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giovedì 30 gennaio 2014

Il torcolo in tavola per fare festa e riscoprire la storia nei sapori

Tra sacro e profano la festa di San Costanzo ancora una volta ha fatto centro ed ha portato migliaia di persone in strada per festeggiare uno dei patroni più amati, ma soprattutto per incontrarsi e ritrovare il gusto della tradizione e dell’identità perugina.
Cosi, dalla chiesa fuori del Frontone, a Borgo XX giugno, al centro, a Monteluce, tutti gli appuntamenti hanno avuto successo e soprattutto hanno contribuito a creare un clima di serenità ormai dimenticato da tempo, vuoi per la crisi che attanaglia tutti, vuoi per i problemi legati alla sicurezza che prendono spesso il sopravvento sulle iniziative e sulla voglia di uscire delle persone.

La città dunque si è risvegliata per un giorno nonostante il freddo inverno, riscoprendosi unita anche nella "cerimonia" del dolce che pur essendo ormai a disposizione tutti i giorni nei forni, il 29 gennaio assurge come per magia ad icona del desiderio gastronomico.
Solo cosi si spiegano gli assalti agli stand dove il torcolo è stato offerto gratis a migliaia di persone, ma anche le lunghe file che si sono dipanate fino alla strada davanti ai forni più ambiti e dunque presi d'assalto.
E, per una volta tanto, le attese in coda non hanno portato nervosismo e tensione, ma simpatia e scambi di battute.
Cosi é è chi ha confidato che questo dolce non è poi cosi prezioso e che anzi la maggior parte dei bambini neanche ama quel sapore così particolare.
Cosi come anche tanti adulti che non lo "inseguirebbero" in altre circostanze.
Ma il giorno del patrono, no, il torcolo va assolutamente messo m tavola come un panettone natalizio.
Già, una tavola imbandita senza il tradizionale ciambellone non sarebbe proprio un'immagine di peruginità.
E che la città abbia una sua caratteristica cosi particolare per ricordare la festività del patrono non può che far piacere.

Infatti non sono pochi i turisti di passaggio o gli studenti che vengono da altre regioni che si lasciano trasportare dalla curiosità e "tentare" dall'assaggio del dolce.
Un modo di conoscere Perugia, anche attraverso i suoi sapori, più recenti (come la cioccolata) o più antichi, proprio come il torcolo.
E la tradizione diventa anche occasione per fare un po' di lezione di storia cittadina ai figli.

di Roberto Sabatini
Corriere dell'Umbria Giovedì 30 Gennaio 2014

mercoledì 1 maggio 2013

Banco nazionale di assaggio delle birre a Deruta

Ancora l'Umbria a farsi promotrice per la valorizzazione della birra italiana, grazie all'attivazione del primo Banco nazionale di assaggio delle birre, che sarà allestito a Deruta nel mese di settembre.

É stato infatti firmato ieri mattina, in sala Filone di palazzo Donini, il protocollo di intesa tra i soggetti che partecipano al Comitato propositivo per la valorizzazione della birra artigianale e che organizzeranno, quindi, la manifestazione con cadenza annuale. Nello specifico, l'accordo è stato sottoscritto da Paolo Fantozzi, direttore del Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra (Cerb), Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, Leonardo Di Vincenzo, membro del consiglio direttivo di AssoBirra, Alvaro Verbena, sindaco di Deruta, e Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia.

"Abbiamo pensato - ha sottolineato Paolo Fàntozzi - che potrebbe essere importante dare vita a questa manifestazione. Un banco di assaggio riservato a questa bevanda, in Italia, manca il Centro di eccellenza, che permette di controllare anche la qualità dei prodotti, riteniamo necessaria questa iniziativa per presentare sul mercato nazionale le eccellenze delle birre fatte essenzialmente da arti giani. A Deruta potranno partecipare anche le grandi ditte produttrici più conosciute sul mercato. Speriamo che questo possa favorire la crescita del settore sia a livello regionale che nazionale e anche l'incremento delle esporta zioni di questo prodotto ".

Nel corso del Banco nazionale di assaggio delle birre di settembre, inoltre, si terrà il concorso per la valorizzazione delle eccellenze birrarie italiane "Cerevisia". La partecipazione sarà riservata alle birre di qualità ottenute da birrifici con impianti produttivi e sede legale situati nel territorio italiano. E si propone direttamente di valorizzare quelle provenienti dai diversi ambiti territoriali, selezionandone e indicandone le migliori. "

I diversi soggetti coinvolti - ha concluso Fernanda Cecchini - hanno acquisito, negli anni, un ruolo consolidato nella promozione del territorio e dei prodotti di eccellenza. In particolare, proprio il Cerb è l'unico Centro italiano per la ricerca sulla birra che, al pari degli altri omologhi centri europei, realizza una partnership permanente tra Università e produttori operanti nella filiera orzo-malto-birra fino al consumatore, facendo così parte di una rete di strutture scientifiche internazionali. E la Regione dell'Umbria vuole assolutamente continuare nella valorizzazione del territorio e dell'economia rurale anche attraverso i prodotti di qualità".
Corriere dell'Umbria Mercoledì 1° Maggio 2013

mercoledì 3 aprile 2013

Vini italiani in Cina: 14 testate cinesi approdano a Perugia

Quattordici testate cinesi oggi approdano a Perugia per conoscere da vicino le tradizioni e l'eccellenza vitivinicola umbra. É la seconda fase del progetto "Vini italiani in Cina", promosso dal ministero dello sviluppo economico in convezione con Federvini e Unione Italiana Vini. Dopo essere stata a Siena e a Firenze la stampa cinese oggi visiterà l'azienda Il Carapace (Montefalco) e il museo del Vino di Torgiano Lungarotti che propone oltre 2800 manufatti, esposti secondo criteri museografici moderni e di grande rigore scientifico.

