visibilità, si erge il telamone (equivalente maschile della cariatide) venuto alla luce a Terni nel 1971. Una storia lunga: era per la Villa di Adriano e adornava il Canopo, luogo di mistica bellezza che rammentava i luoghi più belli del mondo antico. Qui stava il ciclope, un satiro, corna e orecchie a punta, sopra il capo un elemento dove poggiava la trabeazione. Simili per stile e per sigle esecutive quattro cariatidi, copie dell'Eretteo ateniese, e due cileni conservati a Roma.

Dalla stessa Villa sono elementi sparsi tra Umbria e Marche, come le quattro colonne e capitelli del perugino tempio di Sant'Angelo con la scritta “hero” rivolta al favorito dell'imperatore, il bellissimo Antinoo, e le due colonne a fusto di palma in marmo verde del tempietto del Clitunno. Il telamone fu trasportato a Terni con i bizantini per far parte della porta romana della città: il posteriore del corpo e scalpellata proprio per favorire l'alloggiamento.

Non fu mai così, perché i Goti di Totila tutto distrussero. É riaffiorato dal terreno durante lavori di scavo dell'Enel, spezzato in tre parti. Trasportato a Spoleto, è restato silente e invisibile nei magazzini del museo fino al restauro diretto dal Soprintendente ed eseguito da Roberta Mingione. Conclusione felice, ma la speranza di ritrovare la seconda statua di sostegno non si spegne. Pagano ha annunciato vicine conquiste: 46 urne da una tomba, nuovi oggetti numismatici e aurei, reperti preistorici dal Peglia.

La Nazione Lunedì 22 Luglio 2013

sabato 20 luglio 2013

Festival del Folklore Valnestore

Il Gruppo Folkloristico Umbria Folk di Panicale (PG) organizza il primo Festival del Folklore Valnestore nei giorni 1-2-3-4 agosto 2013. Le location che ospiteranno l'evento sono Piegaro, Casalini, Pietrafitta, Tavernelle e Panicale tutti in provincia di Perugia. L'evento è patrocinato dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia, dal Comune di Panicale e dal Comune di Piegaro.
Dalla locandina del Festival si può già leggere una sintesi del programma:  
Giovedì 1 agosto 2013 alle ore 21:30 presso l'anfiteatro di Piegaro, si esibiranno il Gruppo Umbria Folk ed il Gruppo Folk Spoletino.
 Venerdì 2 agosto 2013 alle ore 21:30 presso l'area verde di Casalini di Panicale, si esibiranno il Gruppo Folk Marsala Antica di Marsala ed il Gruppo Folk Arcobaleno di Pergine Valdarno. Alle ore 21:30 presso l'anfiteatro di Pietrafitta si esibiranno il Gruppo Folk Cumpari e Cummareddhi di Isola Capo Rizzuto - Crotone.  
Sabato 3 agosto 2013 alle ore 21:30 presso Piazza Mazzini di Tavernelle di Panicale, si esibiranno il Gruppo Folk Marsala Antica di Marsala, il Gruppo Folk Cumpari e Cummareddhi di Isola Capo Rizzuto - Crotone e il Gruppo Folk Massaccio di Cupramontana (AN).  
Domenica 4 agosto 2013 ultimo giorno del Festival alle ore 18:00 sfilata per le vie di Panicale, ore 21:30 presso l'anfiteatro di Panicale si esibiranno il Gruppo Umbria Folk di Panicale, il Gruppo Folk Marsala Antica di Marsala e il Gruppo Folk Cumpari e Cummareddhi di Isola Capo Rizzuto - Crotone.


martedì 9 luglio 2013

L’abbazia benedettina di Mugnano

Erba alta, un tetto pericolante e interi stabili ormai resi inagibili dall'incuria del tempo. Non stiamo parlando di una singola casa ma di un'antica abbazia benedettina risalente al X secolo. Siamo a Mugnano, la frazione di Perugia più vicina alla zona del lago Trasimeno dove, da anni, questo monumento, praticamente nel cuore del paese, è in completo disuso.

L'abbazia venne eretta probabilmente tra il IX e il X secolo, quando alcuni monaci benedettini si stabilirono in un terreno incolto alle porte del borgo e cominciarono ad edificare il complesso in onore di San Benedetto.
Il lavoro dell'abbazia, però, venne dimenticato verso il 1400 quando, in seguito alle incursioni, i monaci lo abbandonarono per trasferirsi all'interno del Castello.

L'abbazia, già nel 1013 era molto famosa e costituiva un logo di ricovero per i pellegrini grazie al suo famosissimo "ospedale".

