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giovedì 10 aprile 2014

Nestlè tutti in flessibilità a San Sisto?

Nella Fabbrica di San Sisto c'è davvero aria di bufera. É il teorema della "curva bassa" il pomo della discordia.
Ma qui ci sono in ballo i posti di lavoro, padri di famiglia che si ritroverebbero con lo stipendio dimezzato. Perchè se passasse la linea della multinazionale, significherebbe addio ai posti di lavoro stabili.

Il gruppo svizzero continua a giustificare la sua posizione sostenendo “che i consumi sono stagionali e che è calata la produzione del cioccolato Perugina”, compresa quella dei famosissimi Baci, bandiera del made in Italy in tutto il mondo. Ma Sindacati, Rsu e lavoratori non ci stanno e mandano avanti lo stato d'agitazione.
Intanto, Sara Palazzoli, segretaria della Fiai Cgil, fa sapere che la trattativa è interrotta dall'inizio della settimana.

A Perugia "tremano" 800 dipendenti e sono tutti sul piede di guerra. La fabbrica ha bloccato flessibilità e straordinari in attesa del prossimo vertice, fissato per mercoledì 16 nella sede della Confindustria di Perugia.

“I problemi della Nestlè - chiarisce la Palazzoli - non finiscono a Perugia, ma riguardano anche Parma e Frosinone. Il nostro timore è che il Gruppo decida di spostare all'estero parte della produzione, e allora addio ai contratti di lavoro a tempo indeterminato. É stata ventilata è prosegue la sindacalista è la formula dei part-time verticali: nove mesi al lavoro, gli altri mesi a casa.
Per noi significa tornare indietro e svendere i diritti dei lavoratori. Nel mirino della ristrutturazione ci sarebbero tre dei sedici stabilimenti della multinazionale in Italia, compreso quello di San Sisto, con le sue 800 maestranze”.

Ma perchè Nestlè si ritroverebbe a fare i conti con una ristrutturazione così “selvaggia”? Secondo la Cgil

“l'azienda non ha mai cecato di vendere all'estero prodotti che avrebbero potuto avere un vero futuro. Inoltre sembra che l'ultimo gelato lanciato in Italia non abbia dato i risultati attesi. Detto questo, - conclude la Cgil - negli ultimi anni non è mai stata condotta una vera e propria politica di rilancio”.

La Replica dell'azienda:

“Colpisce la presa di posizione delle sigle sindacali a fronte di un'ampia disponibilità dell'azienda che è impegnata a ricercare le migliori soluzioni per favorire la competitività delle produzioni”. 

La Nazione Giovedì 10 Aprile 2014

sabato 12 ottobre 2013

Umbria Mobilità: un’azienda tecnicamente fallita?

La buona notizia (si fa per dire) è che gli stipendi verranno pagati probabilmente tra il 28 e il 31 di questo mese.
La cattiva è che il buco si allarga di giorno in giorno e ora sfiora quota 20 milioni. La preoccupazione dei lavoratori di Umbria Mobilità sale di ora in ora.
Una situazione che somiglia tanto a quella di Alitalia: li ci ha messo la mani il Governo convincendo Poste, qui tocca agli enti-pubblici-soci che sperano in Busltalia o Ratp.

Proprio su Comuni e Province puntano il dito i sindacati (ma anche l'azienda in verità):

“Nell'incontro di due giorni fa è affermano Cristiano Tardioli (Cgil), Gianluca Giorgi (Cisl), Alessandro Emili (Uil), Paolo Bonino (Faisa-Cisal) e Gialluigi Morozzi (Orsa) (foto grande) è ci è stato riferito del mancato pagamento dei corrispettivi per servizi già effettuati e fatturati dall'azienda da parte principalmente della Provincia di Terni, e dei Comuni di Perugia, Temi, Spoleto, Città di Castello e altri per complessivi 12 milioni di euro”.

Ma non solo, i sindacati parlano di “mancata sottoscrizione, da parte del Comune di Terni, dell'atto d'obbligo legato alla proroga del contratto di servizio, tale da pregiudicare per l'azienda la possibilità di fatturare servizi che sta comunque effettuando”.

Critiche anche per il Comune Perugia che avrebbe contestato a UM, stando ai sindacati, alcuni importi dall'azienda, “nonostante lo stesso Comune abbia sottoscritto tutti gli atti funzionali alla proroga del contratto di servizio”.

In verità anche qui pare ci sia un problema di liquidità da parte di Palazzo dei Priori. É evidente ormai come Umbria Mobilità e i lavoratori se la prendano con i soci pubblici, risparmiando la Regione e la Provincia di Perugia. Non dimenticando che da Roma Tpl sarebbero già dovuti arrivare 6 milioni.

“questa situazione di caos è continuano i confederali è sta ingenerando nei dipendenti un sentimento di preoccupazione e rabbia che rischia di sfociare in atti inconsulti difficilmente controllabili che potrebbero anche pregiudicare il regolare svolgimento del servizio. Di questa circostanza è stata data puntuale informativa ai prefetti di Perugia e Terni, ai quali è anche stato chiesto un incontro urgente in merito”.