Un vero e proprio educational tra Siena, Firenze, Perugia, Modena che vedrà protagonisti le principali testate provenienti dal Paese della Grande Muraglia e che si concluderà con una due giorni al Vinitaly, la grande fiera del vino italiano di Verona. L'obiettivo del progetto è quello di promuovere la conoscenza delle principali denominazioni enologiche italiane, facendo leva sul legame con il territorio, la storia e le tradizioni e coinvolgendo anche le, associazioni che riuniscono le eccellenze per regalare storie millenarie di gran de imprenditorialità e passione italiana. Testate famose come Anhui Television, la più influente emittente televisiva della Cina orientale, Radio 105.7 con, la sua trasmissione 'Happy Rush Hours' in onda ormai da 10 anni e che raggiunge i 200 milioni di radioascoltatori, e più specializzati come New Food e Wine Magazine.

I giornalisti saranno seguiti da Francesco Ye, rappresentante diYishang WineBusi ness Consulting, la branch cinese di Enoteca Italiana, da Giovanni Pugliese Export Manager di Enoteca e Vice President di Yishang insieme a un rappresentante del Ministero responsabile del progetto. La stampa cinese visiterà in otto giorni importanti aziende come la Cantina Marchesi Antinori (Bargino, Firenze), Cantine Cecchi (Castellina in Chianti, Siena), Cantine Dei(Montepulciano, Siena), Cantina Contucci (Montepulciano, Siena), Il Carapace (Montefalco), Borgo Scopeto (Castelnuovo Berardenga). Quella di oggi è l'occasione per ammirare il Museo del Vino di Torgiano Lungarotti che propone oltre 2800 manufatti, esposti secondo criteri museografici moderni e di grande rigore scientifico e, per finire, ultima tappa a Verona per la IV edizione del Vinitaly

"Attualmente l'Italia non è percepita in Cina solo come Paese in grado di esprimere tecnologie meccaniche d'avanguardia, ma anche come polo dell'eleganza e della qualità, un felice connubio tra saper fare e saper vivere - ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera all'inaugurazione- e grazie a questa positiva immagine dello stile di vita italiano, i nostri prodotti alimentari, la nostra arte e la nostra cultura riscuotono grande successo in Cina. Il vino è un prodotto che sintetizza tutte le caratteristiche del Made in Italy, richiamando la bellezza del nostro territorio, la cultura plurimillenaria della vinificazione, l'intraprendenza delle nostre aziende e la loro tecnologia avanzata"
Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Aprile 2013

mercoledì 6 aprile 2011

I mercoledì al Sopramuro sono i mercoledì di agricoltura in città

Solo 15 selezionati produttori agricoli e dell'artigianato umbro
Tutti i mercoledì del mese, Piazza Matteotti, Perugia

Inaugurazione Mercoledì  6 Aprile ore 12,00
Riprende l'attività la mostra-mercato nata nel 2008 come
"i mercoledì di agricoltura in città"
(presente inizialmente solo una volta al mese) e che con le edizioni 2009 e 2010 ha avuto la conferma di un indiscusso apprezzamento da parte della cittadinanza perugina.
Con la collaborazione delle istituzioni pubbliche locali, in primis l'Assessore al turismo e commercio Lomurno, si rafforza la manifestazione con la sua presenza settimanale al Centro storico di Perugia, in una piazza dove ha sempre accolto i mercati più belli della città, almeno fino gli anni 60'.
La mostra-mercato che durerà fino al 22 dicembre 2011 tutti i mercoledì del mese, anche quest'anno ha come obiettivo principale la promozione e lo sviluppo della vendita diretta dei prodotti agroalimentari freschi e trasformati e dell'artigianato proveniente dal territorio regionale.
Durante tutto il periodo iniziative "spot" sui temi della vendita diretta, della tracciabilità e dell'educazione alimentare di qualità, laboratori in piazza per bambini e adulti, caratterizzeranno ulteriormente questo piccolo e dinamico mercato.

Info:
Marco Brilli Tel 347 9418139
Consorzio Umbria a Tavola
Via Settevalli 131, Perugia
Tel Alessandro Granieri (presidente) 3355473909

venerdì 15 ottobre 2010

Feste della Castagna in Umbria

Feste della Castagna in Umbria

Per gli amanti delle castagne questo fine settimana (15-17 ottobre) gustosi appuntamenti da non perdere
L'Umbria questo fine settimana è animata da numerose feste a base di castagne. Impedibile in Provincia di Perugia, nel comune di Umbertide,  "La festa delle Castagne di Preggio"; undici taverne aperte dal 15 al 17 ottobre proporranno piatti particolari ed originali a base di castagne.
Gli orari di apertura delle taverne sono: venerdì e sabato a partire dalle 18.00 mentre domenica apertura prevista a partire dalle ore 10.00. A Monte santa Maria Tiberina si svolgerà invece la Festa d'Autunno ove si potranno degustare castagne e altri prodotti tipici autunnali nelle tipiche botteghe ricavate nei fondi e nelle sale del castello Bourbon del Monte.
A Piegaro, nel comprensorio del Trasimeno, continua fino al 17 ottobre la Sagra della Castagna con fiera mercato d'autunno prevista per domenica a partire dalle ore 9.00.
In provincia di Terni si potranno degustare i marroni e i tipici dolcetti di castagna a Santa Restituta, piccola frazione di Avigliano Umbro e a Monteleone d'Orvieto ove si terrà "La festa del miele, della musica e delle tradizioni locali."
Sagra del Marrone anche a Miranda ove la festa, quest'anno alla 23° edizione, si svolge la domenica fino al 24 ottobre e a Stroncone ove dal 18 fino al 25 ottobre si potranno gustare nel centro storico del paese caldarroste e altre specialità del territorio. (e.m.)
Venerdì 15 Ottobre 2010

