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martedì 30 aprile 2013

Alla larga dalle lucciole

Da domani niente prostitute in strada. Almeno questo è quello che si augurano i cittadini. Tra 24 ore, infatti, scatta l'ordinanza pronta a colpire coloro che si intrattengono con le lucciole lungo le vie cittadine: non serve farle salire in auto, basta avvicinarsi a loro per beccarsi una multa salatissima di 450 euro. Questo, infatti, prevede il provvedimento firmato dal sindaco che sarà valido fino al 31 ottobre e che punta a migliorare il decoro delle strade perugine.
La misura si è resa necessaria visto che con il ritorno della bella stagione le strade si riempiono di giovani e di travestiti e la speranza è che la sanzione amministrativa serva a disincentivare i clienti. Le multe potranno farle vigili, carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia provinciale pur se servizi specifici saranno messi in campo dai vigili e dalla polizia provinciale che come l'anno passato, stanno organizzando pattuglie ad hoc. Nell'ordinanza sono indicate con precisione le aree in cui i clienti non potranno `importunare' le prostitute: si va da Pian di Massiano al Bellocchio, passando per via Settevalli e fino a Sant'Andrea delle Fratte, in quello che viene ormai definiti come un triste “Quadrilatero”.

La mappa rispetto all'anno scorso è stata un po' modificata, visto che esclude Ponte San Giovanni e altre strade che non sono state ricomprese, mentre ne sono state aggiunte di nuove. Ecco le vie sotto controllo: strada Settevalli, viale del Percorso verde, rotatoria M. Jones, via Cairoli, via Francesco Alunni Pierucci, via Ettore Ricci, via Trasimeno Ovest (compresa la strada che permette l'accesso alla Perugia-Bettolle direzione del capoluogo), via del Macello, via Spagnoli, via Simpatica, via Martiri 28 marzo, via Fracassini, via Cicioni, via Fratelli Ceci, via Migliorati, via Migliorati, via Pie arini, via Sacconi, via Olmo, strada Colle della Trinità.

L'ordinanza contiene sia i comportamenti da punire (accostarsi e una prostituta o farla salire in auto) e descrive anche i comportamenti che inequivocabilmente individuano una lucciola: si tratta di “chi permane lungo quelle strade ai fini della prostituzione, assume atteggiamenti congruenti allo scopo di offrire prestazioni sessuali, indossa abiti idonei a manifestare l'intenzione di adescare al fine di meretricio e che offendano il pubblico pudore”.

La Nazione Martedì 30 Aprile 2013

mercoledì 5 dicembre 2012

Meno morti sulle strade dell’Umbria

Scorre molto meno sangue sulle strade umbre. Il numero dei morti a causa di incidenti stradali si è praticamente dimezzato negli ultimi dieci anni: si è passati così dai 117 morti del 2011 ai 61 dello scorso anno. In termini percentuali si parla di una diminuzione del 47,9% che va oltre il 44,8% della media nazionale (con il numero dei feriti calati di un terzo, passando da 6.050 a 4.079). Al dato meramente quantitativo, bisogna aggiungere però anche quello qualitativo in termini anche di velocità di raggiungimento dell'obiettivo. Il dato è rappresentato dal miglioramento complessivo della sicurezza stradale (riduzione dei tassi di mortalità e di ferimento e del costo sociale pro capite) che pone l'Umbria al quinto posto in Italia, dietro solo alla provincia autonoma di Bolzano, alle regioni a statuto speciale Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e al "colosso" Lombardia, con un significativo -42% (la variazione è riferita sempre al confronto 2001-2011), che tradotto in soldoni significa che nel corso dello scorso anno, gli umbri hanno pagato 425 euro (in Italia sono 443) di spese relative a incidenti, cifra di molto inferi ore ai 579 euro di media sborsati nell'ultimo decennio.