Alcuni sindacalisti parlano di un'azienda che ormai è “tecnicamente fallita”. L'assemblea di domani sera è stata spostata a martedì sera, perché nel pomeriggio ci sarà un nuovo incontro con l'azienda a cui parteciperò l'assessore regionale Silvano Rometti, il quale dovrebbe annunciare l'arrivo di altri sette milioni.

La Nazione Sabato 12 Ottobre 2013

martedì 23 aprile 2013

Un’azienda … che bada al cuore: Alfano Legnami

I signori Filippo e Michele Alfano, titolari della ditta Alfano Legnami spa (Strada dei Loggi 11/H – Ponte San Giovanni), hanno sposato con entusiasmo l' iniziativa partita dai dipendenti in occasione delle ultime feste natalizie: al posto dei soliti cesti ricchi di cibarie è stato accordato l'acquisto di un defibrillatore semiautomatico (DAE) che è stato installato, con opportuna segnaletica universale, presso la sede di Ponte San Giovanni.

Uno dei dipendenti, volontario della Croce Bianca di Perugia, è qualificato per l'utilizzo del DAE ma della presenza del dispositivo salvavita è stato informato anche il 118 di Perugia: un attacco cardiaco improvviso può essere efficacemente contrastato da un operatore "laico"con un intervento tempestivo supportato dal dispositivo DAE in quei primissimi minuti che decidono la sorte della vittima, quando è quasi impossibile che un'unità mobile di rianimazione professionale possa essere sul posto.

Non è questa la prima iniziativa con cui i signori Alfano si mostrano sensibili all'ambiente e alla salute: è infatti di recente installazione un impianto fotovoltaico sul tetto del capannone della ditta Alfano Legnami spa e l'attivazione della procedura di controllo FSC, sistema di certificazione internazionale che ha come scopo la corretta gestione forestale e la tracciabilità dei prodotti derivati. La speranza è che tale attitudine sia d'esempio per imprenditori, privati, cittadini in genere nella ricerca di un vivere che presti attenzione, più che alla speculazione, alle persone e all'ambiente.

sabato 28 gennaio 2012

200 quintali di cioccolatini Perugina per il “getto” al carnevale di Fano

La Perugina sarà nuovamente presente al Carnevale di Fano con i suoi cioccolatini, tra cui i Baci Perugina, che quest'anno compiono 90 anni. L'occasione sarà il tradizionale "getto" di quintali di dolciumi che caratterizza la storica manifestazione carnevalesca, in programma con i corsi mascherati lungo viale Gramsci il 5, 12 e 19 febbraio. Per il momento più atteso più atteso da bambini e adulti, quasi 200 quintali di deliziose leccornie, come la nuova versione del più amato dei cioccolatini, Baci Perugina Bianco, verranno distribuiti nel corso della sfilata dei carri allegorici. Quelli di Perugina e di Fano sono destini incrociati: proprio la città marchigiana infatti ha dato i natali a Federico Seneca, autore delle prime pubblicità del celebre cioccolatino e, insieme a Buitoni, l'ideatore dei famosi cartigli.

É il momento più caratteristico e coinvolgente del Carnevale di Fano, l'unico in Italia in cui si può ammirare una pioggia di quintali di dolciumi. Il "getto", il tradizionale lancio di cioccolatini e caramelle anche quest'anno, con l'edizione 2012 del Carnevale di Fano in programma con i corsi mascherati lungo viale Gramsci il 5, 12 e 19 febbraio, torna a essere il momento più atteso da bambini e adulti. Saranno 200 i quintali di prelibatezze, tutte di alta qualità, che cadranno dal cielo, provenienti dal pubblico presente nelle tribune allestite lungo il percorso del corteo e da quello che prenderà posto nelle "postazioni getto" sistemate all'interno dei 4 carri, alti fino a 16 metri, che sfileranno per 3 volte (il giro di presentazione, il giro del getto e il giro della"luminaria", il più suggestivo con i carri illuminati) lungo il percorso. Il getto fanese ha lontane radici. Quello di oggi è un getto allegro e divertente, che appassiona il pubblico in una simpatica gara a chi raccoglie più dolciumi a colpi di ombrelli rovesciati o di appositi "prendi getto", un colorato cono rovesciato ideato dall'artista fanese Paolo del Signore. Fino a qualche secolo fa invece, il lancio era un momento ben meno festoso e generoso.

Ai primordi, sin dal principio della manifestazione datata 1347, il getto era costituito da confetti, con un richiamo al seme della fertilità, significato mitologico di questo tipo di dolciumi.