mercoledì 26 maggio 2010

Enoturismo in crescita: proliferano le Strade del Vino

Toscana, Lazio e Umbria sono attraversate da ben 22 "Strade del vino" sulle 150 italiane. Una realtà di tutela e valorizzazione delle aree vitivinicole che, attraverso il recupero delle tradizioni rurali, salvaguardano il patrimonio socio-enogastronomico del territorio.
Le "Strade del vino" animano i distretti rurali, valorizzando oltre al vino le altre produzioni tipiche e di qualità, senza dimenticare arte, ambiente, cultura ed artigianato artistico. Insomma, sono le arterie in cui fluisce la grande corrente dell'enoturismo, un movimento che muove ogni anno in Italia sei milioni di turisti con un incremento del 20% anche grazie ad iniziative come quella delle Strade.
Non è un caso che, nel 1993, sia nato anche il "Movimento turismo del vino", che ha preso le mosse proprio dall'Umbria, da quell'Italia di Mezzo che coniuga alta qualità delle produzioni vitivinicole a un'accoglienza di prim'ordine in un territorio di grande qualità. A presiedere l'associazione è Chiara Lungarotti, che a Torgiano ospita la segreteria nazionale e che lavora da due mandati alla promozione della cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. é nata in casa di questo movimento una manifestazione che si è ormai affermata tra quelle irrinunciabili del cartellone annuale degli eventi dedicati al vino: "Cantine Aperte", che torna il prossimo 30 maggio.
La giornata dedicata al vino italiano e alle degustazioni in cantina, in quindici anni è diventata un evento di portata nazionale con l'adesione di centionaia di aziende e che ha portato l'Italia ad avere circa quattro milioni di enoturisti, con una prospettiva di crescita annua dell'8% (dati Censis 2007). Si stima, infatti, che l'andar per cantine valga 3,5 milioni di visitatori (un milione nel solo giorno di "Cantine Aperte"). Il "Movimento turismo del vino", invece, annovera attualmente più di mille fra le più prestigiose Cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo tra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Accanto a "Cantine Aperte" le iniziative si sono moltiplicate.
Sono arrivati, infatti, eventi come "Calici di stelle", eventi e degustazioni di qualità nelle piazze d'Italia, "Benvenuta Vendemmia", i "Sabati on wine", in cui le cantine incontrano gli amanti del vino direttamente nel luogo di produzione. Manifestazioni alle quali, nell'Italia di Mezzo, si affiancano fiere, mostre ed esposizioni regionali
Corriere dell'Umbria Mercoledì 26 Maggio 2010

giovedì 1 aprile 2010

Primavera dell'artigianato a Corciano 23 aprile - 2 maggio 2010

Giunge alla sua diciottesima edizione la manifestazione "Primavera dell'artigianato", rassegna dedicata alle eccellenze umbre, che si tiene come è ormai tradizione nel centro storico di Corciano.
L'iniziativa si è affermata nel territorio per il suo costante impegno nella valorizzazione e nella promozione dell'artigianato artistico di qualità, presentando l'eccellenza della produzione degli artigiani umbri, fino a diventare un appuntamento fisso sia per le ditte partecipanti che per il pubblico. La manifestazione prevede una serie di appuntamenti che ruotano attorno alla mostra mercato di artigianato artistico, in programma dal 23 aprile al 2 maggio. Le eccellenze dell'artigianato artistico umbro presentano i loro manufatti all'interno delle tipiche "botteghe" allestite nel medievale centro storico.
Nei giorni 24 e 25 aprile, la Fiera delle antiche arti e mestieri offrirà ai visitatori la possibilità di fare un suggestivo salto nel passato, visitando il castello nell'atmosfera medievale creata dalla rievocazione in costume storico: valenti artigiani riproporranno, lavorando ai caratteristici banchi, gli antichi mestieri, con strumenti e attrezzi tipici dell'epoca. Peculiarità del 2010 la mostra evento allestita alla Chiesa Museo di San Francesco dal titolo "Artigianato per Amore".
Nel percorso viene affrontato il tema dei pegni d'amore della tradizione umbra con riferimento anche ai rituali, tradizioni e significati simbolici. La mostra è ideata e curata da Anna Lisa Piccioni, presidente di Ars Umbra, associazione di promozione e tutela dell'artigianato artistico umbro. Nello spazio del museo Antiquarium sarà ospitata la mostra "Il Futuro degli Etruschi" realizzata da Anna Fornari dove la sua produzione di orafo artista ripercorre antiche forme con una reinterpretazione in chiave contemporanea. Ad essa si accompagnerà il convegno
"Memoria, anima, identità- Passato, presente, futuro: innovare conservando."
Non potrà mancare lo spazio della
" Scuola di Artigianato, d'Arte e creatività "
: Corsi formativi, work-shop e dimostrazioni a cura di Ars Umbra. i partecipanti, sotto la guida di alcuni maestri artigiani umbri, potranno apprendere varie tecniche di lavorazione, sviluppare la propria creatività, conoscere il piacere della manipolazione dei materiali ( ceramica, macramè, ricamo…)
Annalisa Bacelli
Corriere dell'Umbria Giovedì 1° Aprile 2010