Un decennio che ha contato complessivamente 1.045 morti, 55.079 feriti e una spesa complessiva di 5.511 milioni di euro, con un'incidenza sul pil regionale del 2,3%. Dati incoraggianti che sono stati illustrati in una conferenza stampa dall'assessore regionale alla Sicurezza stradale Stefano Vinti. 'Anche se con un annodi ritardo - spiega - l'Umbria ha raggiunto e superato l'obiettivo indicato dalla commissione europea, con una riduzione del 52,2% dei morti per incidenti stradali ogni 100mila euro. Ma nonostante gli importanti miglioramenti di sicurezza stradale conseguiti, lo stato di fatto è assolutamente poco soddisfacente, visto che il tasso di mortalità nella nostra regione (6,7) è ancora superiore al dato nazionale (6,4)."

Ma non solo.
"Di incidenti stradali si muore sette volte più che sul lavoro. - entra nel dettaglio Vinti - Inoltre, nel 2010 i morti per strada sono stati nove, solo nove invece i delitti. Stesso discorso per le percosse e violenze varie: sono meno di un terzo dei feriti in incidenti."
Quindi, c'è molto da fare ancora.
"Se da un lato - spiega Vinti - la velocità di riduzione delle vittime e del costo sociale è nettamente più elevata della media; dall'altro lo stato attuale della sicurezza stradale non va oltre la media, anche perchè in Umbria, si portava dietro una storica carenza in materia di sicurezza stradale."
Un bel progresso, che però non soddisfa ancora la giunta regionale che punta ancora più in alto.
"Non ci accontentiamo di quanto fatto negli ultimi anni. - afferma ancora Vinti - L'obiettivo è di ampliare e consolidare i tassi di miglioramento del decennio 2001-2011 e passare da un livello complessivo di sicurezza stradale sostanzialmente eguale alla media nazionale a un livello di sicurezza che ritroviamo nelle regioni italiani più virtuose e in molte realtà europee. Se il decennio trascorso - conclude l'assessore - è stato dedicato a recuperare un ritardo storico, il prossimo decennio vogliamo dedicarlo a raggiungere una posizione di eccellenza."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Dicembre 2012

martedì 17 maggio 2011

Guerra agli affitti in nero

Interventi della Finanza É guerra al fenomeno degli affitti in nero che continua a essere molto diffuso nella nostra città

Continua la lotta agli affitti in nero da parte della guardia di finanza per contrastare l'evasione fiscale collegata agli affitti in nero, che ha permesso di recuperare circa 50mila euro. Nell'ambito delle attività di polizia economica e finanziaria, le fiamme gialle hanno intensificato i controlli nel settore delle locazioni immobiliari per contrastare un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso. L'attività dei militari dunque si è sviluppata attraverso l'esecuzione di mirati controlli presso vari immobili, situati sul territorio provinciale per verificare la corretta osservazione delle normative, fiscale, urbanistica e di sicurezza. Dall'inizio del 2011 sono stati effettuati numerosi accertamenti di cui 14 con esito irregolare che hanno consentito di recuperare all'erario oltre 50 mila euro.
Gli appartamenti erano stati concessi in locazione senza un regolare contratto ed ai proprietari, molti dei quali residenti in Perugia, sono state contestate violazioni alle norme fiscali. I risultati ottenuti sono il frutto di tecniche investigative sempre più specifiche e della progressiva specializzazione acquisita dai finanzieri nello specifico settore di servizio. Nel particolare comparto operativo, in piena sinergia con le altre forze di polizia, la guardia di finanza provvede inoltre a approfondire le informazioni comunicate dalle altre forze, rilevate durante le varie attività e che sono suscettibili di sviluppi fiscali