Corriere dell'Umbria Sabato 28 Gennaio 2012

lunedì 1 febbraio 2010

Umbria Tpl: la holding regionale del trasporto pubblico locale

Verrà costituita nelle prossime settimane la holding regionale del trasporto pubblico locale "Umbria Tpl", società per azioni che ha come soci proprietari la Regione Umbria, la Provincia e il Comune di Perugia, il Comune di Spoleto e l'Atc di Terni. Sarà l'"anticamera" dell'Azienda unica regionale del Trasporto, che verrà costituita entro il 2011. L'iter e gli obiettivi sono stati illustrati stamani a Palazzo Donini dagli assessori regionali al Trasporto pubblico locale e alle Politiche per la mobilità e il trasporto, dai presidenti delle Province di Perugia e Terni, del sindaco di Terni e dell'assessore alla mobilità del Comune di Perugia, alla presenza di rappresentanti delle società di trasporto pubblico e delle organizzazioni sindacali.
Gli atti sono pronti e si arriverà gradualmente alla costituzione dell'Azienda unica del trasporto regionale, è stato detto, secondo il percorso condiviso. Dagli attuali quattro sistemi aziendali del settore, con otto bracci operativi, l'aggregazione e la razionalizzazione porterà ad una holding e ai suoi due bracci operativi, "Umbria Trasporti 1" che aggregherà Apm, Fcu e Spoletina, e "Umbria Trasporti 2" per il polo ternano. Lo snellimento riguarderà anche la "governance": la holding sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto da cinque rappresentanti dei soci proprietari, il cui presidente sarà indicato dalla Regione, mentre le due società operative avranno come amministratori due membri del "cda" della holding.
La semplificazione organizzativa e societaria, è stato sottolineato, oltre a favorire la crescita e migliorare la qualità dei servizi, a salvaguardare e valorizzare il patrimonio esistente e le professionalità produrrà benefici economici con risparmi stimati in 1 milione e 700mila euro nel primo anno, 3 milioni nel secondo e 4 milioni nel terzo. Rafforzerà, inoltre, il sistema del trasporto pubblico locale umbro, consentendo di affrontare con maggiore capacità competitiva le gare pubbliche per l'affidamento dei servizi.
La holding regionale avrà un capitale sociale di 49 milioni di euro e oltre 1200 addetti. È prevista la possibilità di allargare la compagine societaria ad altri Comuni e ai privati. Enti proprietari e rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno sottoscritto nel dicembre scorso un protocollo d'intesa, con l'impegno a costituire un tavolo permanente di confronto sulla riorganizzazione del settore, in cui si discuterà anche di un contratto unico aziendale.
RED/sb Aster/tr 02
Regione Umbria Lunedì 1° Febbraio 2010

martedì 1 dicembre 2009

La bella storia del Consorzio agrario provinciale di Perugia

Dopo travagliati trascorsi il Consorzio agrario provinciale di Perugia è da alcuni anni in fase di rimonta. La sfida da vincere è ambiziosa: tornare ad una amministrazione ordinaria, dopo la procedura di liquidazione coatta amministrativa ancora in atto. Ma la fiducia espressa dal direttore, Antonio Margiotta, sembra trovare suffragio nelle cifre che attestano all'azienda un progressivo miglioramento nel tempo. Dai
"17 milioni di euro di fatturato del 1991 (data di messa in liquidazione dell'azienda) ai circa 45 milioni di euro al 31 dicembre 2005"
la tendenza positiva non si è arrestata negli ultimi quattro anni. Se nel 2006 il fatturato era di 45.071.889 euro, si è passati a 51.032.407 di euro nel 2007 e al risultato eccezionale del 2008 che certificava 58.839.173 euro di fatturato. Le previsioni aziendali per il 2009 confermano il trend. Con 26 agenzie dotate di deposito, 16 centri di ritiro e stoccaggio e tre centri di solo ritiro il Cap di Perugia dà lavoro attualmente a 42 persone, di cui 34 impiegati, 8 operai e un dirigente. Solo una leggera flessione negli ultimi tre anni del numero dei dipendenti: che registra due figure impiegatizie in meno. La capacità di stoccaggio del Cap di Perugia per i prodotti cerealicoli è di 500mila quintali, pari ad un terzo di quella dell'intera provincia. A disposizione degli agricoltori ci sono due silos da 2.200 quintali, ciascuno con buca ed impianto di carico indipendenti, per il ritiro e lo stoccaggio di grano biologico. Gli agricoltori possono, inoltre, usufruire degli impianti produttivi, come l'oleificio di Spoleto che dispone a tal fine di un frantoio per olive e un impianto di confezionamento oli. Una rete di venditori operante sul territorio nazionale permette di collocare al meglio i prodotti confezionati. Con una produttività oscillante tra i 20 e i 30mila quintali lo stabilimento di selezione sementi di Perugia offre la selezione meccanica di grani da seme, teneri e duri, provenienti da coltivazioni locali. Non meno importanti sono i servizi finanziari offerti, modellati sulle esigenze degli agricoltori. L'economia agricola di Perugia e quella dell'intera Regione Umbria, appaiono fortemente legate al Consorzio. Nonostante le criticità, fatte risalire dai commissari liquidatori a situazioni maturate sin dal 1984, sono innegabilmente positivi i risultati prodotti sinora dal piano di risanamento
Isabella Rossi
Corriere dell'Umbria Martedì 29 Dicembre 2009