martedì 29 dicembre 2009

Grifo rosso: il Peperoncino di Perugia

Nasce "Griffo rosso", un nuovo marchio destinato a lanciare il capoluogo umbro nel mondo rosso e piccante di un ingrediente nato per vincere. Il peperoncino biologico, presentato lunedì pomeriggio presso il Consorzio agrario provinciale di Perugia, è frutto della collaborazione tra il Consorzio agrario provinciale di Perugia e la delegazione perugina dell'Accademia italiana del peperoncino, firmatari di un protocollo d'intesa al fine di promuoverne la commercializzazione. Il marchio, progettato da Giovanni Bocco, presidente di circoscrizione Lions, verrà utilizzato dal Consorzio su concessione dell'Accademia in territorio nazionale ed internazionale.
"Un matrimonio destinato a durare in eterno a giudicare dall'entusiasmo dei protagonisti - ha dichiarato Aldo Villani, presidente dell'Accademia italiana, delegazione di Perugia - l'aggregante è il peperoncino che grazie alle sue proprietà riesce ad infondere forza, brio e gioia."
E il peperoncino umbro le carte in regola per diventare grande le ha tutte: cominciando dal colore, il sapore e la piccantezza "non necessariamente aggressiva" per poter conquistare il sorriso degli umbri. Intanto, la piantagione avviata non è destinata a rimanere un caso isolato. 150 lettere e 3000 newsletter sono già partite dal Consorzio per raggiungere eventuali interessati alla produzione del "Grifo rosso". La sua commercializzazione si inserirà in quella degli altri prodotti del Consorzio, attraverso una rete di agenti e altri canali commerciali. Due importanti punti vendita saranno sicuramente quello "di Ponte San Giovanni e l'Oleificio di Spoleto, dove è possibile acquistare prodotti tipici spaziando dai formaggi ai salumi, dalla pasta di grano duro ai vini, non senza profittare di lenticchie, farro, zafferano e altre leguminose tipiche particolarmente gradite in questo periodo.
L'ingresso perugino nel mondo del peperoncino apre le porta ad una documentatissima cultura, ricca di aneddoti e curiosità. "Una giornata passata senza un sorriso è una giornata sprecata", questo il motto dell'Accademia italiana adottato anche a Perugia. Uno spirito ottimistico quello che anima anche gli auspici di Antonio Margiotta, direttore del Consorzio agrario di Perugia che ha fatto notare come dall'anno della liquidazione (il 2006, ndr), il miglioramento del Consorzio sia stato costante con punte di eccellenza nel 2008. Nel ringraziare i dipendenti per il grande sforzo fatto sinora ha dichiarato il direttore: "Il pessimismo non lo vedo, l'azienda è in crescita, l'importante è lavorare in santa pace affinché possano maturare i frutti".
Il peperoncino rappresenta un vero e proprio paradigma di virtù senza controindicazioni, garantiscono gli esperti. Una preziosa sorgente di principi attivi sul piano biologico e medico", ha sottolineato il professor Paolo Brunetti.
Come spezia contiene quei principi protettivi che ne hanno garantito enorme diffusione nel sud del mondo. Le sue capacità antibatteriche e antiputrefattive, ha spiegato il professore, inibiscono lo sviluppo di germi. Efficace per migliorare la flora intestinale trova un importante utilizzo come antidolorifico in neuropatia, perché contiene la capsaicina, una sostanza neuroprotettiva.
Ma l'utilizzo farmaceutico è molto più vasto, tanto che la Rai ha programmi settimanali sul pepe rosso importato dall'America latina da Leonard Fuchs, un medico-botanico che lo descrisse nel 1542.
Un tonico dell'umore "dalle proprietà afrodisiache" ma anche un "potente" portafortuna partito da Napoli. Il celebre corno rosso, diffuso, come ciondolo e amuleto degli automobilisti di altri tempi sarebbe infatti un peperoncino. Ben quattro biografi di Padre Pio gli attribuiscono un ruolo determinante nella vita del santo: fu lui il protagonista di una miracolosa guarigione avvenuta quando Francesco Forgione, questo il suo nome di battesimo, aveva 10 anni

Isabella Rossi
Corriere dell'Umbria Martedì 22 Dicembre 2009

lunedì 7 settembre 2009

Polemica sul Sagrantino, Liviantoni: Produttori incapaci di aggredire i mercati. Fondi non utilizzati

"L'impressione è che Marco Caprai per prima cosa debba fare pace con se stesso."
L'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni non le manda a dire. Non gli sono proprio andate giù le dichiarazioni con cui l'imprenditore ha criticato pesantemente la
"...scellerata visione politico-amministrativa che ha accompagnato la gestione di un sorprendente successo imprenditoriale"
, quello del Sagrantino, prendendo spunto dalla decisione (condivisa ma giudicata tardiva) della giunta regionale di prorogare il divieto di impianto di nuovi vigneti.
Liviantoni rimande le accuse al mittente e ricorda che la giunta regionale
"...è andata incontro ad una esigenza del Consorzio di tutela del Sagrantino.
La richiesta di prorogare il divieto di nuovi impianti era arrivata proprio dai produttori e noi, dopo averla vagliata, non abbiamo fatto altro che accoglierla.
Io non so se Caprai faccia parte o meno del Consorzio, ma di certo non crediamo di aver sfavorito i produttori con questa scelta.
Quindi Caprai si chiarisca meglio le idee."
Ma Liviantoni approfitta anche per tirare una bella stoccata ai produttori del Sagrantino:
"Questo vino - dice - rischia di rimanere confinato in regione.
Oltre il 60 per cento del prodotto viene venduto in Umbria e non è certo colpa nostra se i produttori non sono riusciti ad aggredire gli altri mercati.
La nostra decisione va anche in questa direzione. Crediamo così di difendere un prodotto che deve essere promozionato e commercializzato in maniera più efficace."
L'assessore prende spunto dai fondi che la Regione Umbria aveva messo a disposizione per la promozione del vino nei mercati extraeuropei:
"Noi avevamo gettato sul piatto un milione e mezzo di euro per cofinanziare al 50 per cento progetti per la crescita dell'export.
In pratica erano potenzialmente disponibili tre milioni di euro. Eppure dei fondi regionali sono stati utilizzati soltanto 700mila euro. Evidentemente i produttori non hanno voluto investire su questo fronte e non credo che di ciò possa essere rimproverata la Regione.
Ripeto, è bene che Caprai si chiarisca meglio le idee e faccia pace con se stesso"
Giuseppe Silvestri
Corriere dell'Umbria Lunedì 7 Settembre 2009

