Visualizzazione post con etichetta Umbria Jazz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Umbria Jazz. Mostra tutti i post

mercoledì 12 marzo 2014

Umbria jazz apre al rap: le anticipazioni su UJ 2014

Dopo la grande festa del quarantennale Umbria Jazz si avvia progressivamente ai cinquanta anni inaugurando una nuova fase dove, giocoforza, apre ai nuovi linguaggi musicali, quelli delle terre emergenti come l'Africa e quelli trasversali dei nuovi linguaggi giovanili come l'hip hop, senza per questo dimenticare il passato e alcuni dei capisaldi della black music.
Tra questi su tutti spiccano i nomi di Herbie Hancock e Wayne Shorter (ancora indimenticabile il loro tributo al ventennale di Miles Davis tre anni fa), il ritorno della figlia d'arte Natalie Cole , ma anche un'incursione nella migliore musica italiana con Fiorella Mannoia che con Fabrizio Bosso alla tromba e Danilo Rea al pianoforte tributerà il suo amore per la musica brasiliana e il ricordo dell'indimenticabile Lucio Dalla.

Umbria jazz, in programma dall' 1 al 20 luglio prossimi, apre dunque anche al rap.
E lo fa con uno dei gruppi più caldi e travolgenti della scena hip hop . The Roots, formazione attiva dagli anni 80 e che è un punto di riferimento del mondo rap ma con un saldo legame con la tradizione r'n'b.
La band sarà in scena in esclusiva italiana all'Arena Santa Giuliana il 19 luglio, preceduta nella stessa serata dalla nuova grande voce dall'Africa Dobet Gnahoré.

Hancock e Shorter saranno a Perugia il 16 luglio, in una serata divisa con il pianista jamaicano Monty Alexander e il suo Harlem Kingston express, programma che spazia dai classici del jazz a Bob Marley. Il pianoforte, in effetti, è uno dei protagonisti assoluti del cartellone dell'Arena Santa Giuliana, ancora in via di completamento.
Ecco così la serata del 14 dalle forti tinte brasiliane che vede un primo tempo con la pianista paulista Eliane Elias e il suo quartetto e una seconda con l'esuberante e sperimentato duo che tiene insieme Stefano Bollani e il virtuoso del bandolim Hamilton de Holanda.

E sempre pianistico, con forti tinte latine, è il menù del 17 con il maestro cubano del pianoforte Gonzalo Rubalcaba alla testa della band all star Volcan e la sfida ad alto tasso virtuosistico fra il dominicano Michel Camilo e la piccola furia giapponese Hiromi.
Due altre serate affondano le mani nella tradizione della black music: l'omaggio di Dr John al suo concittadino Louis Armstrong e la super band Galactic (il 15) e la serata di apertura con la Daptone Super Soul Revue scatenata celebrazione ad alto contenuto funk della storica etichetta indipendente di Brooklyn, centro di riferimento della black music, che conta sui musicisti che hanno accompagnato Amy Winehouse nei suoi due più grandi successi Rehab e You Know I'm no good, fra loro Sharon Jones e Dap Kings e Charles Bradiey.

Sin qui le anticipazioni sulla quarantunesima edizione di Umbria Jazz in attesa di ulteriori novità che completeranno il programma mano a mano che verranno chiusi i contratti con i vari musicisti. Come ormai tradizione il programma dovrebbe essere completato prima delle festività pasquali, in attesa di ulteriori grandi sorprese.

Corriere dell'Umbria Mercoledì 12 Marzo 2014

sabato 6 luglio 2013

Keith Jarrett torna a Umbria Jazz dopo il fattaccio del 2007

Sei anni fa lo “strappo”. Di quelli che possono sembrare irrecuperabili. La folle, esagerata reazione al flash di un fan scatena l'ira dell'artista che insulta un'intera città. Intollerabile e inevitabile l'immediata presa di distanza dall'uomo (che pure fece sapere di non avere avuto l'intenzione di offendere Perugia), ‘bandito’ per anni dal Festival che pure tante volte lo aveva visto indiscusso protagonista in passato.
Ma l'artista è stato e resta sublime. E così dopo un paziente lavoro `diplomatico' tra il management del pianista americano e UJ è arrivato l'atteso (gli appassionati condivideranno) disgelo.

Ecco dunque quello che solo apparentemente può sembrare un inimmaginabile ripensamento. Keith Jarrett con la formazione tipo: Gary Peacock e Iack Dejohnette, torna a Umbria Jazz domani sera sul palcoscenico principale, lo stesso dal quale nel 2007 aveva maledetto la “dannata città”.
Nonostante le spiegazioni del dopo-fattaccio, uno schiaffo a Perugia appena mitigato da una lunga mail di scuse firmata dal suo manager, Steve

Il sublime artista torna all'Arena per un concerto che si annuncia magico Cloud. Con quale stato d'animo torna Jarrett e con quale lo accoglierà la città? A giudicare dalle prevendite i perugini sembrano non serbare rancore. Ma l'argomento è ancora delicato, tanto che il direttore artistico glissa:

“Basta polemiche va ripetendo come un disco incantato Carlo Pagnotta a tutti quelli che gli chiedono conto della cosa -. Lasciamo che a parlare sia la musica....”.

Già, e quella soave di Jarrett è senza dubbio tra le migliori. Certo, onde evitare nuovi 'incidenti' sarà bene che il pubblico non crei `pretesti' di scontro con il pianista; il quale dal canto suo, c'è da scommetterlo, stavolta però conterà almeno fino a cento prima di dare in escandescenze. Nell'era dei tablet e degli smartphone del resto (silenziosi e funzionali anche senza flash) non dovrebbe essere difficile... Persino le previsioni meteo annunciano il `sereno' per un ritorno che dovrebbe essere di quelli davvero da ricordare e non solo per le 'anta’ candeline di Umbria Jazz ma anche per i trent'anni di attività del trio di Jarrett con Gary Peacock al contrabbasso e Jack Dejohnette alla batteria.

La Nazione Sabato 6 Luglio 2013

giovedì 4 luglio 2013

Diana Krall inaugura Umbria Jazz 2013

La quarantesima edizione di Umbria Jazz Festival va in scena a Perugia da domani al 14 luglio. In programma 250 appuntamenti, con oltre 500 artisti.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Umbria Jazz era la manifestazione più odiata dai perugini che ogni mattina si trovavano a scavalcare la tribù dei saccopelisti che bivaccavano nel salotto buono della città: Corso Vannucci. Oggi è il fiore all'occhiello non solo di Perugia e dell'Umbria (non a caso il maggior sostenitore della manifestazione è la Regione che è anche proprietaria del marchio), ma dell'Italia che a giugno l'ha voluta portare a New York come esempio dell'eccellenza della cultura nazionale.
Il Festival insomma, dopo lo shock della sospensione della seconda metà degli anni '70, è risorto dalle sue ceneri, ha cambiato pelle e ha saputo non solo resistere ma crescere fino a diversificare l'offerta, senza mai perdere però la sua connotazione di manifestazione che alterna ai grandi concerti a pagamento dell'Arena e dei teatri anche quelli gratuiti delle piazze del centro storico.

Domani si apre l'edizione del quarantennale con un nome di grande richiamo, quello di Diana Krall. E fino al 15 luglio sarà tutto un alternarsi di grandi musicisti e proposte d'autore che fanno già registrare un discreto e rassicurante aumento nelle prevendite (più 15 per cento), nonostante il forzato "forfait" del mitico Sonny Rollins, fermato da una infezione ai polmoni.

Il direttore artistico Carlo Pagnotta manifestando il suo dispiacere per l'unico "neo" di un cartellone che ha curato con scrupolo particolare. “In ogni caso, partendo dal presupposto che Saxophone Colossus è insostituibile, abbiamo pensato di puntare su Jan Garbarek, artista di indiscusso livello”.

Avrebbe scommesso dopo il '77, anno dell'interruzione, di arrivare a questo traguardo? “No, chi se l'aspettava? Da appassionati siamo diventati addetti ai lavori. Però vuol dire che qualcosa ha funzionato. E così eccoci qui con un'edizione ricca di offerte importanti”.

Il cartellone? “Per le 40 candeline siamo tornati a un programma quasi tutto jazz in omaggio all'originaria vocazione e con pochissime fuoriuscite dal solco dell'ortodossia. I punti forti? Chick Corea-Herbie Hancock in esclusiva mondiale, i due pianisti hanno suonato insieme dal vivo tre volte negli ultimi 35 anni, il ritorno di Keith Jarrett dopo la burrascosa esibizione del 2007, ma basta polemiche - dice - lasciamo parlare la musica. Diana Krall che inaugura domani il festival e poi Stefano Bollani in versione classica con l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia. E ancora l'orchestra del Lincoln Center con Wynton Marsalis e due ospiti come Gregory Porter e Cecile McLorin Salvant, l'astro nascente della vocalità jazz, Dee Dee Bridgewater con Ramsey Lewis. “

Sconfinamenti? “Sono pochi. La serata soul con John Legend, quella brasiliana con Gilberto Gil e Gal Costa e quella italiana con Mario Biondi e Pino Daniele”.

Per i suoi primi quarant'anni Umbria Jazz apre anche alla solidarietà: domani alle 18 infatti allo stadio Curi si svolgerà una partita di calcio tra la nazionale cantanti e la neo-costituita nazionale dei jazzisti: il ricavato andrà al reparto di oncologia dell'ospedale perugino. La formula del festival prevede come al solito anche musica nei teatri e nelle piazze, dove vanno in scena generi più 'easy'. Immancabile la marching band dei Funk-off. In piazza IV Novembre tornerà anche Di Ralf con un di set in cui saranno coinvolti anche musicisti dal vivo.