“Non possiamo farci molto - spiegano i residenti - è di proprietà privata, appartiene ai Cavalieri di Malta. Abbiamo provato a farne interessare il Fai ma non è servito a niente. L'intero complesso è del tutto in degrado e rischia anche di essere pericoloso”

Una parte del tetto, anche a ridosso della strada, infatti, è crollata a causa delle piogge e dell'incuria del tempo. Senza contare gli altri piccoli danni che il cattivo stato di conservazione dell'abbazia può portare ad altre strutture. Il muro perimetrale, infatti, confina con la chiesa parrocchiale di Mugnano, dedicata a San Benedetto.

“Anni fa ricordano i residenti - si dovette intervenire, subito dopo i lavori di restauro della chiesa, per alcune infiltrazioni provenienti dall'abbazia che avevano rovinato di nuovo l'intonaco. Ci volle molto tempo prima che qualcuno si decidesse ad intervenire e la parrocchia fu costretta, per la seconda volta in poco tempo, ad imbiancare di nuovo l'interno della nostra chiesa”.

La paura è che si debba di nuovo fare i conti con le cattive condizioni di quell'immobile anche adesso che il luogo di culto è oggetto di una serie di lavori di consolidamento in seguito al terremoto di Spina e Marsciano. Il terreno attorno all'abbazia è stato transennato per impedirne l'ingresso e i cancelli sono chiusi con dei lucchetti. Ma basta guardare appena oltre le sbarre di ferro per rendersi conto che l'intero complesso è completamente inagibile e pericoloso.
Un vero peccato perché dal punto di vista architettonico potrebbe rappresentare un piccolo gioiello, una volta restaurato. Per ora non è altro che una ferita aperta appena fuori dalle mura del centro storico del paese. Una ferita che non sarà facile rimarginare visto il gravissimo stato di degrado in cui è arrivata a versare, con interi annessi, successivi alla costruzione dell'impianto centrale, già distrutti e con una struttura che, da un momento all'altro, rischia di crollare.

Il Giornale dell'Umbria Lunedì 8 Luglio 2013

sabato 6 luglio 2013

Il Trio sinfonico I


Il Trio Sinfonico IFELIX MENDELSSOHN
Trio per pianoforte, violino e violoncello in do minore op. 66
Trio ARS ET LABOR
Sara Gianfriddo, violino; Héloïse Piolat, violoncello; Christa Bützberger, pianoforte
13 luglio 2013, ore 21
Palazzo del VignolaTodi (PG)

ARS ET LABOR presenta "IL CAPOLAVORO. Giovedì in Musica Classica."
Ogni concerto pone al centro un unico capolavoro del repertorio classico cameristico. In tal modo è data la possibilità di approfondire l'ascolto del brano in programma, offrendo finalmente la possibilità di scoprire dal vivo l'infinita ricchezza che ogni capolavoro possiede.
Un'introduzione metterà in luce gli aspetti più salienti, più arditi, più significativi della composizione, illustrati con esempi musicali dal vivo. Il tutto sarà incorniciato da letture da diari e lettere del compositore.
La manifestazione si svolge sotto il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Perugia, Comune di Todi, Fondazione Perugiassisi 2019, in collaborazione con Fiorivano le Viole, RiVivi Borgo Sant'Antonio e Marte Onlus.
arsetlabor
Scheda Evento
Titolo: Il Trio Sinfonico I
Sottotitolo: Felix Mendelssohn
Data: 13/07/2013Orari: dalle 21.00
Luogo: Palazzo del Vignola, Via del Seminario - 06059 Todi (PG)
Ingresso libero
Telefono per informazioni: (+39)328.825.89.44
Mail per informazioni: info@arsetlabor.eu
Sito internet: http://www.arsetlabor.eu
Didascalia Immagine: Felix Mendelssohn
Fonte: arsetlabor

giovedì 4 luglio 2013

Esposizione permanente di Antonio Ranocchia a Palazzo Balaeschi

Compagno di banco di Leoncillo all'Istituto d'arte di Perugia, insegnante di disegno molto amato dai suoi studenti e stimato dai colleghi, apprendista nelle Fornaci Briziarelli di Marsciano, la sua città natale, dove cominciò a sporcarsi le mani con la creta, Antonio Ranocchia, lo scultore gentleman dei nudi marcatamente espressionisti nella concezione e nella scabrezza della modellazione e delle struggenti narrazioni sacre, scomparso nel 1989, sarà presente con una significativa esposizione permanente a Palazzo Baldeschi al Corso di Perugia, che si aggiungerà a quella che gli ha, già dedicato il Museo delle Terrecotte di Marsciano.