martedì 15 marzo 2011

Autovelox in Umbria: funzionano ed aumenteranno

Cinque nel Perugino e uno nel Ternano. Sono le postazioni fisse degli autovelox in Umbria, grande novità del 2010 che non ha reso la vita facile agli automobilisti. In entrambe le province, non a caso, le contestazioni ai velocisti della strada sono "esplose".
Perugia - Le postazioni fisse per autovelox agevolano l'attività di controllo della Polstrada di Perugia dall'anno scorso e i risultati si vedono: i verbali sono aumentati di circa il 20 per cento. Se nel 2009 infatti erano 1019, nel 2010 sono saliti a 1245. Le sanzioni variano a seconda della velocità registrata, ma siano consentiti due calcoli in termini di curo incamerati dallo Stato, perché i proventi delle multe vanno al ministero dei trasporti e delle infrastrutture e la quasi totalità (l'80 per cento) è reinvestita per sostenere interventi a favore della sicurezza stradale. Considerando dunque la sanzione medio-bassa di 159 curo, il frutto dei verbali dell'anno passato si aggira attorno ai 200mila curo.
Se si pensa alla sanzione da 500 curo, si arriva a una cifra superiore al mezzo milione. Tanto per dire quanto "vale" l'irrefrenabile vizio del piede troppo premuto sull'acceleratore. I punti controllati nel territorio della provincia perugina sono cinque e sono attivati a discrezione della polizia in base a "calendari" settimanali. I servizi sono gestiti interamente dalla sezione perugina della Stradale, con apparecchiature in dotazione; anche i rullini fotografici sono sviluppati direttamente dalla polizia di Perugia.
Questa, la ricordiamo, la mappa degli autovelox che funzionano nelle infrastrutture predisposte dall'Anas l'anno scorso. Sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle, attenzione dopo lo svincolo di Piscille prima della galleria Volumni. Quanto alle strade statali, sulla 3 bis (Terni-Ravenna) ce ne sono due: uno all'altezza dello svincolo per il centro commerciale e un altro prima di Collestrada; altri due in località Ilci (Todi) all'incirca al chilometro 40.
Terni - In poco più di un'ora 108 fotografie. I clic degli autovelox, sistemati dalla polizia stradale di Terni vicino alle aree di servizio tra il raccordo e la E45, non si fermano mai anche se ora, a dire il vero, le infrazioni segnalate sono un po' diminuite. Bruciare tre rullini in poco più di 60 minuti vuol dire però che la velocità è ancora una tentazione a cui in troppi non sanno resistere. Basti pensare all'autovelox fisso sistemato da qualche mese sul raccordo Terni-Orte, vicino allo svincolo per San Liberato di Narni. Anche, in quel tratto della corsia sud al chilometro 52, in mezzo a due curve, le infrazioni si contano a centinaia anche se molti ormai conoscono i rischi a cui vanno incontro.
Il limite degli 80 chilometri orari viene ancora troppo spesso superato e le multe si accatastano sui tavoli della polizia stradale. E mentre il Comune di Narni progetta nuovi rilevatori di velocità sulla Flaminia e l'Ortana, un'altra strada maledetta dove l'estate scorsa persero la vita tre ragazzi, a Terni l'assessore Luigi Bencivenga ha dichiarato guerra ai pirati della strada. Per prima cosa, grazie al coordinamento della Prefettura, sono state individuate le zone più a rischio e si è quindi deciso di operare dove c'era più bisogno.