Informazioni: www.umbriajazz.com

La Nazione Giovedì 4 Luglio 2013

mercoledì 19 giugno 2013

Umbria Jazz 2013: Jan Garbarek “sostituisce” Sonny Rollins

La disdetta di Sonny Rollins è arrivata lo scorso 7 giugno. Seppure dispiaciuto Saxophone Colossus ha dovuto annullare la data già fissata per il quarantennale di Umbria Jazz, dal 5 al 14 luglio.
Al grande tenorista, che dà forfait per problemi respiratori, era stato riservato il sabato del primo weekend, giornata tra le più affollate dell'intero festival, nell'intento di celebrare i suoi splendidi 83 anni di energia creativa. Sino a una settimana fa dunque il programma di Umbria Jazz era ancora non completamente definito.

Per sostituire un artista del calibro di Rollins, pareva, opportuno dirottare l'attenzione su un nome che potesse almeno avvicinarsi all'appeal dell'autore di "Don't stop the Carnival". Per qualche giorno è circolato negli ambienti del jazz il nome di Brad Mehldau, pianista legato a doppio filo alla storia, di Umbria Jazz e che proprio da Perugia ha mosso i primi passi verso il successo, ricordo che lo stesso Mehldau ha, suggellato in un brano dal titolo inequivocabile di "Perugia".
L'ipotesi Mehldau è invece presto svanita per problemi legati al management e a un inestricabile accavallarsi di date già fissate. Si è "dirottato" quindi su una soluzione "fatta in casa," vale a dire sulla possibilità di servirsi di uno degli artisti già in programma nel Midnight del teatro Morlacchi per "trasferirlo" direttamente sul mainstage dell'Arena Santa Giuliana.

É così che i dubbi sul Jan Garbarek Group con l'ospite speciale Trilok Gurtu sono stati sciolti e sarà proprio il sassofonista, norvegese a, stabilire un "ponte" tra il concerto di Diana Krall previsto nella serata di aperura di venerdì 5 luglio e il concerto del trio di Keith Jarrett di domenica 7 luglio. Sin da quando il primo programma fu redatto, infatti, si era manifestato il dubbio che il concerto di Jan Garbarek fosse "sottodimensionato" per una location come il Morlacchi, molto meglio l'Arena e la possibilità di accogliere un pubblico più numeroso. Già rodato nell'album "Massical", il sodalizio artistico tra Garbarek e Gurtu è quanto di più virtuosistico si possa attendere, sintesi dell'incontro tra due espressioni artistiche molto lontane tra loro ma che, eppure, riescono a trovare nel "modale" un "luogo" di frequenza condivisa.

Intanto a poco più di due settimane dal festival continuano spedite le prevendite con un andamento più che soddisfacente, vicino ad un incremento del venti per cento rispetto allo scorso anno. Tra i concerti che stanno riscuotendo maggiore attenzione quatto di Diana Krall, il trio di Keith Jarrett e il duo in esclusiva Chick Corea-Herbie Hancock. Continuano anche, nel frattempo, le operazioni di rimborso dei biglietti venduti in prevendita per il concerto di Sonny Rollins. L'atmosfera del quarantennale di Umbria Jazz è già palpabile e sono in molti che hanno già deciso di non poter mancare. Per poter dire un giorno: "Io c'ero".

Corriere dell'Umbria Mercoledì 19 Giugno 2013

sabato 8 giugno 2013

Sonny Rollins annulla la presenza ad Umbria Jazz 2013

Sonny Rollins ha annunciato l'annullamento del tour europeo 2013, e la cancellazione quindi dell’unica data italiana a Umbria Jazz del 6 luglio. L'artista fa sapere di dover fare questa scelta a causa di gravi problemi respiratori che non gli consentono di portare avanti l'impegno. L'oganizzazione di Uj augura a Rollins una pronta guarigione e di poter annunciare nuovamente un suo concerto per l'edizione 2014.

Inoltre a breve, inoltre, sarà reso noto il nuovo programma per la serata del 6 luglio e chi ha già acquistato il biglietto sarà rimborsato. Con qualche aggiustamento la macchina festivaleiera dei Summer festival dell'Umbria va avanti. Il programma di tutta la stagione sarà illustrato mercoledì 12 all'Ara Pacis di Roma a partire dalle 19 alla presenza di Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, e di numerose personalità delle istituzioni e della cultura.

"L'Umbria - spiega Fabrizio Bracco, assessore regionale alla Cultura e Turismo - diventa in estate un laboratorio artistico, in cui la musica jazz, la classica, la danza, il teatro, il cinema e i diversi generi di arte si offrono al piacere e alla riflessione degli appassionati che in gran numero vengono a visitare la regione, attratti dai Festival maggiori, ma anche dai numerosi eventi "minori", tali soltanto per la dimensione, e non per l'interesse e la qualità."
"Abbiamo lavorato molto aggiunge Catiuscia Marini - per dare la sensazione di ciò che siamo, usando strumenti consolidati e ogni nuova forma di comunicazione digitale per rendere la nostra terra compresa. Ora è arrivato il momento di viverla, non di raccontarla."

Sabato 8 Giugno 2013

giovedì 6 giugno 2013

Umbria jazz fuori dalla Galleria nazionale dell'Umbria

Nella città delle occasioni perse va incastonato un altro caso clamoroso: il no a Umbria jazz in sala Podiani. Il bello spazio di Palazzo dei Priori, inserito nel percorso della Galleria nazionale dell'Umbria, avrebbe dovuto accogliere tre concerti per i 40 anni di Uj, ma l'idea, è saltata nonostante il programma stampato e annunciato. Al posto delle esibizioni musicali è subentrata la mostra fotografica di Sandro Becchetti inserita nel calendario di "Tutta mia la città". Il groviglio merita qualche domanda. La prima: le due iniziative avrebbero potuto trovare una forma di convivenza?
"Impossibile - risponde Uj -. Se l'allestimento avesse lasciato libera l'ampiezza della sala sarebbe comunque stato difficoltoso, ma addirittura il progetto prevede delle istallazioni centrali, perciò la cosa diventa impossibile da gestire."

Seconda domanda: allora, non ci si poteva pensare prima? Qui bisogna riavvolgere il nastro. La proposta del tutto spontanea viene fatta dal soprintendente Fabio De Chirico durante le giornate del Fuori Salone milanese. L'idea trova subito tutti d'accordo e decisi a unire le progettualità per portare la blasonata musica del festival in uno dei luoghi più prestigiosi del territorio. Le scelte artistiche quindi ricadono su formazioni ad hoc: Danilo Rea e Renato Sellani, Edmar Castaneda, con Gabriele Mirabassi e il trio di Enrico Zanisi.

Tutto liscio e già nei piani alti si commenta di come l'iniziativa avrebbe fatto bene al principale museo dell'Umbria or mai in caduta libera nelle classifiche nazionali rispetto a sette/otto anni fa. Del resto, i 40 annidi Uj hanno una visibilità internazionale da cavalcare senza pensarci troppo. Per il patron Carlo Pagnotta, poi, è un esperimento già fatto in passato e ben riuscito con un concerto di Meldau che aveva visto Veltroni tra il pubblico.

E per questa nuova occasione addirittura si pensa di invitare il nuovo ministro Massimo Bray. Insomma, parecchie energie positive sono in movimento nella direzione giusta. Diventa, allora, difficile capire il perché del patratac e perché qualcuno non abbia provato a porre rimedio alla sovrapposizione creata non si sa bene da chi. In verità, la Regione tenta, una mediazione, ma orinai è troppo tardi e a. Umbria jazz non va di perdere altro tempo prezioso e sposta i concerti al Morlacchi. Ciò che rimane alla città è l'occasione perduta e tante voci di sottofondo.

"La sala Podiani è ormai al centro di un incrocio di interessi - dicono - e una conflittualità tra Soprintendenza, Regione e Comune che non fa bene a nessuno. E fra tanti litiganti non c'è chi gode?."
E ancora:
"Il soprintendente avrebbe dovuto difendere la sua posizione a costo di scendere con la sciabola in corso Vannucci, ma sono passati quei tempi...."
Una soluzione poteva essere posticipare la mostra. Ma c'è chi risponde nel segno della spendig review:
"Probabilmente le amministrazioni hanno voluto prendere due piccioni con una fava sfruttando l'allestimento della mostra di Albers per quella di Becchetti."
Comunque sia, ancora una volta, le belle idee e le buone occasioni vengono immolate sull'altare della disorganizzazione. L'unica nota positiva la suona Uj:
"Vorrà dire che al Morlacchi faremo più biglietti."
Corriere dell'Umbria Giovedì 6 Giugno 2013