domenica 21 giugno 2009

La Gesenu sceglie il fotovoltaico

Ulteriore passo in avanti per la Gesenu, la spa a capitale pubblico-privato, partecipata al 45% dal Comune di Perugia, che nell'ambito del proprio potenziamento nel settore delle energie rinnovabili ha dato vita attraverso la partecipata Green Utility spa a una joint venture con il Fondo sistema infrastrutture.
La nuova sfida è rappresentata dalla società Orizzonte Solare srl, che seguirà la realizzazione di 50 mwp di parchi fotovoltaici investendo oltre 250 milioni di euro da qui a fine 2010. [...]
Orizzonte solare rappresenta una ulteriore importante tappa del percorso di crescita di Green Utility, azienda fondata nel 2007 dall'iniziativa di giovani imprenditori e partecipata dalle due aziende leader nel settore ambientale e delle energie rinnovabili, che in poco più di due anni ha già realizzato oltre 4 mwp di impianti fotovoltaici, che supereranno quota 25 nel 2009, ai quali si aggiungono altri 10 mw termici di impianti di cogenerazione.
Prova della capacità imprenditoriale e di innovazione di Green Utility - società partecipata da Gesenu e Solon Se (leader mondiale del fotovoltaico) - è la realizzazione con un project financing del più grande impianto thin film nel nuovo complesso della Fiera di Roma.
Il Fondo sistema infrastrutture, che opera dal 2008 con un budget di 300 milioni di euro e si attesta come seconda realtà italiana specializzata nella realizzazione di infrastrutture di interesse generale a livello locale, ha manifestato a più riprese la ferma convinzione nell'investimento nel fotovoltaico, quale interessante opportunità di reddito nel medio-lungo periodo.
É proprio per questa ragione che l'accordo quadro di collaborazione con il partner industriale Green Utility, dal quale nasce Orizzonte Solare, permetterà a quest'ultima realtà imprenditoriale di diventare una Solar Company leader nel promettente mercato delle rinnovabili.
Orizzonte Solare sarà subito operativa con la realizzazione di un primo investimento per 6 mwp nel Foggiano, ed entro l'anno completerà l'istallazione di altri 6 mwp, per un investimento complessivo di circa 55 milioni di euro
Corriere dell'Umbria Domenica 21 Giugno 2009


pannelli fotovoltaici

Chi desidera installare pannelli fotovoltaici e solari può richiedere senza impegno informazioni attraverso il form che segue.
Sarete ricontattati al più presto. Grazie.

lunedì 13 aprile 2009

Poste: la lettera al vicino fa il giro d'Italia

Strano ma vero. Passa per Firenze la via postale per recapitare una lettera imbucata a Perugia con destinazione Perugia, magari nello stesso quartiere.
Idem, se la si vuole inviare in un'altra qualsiasi località della nostra regione.
Assisi, Torgiano o Terni: è uguale. Diceva Ennio Flaiano che il nostro è un Paese dove la via più breve tra due punti è l'arabesco. Perciò accade questo: infiliamo la nostra missiva in una delle tante cassette di Poste Italiane, a orari prestabiliti la raccolta cittadina viene portata al centro operativo di via Mario Angeloni, da dove partono i furgoni con la corrispondenza alla volta di Firenze, al centro meccanizzato postale: il cmp.
Otto corse giornaliere, più o meno. In Toscana la posta viene come si dice in gergo "lavorata" e se destinata all'Umbria riprende la via di casa. Idem per le altre località del Perugino.
Ma da Città della Pieve e da Magione, ad esempio, la strada per la Toscana è diretta e non passa per il capoluogo umbro. Nulla di strano se nei periodi caldi, ad esempio quelli festivi, il cmp fiorentino s'intasa. Con buona pace dei tempi di consegna che si allungano. Poco importa se i francobolli sono ormai tutti di "posta prioritaria".
L'aggettivo smentisce se stesso. E se la prende comoda. Come mai accade questo, un vero nonsense? Per dirla ancora con Flaiano, qui nulla è più definitivo del provvisorio. Infatti il giro per Firenze doveva essere temporaneo, spiega Umberto Pocceschi segretario regionale di Slp-Cisl, sindacato di settore. "La promessa fatta da Poste Italiane era che nel capoluogo umbro sarebbe sorto un centro meccanizzato autonomo. Questo quattro anni fa, quando la via postale dell'Umbria prese la 'scorciatoià del Granducato". E da allora? "Promesse vaghe e reiterate.
Del tipo: sì lo faremo, ci stiamo ragionando su". Vero è che i flussi di corrispondenza negli ultimi anni sono calati. Internet ha fatto la sua parte. "Poste Italiane - dice il segretario - deve trovare più conveniente il giro fiorentino, ma è tutto da dimostrare, piuttosto che fare investimenti qui e migliorare il servizio alla collettività. Inoltre le macchine che lavorano la posta in Toscana sono le nostre, di Perugia. E basterebbe un capannone nemmeno grande in zona Balanzano per smaltire in un paio d'ore il flusso di tutta l'Umbria e recapitare in giornata".
Il problema riguarda anche Terni. Lì la posta imbocca la via per Roma Fiumicino, dove c'è un altro centro meccanizzato. Poi rientra se diretta in Umbria.
Scelta fantasiosa: com'è noto le strade intorno Roma non conoscono intasamenti, nei raccordi il traffico scorre liscio come l'olio. "É il sistema organizzativo e logistico che è sbagliato, però Poste Italiane preferisce lasciare tutto com'è" lamenta ancora il segretario regionale.
Come non bastasse, a pesare anche problemi che riguardano personale.
"Non solo i postini con tante ferie pregresse da smaltire e le zone scoperte dei colleghi assenti di cui farsi carico ogni giorno - riferisce Pocceschi -, il gap maggiore tocca gli addetti agli sportelli.
Dove la carenza di personale è molto pesante.
Chi va in pensione non è sostituito. Negli ultimi due anni circa cento gli 'sportellisti' andati in quiescenza in Umbria, ora siamo quasi al collasso. Ma il turn over è bloccato e si assume solo a tempo determinato, i trimestrali".
Insomma, la matassa è intricata. Se ne parlerà martedì in un incontro a Perugia con il segretario nazionale di Slp-Cisl, Lorenzo Galbiati. "Poste ha il bilancio in attivo ma non assume.
Il personale è costretto a pressing forti, mancano addetti e non ci sono premi di produzione degni di questo nome. Una situazione non sostenibile. Come sindacato chiediamo risposte chiare e tempi certi" promette Pocceschi. Sembra proprio che la protesta stia per prendere la corsia prioritaria