La vedova Irma Rengo, custode esemplare della memoria e delle opere maggiori di Antonio, ha infatti deciso di donare l'intero corpus di sculture in terracotta e in bronzo da lei possedute: 61 opere più quattordici disegni e l'archivio alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Il presidente Colaiacovo nella cerimonia di presentazione nella Sala delle Colonne, opportunamente allestita con alcune delle sculture oggetto della donazione, ha annunciato che le opere saranno opportunamente valorizzate nei ristrutturandi spazi dei piani superiori di Palazzo Baldeschi.

Nel ringraziare la vedova, ha sottolineato che questa importante donazione è un significativo riconoscimento dell'impegno in materia d'arte della istituzione da lui presieduta. La. Fondazione possiede in effetti una vasta collezione che va, da Perugino a Gerardo Dottori e temporalmente ben oltre, riguardante dunque tutta la cultura umbra del '900, senza dimenticare la preziosa collezione di ceramiche antiche. Di Ranocchia artista ha parlato approfonditamente Francesco Mancini, docente di Storia, dell'arte del nostro ateneo, ricordando che Gerardo Dottori scrisse in maniera, lusinghiera, del giovane scultore.
La vedova ha curato per anni, nell'appartamento sottostante il suo, un piccolo grande museo dell'opera di Ranocchia, meta di studiosi e dei suoi tanti estimatori.
Sono due i filoni tematici principali dello scultore: quella del sacro (particolarmente significativa la Via Crucis al Santuario di Collevalenza) e della figura (i nudi femminili pervasi di sottile erotismo, ma anche gli animali), ambedue fondate sul disegno, che ritenne sempre fondamentale e propedeutico alla scultura - come ha sottolineato Mancini –.
Ambiti espressivi apparentemente antitetici che invece sono il segno di una visione sinergica dell'immanente e dello spirituale. Lo storico ha voluto poi sottolineare come questo artista, riuscì col suo solo talento ad uscire ben oltre i confini regionali e farsi apprezzare a Parigi, dove espose per numerosi anni al Grand Palais e poi a Berlino e in altre capitali europee. In realtà - ha aggiunto - non è azzardato avvicinare il lavoro di Ranocchia a quello di Roditi in particolare e più in generale all'espressionisino di Nolde, Kokoschka e Schiele.

Con evidente commozione Irma Rengo ha espresso, insieme, malinconia e gioia: tristezza, per un compagno di vita, eccezionale che non c'è più, anche se ancora sente presente dalle sue opere; felicità per la certezza che con questa donazione tutti potranno godere del fascino della scultura di Antonio.

Corriere dell'Umbria Giovedì 4 Luglio 2013

sabato 29 giugno 2013

La Trinità tricefala della chiesa di Sant' Agata

I perugini non lo sanno, ed è un peccato! Una rara rappresentazione della Trinità (anche se piuttosto deteriorata) è contenuta nella, controfacciata della chiesa di Sant' Agata.

E quasi un unicum, l'enigmatico affresco posto a, destra dell'ingresso di una delle più antiche chiese cittadine. Ce n'è solo un altro a Perugia: nella facciata di San Pietro, ma con una, figura, femminile. Pochissime in Italia e nel mondo, le Trinità tifronti. L'effetto ottico fa sì che due occhi insistano su tre teste. E la cosa doveva colpire il popolino superstizioso, che amava, e temeva il sacro.

La Trinità tricefala, benedicente, appare con tre teste, distinte e integrate, del Cristo. Ricorda le rappresentazioni bifronti (si pensi a Giano) del mondo pagano. E per questo che, dopo il concilio di Trento, queste immagini, vultus trifrons, dette triandriche (composte di tre uomini), furono condannate e distrutte. Si trattava dell'eresia cristologica del "modalismo".

Questa della chiesa di Sant'Agata, si è fortunatamente salvata e va vista, prima che il tempo e l'incuria completino la loro opera demolitrice.

Corriere dell'Umbria Sabato 29 Giugno 2013

giovedì 20 giugno 2013

L'Accademia di Belle Arti finanziata dalla Cina

Soldi freschi che rappresentano ossigeno puro per l'Accademia di Belle Arti. Ieri, infatti, la “China Shanghai Heng Yuan Xiang Xiang Shan Art Gallery” e la “Fondazione Pietro Vannucci” hanno firmato una lettera d'intenti per la creazione di una “Fondazione dell'educazione artistica di Hengyanxiang”.

In buona sostanza quest'ultima verserà 200 mila euro all'anno per tre anni (quindi 600mila) all'istituzione perugina.