giovedì 14 luglio 2011

E Carlos Santana suonò con la chitarra in ceramica di Deruta

Giovanni appoggia la custodia sul tavolino, delicatamente. La apre. Il tizio davanti a lui sgrana gli occhi, quasi non ci crede, prende la chitarra e la gira e la rigira tra le mani. "Amazing", dice, ed esplora ogni angolo di quell'oggetto incredibile. Lo tocca, lo indaga, ogni tanto si rivolge a Giovanni e gli chiede qualcosa. Poi, tempo pochi secondi, gli dice di seguirlo, e i due escono dal camerino del backstage per entrare nello stanzino dove i musicisti accordano i loro strumenti.
Il tizio non resiste, attacca la chitarra all'amplificatore - quella chitarra pazzesca - e comincia a suonarla. "È tua", gli dice Giovanni, "te la regalo". Il tizio lì per lì ci rimane di sasso, un regalo così, wow, è una gran cosa anche per uno come lui. E allora guarda Giovanni, gli dice grazie, è felice come è felice, sempre e comunque, ogni chitarrista, dal più famoso al più sconosciuto di questa Terra, quando tiene in mano la sua chitarra nuova. "Stasera ti ci suono un pezzo", dice a Giovanni. E così sarà. Neanche un paio d'ore più tardi, nel bel mezzo del suo concerto al Santa Giuliana, il tizio tirerà fuori questa chitarra strabiliante e ci farà non uno ma due pezzi, uno incastrato nell'altro. E se considerate che il tizio in questione è Carlos Santana, capirete che la serata di martedì, per Giovanni Andreani, trentottenne ceramista di Deruta, è stata una di quelle che difficilmente potrà dimenticare.
La chitarra che Giovanni ha regalato a Santana, insomma, è fatta di ceramica. Interamente. Non un semplice rivestimento, non un fregio: tutto il corpo dello strumento, quindi manico escluso, è modellato nell'argilla. E poi decorato, certo. Chitarrista da una vita, ceramista da tredici anni, Giovanni ha cominciato a lavorare a quest'impresa ardita e, dice lui, complicatissima, nel 2003. Due anni dopo, la prima chitarra elettrica in ceramica era realtà. Poi, gradualmente, sono arrivate le altre. Fino all'altro ieri erano sei, adesso a Deruta ne sono rimaste cinque, mentre una girerà il mondo insieme al carrozzone di Santana. Che storia. Lui, Giovanni, il giorno dopo è ancora incredulo.
È passato del tempo da quando s'è messo a discutere per la prima volta dell'idea di regalare uno dei suoi esemplari unici al formidabile chitarrista messicano con i tipi di Umbria Jazz. Ci sono state le mail, quindi i contatti tra lo staff di UJ e quello di Santana, e poi i primi sì, e infine gli appuntamenti - cinque, sei, sette - dati e poi rimandati il pomeriggio del concerto. Alla fine, quando s'è ritrovato nel backstage del Santa Giuliana, chiuso nel camerino della star insieme ad altri due o tre membri della sua corte, il sogno, come si dice, è diventato realtà. Un sogno, già, o piuttosto una bella favola, come racconta la gente di Umbria Jazz che è stata dietro a questa storia. Claudia, Serena, Giovanni non finirebbe più di ringraziarle. E adesso? Adesso sono tutti contenti. Giovanni, ovviamente, e ovviamente Carlos Santana. E poi Deruta, con tutta la pubblicità che s'è fatta. E infine Umbria Jazz, perché vuol dire che per la magia c'è ancora posto.

Gil e Mendes per una notte al ritmo di Bahia al Santa Giuliana

Sin dai lontani anni Novanta, Umbria Jazz non ha mai dimenticato la musica brasiliana e più in generale la musica latinoamericana. Caetano Veloso fu uno dei precursori della "vena" bahiana del festival, ma prima ancora Tito Puente con le sua fantastiche orchestre aveva più volte ristabilito quel trait d'union che lega il jazz d'America al Sud America. Dall'incontro fra la migliore saudade e il jazz nacque del resto la bossa nova di Joao Gilberto e Jobim e di tanti altri musicisti.
Che rappresentano quasi un alter ego latino al jazz, la prima e più evidente ibridazione della musica strutturata in jazz che cominciò la sua avventura agli inizi degli anni Cinquanta.
Un'avventura che per prima prefigurò quando accaduto più tardi con la "globalizzazione" del jazz. Gilberto Gil e Sergio Mendes sono tra quei brasiliani che hanno posto le basi perché il samba e la bossa nova varcassero i confini del Brasile. Il primo, tropicalista della prima ora, facendosi ambasciatore di una visione totalizzante della musica anche nei suoi aspetti più tipicamente sociali (è stato anche ministro della cultura in Brasile) ripercorrendo con il samba e la bossa nova un itinerario simile a quello compiuto dal jazz, annettendovi echi di reggae e influenze dirette dell'Africa nera. Con alterne fortune e con qualche intuizione ben azzeccata il secondo.
Come "Mas que nada" recentemente rimixata insieme alla band hip hop statunitense "The Black Eyed Peas". Gil e Mendes saranno questa sera all'arena. Sergio Mendes è in arrivo da Cagliari. Stando alle cronache musicali, è stato un vero successo che ha lasciato in Sardegna un'idea nuova della musica brasiliana. Il pianista di Mineroi non si è limitato infatti al più canonico repertorio di antichi e immarcescibili cover e standard brasiliani, ma si è spinto oltre sino a citare i Beatles, Burt Bacharach, rap, pop, funky. La musica in un processo di smembramento e allo stesso tempo di assimilazione, ha sfumato i suoi colori e i suoi timbri caratteristici di tempi e luoghi, per farsi qualcosa di più astratto, di più globale e come tale di più ampiamente fruibile.
Un processo che ha seguito un tracciato che per primo è nato proprio dall'incontro tra due culture diverse, quella africana e quella composta dal melting pot americano. Se è un bene o un male lo sapremo in futuro. Di certo l'ibridazione, la mescolanza, il meticciato sembrano al momento l'unica via percorribile.
La via che percorrono Gilberto Gil e Sergio Mendes ognuno alla propria maniera. É lo stesso Mendes a dichiarare che accarezza l'idea, dopo aver lavorato anche con Zucchero e Jovanotti, di poter suonare con artisti cinesi, indiani, africani. Vale a dire là dove la fenomenologia sociale ed economica sta producendo qualcosa di inedito. Anche nell'arte e nella musica.

lunedì 23 maggio 2011

lunedì 13 dicembre 2010

Umbria jazz 2011: i tagli danneggeranno i concerti gratuiti

Carlo Pagnotta, fondatore e direttore artistico di Umbria Jazz, è stato invitato al forum a rappresentare il grande evento musicale popolare ma per una improvvisa indisposizione è stato costretto a rinunciare all'incontro al Corriere. Un vero peccato perché il suo festival jazz, la manifestazione umbra più popolare e conosciuta in Italia e all'estero, è diventato il simbolo della cultura di qualità capace di dare risultati economici strabilianti. Da uno studio dell'Università di Perugia, pubblicato recentemente dal settimanale L'espresso, si è appreso che i 706,3 mila euro di contributo messi a disposizione dagli enti pubblici (500 mila sono della Regione, proprietaria del marchio) attivano una ricaduta di indotto di oltre 2 milioni e 270 mila euro. Esempio indiscutibile di cultura che produce ricchezza per il territorio in cui si svolge. Pagnotta, pur sofferente, non ha comunque rinunciato al dibattito ed ha risposto da casa, via cavo, a tre nostre domande. Quali sono stati i tagli pubblici ai contributi di Umbria jazz?
"Quelli fatti dal Ministero non ci riguardano perché noi, non avendo santi in paradiso, non abbiamo mai avuto sovvenzioni governative, tranne l'"una tantum" di 300mila euro due anni fa. Si vede che non ci sappiamo fare perché Giorgio Ferrara, molto più bravo di noi, l'anno scorso, nonostante i tagli, è riuscito ad avere subito i soldi per il Festival dei Due Mondi. Noi prendiamo 500mila euro dalla Regione, che sono stati confermati, mentre la Provincia sembra che quest'anno riprenderà di nuovo ad occuparsi di noi, grazie all'amministrazione Guasticchi. Staremo a vedere. Ci sono però brutte notizie provenienti dal Comune di Perugia anche se mi sembra ingiusto visto che la manifestazione si svolge nella città."
A fronte della riduzione dei contributi ci saranno meno concerti?
"i tagli verranno fatti sui concerti gratuiti non certo su quelli del Santa Giuliana. Non possiamo continuare a campare di rendita. Se questo è uno dei festival più importante d'Italia lo deve rimanere. Il Comune di Roma è pieno di debiti ma l'Auditorium seguita a fare grandi appuntamenti musicali. Ho visto che se qualche festival viene cancellato si tratta di un evento minore, ma le cose importanti vanno avanti. Viene detto sempre che Umbria Jazz è una priorità, allora ci si deve comportare di conseguenza."
Lei come pensa di superare questo momento di crisi?
"Ricordo che una ottantina di parlamentari umbri quando c'era da salvare, giustamente, il festival di Spoleto si sono messi tutti in fila, io spero che per Umbria jazz non ce ne sia bisogno."
(asf)
Corriere dell'Umbria Giovedì 9 Dicembre 2010

lunedì 12 luglio 2010

Umbria Jazz contro Eurochocolate

Umbria Jazz è appena iniziata e già è scoppiata la prima polemica con Eurochocolate. Niente dichiarazioni al vetriolo come in passato, tra Carlo Pagnotta ed Eugenio Guarducci, questa volta la disfida si combatte a colpi di comunicati zeppi di percentuali e di classifiche per stabilire qual è l'evento culturale e spettacolistico più seguito in Italia. Il primo luglio l'ufficio stampa della kermesse del cacao aveva diramato una nota con la quale si poneva in grande evidenza il quarto posto raggiunto da Eurochocolate nella speciale classifica che "Stage Up", portale giornalistico di sport business nato del 1999, ha redatto sulla base di una ricerca demoscopica annuale dal titolo
"Sponsor Value - Cultura e spettacolo"
(vi si analizza la domanda e l'offerta connessa agli eventi di tutta la Penisola). Il quarto posto di Eurochocolate lasciava a bocca aperta un poì tutti perché che si posizionava alle spalle del Carnevale di Venezia, della mostra del Cinema di Venezia e del Palio di Siena ma soprattutto perché era prima della Festa del Cinema di Roma e della Fiera del Libro di Torino.
Nella classifica tra i primi 10 non c'erano altri festival umbri e veniva segnalato come la manifestazione di Guarducci avesse nel 2009 risalito una posizione rispetto all'anno precedente e come, con i suoi 28 milioni di interessati, si era andata a piazzare addirittura, nella classifica per tasso di crescita (più 12,8%), al terzo posto dopo il festival dell'Economia e il festival di Giffoni.
Sono passati alcuni giorni di inspiegabile silenzio, visto che l'uscita del sondaggio era avvenuta a fine giugno, e poi il 10 luglio è arrivato sul tavolo delle redazioni un nuovo comunicato nel quale veniva specificato che Umbria Jazz, nella stessa ricerca demoscopica, si era piazzato al 15 posto, con 17 milioni di interessati, ma era al primo posto nella classifica degli eventi umbri, persino prima dal Festival dei Due Mondi. Il che vuol dire che uj si era girata, aveva guardato chi ci fosse dietro ma non aveva pensato a controllare se c'era qualcuno anche davanti. In buona o cattiva fede? Con molta probabilità la 'svistà è stata voluta però è stata dettata dalla convinzione più ferma, da parte di Pagnotta e dell'associazione Uj, che Eurochocolate non è, e probabilmente non lo sarà mai , un evento puramente culturale.
Una posizione che si potrebbe anche condividere se in tutto questo non esistesse una contraddizione in termini: se per Umbria Jazz Eurochocolate va cancellata dalla classifica stilata da Stage Up allora andrebbero cancellati anche Vinitaly (10 posto), Miss Italia (9 posto), il Palio di Siena (3 posto) e altri, quindi la festa del jazz perugina non sarebbe più al quindicesimo posto, come è scritto nella nota, ma avrebbe una posizione ben più alta rispetto a quella data nel comunicato. Per quanto riguarda il tasso di crescita di interesse, che in Eurochocolate è, come già detto, del 12,8%, uj è in linea con la media degli altri festival dello stesso genere
"confermandosi un evento a forte fidelizzazione ed elevate potenzialità in termini di ripercussioni sul territorio."
A questa "classifica della discordia" è impossibile dare interpretazioni personali perché si tratta di soli numeri e di percentuali. Si può, eventualmente, ignorare, sottovalutare, criticare ma non dare letture diverse da quelle che vengono date da una fredda enumerazione di dati. Forse è seriamente opinabile la base di partenza della ricerca stessa che mette insieme eventi culturali puri (laddove il "commercio" non è preminente) ad eventi culturali impuri (con il business in primo piano). Il binomio
"eventi culturali e spettacolistici"
dà spazio a molte interprestazioni in alcuni casi non ben accette da chi fa riferimento alla classifica in sé e perde di vista il fine della ricerca stessa voluta dal portale che, come spiega il suo presidente,
"mira a porre in evidenza come i 140 milioni di euro di potenziale indotto del patrimonio culturale italiano è strettamente legato alla capacità di utilizzare i giacimenti culturali, al momento sottoutilizzati, trasformandoli in crescita e sviluppo economico"