lunedì 18 maggio 2009

PicUmbria, Diavolillo perugino o Grifo rosso? Il Peperoncino made in Umbria

Si chiamerà "PicUmbria"? Oppure "diavolillo perugino"? o persino "Grifo rosso"?Ancora non si sa. Anche perché il primo esperimento tanto pubblicizzato nel 2007 non ha dato i frutti sperati ed ora l'Accademia del Peperoncino, sempre in collaborazione con il Consorzio Agrario di Perugia e con il superesperto Massimo Biagi della Facoltà di Agraria dell'Università di Pisa, ci riprova selezionando solamente tre varietà (una lunga, una tonda media e una tonda piccola) per arrivare a produrre su vasta scala una specie autoctona, per quanto possa esserlo una pianta che in Europa è arrivata proveniente dal Sud America, completamente "made in Umbria" e che, volendo, potrebbe parzialmente sostituire anche la coltura del tabacco in alcune zone, visto che appartiene alla stessa famiglia delle solenacee.
Una pianta del benessere al posto di una che può far male ed è in crisi: non è un'idea tanto assurda.
Per il momento i 50 commensali di Villa Taticchi, nonché soci della sezione umbra dell'Accademia del Peperoncino ( dal 1994 ha la sua sede nazionale, con oltre 5000 soci, a Diamante in Calabria), presieduta dal napoletano Villani, che sabato sera si sono riuniti per una conviviale "napoletana" ovviamente rigorosamente piccante ad eccezione del dolce, si sono "accontentati" di alcune varietà del "Pepe rosso" tra le più famose in commercio Sulle cinque tavole apparecchiate rigorosamente con tovaglie rosse del celebre piccante ce n'era in abbondanza: negli antipasti vari (pasta cresciuta, casatiello, fritti misti), nel primo: uno straordinario pasticcio di schiaffoni al forno, nelle varie carni al ragu e nelle braciole (involtini di carne con aglio, prezzemolo e peperoncino), nelle traccolelle e nelle verdure saltate.
E di sicuro ce n'era anche, sia pure in senso metaforico, nelle gustose canzoni napoletane proposte con brio da due musicisti nel corso della serata e nelle spiritose poesie, come "L'alice" "Margherita"e "à livella", che hanno avuto proprio nella persona del presidente della delegazione umbra Aldo Villani il loro "fine dicitore".
É stata, come sempre, una serata all'insegna dell'allegria e del disimpegno
"per dimenticare per alcune ore i problemi e le pene create dalla dilagante crisi economica."
Mordendo peperoncino si può non solo accantonare per un po' il crollo delle borse, la cassa integrazione, la chiusura delle fabbriche, l'aumento dei prezzi al consumo ma anche accrescere il benessere del palato esaltando il sapore dei cibi e quello fisico perché, ormai è cosa accertata, il "capsicum" (nome latino) o "chili" (nome atzeco) non fa male come il pepe, anzi, in molti casi è un toccasana.
"é considerato nella tradizione un ottimo anti dolorifico, è efficace contro la cefalea e l'incontinenza urinaria"
spiega il professor Paolo Brunetti, socio della prima ora, presente anche alla cena di sabato
"é dotato di proprietà antitrombotiche e aterosclerotiche tanto da contribuire in buona misura al successo della dieta Mediterranea Cura addirittura l'ulcera.
É un disinfettante, un ipotensivo. Nella prostata agisce contro le cellule tumorali. Il segreto delle sue multiformi proprietà sta nella composizione del frutto che contiene la capsaicina e numerosi antiossidanti, in particolare vitamina c e minerali."
Ma soprattutto, aggiunge Villani
"infonde energia, brio, gioia, amore. Accende il sorriso, porta fortuna (non è un caso che ha la stessa forma del celebre cornetto rosso napoletano), ci aiuta a rimanere giovani, rafforza l'amicizia, sviluppa l'ottimismo, tutela la salute, ravviva la buona tavola, rallegra le papille gustative.
Questi sono i suoi elementi primari che vorrei venissero evidenziati nell' "
Inno al Peperoncino
" di cui intendiamo a breve lanciare il bando di concorso."
Intorno al peperoncino e ai suoi benefici in Umbria si è formato un gruppo di 31 sostenitori che a partire dall'aprile del 2004 si riuniscono ciclicamente (come fanno del resto le altre 60 delegazioni italiane) con l'obiettivo di proporre , valorizzare e approfondirne la cultura della celebre spezia ma anche della buona tavola, con cene, convegni e dibattiti.
Totalmente apolitica e socialmente trasversale dell'Accademia sono soci medici come Santeusanio, Brunetti, Giorgi, Sediari, industriali come Calzoni, Colaiacovo, Novelli, accademici come il professor Toraldo, professionisti come l'avvocato Salari, il dirigente bancario Lucio Grimaldino, Antonio Margiotta presidente del Consorzio agrario, Lucio Ubertini difensore dell'ambiente.
New entry, proprio sabato scorso, l'ambasciatore ora in pensione Santoro. Sono solo alcuni esempi, ma il ventaglio delle iscrizioni è molto variegato. Allevato a pane e peperoncino dalla nonna, Aldo Villani, nato e cresciuto al Vomero, è un "folle" assaggiatore di "diavolicchio" che addenta a morsi ogni santo giorno.
Strenuo difensore delle varietà prodotte in Italia odia quelle importate dai Paesi asiatici
"dove nella coltivazione vengono usati diserbanti e nel prodotto macinato vengono aggiunte sostanze coloranti che sono cancerogene.
La battaglia è comunque dura perché il peperoncino orientale costa molto meno. Noi in Italia possiamo competere solo con l'alta qualità. Sarebbe importante che sui contenitori venisse inserita d'obbligo la provenienza, cosa che per ora non c'è."
L'Accademia umbra è molto attiva, grazie anche alla vitalità e all'energia di Villani (se gli antiossidanti del peperoncino allungano veramente la giovinezza lui è il portatore sano di questa teoria ).
Con "Ottobre rosso" ha partecipato ad una edizione di Eurochocolate e in seguito ha portato la manifestazione di Guarducci a Diamante durante il Festival del Peperoncino.
É presente, da protagonista, ne "i primi d'Italia" di Foligno, sta cercando, come detto, di creare, in collaborazione con 6 aziende agrituristiche, una qualità tipica umbra da inserire in vasta scala nelle colture della regione.
Vuole essere il primo a lanciare un vero e proprio inno al Peperoncino da suonare e cantare nelle cerimonie ufficiali e in quelle conviviali.
"e stiamo anche organizzando una bella gita in settembre a Diamante in Calabria per il prossimo Festival, una nutrita rappresentanza della nostra regione"
, precisa Villani particolarmente euforico per la riuscita della serata napoletana.
E aggiunge con gli occhi luccicanti:
"Oggi so tant' allere che quasi quasi me mettesse a chiagnere"
Anna Lia Sabelli Fioretti
Corriere dell'Umbria Lunedì 18 Maggio 2009