Donatella Murtas
Corriere dell'Umbria 12 Aprile 2009

mercoledì 12 novembre 2008

Inaugurazione domani per la Multisala di Centova

La Multisala di Centova è pronta e verrà inaugurata ufficialmente domani con una doppia cerimonia: la mattina alle 11 sarà la Pirelli Re, proprietaria dell'edificio, a tagliare il nastro tricolore alla presenza delle autorità cittadine e regionali, nel pomeriggio alle 17 il nuovo multiplex aprirà al pubblico le porte delle sue dieci sale ( sette da 250 posti e tre da 140) dei due bar, (un self service e uno per vip) dei due ristoranti, della sala giochi.
"Poietteremo un film a sorpresa e nelle altre sale i trailers della programmazione che inizierà venerdì pomeriggio"
precisa Gianni Giometti che neppure un attacco di gotta è riuscito a tenere lontano da Perugia per il varo di questa nuova "creatura".
"Ci sono abituato - precisa - mi viene tutte le volte che stiamo per aprire un cinema, complice lo stress e l'agitazione.
Ma io lo considero un portafortuna anche se soffro un po' perchè tutte le nostre nuove multisale per fortuna stanno andando bene."
Per chi passa dall'alto del raccordo Perugia-Bettolle l'edificio di Centova color arancio con il tetto d'argento, contornato da tre gru e da materiale edilizio, sembra ancora un cantiere da finire.
Ma la magia del cinema sta anche in questo, quando si batte il ciak la confusione e l'apparente disordine del set spariscono lasciando posto ad un avvio tranquillo ed armonioso.
"Così sarà anche per noi" promette Giometti , però poi si circonda subito di una fitta serie di "top secret": non dice il titolo del film "sorpresa" di domani, non parla di prezzi ( "li decideremo all'ultimissimo momento"), non si sbottona sulla programmazione.
Si lascia scappare solo che nella sala per le proiezioni tridimensionali ci sarà un assaggio di "Bolt" , il nuovo film della Disney che uscirà nelle sale il 28 novembre , storia di un cagnetto star della tv convinto di avere dei super poteri (doppiato da John Travolta).
"Per quanto riguarda il 3d stiamo pensando di fare un esperimento, ossia programmare lo stesso film sia in pellicola, sia in digitale e sia tridimensionale.
In questo modo gli spettatori potranno farsi un'idea della differenza e scegliere il genere che preferisce."
Ma di novità la Multisala Giometti ne mette in campo anche altre.
Intanto per i film stranieri darà la possibilità, per chi lo desidera, di avere gratis in cuffia la colonna sonora originale, una chance che sarà sicuramente molto gradita ai tanti stranieri ospiti di Perugia.
Per chi ama guardare film come se fosse a casa propria nelle sale c'è una sorta di "galleria", come un tempo.
Infatti nelle ultime tre file di ogni sala la dislocazione delle poltrone sarà diversa perchè tra una e l'altra ci sarà un tavolino dove poggiare bibite, cocktail, salatini, caramelle per rendere la visione ancora più confortevole.
A questo settore, chiamiamolo "vip", si accede da un altro ingresso, al primo piano, passando da un bar speciale , dove è possibile dare appuntamento agli amici, prima o dopo il film, prendere l'aperitivo preparato da un barman professionista, fare quattro chiacchiere, guardare il telegiornale o la partita e anche leggere i giornali.
Insomma una sorta di salotto casalingo a disposizione di chi è uscito non solo per infilarsi dentro un cinema ma per passare un pomeriggio o una serata diversa, magari prima di infilarsi in uno dei due ristoranti che affiancano la Multisala.
Per i bambini c'è una sala giochi ed anche una sala dove organizzare le feste di compleanno, con tanto di visione privata di un film.
Proiezioni a partire dalle 16,30, prefestivi e festivi dalle 15,30.
" Prima dell'inizio non ci sarà pubblicità "
precisa Giometti
" ma soltanto uno o due trailer per consentire agli spettatori di finire di fare la fila al botteghino e di accomodarsi in sala.
Il film inizierà sempre nell'orario previsto, alla mezz'ora. Un'altra novità sta nella numerazione dei posti, non più sulla poltrona ma in terra e luminescenti. Così si smetterà di giocare a moscacieca nel tentativo di trovare il proprio posto al buio."
Nulla si saprà, come dicevamo, fino a venerdì sul costo dei biglietti. É prevista però una carta prepagata ricaricabile che darà diritto ad uno sconto del 15% al bar e del 25% al cinema e con la quale sarà possibile anche prenotare on line stampandosi il proprio biglietto

Anna Lia Sabelli Fioretti
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 12 Novembre 2008

sabato 8 novembre 2008

Zeus contro il comune di Corciano ... fulmini e saette!