Mark Knopfler sul di Umbria Jazz

É forse il concerto più atteso della edizione 2010 di Umbria Jazz, di sicuro sarà il più popolato di ascoltatori che con motivazioni molteplici affolleranno l'arena di Santa Giuliana. É una ritualità ben conosciuta a Umbria Jazz che ogni volta che si discosta dal jazz più puro, per lanciarsi nei territori vicini del pop e del rock, vede stabilire nuovi record di affluenza, masse eterogenee di pubblico: segnale evidente che il jazz è ancora e nonostante tutto, associato a un tipo di musica intellettualistica, elitaria e quindi con uno scarso appeal comunicativo.
Per attirare grandi masse ci vuole ben altro e questo Umbria Jazz l'ha capito ben altro, spostando a volte l'obiettivo dal jazz più ortodosso che ormai alla fine del primo decennio del secondo millennio, sembra aver poco da aggiungere a quanto è stato già fatto da suoi più grandi epigoni, alla musica di qualità, restando quindi negli ambiti "dignitosi" di un compromesso utile per la propria sopravvivenza e per quella dello stesso jazz.
Sta di fatto che questa sera a contribuire a una decisa variazione sul tema del jazz, sarà Mark Knopfler, ex leader dei Dire Straits che oramai da una decina di anni è avviato su una solitaria carriera solista. Solitaria, non tanto perché non possiede un suo pur nutrito ambito di estimatori, quanto perché più meditativa e incline, più che a soddisfare i gusti di un pubblico alla ricerca disperata di un passato glorioso e di quel sound anthemico che caratterizzò i Dire Straits, ad una profonda ricerca interiore, delle proprie radici, sia culturali che musicali.
Non è un caso che nel suo ultimo album Get Lucky, il chitarrista di Glasgow fa spesso riferimento a ballad dagli echi celtici, al folk più autentico, insieme alla lingua del blues e alla sintassi del country senza mai perdere in coerenza.
C'è chi lo accusa di essere retrò, chi la associa al Bob Dylan più ispirato, chi lo ritiene datato e poco radiofonico e lui per tutta risposta non fa altro che raccontare se stesso con le sue storie di vita vissuta, sintesi di un minimalismo che lo rende insieme colmo di un mood caldo e rilassato come quando seduti in un pub davanti ad una pinta di birra il racconto orale di chi ha qualche anno di vita in più sulle spalle, ridiventa motivo di condivisione e di risate. Anche sotto l'aspetto musicale, Knopfler coniuga un parsimonioso minimalismo che rende i suoi prodotti eleganti e raffinati, ma soprattutto al di là di ogni improbabile moda. Knopfler è forse da annoverare tra quegli artisti che piuttosto che l'enfasi e la ridondanza, preferisce incedere per sottrazione, centellinando i suoi interventi diretti alla chitarra, ma impreziosendoli con tessiture armoniche e arpeggi con il suo tipico stile fingerpick. Chi insomma, questa sera, cercherà nel concerto il leader dei Dire Straits forse rimarrà deluso, chi invece cercherà un artista maturo alla ricerca delle motivazioni più autentiche del suo fare musica, avrà una buona occasione di ascolto
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Lunedì 12 Luglio 2010

domenica 11 luglio 2010

Umbria jazz da sola non basta

Il suono del jazz non convince gli esercenti del centro storico. Il primo giorno del festival viene vissuto tra dubbi e incertezze da parte dei commercianti dell'acropoli circa gli effetti positivi che gli esercizi possono trarre dalla manifestazione di quest'anno. Nel mirino di titolari e gestori ci sono le croniche difficoltà del centro che quotidianamente mettono a dura prova le singole attività. Nella maggior parte dei casi chi possiede un negozio, un bar, una libreria o un'enoteca, giudica "impossibile" salvare un'intera stagione in poco più di una settimana, nonostante la convinzione che la città di Perugia
"ha bisogno del jazz per ripartire."
Ad affermarlo è Michele Pierini , edicolante di piazza Italia, che auspica riflessi positivi da Umbria jazz per tutto il centro storico, che
"allo stato attuale vive gli effetti e le conseguenze di scelte sbagliate che nel tempo hanno inciso sul calo delle presenze turistiche e su una drastica flessione delle attività commerciali."
Problemi del territorio, legati alla sicurezza, alla gestione di alcuni servizi strategici (come le tariffe dei parcheggi e le autorizzazioni per accedere alla ztl) e al costante spopolamento del cuore pulsante della città.
"Ci auguriamo un maggiore afflusso di persone - dichiara Paolo Festi , uno dei responsabili della cooperativa di commercio equo e solidale Monimbò di via Bonazzi - soprattutto per recuperare almeno parte delle entrate perse negli ultimi mesi a causa della crisi."
Più critico il titolare del vicino bar, il caffè Bonazzi di Stefano Frizza, che afferma come
"a oggi si vedono ancora pochi turisti che per di più scelgono di fermarsi per pochi giorni, abbassando dunque le nostre aspettative che per quest'anno rimangono pessime."
Dello stesso parere Galliano Tarpani , che dal suo negozio di strumenti musicali sottolinea come
"i problemi strutturali del centro non possono essere risolti solo attraverso poche e singole iniziative di breve durata."
E sulla scia delle "poche aspettative" anche Giuseppe Russo , responsabile dell'enoteca "Arco Etrusco", il quale giudica critica
"tutta la situazione delle attività del centro, che turisticamente parlando risulta purtroppo ancora vuoto."
Un rallentamento delle prenotazioni nelle strutture ricettive è confermato anche da Federalberghi, che farà il punto della situazione solo al termine della maratona musicale.
"i conti si fanno sempre alla fine - dichiara il presidente Giorgio Mencaroni - anche se c'è da dire che sono più i fattori che vanno ad incidere su quello che possiamo definire un ritmo blando delle richieste per gli alberghi."
Non solo il momento economico, ma anche la coincidenza delle due finali per il mondiale di calcio, che secondo Mencaroni
"ha sicuramente influenzato lo spostamento di diversi utenti per l'edizione di Umbria jazz 2010, che comunque rimane un evento basilare per la nostra città."
Ma nello sconforto generale che regna nella categoria dei commercianti, c'è anche chi esprime parere positivo: Francesco Brancia , uno dei soci del caffè Morlacchi, non solo considera importante la manifestazione musicale, ma anche determinante per
"favorire un aumento del flusso turistico nel centro storico, che comunque c'è e si vede ogni anno durante tutto il periodo di Umbria jazz."
Piccole soddisfazioni, invece, le ha già registrate Antonio Galli , della spezieria Bavicchi, che nel primo giorno di Umbria jazz ha riscontrato un ritorno di alcuni clienti affezionati che tutti gli anni fanno visita alla bottega di via del Priori durante il festival:
"In questo periodo vediamo con piacere che diversi clienti ritornano a farci visita di anno in anno durante la loro permanenza in città"
Antonio Torrelli
Corriere dell'Umbria Sabato 10 Luglio 2010