giovedì 9 aprile 2009

La Pasqua a Tavola: si comincia dalla Pizza di Formaggio!

pizza di formaggioNon c'è crisi che tenga. O che almeno osi toccare i piaceri della tavola.
In pochi, anche quest'anno, sembrano infatti disposti a rinunciare al tradizionale menu pasquale.
Un pranzo, e questa è la bella notizia, la cui spesa complessiva sarà più sostenibile rispetto al 2008. Parola di Adoc, l'associazione dei consumatori, secondo la quale i prezzi di carne e uova di cioccolata sarebbero in calo del 2% circa.
Ma che dire delle tavole dei perugini? Cosa mangeranno e quanto spenderanno domenica prossima le famiglie che si riuniranno per il tradizionale pranzo? Così come avviene in quasi tutta l'Umbria, in molti, di prima mattina, mangeranno i prodotti benedetti in parrocchia il sabato santo.
Su tutti spicca la Pizza di formaggio o torta salata, deliziosa specialità umbra al formaggio, che si vende tutto l'anno ma nasce come prodotto squisitamente pasquale. Fino a pochi anni fa la torta veniva fatta in casa, ma oggi quasi tutti scelgono di acquistarla in forni e pasticcerie.
Il prezzo varia poco: si va dai 9,8 ai 10 euro al chilo.
E considerando che una torta media pesa un chilo e mezzo, la spesa si attesta intorno ai 15 euro al pezzo. Con la torta al formaggio di norma si mangia il capocollo: prezzo medio, per l'acquisto in macelleria, 15 euro al chilo. Terminata la colazione, aperte le uova e placati gli entusiasmi dei bimbi, si passa quindi alla preparazione del pranzo. A farla da padrone sulle tavole pasquali sarà sua maestà l'agnello. Anzi, l'abbacchio, per essere più corretti, che corrisponde ad un agnello da latte con un mese di vita dal peso medio di cinque chili.
"Come tradizione vuole, l'agnello, anche a Perugia, si mangerà arrosto oppure fritto"
, spiega Rinaldo Gerbi, macellaio storico del cuore dell'acropoli.
Comprare l'abbacchio in uno dei punti vendita più antichi della città costa 18 euro al chilo, e il prezzo scende e si arriva a 12 euro se l'agnello viene comprato intero.
Sono naturalmente ancora pochi ad aver acquistato la pregiata carne, ma il macellaio assicura di aver ricevuto già numerose prenotazioni.
Nessun calo, dunque: salvo ripensamenti in pochissimi rinunceranno al simbolo pasquale per antonomasia. Sui dolci la tradizione perugina offre una vasta varietà di scelta: la ciaramicola, anzitutto, il tipico dolce cittadino a base di alchermens, glassa di zucchero e confettini multicolori.
Molte sono le notizie che indicano come questo dolce fosse già preparato nelle case perugine secoli addietro: alcuni ritengono addirittura che la sua forma con le cinque sfere rappresenterebbe la piazza con la fontana Maggiore al centro e le quattro porte della città, con i confetti colorati a raffigurare simbolicamente i cinque rioni di Perugia.
"Storia a parte, comunque, il prezzo medio per questo dolce è 10 euro al chilo"
, come spiega la signora Donatella di Cofopa.
Chi invece sceglierà la colomba, acquistandola in pasticceria, spenderà al chilo dai 9 ai 14 euro, a seconda che opti per la classica, per quella farcita al cioccolato o per la specialità con fichi e noci proposta dal negozio "Dolce Perugia".
Tavole pasquali ben imbandite malgrado la crisi, dunque: i perugini non sembrano intenzionati a rinunciare alle tipicità del periodo. Ma per molti sarà una Pasqua anche all'insegna della solidarietà.
Tanti i cittadini che aderiranno alle campagne che stanno partendo in queste ore, donando ai terremotati dell'Abruzzo parte dei soldi destinati alle uova di cioccolata