“L'Accademia - afferma il sindaco, Wladimiro Boccali è una delle più antiche istituzioni culturali della città, trascurata dallo Stato ma non dal Comune che si è sempre preoccupato, con Provincia e Regione, della sua sopravvivenza. Le cose stanno cambiando e l'Accademia ha imboccato la strada giusta: questo è un grande riconoscimento prima di tutto a livello culturale, ma consente anche di entrare in un mercato enorme”.

Presidente onorario, per tre anni, sarà Mario Rampini, presidente della Fondazione Accademia Pietro Vannucci, con il compito di curare tutti gli adempimenti previsti dalla legge italiana in materia di Fondazioni. Chen Zhonwei sarà il presidente della Fondazione, Chen Ming il vicepresidente e Li Wei segretario generale. Il finanziamento servirà al “perseguimento degli scopi istituzionali comprese le iniziative di promozione della conoscenza e studio delle arti e la tutela e valorizzazione del patrimonio”.

La Nazione Giovedì 20 Giugno 2013

mercoledì 5 giugno 2013

Le Pietre di Gramsci verso il restauro

Il consiglio comunale di Perugia ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato dal consigliere Nicola Mariuccini (Pd), avente per oggetto gli interventi di consolidamento e valorizzazione dell'opera di Colombo Manuelli, "Per Gramsci 1989". Dell'opera si era occupato il Corriere (edizione del 30 aprile), evidenziandone lo stato di degrado, in relazione alla stabilità della prima fila di pietre Lo stesso Manuelli si era offerto di realizzare una targa costituita da una lastra, traforata a laser, con nome dell'artista, titolo dell'opera, materiale e anno di realizzazione. Disponibilità che conferma.
"Proporrei - dichiara - di piazzarla sul muro della passerella in ferro che unisce piazza del Bacio alle Torri di Case Bruciate."
"Quanto al materiale - aggiunge - eviterei il bronzo o l'ottone, troppo scontati. così come l'acciaio inox, troppo moderno. Mi piacerebbe invece utilizzare il contex, un acciaio di tipo rugginoso con ossidazione naturale, molto espressivo e non deteriorabile."
L'ordine del giorno era stato presentato in commissione, in vista della ricorrenza del 27 aprile, giorno della morte di Antonio Gramsci. "Per Gramsci 1989", con le sue undici file di pietra serena, rappresenta gli anni di prigionia subiti dall'intellettuale sardo. E un'istallazione che non si sottrae alla necessità di appartenere al contesto culturale in cui viene inserita. D'altronde l'opera si pone in linea di continuità storica con la vecchia ciminiera della Perugina, a fianco della quale era stata, non a caso, realizzata. Un muro che, con la sua unica fessura, resta a tutto oggi immutabile nella rappresentazione del "pensiero che non si arresta", ma che, attraverso la metafora gramsciana della "connessione sentimentale", è in continua evoluzione e si lega alle trasformazioni urbane passate e future della città di Perugia. Per questi motivi, in un momento storico in cui la  condivisione con la comunità cittadina è un sentimento prioritario, l'ordine del giorno di Mariuccini chiedeva di intervenire per evitare il rischio di decadimento dell'opera e di corredare la stessa con una targa che ne esplicitasse le caratteristiche fondamentali. L'ordine del giorno è stato votato in consiglio all'unanimità. Mariuccini dichiara:
"Mi preme ringraziare in special modo i consiglieri Leonardo Varasano e Carlo Castori, che hanno saputo interpretare il movente artistico della proposta, realizzata in onore del Gramsci pensatore e filosofo, prima ancora che politico."
Vincenzo Sgalla, segretario generale della Camera del Lavoro di Perugia, riconosce l'iniziativa come
"atto meritorio, oltre che necessario, perla valorizzazione della storia e della tradizione industriale di Perugia."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Giugno 2013