mercoledì 2 giugno 2010

Umbria Jazz 2010 Perugia 9 – 18 Luglio: ecco il programma di Umbria Jazz Estate

Umbria Jazz 2010 Perugia
Il Programma di Umbria Jazz 2010 dal 9 al 18 Luglio

Venerdì 9 Luglio

  • 13,00 Bottega del Vino - Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET Round Midnight
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage - Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 M ain Stage TALKIN’ SOUL - A special event with MARIO BIONDI & INCOGNITO
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello - Jazz Dinner - RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna - Jazz Dinner - MITCH WOODS, piano & voce Hotel Brufani, Sala raffaello Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades - COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans - Piazza IV Novembre
  • 21,00 ROOSEVELT UNIVERSITY JAZZ BAND
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 MITCH WOODS
  • 14,30 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 16,00 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 SERGIO COCCHI feat. FOUND (C) TION
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Sabato 10 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi “Travel Notes Tour” - ROSARIO BONACCORSO special guest FABRIZIO BOSSO
  • 13,00 Bottega del Vino - Jazz Wine & Gourmet Cuisine - RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 13,00 Ristorante La Taverna - Jazz Lunch - ALLAN HARRIS & FRIENDS
  • 17,00 Teatro Morlacchi “Lennie’s Pennies” - ROSARIO GIULIANI feat. JOE LA BARBERA
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Miramari” - GABRIELE MIRABASSI / ANDRÉ MEHMARI
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 18,30 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,00 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar - TV – Campionato Mondiale di Calcio Main Stage
  • 19,00 KYTEMAN’S HIP HOP ORCHESTRA
  • 21,00 EAST PARK REGGAE COLLECTIVE
  • 23,00 LA NOTTE DELLA TARANTA
  • 20,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner TV – Campionato Mondiale di Calcio RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi
    ROY HARGROVE QUINTET Oratorio Santa Cecilia “Miramari” GABRIELE MIRABASSI / ANDRÉ MEHMARI Hotel Brufani, Sala raffaello Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans
  • 19,00 Axé: musica, danza, capoeira delle strade di Bahia Piazza IV Novembre
  • 21,00 ROOSEVELT UNIVERSITY JAZZ BAND
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 MITCH WOODS
  • 16,00 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 17,30 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Domenica 11 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi - TOM HARRELL / DADO MORONI DUO
  • 13,00 Bottega del Vino - Jazz Wine & Gourmet Cuisine - RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 13,00 Ristorante La Taverna - Jazz Lunch ALLAN HARRIS & FRIENDS
  • 17,00 Teatro Morlacchi - PIETRO TONOLO con PERUGIA JAZZ ORCHESTRA Dir. MARIO RAJA
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” DAVID REINHARDT TRIO
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 18,30 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,00 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar TV – Campionato Mondiale di Calcio - FINALE Main Stage
  • 19,00 KYTEMAN’S HIP HOP ORCHESTRA
  • 21,00 EAST PARK REGGAE COLLECTIVE
  • 23,00 “TUTU Revisited the Music of Miles Davis” MARCUS MILLER
  • 20,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner TV – Campionato Mondiale di Calcio - FINALE RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” DAVID REINHARDT TRIO

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans
  • 19,00 Axé: musica, danza, capoeira delle strade di Bahia Piazza IV Novembre
  • 21,00 JAZZ JUVENOCRACY - SARASOTA, FLORIDA
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 MITCH WOODS
  • 16,00 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Lunedì 12 Luglio

  • 12,00 Sala dei Notari Incontro con Manfred Eicher ECM conduce Gary Giddins ingresso gratuito / free entrance
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” DAVID REINHARDT TRIO
  • 18,30 Teatro Morlacchi 25th Anniversary Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics FACULTY & ASSISTANTS CONCERT & JAM ingresso gratuito / free entrance Round Midnight
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,30 Main Stage MARK KNOPFLER
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi NEA Jazz Masters BOBBY HUTCHERSON & CEDAR WALTON QUARTET Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” DAVID REINHARDT TRIO

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 Axé: musica, danza, capoeira delle strade di Bahia
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 MITCH WOODS
  • 14,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 16,00 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Martedì 13 Luglio

  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 17,00 Teatro Morlacchi ECM concert series # 1 BOBO STENSON TRIO w/ ANDERS JORMIN & JON FÄLT
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” FLORIN NICULESCU TRIO
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 Main Stage Introducing NIKKI YANOFSKY JOE SAMPLE TRIO feat. RANDY CRAWFORD THE MANHATTAN TRANSFER
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi ECM concert series # 2 LOUIS SCLAVIS QUINTET
    w/ MATTHIAS METZGER, MAXIME DELPIERRE, OLIVIER LéTé, FRANÇOIS MERVILLE Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” FLORIN NICULESCU TRIO

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 JAZZ JUVENOCRACY - SARASOTA, FLORIDA
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 16,00 MITCH WOODS
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 SERGIO COCCHI feat. FOUND (C) TION
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Mercoledì 14 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi MAURICE BROWN EFFECT
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 17,00 Teatro Morlacchi ECM concert series # 3 TARKOVSKY QUARTET FRANÇOIS COUTURIER, ANJA LECHNER, JEAN-MARC LARCHÉ, JEAN-LOUIS MATINIER
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” FLORIN NICULESCU TRIO
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 Main Stage JULIAN LAGE GROUP CHICK COREA FREEDOM BAND feat. ROY HAYNES, CHRISTIAN McBRIDE, KENNY GARRETT
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi ECM concert series # 4 STEFANO BOLLANI Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” FLORIN NICULESCU TRIO

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 JAZZ SCHOOL STUDIO BAND - BERKELEY, CALIFORNIA
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 16,00 MITCH WOODS
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 SERGIO COCCHI feat. FOUND (C) TION
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Giovedì 15 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi GIOVANNI TOMMASO APOGEO QUINTET
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 15,30 Sala dei Notari “Before and After” by Thomas Conrad JAZZTIMES w/ Stefano Bollani ingresso gratuito / free entrance
  • 17,00 Teatro Morlacchi ECM concert series # 5 NIK BÄRTSCH’S RONIN w/ SHA, BJÖRN MEYER, KASPAR RAST, ANDI PUPATO
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” CHRISTIAN ESCOUDÉ TRIO GITAN
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 Main Stage 25th Anniversary Berklee Summer School at Umbria Jazz Clinics consegna lauree ad honorem a RENZO ARBORE, STEFANO BOLLANI, HORACIO “EL NEGRO” HERNANDEZ “The Songbook Tour” PAT METHENY GROUP w/ LYLE MAYS, STEVE RODBY, ANTONIO SANCHEZ
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi ECM concert series # 6 ENRICO RAVA SPECIAL w/ STEFANO BOLLANI, TORE BRUNBORG, ANDERS JORMIN, MANU KATCHÉ Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” CHRISTIAN ESCOUDÉ TRIO GITAN

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 JAZZ SCHOOL STUDIO BAND - BERKELEY, CALIFORNIA
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 14,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 16,00 MITCH WOODS
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 SERGIO COCCHI feat. FOUND (C) TION
  • 00,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Venerdì 16 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi FAHIR ATAKO LU TRIO feat. HORACIO “EL NEGRO” HERNANDEZ
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 15,30 Teatro Morlacchi “DOWNBEAT Blindfold Test” by Dan Ouellette w/ Roberta Gambarini
  • 17,00 ROBERTA GAMBARINI QUARTET
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” CHRISTIAN ESCOUDÉ TRIO GITAN
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET Round Midnight
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,30 Main Stage SONNY ROLLINS
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi MELODY GARDOT Oratorio Santa Cecilia “Tributo a Django” CHRISTIAN ESCOUDÉ TRIO GITAN

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 UNIVERSITY OF CENTRAL OKLAHOMA ENSEMBLE
  • 23,00 FUNK OFF on stage

Giardini Carducci

  • 13,00 ALLAN HARRIS QUINTET
  • 14,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 16,00 MITCH WOODS
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 00,30 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Sabato 17 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi DAVID BINNEY QUARTET
  • 12,00 Oratorio Santa Cecilia HIROMI SHIMIZU & EMIKO TADA
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 13,00 Ristorante La Taverna Jazz Lunch ALLAN HARRIS & FRIENDS
  • 17,00 Teatro Morlacchi GIOVANNI GUIDI & THE UNKNOWN REBEL BAND w/ GIANLUCA PETRELLA
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “Dialektos” DE VITO / WARREN DUO
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 Main Stage “The Imagine Project” HERBIE HANCOCK TONY BENNETT
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce Teatro Morlacchi RON CARTER GOLDEN STRICKER TRIO feat. MULGREW MILLER & RUSSELL MALONE Oratorio Santa Cecilia “Dialektos” DE VITO / WARREN DUO Hotel Brufani, Sala Raffaello Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE
  • 23,00 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 MITCH WOODS
  • 16,00 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 17,30 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 19,30 FUNK OFF on stage
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 00,30 FUNK OFF on stage

Domenica 18 Luglio

  • 12,00 Teatro Morlacchi Quincy Jones presents THE ALFREDO RODRIGUEZ TRIO
  • 12,00 Oratorio Santa Cecilia “For All We Know” JOSÉ JAMES & JEF NEVE
  • 13,00 Bottega del Vino Jazz Wine & Gourmet Cuisine RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 13,00 Ristorante La Taverna Jazz Lunch ALLAN HARRIS & FRIENDS
  • 17,00 Teatro Morlacchi “Tributo a Django” THE ROSENBERG TRIO special guest BIRÉLI LAGRÈNE
  • 17,30 Oratorio Santa Cecilia “For All We Know” JOSÉ JAMES & JEF NEVE
  • 18,30 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Aperitif & Snacks Birdland New York presents HILARY KOLE QUINTET
  • 19,00 Bottega del Vino Wine Aperitif KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 19,00 Apertura Arena Santa Giuliana
  • 19,30 Restaurant Stage Restaurant à la carte, Snack Bar ALLAN HARRIS QUINTET
  • 21,00 Main Stage Sons e Movimentos do Desejo projeto AXÉ MUSICA, danza e capoeira HAMILTON DE HOLANDA - YAMANDU COSTA GIOVANNI HIDALGO & HORACIO “EL NEGRO” HERNANDEZ e la partecipazione straordinaria di FIORELLA MANNOIA
  • 21,00 Hotel Brufani, Sala Raffaello Jazz Dinner RENATO SELLANI con MASSIMO MORICONI
  • 21,00 Ristorante La Taverna Jazz Dinner MITCH WOODS, piano & voce

Concerti Gratuiti
Centro Storico

  • 11,30 & 18,00 Street Parades COOLBONE BRASS BAND FROM New Orleans Piazza IV Novembre
  • 21,00 FUNK OFF on stage 23,00 CHICK RODGERS and THE SOUL VILLAGE