"Abbiamo cominciato con gli speed check a Campomicciolo, una strada dove l'estate scorsa c'erano stati gravissimi incidenti e poi siamo andati avanti."
Si tratta di rallentatori di velocità a cabina dove la misurazione avviene su un campione di veicoli in transito. Insomma c'è sempre un'opportunità di farla franca. Ma d'altra parte - come dice lo stesso Bencivenga -
"questi strumenti, a mio parere, devono avere una funzione soprattutto deterrente. I risultati sono già arrivati. É sufficiente scorrere i dati del monitoraggio trimestrale per rendersene conto. Dopo Campomicciolo siamo passati in viale Trento, un'altra strada che, nonostante le proteste dei residenti, per troppi anni è stata considerata alla stregua di un autodromo. Oggi non è più così. Basta andare a farsi un giro in auto da quelle parti e notare come le abitudini degli automobilisti siano cambiate."
All'inizio gli speed check hanno multato senza pietà, fino a 10 veicoli al giorno, ma adesso la gran parte dei veicoli in transito non supera i 50 chilometri orari. Ma Bencivenga non demorde e nonostante le polemiche in consiglio comunale tira diritto per la sua strada. Costellata di autovelox.
"Ne abbiamo già messi in bilancio altri tre - annuncia. Costeranno 300.000 curo, ma se la manovra passerà, li avremo presto in funzione."
Il Comune li piazzerà in viale Alfonsine, altra strada killer dove in estate morirono tre ragazzi, viale Aleardi e viale Leopardi, nei pressi dello stadio. Tre arterie stradali in parte interessate dai T-red ai semafori, ma dove la tentazione di premere troppo sul pedale dell'acceleratore è stata sempre molto forte.
[…] autovelox in Valnerina, tra Casteldilago di Arrone, Fontechiaruccia di Montefranco e il bivio per Terrìa di Ferentillo. Non manca dunque il lavoro per polizia stradale e vigili urbani. Ma lo stesso vale per i carabinieri che appena pochi giorni fa hanno bloccato e multato un giovane narnese al volante di una 500 abarth che ha avuto l'ardire di superare una pattuglia dell'Arma a 200 chilometri orari sul raccordo.
In casi come questi neppure 100 autovelox possono bastare.
Ma gioverà anche ricordare le sanzioni previste, variabili a seconda della velocità, come detto, e anche delle fasce orarie in cui si registra l'infrazione dei limiti di velocità.Per ogni violazione c'è anzitutto una tolleranza strumentale del 5 per cento, cui si aggiunge quella fino a cento chilometri orari, che è di 5 chilometri. Detratta la tolleranza, se si supera il limite di 10 chilometri orari, la sanzione è di 39 curo; da 10 a 40 chilometri orari è di 159 curo; da 40 a 60 chilometri orari è di 500; oltre 60 chilometri orari si arriva a 779 curo. C'è stato però un inasprimento, che ha comportato la considerazione delle infrazioni compiute in fascia notturna dalle 22 fino alle 10: per determinati tipi di sanzioni la multa così aumenta di un terzo. C'è poi il discorso dei punti decurtati: con la sanzione da 159 curo se ne perdono 3; con quella da 500 curo se ne perdono sei più la sospensione della patente, con quella da 779 curo via 10 punti e patente sospesa.
Alessandra Borghi
Corriere dell'Umbria Lunedì 14 Marzo 2011