lunedì 20 maggio 2013

Armature romane sul fondo del lago Trasimeno

Le ricerche confermerebbero i dati storici sulla Battaglia del 217 a.C.
I Rilievi Geofisici condotti in questi giorni dagli scienziati del Cnr di Bologna nei fondali del Trasimeno hanno confermato che in quel tratto ci sono molte “anomalie metalliche”.
Queste luminescenze potrebbero essere ricondotte alle armature dei soldati romani, rimaste incagliate nella melma a dieci metri di profondità. La storia racconta infatti che per scampare alla furia dei cartaginesi durante la tragica battaglia contro Annibale, i legionari si gettarono nelle acque del Lago, nelle vicinanze della piana di Tuoro, dove morirono quasi tutti annegati.
“Niente di certo per il momento - spiega Lorenzo Borgia, assessore al turismo di Tuoro  -. Ma la ricerca eseguita con le sonde lascia sperare: la mappa tracciata dai ricercatori del Cnr attraverso gli strumenti di rilevazione ha infatti fornito dati e indicazioni che parlano in maniera evidente. La concentrazione metallica è "anomala" così pure la luminosità. Segnali che riportano ai reperti mai trovati, a conferma dello storico episodio. Anche la profondità segnalata dai sonar è indicativa dell'epoca, che coinciderebbe con quella della battaglia di duemila anni fa. Tra sei mesi avremo il responso esatto”.
É chiaro che se si trattasse delle corazze e delle armi dei romani saremmo difronte ad un evento senza precedenti.
“A quel punto - conclude Borgia - il passo è breve: il Comune di Tuoro, con la Provincia e la Soprintendenza ai beni archeologi, che stanno supportando le ricerche, darebbe il via ai lavori di scavo sotto i fondali del lago per riportare alla luce quelle importanti testimonianze di cui si erano perse le tracce”.
La Nazione Lunedì 20 Maggio 2013

sabato 18 maggio 2013

Il museo del gioco: oltre 300 metri quadrati nella zona della nuova San Marco

Il museo del gioco e del giocattolo scalda i motori.
"Contiamo di poter essere operativi nella primavera del 2014 - dice l'architetto Luciano Zeetti che ne è l'ideatore - ."La sede è nella nuova San Marco, in locali adiacenti alla vecchia ciminiera delle fornaci Galletti. Una superficie di 300 metri quadri in cui - per ora - i materiali sono semplicemente depositati. Verrebbe da dire "ammassati", dato che si tratta di oltre 3 mila pezzi da collezione, divisi per tipologia. Lo spazio è suggestivo e verrà ad arricchire una zona che i perugini d'oggi identificano sbrigativamente col Pam e con la corona di negozi spuntati come funghi. Meno male che la vicina rotatoria, recentemente intestata a Walter Binni, ci dice chi siamo e da dove veniamo. Ma qui sono depositati secoli di storia di vita e di lavoro. La stessa ciminiera segna un elemento di continuità cui fa da pendant il nuovo museo, vero anello di collegamento tra la cultura di oggi con gli stili di vita di ieri e dell'altroieri. San Marco è storicamente cresciuta intorno alla fornace e il museo sarà il significativo tassello di una precisa identità. La ciminiera non è un semplice monumento, ma un simbolo. E l'uomo ha bisogno di simboli sui quali riconoscersi, per non interrompere il filo rosso che lega le generazioni. Al centro delle raccolte, la società, certamente, ma la scuola soprattutto.

"Dal maestro Manzi ai vecchi sillabari - dice Zeetti ma niente elettronica. I bambini verranno ad apprendere stili di vita e modalità di lavoro. Gli oggetti costituiscono un autentico serbatoio di conoscenze."

"Avremo un allestimento mobile - precisa - su grandi tavoli intorno ai quali le scolaresche potranno vedere, toccare, giocare. Col bel tempo i bambini avranno modo di approfittare anche degli spazi esterni per i giochi di strada."

Insomma: non un museo congelato, ma uno spazio dinamico, di esperienza e di scambio. L'idea dell'operatività venne a Zeetti quando un bambino, in visita a una mostra, si lamentò: "Va bè, ma quando giochiamo?". Grande lezione di concretezza, che mette in crisi le chiacchiere degli adulti. Saranno in mostra materiali, vecchi banchi sui quali si potrà scrivere col pennino, lavagne di ardesia per disegnare: una didattica attiva, che incrocia storia ed esperienza.
Ci sarà anche uno spazio laboratoriale per gli origami, gestito da una signora coreana di nome Jin, perugina d'adozione, molto attiva con le scuole. Poi l'angolo teatrale, per i giochi delle ombre e la lanterna magica.

Il tutto collegato al territorio e alla storia nelle sue molteplici valenze. Il museo sarà comunale, con la gestione affidata all'associazione Museo del gioco e del giocattolo. Progetto e funzionamento saranno regolati da una convenzione. Ci sarà lavoro per un paio di giovani adeguatamente formati. Zeetti è in stretto rapporto di collaborazione con l'assessore Cernicchi che vede proiettata l'attività del museo anche nella dimensione europea. I lavori da completare prevedono l'impiantistica (elettrica e termoidraulica) per un importo ipotizzabile tra i 20 e i 30 mila euro di spesa. Niente più.

Corriere dell'Umbria Venerdì 17 Maggio 2013