Giardini Carducci

  • 13,00 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 14,30 MITCH WOODS
  • 16,00 NICK THE NIGHTFLY NICE ONE!
  • 17,30 FUNK OFF on stage
  • 19,30 GUIDO PISTOCCHI DIXIELAND BAND
  • 21,30 KIM PREVOST & BILL SOLLEY
  • 23,00 SHONTELLE NORMAN & SOUTHERN BLUES BAND
  • 00,30 KING ELLIS feat. MEMPHIS ALL STAR R&B BAND

mercoledì 21 aprile 2010

Ad Umbria Jazz il progetto Axè

[...] Nel cuore pulsante della manifestazione, il palco principale, saliranno venti ragazzini figli delle favelas e della povertà. Brasiliani delle strade di Bahia, riuniti nel "Progetto Axè" e capitanati da Fiorella Mannoia. Saranno loro a chiudere il 18 luglio l'edizione di quest'anno. Ma non è tutto. La formazione brasiliana avrà anche modo di esibirsi prima del gran finale, in versione "marching band" per le vie del capoluogo umbro. Un sogno che diventerà realtà. Suonare, cantare, ballare e mostrare il proprio talento. Nonostante la sfortuna di essere nati nel lato sbagliato del mappamondo. Non semplice "solidarietà"umanitaria, ma ferrea volontà di far emergere nuove capacità. A sostenerlo, oltre a Umbria jazz, anche Conad Italia.
"é il seguito ideale di quanto fatto l'anno scorso con i Juakali Drummers di Nairobi in collaborazione con Amref che ha ottenuto un successo di pubblico clamoroso"
, spiega Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria jazz. Poi l'anticipazione:
"Al concerto, oltre Fiorella Mannoia, ci saranno i musicisti brasiliani Hamilton D. Holanda e Yamandu Costa, il percussionista Giovanni Hidalgo e il batterista Horacio El Negro Hernandez."
Ancora. Perugia ospiterà, grazie alla partecipazione diretta del Comune, i ragazzi brasiliani per tutta la durata del festival. Aprirà loro le porte dei seminari del "Berklee College of Music" di Boston, che festeggia venticinque anni di esperienza in Umbria.
"Bahia è diventata la mia seconda casa"
, sottolinea Fiorella Mannoia. Poi aggiunge:
"Ho avuto modo di entrare in contatto con il progetto, un esempio importante di come si possa risolvere un problema drammatico come quello dei bambini di strada. Ho già avuto modo di cantare con i ragazzi e sono contenta di mettermi a disposizione di un'iniziativa così bella"
, conclude la cantautrice. Il talento inespresso o sottovalutato va trovato e messo in risalto. E Umbria Jazz lo sta dimostrando. Il contratto di sponsorizzazione con Conad dice molto. Altre tre edizioni. Tutte dedicate alla ricerca e alla promozione di nuovi personaggi, lontani nella geografia e ignorati dallo "show business". Però, per comprendere la scelta, bisogna prima capire da quanto lontano arriva la solidarietà. Il "Progetto Axè" è una organizzazione no profit che opera a Salvador Bahia dal lontano 1990 per recuperare i bambini di strada e dar loro un futuro diverso.
"In vent'anni sono stati accolti quasi diciottomila bambini."
Un numero che parla da solo. Tutti sono stati messi sulla via del recupero con la musica, la danza, la capoeira, le creazioni di moda e le arti visive. Insomma, con il talento si modifica un destino già scritto.
"Attualmente i ragazzi sono circa 900"
, sottolinea la nota dell'associazione, "tutti dai 4 ai 25 anni". Tornado ad Umbria Jazz, le notizie non finiscono qui. A completare il cartellone di quest'anno ci penseranno tantissime star. Nonostante l'abbandono di Leonard Cohen. E allora si aspettano in città Sonny Rollins, Pat Metheny, Mark Knopfler, Chick Corea, Manhattan Transfer, Enrico Rava, Stefano Bollani e Melody Gardot. Grande tradizione e coraggiose novità. Almeno per altri tre anni
Lorenzo Federici
Corriere dell'Umbria Martedì 20 Aprile 2010


"Il Comune di Perugia sostiene questo evento, perchè si inserisce bene in una idea di città accogliente e aperta al mondo. Credo inoltre che i concerti dei ragazzi di Axe' rappresentino bene un pezzo dell'identità di Umbria Jazz, che é anche un festival aperto a tutti, con tanti eventi gratuiti e un clima di festa". Lo ha detto Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia, in riferimento ad una iniziativa speciale di Umbria Jazz, presentata stamani a Roma. Per tutta la durata del festival, dal 9 al 18 luglio prossimi, saranno ospiti a Perugia 20 giovanissimi artisti brasiliani del Progetto Axe', organizzazione che si occupa da anni del recupero dei ragazzi di strada. Alla conferenza stampa romana presente anche Fiorella Mannoia, testimonial di Axe', che sarà ospite dello spettacolo in cui s'intrecceranno musica, danza e capoeira attraverso il quale i 20 ragazzi metteranno la parola fine all'edizione 2010 della kermesse. "é il secondo anno - ha detto Boccali - che Umbria Jazz apre le sue piazze, tutti gli spettacoli di Axe' saranno gratuiti, alla scoperta di espressioni artistiche che vedono protagonisti ragazzi che cercano nella musica una possibilità di sfuggire ai rischi di emarginazione sociale e poverta"'. L'anno scorso, a cio' si riferiva il sindaco, ad Umbria Jazz arrivarono da una baraccopoli di Nairoibi venti giovanissimi percussionisti, i Juakali Drummers, che diedero vita ad eventi tra i più spettacolari e coinvolgenti dell'allestimento 2009.

pg/rg/bra
Avinews Martedì 20 Aprile 2010

venerdì 13 novembre 2009

Umbria Jazz 2010: Lodola disegnerà il logo

Quanti, a Perugia, sono appassionati d'arte, ma anche i polemici, i semplici curiosi e chi proprio non sopporta "il contemporaneo", in ogni sua forma declinata, molti, insomma, conoscono bene Marco Lodola (nella foto accanto a Sonny Rollins), artista che in città è stato proposto in più modi e tempi. Nel 2000, con "M.Lodola", a Spazio Arte. Alla Galleria Artemisia, nel 2002. Nel 2007 con "Lodolismo", ad Armory Arte, per giungere all'ottobre del 2008, con l'installazione luminosa sulla facciata di Palazzo Penna, in occasione della mostra "Viva l'Italia", curata da Luca Beatrice, per la quale sono stati versati fiumi d'inchiostro. Una nuova occasione d'incontro a Perugia con l'artista pavese la offrirà, nell'estate 2010, Umbria Jazz. Lodola ha infatti ricevuto l'incarico per la creazione del logo e dei "segni di comunicazione" per la prossima edizione del festival.
"Sarà tutta giocata sull'immagine e il profilo del sassofonista Sonny Rollins", dice Lodola,"anche se, al momento, sto ancora perfezionando l'idea."
Da sempre Lodola guarda al mondo della musica e dello spettacolo con un interesse particolare, concretizzato in scenografie di concerti, copertine di album e gadget. Ancora a Palazzo Penna, a Perugia, nel 2006 con "Sound & Vision", Lodola è in prima fila in una grande rassegna dedicata all'incrocio tra arti visive e musica. Nel 2008 sono suoi i segnali che illuminano il Festival di Sanremo. Eccolo alla mostra "Love me Fender", a Bologna, Museo della Musica, fino al 20 Gennaio, mentre riconosciamo
"le sculture danzanti all'interno di X Factor, su Rai 2", precisa l'artista.
"Per me è una scelta di linguaggio che va benissimo. Non possiamo negare che esistano i programmi popolari."
Lodola, fondatore negli anni '80 del Nuovo Futurismo, è oggi uno dei nostri artisti visivi più apprezzati per la giocosa leggerezza che rifulge nei suoi giochi di luce. Lo dimostra la sfilza di esibizioni che, in questi mesi, sono all'estero, fra Parigi, Londra e un ampio circuito internazionale.
"In effetti, dopo la mia presenza a questa 53ma edizione della Biennale d'Arte di Venezia, curata da Luca Beatrice, ho avuto riscontri inaspettati"
, osserva Lodola. Il quale parla di se stesso come di "un artista elettricista", mentre snocciola un po' ovunque la presenza di vividi bestiari, totem luminosi e le sue famosissime e iridescenti coppie danzanti, realizzate in perspex e neon.
"Mi definiscono 'quello che fa i ballerini luminosi'. Dopo ventotto anni di attività mi sembra un po' poco, ma se uno si accontenta... Comunque, nel marasma di artisti e cose che ci circonda, questa è una mia precisa connotazione. Del resto di Franco Fontana si diceva che era 'quello dei tagli'."
Le ritroviamo, queste forme, alla Galleria Centro Steccata, a Parma, con "Lodola Antologica (1982-2009)", fino al 31 dicembre, ennesimo mosaico di un universo ricco e variegato, indicizzato negli ultimi volumi che riguardano l'artista pavese: "Lodolandia" e "Marco Lodola. Frames", editi da Electa. La danza è dunque un tema costante nei suoi interessi?
"L'ho sempre seguita, e rivisitata più volte. Anche adesso è la tematica che preferisco e ho navigato più profondamente, come dimostra la trentina di cataloghi che mi riguardano. In ognuno di essi non mancano figure danzanti. Perché la danza è un modo di celebrare la vita e rappresentarla, è una manifestazione che considero filosofica, oltre che fisica."
In altri artisti italiani la danza non è scelta consueta. Con lei invece la dedica al soggetto è sempre originale.
"Alla fine lo è diventata. All'inizio non avevo programmato o progettato niente, faccio sempre istintivamente ciò che mi coinvolge. Ma sin dall'inizio ho notato che, al di là della richiesta di mercato, è una cosa che mi piace realmente fare. Rappresentare la danza, in tutte le sue forme e sfaccettature, è una terapia cromatica, mi ha risparmiato tanti soldi in cure psichiatriche, e mi toglie le angoscie. Ho cominciato con le danze popolari, il musical degli anni '20 e '30. Poi ho rivisitato i modi di danzare del mondo intero, dai dervisci alla danza del ventre."
C'è un segmento di questa iconografia che lei privilegia rispetto ad altri?
"No, anche se, con il passare del tempo, ciò che mi affascina di più è il musical anni '20 e '30. Sono nato nel '55, con la televisione, e i film musicali che vedevo e rivedevo in bianco e nero mi avevano sempre colpito per le coreografie. Ho cercato di immaginarmeli come sarebbero stati una volta colorati."
In ambito internazionale questo suo interesse è maggiormente premiato rispetto all'Italia?
"Si perché la danza, come la musica, è un linguaggio universale, dall'Africa alla Nuova Zelanda non ha bisogno di spiegazioni."
Ha tradotto in senso commerciale le sue forme?
"Ho applicato la mia arte a oggetti di uso comune: ombrelli, foulards. Ma è normale, è la mercificazione di qualsiasi cosa, alla quale non si sfugge. In ogni caso cercare di comunicare a livelli diversi dalla galleria o i circuiti, è qualcosa che mi è sempre piaciuto. Fa un po' il verso ai futuristi che già lo facevano, uscendo dal solito percorso"
Ermanno Romanelli
Corriere dell'Umbria Venerdì 13 Novembre 2009