Federica Grandis
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009

mercoledì 8 aprile 2009

Gustando il Borgo 2009 a Torgiano

Torna anche quest'anno la kermesse 'Gustando il Borgo' e lo fa annunciando grandi attese e novità da non perdere.
La tre giorni di arte, manifestazioni, spettacoli e degustazioni allieterà i torgianesi e tutti i visitatori, ribadendo la presenza di grandi ospiti internazionali.
"Oggi presentiamo la sesta edizione dell'evento. Siamo qui nella sede dell'Anci umbra assieme al maestro Raffaele Tarpani, pronti a spiegare le grandi novità della kermesse"
- esordiscono sindaco Primo Lolli e vicesindaco Avelio Burini.
La conferenza stampa, tenutasi ieri mattina alla sede Anci a Perugia, non ha lesinato la descrizione dei punti fondamentali e delle caratteristiche salienti dell'avvenimento pasquale torgianese. Gustando il Borgo si svolgerà da sabato prossimo al lunedì di Pasqua.
Si tratta di una rassegna di prodotti tipici, arte, cultura del territorio nella quale le tante peculiarità della nostra zona troveranno ampio spazio e visibilità" - spiegano le due più alte cariche del Comune di Torgiano.
L'artista Raffaele Tarpani, responsabile della mostra estemporanea di pittura organizzata nell'ambito della manifestazione, introduce il tema.
"La gara di pittura estemporanea di lunedì, aperta a pittori umbri ma anche alle regioni limitrofe, darà soddisfazioni come negli anni passati. I partecipanti sono 77, la giornata comincerà al mattino per ogni artista. Ciascuno realizzerà la sua opera, tutte verranno prese in visione e valutate nella serata da parte della giuria. Colgo l'occasione per ringraziare i vari agriturismi, fulcro dell'ospitalità e dell'accoglienza per noi artisti".
'Torgiano luci, forme e colori' è il tema che quest'anno tutti gli artisti invitati rispetteranno nel creare le proprie opere.
La giuria darà le sue valutazioni a partire dalle ore 17 della giornata dedicata all'arte.
Confermate le attività e gli eventi previsti nel territorio comunale, rimarcati gli ospiti di rilievo come Amanda Sandrelli e Blas Roca-Rey.
Quest'ultimo, attore di fiction e di teatro come la compagna, è il figlio dello scultore Joaquìn del quale a Brufa permane immensa gratitudine per la scultura a suo realizzata nell'ambito di "Scultori a Brufa".
Entrambi non sono nuovi a visitare Brufa ed il territorio torgianese. Il museo dedicato a Joaquìn Roca-Rey sarà inaugurato nell'edificio dove un tempo si trovavano le scuole elementari proprio durante la tre giorni di 'Gustando il borgo'.
Questo museo è intitolato 'Dal Perù a Brufa, il viaggio di uno scultore' e si guadagnerà un posto d'onore egregiamente nell'ambito della manifestazione ultraventennale 'Scultori a Brufà, da sempre fiore all'occhiello del borgo brufano.
Numerose le visite guidate che saranno realizzate al Museo della vite e del vino, al Museo dell'olivo e dell'olio, a palazzo Malizia, lungo la 'Strada del vino e dell'arte' tra vigneti e sculture.
"Ammireremo palazzo Graziani Baglioni, i due musei torgianesi, la donazione Caruso, la mostra "Circo Lucerna", l'artigianato e le botteghe orafe, le uova di ceramica dipinte dagli studenti - spiega il vicesindaco e assessore Avelio Burini - e ci tengo a dire grazie alle associazioni, alla ricettività, a rimarcare l'attività sinergica delle Pro loco di Brufa e Torgiano, delle associazioni e della protezione civile e a sottolineare l'importanza di Torgiano nel panorama turistico regionale, nazionale, internazionale.
Gustando il Borgo è una kermesse ricca di sorprese e qualità che attende solo il 'fischio d'inizio", ha concluso Burini
Michele Baldoni
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Aprile 2009


Dal 11 Aprile Al 13 Aprile
Torgiano: Scopri e gusta il Borgo
Arte, cultura e prodotti tipici del territorio di Torgiano.
  • 11/04, centro storico: Festa del Bucciotto di Pasqua, Mostra di uova dipinte, degustazione dei tipici 'bucciotti' bambolotti, animaletti o altro preparati con gli avanzi dell'impasto della torta di Pasqua.
  • 13/04, Visite guidate alla scoperta del territorio, seduzione del paesaggio.

venerdì 27 marzo 2009

Primavera dell'artigianato a Corciano dal 23 aprile al 3 maggio

Tra cultura ed economia la Primavera dell'artigianato torna alla ribalta dal 23 aprile al 3 maggio. Durante il lungo ponte il centro storico si animerà e proporrà una serie di inziative ad ampio raggio e dedicate alle varie forme artigianali, in cui faranno però la parte del leone ricami e merletti.
Manufatti d'artigianato artistico un tempo relegati nel campo dei "lavori femminili" e ora invece diventati oggetto di culto per molte signore.
Se la mostra mercato - che si terrà nelle suggestive botteghe ricavate negli antichi palazzi del centro - sarà dedicata a tutte le forme d'artigianato artistico, dall'oreficeria al legno, passando per la carta, in esposizione saranno anche alcune delle eccellenze umbre e non solo, la chiesa-museo di San Francesco ospiterà un'esposizione che coniugherà il miglior artigianato artistico tessile e della ceramica alla moderna telefonìa.
"Fili d'amore. Fuseruole di Deruta e ricami dell'Umbria nelle schede telefoniche Telecom Italia"
, a cura di Anna Lisa Piccioni, presidente dell'associazione culturale Ars Umbra.
Per l'occasione sono state emesse sei schede telefoniche da collezione dedicate ai ricami umbri e altrettante schede dedicate alle fuseruole, pegni d'amore in maiolica di Deruta, anticamente utilizzati per la filatura.
La mostra evento avrà dunque come oggetto le schede telefoniche Telecom Italia e i manufatti in esse riprodotte, con relativa documentazione documentaria e fotografica.
In mostra anche rocchetti ed altri utensili legati alla filatura e tessitura del periodo etrusco, concessi in prestito per l'occasione dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria.
Sarà un convegno con vari contributi di esperti sui temi della mostra a inaugurare il 23 aprile (sala del consiglio comunale, ore 17) l'esposizione.
Se la mostra mercato dell'artigianato artistico coinciderà, come l'esposizione nell'ex chiesa di San Francesco, con tutta la durata della manifestazione, solo il 25 e 26 aprile rimmarrà aperta la
"fiera delle antiche arti e mestieri"
, rievocazione dell'antico mercato medievale.
In questi due giorni artigiani in costume storico riproporranno, lavorando ai caratteristici banchi, gli antichi mestieri, con strumenti e attrezzi tipici dell'epoca.
Verranno proposti anche dimostrazioni di qualificati artigiani, su temi che spaziano dal tessuto al ricamo, dal'arte orafa alla ceramica, dalla pietra al vetro, fino alla impagliatura dei fiaschi.
Molti anche i minicorsi su questi temi diretti ad adulti ma anche a bambini. Non manca, naturalmente, la buona cucina. Tra le proposte "i Sapori degli Etruschi", tre cene (che si terranno il 25 aprile, il 1° e 2 maggio) alla taverna del Duca, curate da Slow food condotta Trasimeno e Comunità delle cuoche popolari dell'Umbria, in collaborazione con la Pro loco corcianese.
Per informazioni e iscrizioni (sono obbligatorie) ai corsi ci si può rivolgere all' Ufficio informazioni turistiche (tel.
075-5188255/260. Una vetrina importante, questa della manifestazione corcianese, giunta quest'anno alla 17esima edizione.
Se infatti il lungo ponte si presta alla visita di appassionati e turisti, è anche vero che l'evento della primavera corcianese è importante per proporre anche agli addetti ai lavori gli artigiani e le loro produzioni.
Un mondo, in Umbria, che sembra avere ritrovato le sue antiche radici, ma anche capace di rinnovarsi e guardare al futuro
Rita Boini
Corriere dell'Umbria Venerdì 27 Marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