mercoledì 2 febbraio 2011

Sparita la Madonna dei miracoli

Un'antica scultura in legno è sparita dalla chiesa di Sant'Antonio abate, in Corso Bersaglieri. E i vecchi borgaroli battono diverse piste per venire a capo della misteriosa scomparsa. L'opera si riallaccia storicamente alla Perugia del Settecento e ai misteriosi prodigi che vi avvennero poco prima dell'ingresso delle truppe francesi in città (16 febbraio 1797).
Sul tema, la storica Claudia Minciotti ha compiuto uno studio significativo, in cui riporta numerosi episodi, collocati con assoluta precisione. Madonne che roteavano gli occhi, icone che sudavano o mutavano il colore del viso. Risultarono "miracolose" la Madonna posta alla Porta della Mandorla, la Madonna della Pietà a Santa Teresa degli Scalzi (vicino alla torre degli Sciri), la Madonna della Misericordia nella chiesa della Compagnia della Morte in piazza Piccinino, la Madonna delle Grazie, conservata nella cattedrale di San Lorenzo.
Uno di questi presunti miracoli sarebbe appunto avvenuto nella chiesa di Sant'Antonio Abate, posizionata sul tratto terminale di Corso Bersaglieri. Il luogo di culto è stato recentemente riaperto, in occasione della festa del patrono degli animali, il 17 gennaio scorso. Dentro questa chiesa, nella seconda metà del Settecento, una statua lignea di Madonna col Bambino (sul braccio destro) e scettro (sulla mano sinistra) avrebbe cambiato colore. In più, due giorni dopo, entrambe le icone "aprivano e serravano gli occhi", come da testimonianze d'epoca. La statua, precisano le fonti storiche, era collocata
"al primo ingresso a sinistra, in una cappella con cancellata."
Indipendentemente dalla veridicità del miracolo, qualcosa di misterioso è veramente accaduto: ossia la sparizione dell'opera che, fino a tutti gli anni '50, veniva portata in processione per la festa dell'Ascensione. Al suo posto una brutta statua in gesso colorato, tuttora presente in sacrestia. Ma l'antica Madonnina in legno, oltre a comparire in una sbiadita foto di matrimonio, viene precisamente ricordata da numerosi borgaroli doc.
Tra essi Alessandro Vitali che rammenta anche i vestiti coi quali la Madonnina veniva abbigliata. Stessi ricordi personali del musicista Carlo Valiani e dello scrittore Walter Pilini. Affermano di averla vista anche Giuliano Antonielli, presidente dell'Antica Società del Gotto, e diverse signore che hanno personalmente conosciuto Geltrude Scaramucci, la donna incaricata della vestizione della Madonna, abbigliata alla maniera delle contadine del Pian del Tevere.
La Madonnina in legno è dunque "miracolosamente" sparita, come altri arredi e materiali, dall'interno della chiesa di Sant'Antonio Abate. É vero che il luogo di culto è stato chiuso per tanti anni, ma evidentemente si è omesso di vigilare sulla conservazione di quest'opera dal notevole valore storico, artistico e liturgico.
Se la statua non c'è più, insomma, un motivo ci sarà. È' rimasto invece il Sant'Antonio abate in legno che veniva portato in processione il 17 gennaio. Come è stato salvato dalla dispersione il gonfalone processionale, ritrovato tra le opere della Galleria Nazionale dell'Umbria e recentemente esposto. Ma, a proposito dell'antica Madonna, la gente del Borgo protesta e sostiene che qualcuno avrebbe dovuto metterla in sicurezza
Sandro Allegrini
Corriere dell'Umbria Martedì 1° Febbraio 2011

domenica 12 dicembre 2010

A caccia di una camera con contratto

Tempi sempre duri per chi cerca una camera in affitto con regolare contratto. Infatti la sfida al "nero", al non dichiarato, benché lanciata, è ancora assai lontana dall'essere vinta. E di fatto parecchi anche in città continuano a fare come vogliono. In poche parole a rifiutarsi di fare contratti, cercando di rifarsi sulle categorie di inquilini meno esigenti, come gli studenti, più malleabili rispetto alla mancanza di contratto. Ecco il racconto di due trentenni, che per una ventina di giorni hanno cercato disperatamente una camera con uso bagno e cucina in città. E soprattutto in regola e a prezzi ragionevoli.
"Per chi lavora è difficile trovare una stanza - spiegano -. Infatti gli studenti preferiscono dividere l'appartamento con altri studenti. Così se uno deve fare i conti con la pensione d'invalidità e chiede la ricevuta per il rimborso spese deve essere pronto a sganciare una somma di 50-60 euro in più sulla richiesta originaria. Ma anche questo non sempre succede, perché la maggior parte delle volte i proprietari preferiscono comunque evitare chi chiede qualcosa che sia regola. Ti dicono sì all'inizio poi provi a richiamare e smettono di rispondere. Se passi per le agenzie riesci ad avere un contratto ma i prezzi sono molto elevati."
E comunque le soluzioni che si prospettano a poco prezzo sono sempre limite.
"a 250 euro a stanza si trovano situazioni indescrivibili. In palazzi vecchi, con impianti elettrici fatiscenti, con infiltrazioni d'acqua e porte che non si chiudono sformate dall'umidità - continuano -. E ancora locali in cui l'agibilità è evidente che non ci sia. Affittano pure le caverne, come è capitato a noi, a cui è stata proposta una sorta di stanza in uno scantinato dove l'unica forma di riscaldamento era assicurata dai tubi dell'acqua calda."
Insomma il giro di vite annunciato dal Comune al momento non avrebbe dato i suoi frutti, almeno da quello che si riscontra rispondendo ad alcuni annunci che si trovano in giro. É evidente che sono ancora tanti ad approfittarsi dei lavoratori in cerca di una camera in affitto ma anche gli studenti, non se la passano meglio, per i quali spesso è altrettanto difficile riuscire ad avere un regolare contratto o una ricevuta.
(g.b.)
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Dicembre 2010