Nessuna novità di rilievo sulla vicenda che oppone Marco Baldoni, patron della Zeus, al comune di Corciano.
Nella mattinata di ieri i legali dell'imprenditore, Mucci e Falcinelli, hanno diramato una nota che ripercorre la vicenda legata alla costruzione del deposito per materiale pirotecnico.
Marco Baldoni, intanto sembra sempre più deciso a svelare quelle che ha definito
"le trame della politica e dell'imprenditoria locale."
Lo farà attraverso dichiarazioni pubbliche ed un memoriale che sta redigendo, mentre familiari dipendenti ed amici trepidano per le sue delicate condizioni di salute, che lo stress di questi giorni non contribuiscono di certo a migliorare.
Baldoni sarà infatti ricoverato a giorni per sottoporsi ad un intervento cardiaco e medici e familiari gli hanno impedito di assistere alle operazioni di sequestro del materiale pirotecnico custodito nel deposito oggetto del contenzioso.
La vicend! a ha destato molto scalpore a Corciano, dove sia l'azienda che il titolare sono molto conosciuti, ma anche fuori del territorio comunale.
La Zeus infatti è una delle ditte più note del settore e non si contano i commenti sulla vicenda. Commenti che riguardano anche le leggi, il modo di applicarle, ma perfino il piano regolatore. Non mancano i corcianesi dispiaciuti per le condizioni di salute del titolare della Zeus. Insomma la vicenda non è certo passta inosservata e tiene banco nelle discussioni corcianesi e non soltanto.

dal Corriere dell'Umbria Sabato 8 Novembre 2008

sabato 27 settembre 2008

I 100 anni della Perugina

Perugia e cioccolato. Il binomio cosa può far venire in mente a un adolescente di oggi? "Eurochocolate". Forse. É meno probabile, però, che la risposta sia "Perugina". Più o meno da questa considerazione, tanto sommaria quanto reale, è partito un perugino, che fa il regista, l'attore e confessa di amare profondamente la sua città, Roberto Biselli, per arrivare alla conclusione che bisogna ricordare la "Fabbrica" della città, e quanto essa abbia dato a generazioni con la sua storia, di espansione ed emancipazione, nonché di accorpamenti e perdita d'identità.
Non è una riflessione che nasce svincolata dalle celebrazioni dei Cento anni della Perugina e da quanto si stia già facendo, a diversi livelli, per rispolverare la memoria, è comunque una riflessione che segue un suo progetto artistico originale, che si completerà con il debutto il 3 ottobre al Teatro della Sapienza di Perugia dello spettacolo "Il feroce Saladino", in replica fino al 5 ottobre.
Il lavoro è partito diverso tempo fa ed è stato presentato ieri, nelle sale della Provincia di Perugia, dal suo ideatore Roberto Biselli.
Con lui ex dirigenti, ex operai, ex sindacalisti ed ex proprietari, come Bruno Buitoni, intervenuto alla conferenza, per condividere una vicenda lunga un secolo che ancora agita gli animi e le menti.
Lo ha detto bene la "signora Rossana":
"Come ci siamo potuti dimenticare della Perugina? a Terni non lo hanno fatto con le acciaierie."
E così mentre sta per aprire il nuono asilo Perugina, regalato dalla Nestlè alla città, ci si chiede cosa è rimasto ancora di quel profumo di cacao, delle banane con il cartiglio dorato, del carrarmato e della Città della Domenica.
Ci sono, ancora. Ma non hanno lo stesso sapore, almeno per chi ha assaggiato quelli di allora. Può essere una delle tante risposte. Roberto Biselli, però, i fatti, come ciò che ci sta dietro, li è andati a verificare e a scavare, intervistando, e filmando, insieme a Matteo Svolacchia e Azzurra Fettucciari, i testimoni.
Hanno così raccolto più di cento ore di girato su quel pezzo di Novecento, hanno poi condensando tutto e unito a filmati d'epoca, per farne un video che è diventato (come si vedrà a teatro) la scenografia dello spettacolo.
Quindi "Il Feroce saladino" parla di ieri al pubblico di oggi con più linguaggi: tre monologhi in scena, (più la partecipazione di una fantomatica "Signora Rossana", la cui identità il regista non ha voluto svelare), interpretati da Francesco Moschini, Loretta Bonamente e Mauro Silvestrini.
I tre attori interpreteranno nell'ordine: un impiegato degli anni '20 (cioè il periodo del primo boom dell'azienda), un'operaia degli anni '50 ed infine un dirigente degli anni '60 e '70 che segue le ultime vicende dell'azienda prima dell'arrivo di Nestlè.
Alle immagini e alla parola si aggiunge, la musiche dal vivo di Giacomo Tosti "Giacobazzi". La drammaturgia è stata elaborata da un giovane autore, piemontese, Matteo Caccia conosciuto tra l'altro per i suoi programmi in onda su Radiodue e per diversi lavori a teatrali da autore, regista e attore.
Di recente, ha portato sul palcoscenico la vita di Luigi Malabrocca il ciclista salito agli onori della cronaca come "Maglia nera".
Pure questa una storia italiana del secolo scorso, come quella del Feroce Saladino, la figurina introvabile del Concorso Perugina negli anni Trenta.
Tanto seguito e popolare da far cambiare il palinsesto radiofonico della domenica.
"La Perugina - ha ricordato Biselli - ha precorso i tempi in tutto. É andata, come una donna di quell'epoca, verso l'emancipazione."
Non c'è dubbio: va ricordato e raccontato. E ad essere d'accordo sono in più: dall'assessore provinciale, Giuliano Granocchia, che ha intenzione di proporre il "documentario" agli studenti; fino alla Regione, al Comune di Perugia, al Teatro Stabile dell'Umbria, all'Isuc e all'Icsim che hanno sostenuto un lavoro fatto fatto di passione.
Oltre che di ricordi
Sabrina Busiri Vici
dal Corriere dell'Umbria Sabato 27 Settembre 2008