lunedì 27 luglio 2009

Umbria Jazz 2009 a gonfie vele malgrado la crisi

Fare sistema è forse una locuzione sin troppo abusata, eppure mai come nel caso di Umbria Jazz 2009 sembra essere più appropriata.
É infatti grazie allo sforzo congiunto tra soggetti pubblici e privati, tra amministrazioni locali e sponsor e soprattutto grazie ad un pubblico che ha tenuto alta la guardia e ha risposto entusiasticamente alle proposte in programma, che Umbria Jazz ha superato agevolmente i venti di crisi planetaria.
L'avvocato Stefano Mazzi, membro della nuova associazione di Umbria Jazz parla di tempestività, quasi una preveggenza quando lo scorso anno (ancora la recessione mondiale era soltanto ipotizzata da qualche esperto in economia e finanza), si pose il problema di un nuovo assetto organizzativo di Umbria Jazz, pienamente raggiunto con la costituzione della nuova Fonazione di partecipazione a cui hanno aderenti come membri Aria e Acqua Tione, mentre Kraft con il Caffè Hag confermano anche per il prossimo anno la loro adesione come sponsor.
Date le premesse i numeri sono trionfalistici con 40 mila paganti ai concerti e oltre un milione di incasso attenuto solo dallo sbigliettamento.
Notevole la ricaduta sotto l'aspetto turistico se è vero che Umbria Jazz ha dato vita ad un flusso di presenze pari circa 400 mila.
Gli artisti coinvolti sono stati nel totale cinquecento, mentre il numero complessivo dei concerti è stato pari a 220, quattro i palchi all'aperto.
Sul versante della sicurezza sembrano ormai distanti anni luce gli anni delle contestazioni, tutto si è svolto nel più canonico degli andamenti e non si sono registrati episodi particolari, tali che possano essere legati al pubblico del festival.
I dati confermano di un sostanziale andamento dell'ordine pubblico al pari di quanto accade normalmente nel corso dell'anno, senza né picchi, né impennate.
Umbria Jazz trentasette passa quindi agli archivi come tra i festival più riusciti degli ultimi anni con due iniziative di cui - come ha ricordato Mazzi - il festival va orgoglioso: la serie di concerti del Juakali Drummers, gruppo kenyota di ragazzi dei sobborghi di Nairobi che hanno entusiasmato il pubblico del teatro Brecht di San Sisto e quello di piazza IV Novembre con entusiasmanti performance percussionistiche e il concerto dei Funk Off nel carcere di Capanne.
Il sindaco Boccali ha ricordato quanto ormai
"sia stretto il rapporto tra la città e il festival"
e si è detto soddisfatto dell'investimento che il Comune
"nonostante la scure di Tremonti"
ha compiuti in termini di cultura e turismo, mentre la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti ha sottolineato come Umbria Jazz "negli anni sia diventato un grande evento che traina l'immagine dell'Umbria nel mondo soprattutto sui mercati americani, frutto anche di una politica dei grandi eventi che la Regione persegue. Politica che ha reso i suoi frutti, forse impensati, come risulta da un recente studio che ha stabilito di quanto sia incisiva per lo sviluppo dell'economia regionale."Se non avessimo dato vita alle grandi mostre del Perugino e del Pintoricchio - ha affermato la presidente - si sarebbe verificato un impatto talmente negativo pari alla chiusura di un'azienda di medio-grandi dimensioni con quattrocento addetti".
Infine Carlo Pagnotta non rinuncia alla polemica quando rinfocola gli antichi diverbi con l'ex sindaco di Terni Paolo Raffaelli, principale sostenitore della rottura tra il festival perugino e la città dell'acciaio, ora rientrato nelle sedi della Rai regionale: "Raffaelli - ha commentato Pagnotta - è stato "condannato" a fare servizi su Umbria Jazz.
Una bella soddisfazione per me ". Per quanto riguarda l'aspetto artistico Pagnotta è soddisfatto sia del duo Bollani-Corea, sua "invenzione", sia della serie di concerti dell'Aacm, collettivo di musica d'avanguardia di Chicago "un evento che un festival come Umbria Jazz si deve permettere anche se non porta molta gente a teatro".
Dopo aver ringraziato pubblicamente Stefano Lazzari che ha sostituito il compianto Sauro Peducci, Pagnotta si è detto sicuro che il prossimo anno vedrà il sicuro subingresso nella Fondazionedella Provincia di Perugia e della Camera di commercio, mentre meno ottimista si è dimostrato come tifoso di calcio se è vero che ha manifestato certezze sul fatto che la nazionale italiana non disputerà le finali dei mondiali in programma il 10 e l'11 luglio 2010, date che combaciano con il periodo di svolgimento della prossima edizione di Umbria Jazz (9-18 luglio)

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Lunedì 20 Luglio 2009

martedì 14 luglio 2009

6 concerti dell'Aacm - Great Black Music Ensemble al Morlacchi

Inizia oggi con l'appuntamento delle 17 al teatro Morlacchi, il ciclo di sei concerti (tre pomeridiani e tre notturni per il Round Midnight) dell'Aacm - Great Black Music Ensemble, diretto da Mwata Bowden con il trombonista George Lewis.
l'Aacm acronimo che indica Association for the Advancement of Creative Musicist è un collettivo nato a Chicago nel 1965 per iniziativa di Muhal Richard Abrams, del violoncellista Malachi Favors, il pianista Jodie Christian, il trombettista Phil Cohran e il batterista Steve McCall.
Contava in quell'epoca al suo attivo una cinquantina di musicisti neri e affonda le sue radici nella stagione delle rivendicazioni razziali dell'America ancora schiava dai pregiudizi razziali.
In questo senso il collettivo è nato con l'intento dell'affermazione identitaria dei neri d'America e per la loro valorizzazione artistica, soprattutto in riferimento alla più creativa Black music.
Di rilievo il fatto che tra i musicisti della Aacm sono comparsi in passato musicisti quali Anthony Braxton e Roscoe Mitchell, oltre a Chico Freeman, Lester Bowie e Jack Dejohnette.
In sostanza sul sostrato culturale e le convinzioni sociali ed estetiche dell'Aacm si è basata la nascita dell'Art Ensemble of Chicago, tra i gruppi che hanno contribuito a caratterizzare l'epopea del free jazz.
Il collettivo rappresenta insomma una realtà importante nella storia del jazz e della Black music, soprattutto per quel che riguarda la musica di ricerca e l'avanguardia, cercando di promuovere attraverso l'incontro tra compositori, strumentisti e orchestre nuove idee estetiche.
Ma lungi dal pensare che i concerti di Umbria Jazz siano all'insegna di un'operazione di storicizzazione della musica e di nostalgismo rispetto ad una stagione passata.
Il ciclo dei sei concerti infatti si differenzierà occasione per occasione attraverso l'esaltazione di quella che l'Aacm definisce "Tradition of the new", la tradizione del nuovo, vale a dire guardare al futuro e alla novità affondando le radici nel passato.
Del resto sembrano passati secoli da quando vigeva negli Usa la segregazione razziale se è vero che è solo da qualche mese che si è insediato il primo presidente di colore, Barack Obama.
E a proposito di Obama questa sera all'Arena Santa Giuliana, Wynton Marsalis con la Lincoln Jazz Orchestra, con special guest Francesco Cafiso, proporranno al pubblico di Umbria Jazz il concerto-evento del 19 gennaio scorso tenuto in occasione dell'Inauguration and Martin Luther King jr.Day all'Eisenhower Theater at the Kennedy Center di Washington, una delle iniziative che hanno preceduto il giorno dell'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti. [...]

Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Martedì 14 Luglio 2009

mercoledì 3 giugno 2009

Come nacque Umbria Jazz

A sinistra Chet Baker Qui accanto Louis Armstrong, due dei protagonisti del'era pioneristica del jazz a Perugia
Si intitola "Il jazz dell'era dello swing agli anni Settanta" (Edt Totino editore) di cui è attesa l'uscita per il periodo immediatamente successivo alla fine dell'estate.
Il libro, che segue l'altro "Il jazz in Italia dalle origini alle grandi orchestre", vuole rappresentare una summa di tutto ciò che è successo nel jazz in Italia al di là dei grandi centri, Roma e Milano.
"Parlo - afferma l'autore - anche di ciò che è successo in centri non nevralgici tra cui Perugia ma anche Assisi.
Assisi che ha avuto musicisti eccellenti, alcuni "emigrati" a Roma altri a Padova come Sergio Battistelli e Aldo Masciolini.
Poi naturalmente nel libro si parla di Perugia, città universitaria importante che ha dimostrato quanto il jazz sia da sempre una musica legata ai giovani."
Autore dei libri citati è Adriano Mazzoletti, giornalista e critico musicale con alle spalle una lunga carriera in Rai, prima come free-lance collaboratore esterno, poi dal 1976 interno alla Rai con un cammino intenso fino a diventare direttore di struttura nelle reti radiofoniche.
Una vita passata in radio che si intreccia sin dai primi anni dell'adolescenza a Perugia, città dove Mazzoletti ebbe un ruolo importante quale massimo artefice della vita culturale e della diffusione del jazz in città.
Basti ricordare, prima ancora di passare alla descrizione degli esordi dell'epopea del jazz a Perugia, che fu proprio Mazzoletti a gettare le basi su cui poi fu fondata Umbria Jazz con una proposta azzardata all'allora presidente dell'azienda di soggiorno e turismo Giuseppe Agozzino.
"Ci venne l'idea di fare un festival itinerante - rammenta Mazzoletti - e ricordo che feci un progetto e lo portai ad Agozzino che lo trovò interessante ma troppo ardito per i tempi: lì rimase ma poi venne fatta Umbria Jazz, che esordì come festival itinerante nelle città dell'Umbria.
I prodromi dell'idea di Umbria Jazz erano lì, in quel progetto."
Rimane il fatto che Adriano Mazzoletti è legato a doppio filo a Perugia perché fu tra i promotori e tra i fondatori dell'Hot Jazz Club.
"Ho uno stretto legame con l'Umbria e con Perugia - sottolinea Mazzoletti - dove ho passato la mia gioventù.
Mio padre che era un direttore di banca, nel 1950 venne trasferito a Perugia e con lui naturalmente si trasferì da Genova tutta la famiglia.
Sono nato a Genova, ma mi sento quasi più perugino che genovese, perché gli anni formativi sono quelli passati a Perugia.
Però a Genova - continua il giornalista - avevo già conosciuto il jazz, mi ero innamorato di questa musica e quando venni a Perugia con il sacro fuoco del ragazzo che voleva agire, conobbi dei musicisti che suonavano nelle sale da ballo.
A quell'epoca si suonava jazz, oltre a tanghi e valzer. Però il grosso del repertorio era jazzistico e a quell'epoca c'erano almeno cinque-sei musicisti che sapevano suonare molto bene il jazz.
Io avevo già l'hobby dei dischi di jazz che coltivavo grazie al negozio storico "Ceccherini", frequentavo il negozio e con me proprio quei musicisti di cui parlavo.
E con uno di questi, il batterista Sandro Poccioli, che decidemmo di fondare un jazz club. Sandro Poccioli, in realtà ci aveva già provato qualche anno prima: nel '46 aveva fondato insieme al notaio Oreste Trotta, il primo jazz club di Perugia.
Durò poco, durò un solo anno, poi si sciolse. In realtà il pubblico per il jazz a quell'epoca non c'era. Ma noi eravamo giovani e insistemmo: con Sandro rifondammo questo jazz club nel 1952 e cominciammo a fare dei concerti.
Conoscevo un po' di gente e ci mettemmo in contatto con il Cum, il Centro universitario musicale che convincemmo a darci una mano.
Il primo concerto fu nel 1952 alla Sala dei Notari con un'orchestra famosa, un'orchestra della Rai diretta da Francesco Ferrari.
Fu un bellissimo concerto. Il clou fu invece nel 1955 quando riuscimmo io e Sandro a portare Louis Armstrong al teatro Morlacchi.
E fu un'apoteosi, perché Armstrong fece due concerti, uno pomeridiano e uno serale, e la gente fece una coda che arrivava fino a piazza Morlacchi.
Anzi, in molti non riuscirono neanche ad entrare. Siccome l'Hot Club Perugia si reggeva solo sulle nostre forze, le entrate erano di due tipologie: i soci che pagavano la quota associativa e io e Sandro che facevamo il giro delle aziende perugine.
C'era la Guelpa, la Perugina, la Buitoni e andavamo a chiedere "l'obolo" per i piccoli concerti: cinquemila, diecimila lire utili per tirare avanti l'attività del jazz club.
Per Armstrong facemmo un accordo diverso: insieme al manager del trombettista, organizzammo il concerto solo per l'incasso.
Naturalmente ci furono grandi problemi per avere il teatro Morlacchi perché c'erano di mezzo i neri (gli afroamericani) e regnava una forma di razzismo strisciante e c'era la questione del pianoforte che rischiava di "essere rovinato da un jazzista".
Naturalmente riuscimmo a farci dare il Morlacchi gratuitamente e il pianoforte."
Mazzoletti e Poccioli erano insomma i pionieri di quella che in seguito ad opera di un altro grande precursore dei tempi, Carlo Pagnotta, diventò la città del jazz più famosa in Italia e nel mondo.
"Carlo - continua Mazzoletti - a quell'epoca non lo conoscevo. Non era a Perugia, era a Bologna dove studiava - dice lui -. Tutti noi abbiamo finto di studiare, eravamo in realtà dei pessimi studenti. Carlo tornò definitivamente a Perugia nel 1955 quando lo conobbi. Entrò nell'Hot Club come consigliere e un anno dopo facemmo ancora due concerti: uno alla sala dei Notari con Chet Baker, che non ebbe il successo di Armstrong, ma che riempì quasi per intero la sala dei Notari.
Tra l'altro, Sandro Poccioli fece delle fotografie che sono state pubblicate in un bellissimo cofanetto pubblicato in Francia dove si parla moltissimo del concerto di Baker a Perugia: perché il trombettista rimase a Perugia tre giorni e mi ricordo che l'ospitammo (naturalmente a spese dell'impresario) all'Hotel "La Rosetta".
Poi facemmo ancora Bill Coleman trombettista, e Albert Nicholas clarinettista. Carlo arrivò in quel periodo a Perugia e con lui cominciammo a fare i concerti con gli americani. Poi io me ne andai, perché mio padre era stato trasferito ancora una volta, questa volta a Roma, alla direzione generale della Banca nazionale del lavoro e io dopo un anno entrai un Rai, continuando a occuparmi molto di jazz."
E alla domanda se avesse mai pensato che Perugia qualche anno dopo avrebbe cominciato la sua avventura di Umbria Jazz sino a diventare la città italiana più famosa nel mondo proprio per il jazz, Mazzoletti è sincero e risponde:
"Non lo so. Forse inconsciamente pensavo di sì, perché altrimenti non avrei mai pensato di proporre all'azienda di soggiorno e turismo un festival itinerante nelle città umbre.
Non mi ero prefisso l'idea che Perugia potesse diventare il centro del jazz. Però quello che mi aveva colpito delle città umbre è una cosa importante: che il centro storico delle sue cittadine medievali è totalmente diverso da quello delle altre città italiane.
Perché con una strada , una piazza con dei giardini, con queste strade adiacenti, era l'ideale per accentrarvi i concerti.
Le altre città sono più dispersive. Ed è questa un'altra delle magìe dell'Umbria"
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Giugno 2009

giovedì 23 aprile 2009

La nuova Fondazione di Umbria Jazz

Anche il Comune di Orvieto, dopo la discussione e l'approvazione in Consiglio comunale, aderirà alla nuova Fondazione di partecipazione "Umbria Jazz".
L'adesione al fondo patrimoniale è pari a 30 mila euro che dà diritto ad Orvieto a nominare un rappresentante nell'ambito del nuovo consiglio di amministrazione.
La nuova Fondazione Umbria jazz, voluta fortemente dalla vecchia associazione per un più solido assetto istituzionale che ne definisca meglio ruoli e funzioni, ma anche per permettere un più snello fluire dei finanziamenti privati verso il festival, consta in tutto di nove membri del Consiglio di amministrazione così suddivisi: cinque di nomina regionale tra cui appunto uno in rappresentanza del Comune di Orvieto, tre che faranno riferimento alle nomine di Comune di Perugia, Provincia di Perugia e Camera di commercio di Perugia e uno in rappresentanza dell'associazione Umbria Jazz.
L'iter prevede che dopo le varie discussioni nei consessi cittadini di Perugia e Orvieto, le adesioni passino al vaglio della Regione, ma è certo sin da ora che le nomine dei vari rappresentanti sarà compito delle prossime giunte che verranno elette in seguito alle elezioni di giugno.
La nuova Fondazione prevede inoltre tre figure apicali: un presidente, un segretario e un direttore artistico.
"Si tratta del cambiamento dell'assetto giuridico - commenta l'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti - per garantire nuove prospettive pur rispettando la continuità di una manifestazione che recentemente è stata menzionata dall'Eurispes tra le cento eccellenze d'Italia.
Ne risulta semplificato l'assetto di Umbria Jazz per una maggiore chiarezza dei ruoli, non più scissi tra Fondazione e Associazione, ma confluiti in un'unica strutturazione istituzionale.
Scopo della Fondazione è quello di assicurare la continuità della manifestazione "Umbria Jazz" e di realizzare tutte le iniziative ritenute necessarie a sostenere ed incrementare l'ulteriore sviluppo del fortunato evento.
Vale a dire che con "il nuovo assetto - continua Rometti - si offre la possibilità a soggetti pubblici e privati di una nuova rappresentanza per poter partecipare agli oneri del festival".
In sostanza dal confronto tra lo statuto della vecchia Fondazione e quello della nuova, appaiono maggiorati i poteri della Regione del Consiglio di amministrazione e un ruolo ridotto rispetto al passato dall'associazione Umbria Jazz sotto il profilo organizzativo.
All'associazione spetta infatti la nomina di un solo membro del consiglio di amministrazione e del direttore artistico.
Tutto questo sta a significare che tutto cambia, soprattutto negli equilibri di potere per un maggior coinvolgimento delle istituzioni e dei privati nella gestione del complesso meccanismo di un festival che ha ormai varcato la soglia della manifestazione di successo per calarsi nell'empireo del più rappresentativo festival della regione(estero compreso), ma la direzione artistica rimane saldamente nella mani dell'immarcescibile Carlo Pagnotta.
Per la nomina della altre figure apicali, come detto, bisognerà aspettare il dopo-elezioni
Claudio Bianconi
Corriere dell'Umbria Giovedì 23 Aprile 2009