La Torta al Formaggio dell'Umbria

Torta al Formaggio Umbria
Di origine contadina, la torta umbra al formaggio viene tradizionalmente preparata nel periodo pasquale, tanto che viene comunemente chiamata anche Pizza di Pasqua.
Si caratterizza per un impasto a base di pasta lievitata, farina e formaggio (normalmente pecorino e parmigiano, ma c'è chi utilizza anche altri formaggi, come l'Emmental).
Cotta in stampi alti da forno, si presenta quasi come un soufflé e si accompagna a fette di salame (o prosciutto) e uova sode.

Ingredienti per 6-8 persone:
  • 300 g.di pasta da pane lievitata;
  • 180 g.di farina 00;
  • 150 g.di pecorino;
  • 100 g, di parmigiano grattugiato;
  • 3 uova intere e 2 tuorli;
  • 1/2 cucchiaio di strutto;
  • olio extra vergine di oliva q.b.;
  • sale.
Impastate la farina con la pasta da pane e un pizzico di sale. Lavorate fino a ottenere un impasto morbido ma elastico. Lasciatelo riposare al riparo da correnti d'aria. Nel frattempo, in una terrina sbattete le uova intere, i tuorli, il pecorino precedentemente tagliato a piccoli tocchetti e il parmigiano.
Sulla spianatoia, unite gradualmente il composto di uova e formaggi all'impasto predentemente preparato: cominciate con qualche cucchiaiata di composto, e aspettate che siano completamente assorbite prima di aggiungerne altre.
Aggiungete via via anche qualche cucchiaio di olio d'oliva.

Alla fine, prendete l'impasto (che dovrà risultare soffice e ben amalgamato), copritelo con un tovagliolo e lasciatelo riposare in un luogo tiepido per un paio d'ore.
Trascorso questo periodo, ungete una teglia dai bordi alti con lo strutto, sistematevi l'impasto e fate ancora lievitare in luogo tiepido per circa un'ora.
Cuocete poi la torta in forno preriscaldato a 180 ° per circa 40 minuti.
La torta deve apparire ben cotta e asciutta.

giovedì 8 gennaio 2009

La Tradizione del Merletto in Umbria: Il Filet a modano di San Feliciano

Storia
Trae origine dall'arte della confezione delle reti da pesca, tipica delle zone lacustri: le donne dei pescatori, addette al rammendo delle reti, perfezionarono la tecnica creando una rete, con l'ausilio del "modano[1]", come supporto per il ricamo. e' proprio nella zona del Lago Trasimeno che si afferma l'arte della rete ricamata, essendo la pesca, fino a qualche decennio fa, l'attività economica prevalente; ed in particolare essendo presente a San Feliciano la più numerosa popolazione di pescatori. Rilanciata da Adriana Cesaroni nei primi anni del Novecento, oggi la lavorazione del filet è riscoperta e trasmessa con appositi corsi da Giovanna Ferri, insegnante della pro loco San Feliciano. Tecnica Nascendo come strumento di lavoro per la pesca, la rete veniva originariamente confezionata con filati ruvidi e di poco pregio e con strumenti di legno chiamati "nnolbi" e "achelle", ovvero modani ed aghi. Quando la preparazione della rete si è raffinata, come supporto per il ricamo, si sono impiegati filati più pregiati e strumenti più moderni, ma si continua ad utilizzare materiale autoctono come le canne palustri, come misura per l'ampiezza delle maglie. La rete si esegue con il modano e le cannine, e viene successivamente ricamata a punto tela. Fasi di lavorazione: Il punto di partenza per la lavorazione della rete è la creazione di un'asola che va poi fissata ad un supporto fisso; si annodano all'asola due nuove maglie fissate da nodi e si procede di seguito fino alla dimensione desiderata. L'esecuzione dei nodi avviene con l'aiuto del modano e delle canne palustri per determinare la grandezza delle maglie. Per chiudere e terminare il lavoro si procede a ritroso, diminuendo man mano il numero delle maglie, fino ad ottenere un'unica maglia finale, speculare alla prima. Si ottiene così la rete , che va poi tesa ad un apposito telaio di legno per essere ricamata a punto tela. Il modano è
"una specie di ago lungo e grosso generalmente di metallo, munito alle due estremità di una cruna aperta. Sotto una di queste crune vi è un forellino nel quale si introduce il filo che viene poi fermato con un nodino e avvolto sull'ago attraverso le due crune. Questi aghi sono di varie grossezze, secondo il lavoro che si vuole eseguire e di diverse qualità, in acciaio, in legno in osso"
dal Manuale Del Cucito e Del Ricamo edizione Cucirini Cantoni Coats, Milano, IV ed. 1980

Mauro Branda - Anna Lisa Piccioni
Regione Umbria