mercoledì 17 settembre 2008

La storia dell'Ellesse in un libro-evento

Non un romanzo, non un saggio di storia industriale, neanche una raccolta di testimonianze. Per raccontare ciò che è stata Ellesse, la celeberrima azienda di abbigliamento sportivo fondata nel 1959 da Leonardo Servadio, ci voleva un genere letterario originale: un libro-evento.
Originalissimo e moderno, innovativo per certi versi, come le tante scommesse tentate e vinte sin dal giovane rampollo di una dinastia di commercianti di stoffe che alle soglie degli anni Sessanta decise di mettersi in proprio e realizzare una linea di pantaloni.
Il libro ha visto squadernate le proprie pagine ieri mattina dentro un evento vissuto tutto sull'onda dei ricordi e dell'orgoglio.
Location migliore della storica - e ancora moderna - sede di Ellera non poteva esserci. É qui che si sono ritrovati i protagonisti di un progetto che merita ancor oggi di essere raccontato perché seppe determinare non solo l'affermazione su scala mondiale di un'impresa, ma anche e soprattutto per la forza con cui seppe promuovere lo sviluppo economico-sociale di un territorio.
Incise, l'Ellesse, sull'evoluzione del comune di Corciano e sulla trasformazione di una collettività che da contadina si accingeva a diventare industrializzata.
Incise sull'emancipazione dell'Umbria, di cui portò alto il vessillo finché la congiuntura internazionale e un mercato per nulla incline a fare sconti non ne decretarono il tramonto dopo 35 anni vissuti all'avanguardia.
Era il 1994, Leonardo Servadio passava il testimone al colosso inglese Pentland. Ma il marchio, la mezza pallina da tennis rosso e arancio ha continuato a vivere. Non può essere altrimenti, come hanno certificato il libro scritto da Gianfranco Ricci per Guerra edizioni e l'orgogliosa rimpatriata di ieri mattina.
Chi in Ellesse è stato attore - rigorosamente protagonista a prescindere dalla posizione nell'organigramma aziendale - ha varcato la soglia del cilindro a cinque piani di Ellera convinto di aver vissuto un'esperienza tanto unica quanto esaltante.
L'hanno pensato tutti: chi in Ellesse mise le idee, chi diede loro le gambe, chi ci mise la faccia e le proprie doti sportive e chi, nel corso degli anni, ha avuto il privilegio di rapportarsi con Leonardo Servadio.
I campioni della "valanga azzurra" di sci, personaggi famosi del tennis come l'istrionico Ion Tiriac o il perugino doc Francesco Cancellotti, tutti hanno spiegato allo stesso modo il fenomeno Ellesse: quella ideata da Servadio, accanto al quale più avanti diede il meglio di sé quel grande campione di managerialità sportiva che fu Franco D'Attoma, era una grande azienda che sempre cercava di essere una famiglia.
Pregio, questo, insieme alla natura di "padre" e non di "padrone" del suo fondatore, che più di una volta è stato inserito fra le cause che portarono alla fine dell'avventura.
Voce a tratti rotta da una comprensibile e leggera patina di emozione, Leonardo Servadio ha preferito - giustamente - porre l'accento sulle ragioni del successo di Ellesse.
Sul perché quella piccola impresa artigianale nata nel '59 arrivò a essere un impero sul quale pareva che il sole non dovesse mai tramontare.
Innovazione e comunicazione, queste le due stelle polari che ispirarono un'autentica rivoluzione culturale nell'abbigliamento sportivo e nel modo di fare impresa nel mondo dello sport e dell'abbigliamento.
Se Ellesse arrivò a vestire 14 squadre nazionali di sci, la nazionale di calcio italiana campione del mondo in Spagna nel 1982, quella argentina campione del mondo 1980 e tennisti del calibro di Chris Evert, Guillermo Vilas e Boris Becker una ragione deve pur esserci stata.
E non era un caso neanche che attori, personaggi politici e del jet set internazionale facessero a gara per indossare capi Ellesse.
Il fatto è che nessuno sapeva innovare e comunicare come Ellesse. Prima che Servadio e i suoi inventassero il pantalone a zampa d'elefante, quello che aveva le imbottiture all'altezza delle ginocchia, gli sciatori - provetti o di alto livello che fossero - gareggiavano indossando pantaloni di velluto o in stoffa pesante che infilavano dentro gli scarponi, pagando di certo dazio alla qualità della prestazione.
Prima che Servadio e i suoi usassero eventi per promuovere l'azienda e piazzassero il marchio ricamato all'altezza della spalla sinistra dei capi sportivi, la sponsorizzazione era solo un termine che sgomitava per entrare nel vocabolario e battere zuzzerellone alla gara della parola più lunga.
Poi venne l'Ellesse.
Mauro Barzagna
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 17 Settembre 2008

sabato 26 luglio 2008

Apm Perugia pesa l’indebitamento.

Problema trasporti a Perugia; Apm, pesa l’indebitamento. Pesa per diverse decine di milioni di euro.
Toccherebbe i cento milioni nell’ultimo bilancio ancora non pubblicato, anche se c’è da considerare il capitale accumulato.
L’Azienda perugina della mobilità resta in utile, anche nel 2007, lo assicura il presidente Giovanni Moriconi.
Ma allo stesso tempo per evitare il peggio ha messo in moto una riorganizzazione aziendale che tocca soprattutto le partecipate incentrata su tagli, razionalizzazioni e uscite dagli assetti che non rendono come dovrebbero.
Per questo sono tre i livelli di intervento ideati dai vertici della società.
La prima è la valorizzazione delle tratte utili, ovverossia redditizie, soprattutto in assetti e strutture che rispondono al mercato e lanciano preconizzare un futuro roseo.
Al contempo è stata pianificata l’uscita dalle società che invece non donano linfa alla società. Le “uscite” Apm ha già deliberato di uscire da Perugia Rete, società del cablaggio del Comune di Perugia che ha inanellato passivi di bilancio che nel 2007 parlando di 160mila euro di passivo e un indebitamento di oltre un milione di euro.
Prima non è andata meglio: dalle copie dei bilanci degli ultimi tre anni emerge che Perugia Rete nel 2003 chiude l’anno con una perdita di esercizio di 115.484 euro con debiti correnti di 1.097.584 euro; nel 2004 la società chiude l’anno con una perdita di esercizio di 243.330 euro con debiti correnti di 1.581.025 euro; nel 2005 Perugia Rete chiude l’anno con una perdita di esercizio di 246.696 con debiti correnti di 1.296.653 euro.
Un’altra società da cui uscirà Apm si occupa del trasporto ferroviario nella bassa Toscana, la Ferrovia italiana. Apm partecipa attraverso una società, l’Alexa, che ha il 30% della succitata società ferroviaria.
Il consiglio d’amministrazione sta anche decidendo il da farsi per quanto riguarda la presenza in una società di trasporti polacca.
Si tratta della Rat-tour, che attualmente non ha attivato i servizi previsti, versa cioè in fase di stand by.
Se non ci saranno svolte a breve l’Apm potrebbe “liquidare” la propria partecipazione a breve. Il terzo livello di riorganizzazione viene realizzato con il rientro nella società madre, ossia Apm esercizi, di Apm servizi e Apm infrastrutture.
Il tutto è inquadrato nella semplificazione e della reductio ad unum rappresentato dalla holding regionale, in questa fase attuale, e nell’azienda unica poi.
Non mancano anche le partecipazioni a società che assicurano la copertura dei servizi non di trasporto pubblico locale, ma ad esempio del trasporto turistico che Apm vuol mantenere fermo fra le proprie mission.
Una di queste è Umbria coach che opera nel noleggio da turismo.
Prende 8,5% del servizio del noleggio turistico da Apm. Qui sta il peso dei costi, anche se la società è in equilibrio di bilancio, stanno alle fonti Apm.
La società di Moriconi opera nel servizio di noleggio autobus e di agenzia sin dal 1960. Assieme a Umbria coach c’è Umbria incoming service, che è stata fondata da Apm esercizi, Atc, Consorzio turismo e qualità, Consorzio Umbriasì, Fulginium Viaggi, Scuola dell’Alimentazione Università dei Sapori, Spoletina e la già citata Umbria Coach. Investimenti Ma il peso dell’indebitamento di Apm sta anche negli investimenti messi in campo negli anni.
Non ultimi i nove milioni di euro sborsati per comperare i nuovi autobus.
Intanto per far fronte alla nuova linea dei mezzi di trasporto, i bus “safari”, è stata alzata la soglia di transito, in altezza, della galleria Kennedy: questi nuovi pullman, più alti di dieci centimetri di quelli standard, sbattevano infatti sui cartelli della catena fissata in cima alla galleria in questione.
A proposito di linee e percorrenze: con l’entrata in vigore del Piano urbano della mobilità, è stato calcolato che la decurtazione delle corse dell’Apm ammonta a circa il 10% del totale.
E non è una bazzecola, visto che ci sono anche gli esborsi previsti per “foraggiare” la comunanza tariffaria, ovverosia il biglietto unico a un euro, meglio conosciuto come “up”.

Alessandro Antonini dal Corriere dell'Umbria