lunedì 13 settembre 2010

I vandali costano mezzo milione all’anno

É una sfida quotidiana, quella che viene combattuta con il miraggio di presentare la città pulita. Una sfida paradossalmente impopolare, perché più si pulisce e più ci sarebbe da pulire. Una sfida che costa mezzo milione di euro all'anno, che il Comune potrebbe altrimenti destinare a ridurre la Tia, la vituperata tariffa di igiene ambientale, o a incentivare ulteriormente gli interventi finalizzati al mantenimento del decoro pubblico.
Invece quei 500mila euro se ne vanno così, quasi in fumo, visto e considerato che se tutti - cittadini in primis - facessero la propria parte non ci sarebbe bisogno di destinare addetti alla bonifica le banchine delle strade dai sacchetti di rifiuti abbandonati, né squadre di operai alla ripulitura di muri e monumenti "affrescati" da discutibili opere d'arte. Potrebbero fare dell'altro, questi addetti, anziché impegnarsi in questa lotta spesso impari, che tuttavia sta dando i primi risultati sotto forma di sanzioni comminate ai cittadini scorretti.
Da gennaio sono state infatti elevate 43 multe nei confronti di chi scambia le strade per discariche a cielo aperto, fregandosene altamente sia della presenza dei comuni cassonetti, che delle riciclerie, che della possibilità di chiedere il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti (Filo diretto Gesenu al numero telefonico 075 5899072). Invece fuori dai cassonetti c'è di tutto, sulle rampe di accesso al raccordo autostradale altrettanto. Per non parlare del campionario di elettrodomestici rotti, vecchi computer, lavandini o water che si possono "ammirare" in molte strade vicinali e di periferia. Contro questo genere di comportamenti opera una piccola squadra di "guardie" ecologiche, che il Comune ha chiesto a Gesenu di incrementare: a causa dell'approdo alla pensione di due di loro, sono rimasti in tre, per cui c'è bisogno di tornare a una dotazione almeno di cinque.
Gli ausiliari di polizia ambientale, così si chiamano, sono equipaggiati di auto, telefono e macchina fotografica e la loro mansione è quella di reprimere, insieme naturalmente alla prevenzione e all'informazione sulle pratiche corrette in tema di rispetto dell'ambiente e del decoro. Perché è inutile far finta di niente di fronte a cassonetti tenuti aperti con un asse di legno, in modo tale che vi si possano lanciare buste di rifiuti direttamente dall'auto.
Con il risultato che, se la mira non è quella giusta, l'immondizia resta sulla strada a disposizione di animali disperati in cerca di cibo, che aprono i contenitori e ne sparpagliano ovunque il contenuto. Così come è inquietante pensare agli "artisti" che non vanno a creare i propri graffiti negli spazi messi a disposizione dal Comune, ma trasformano in "tela" qualsiasi muro, monumento o saracinesca di garage. Tutto questo costa mezzo milione di euro all'anno, a prescindere dal fatto che è fisicamente impossibile intervenire nei tempi giusti in ogni zona della città e del territorio comunale in cui vengono segnalati problemi.
"Ciò che possiamo fare - spiega il vice sindaco Arcudi - lo facciamo, anzi cerchiamo ogni giorno di fare di più. Quest'anno per esempio abbiamo deciso di far passare squadre di addetti alla raccolta dei rifiuti subito dietro le macchine che tagliano l'erba sulle banchine delle strade. Altrimenti il taglio dell'erba era inutile. Lavoriamo in sinergia con Comunità montana, Gesenu, vigili urbani e cantiere comunale e devo riconoscere che dei risultati sono stati raggiunti."
In prospettiva, tuttavia, c'è un potenziamento di questo settore, sia per ciò che riguarda gli interventi che per il risvolto legato alle sanzioni. Allo studio c'è la proposta di triplicare l'importo delle sanzioni, che da 50 dovrebbero passare a 150 euro. Nel frattempo, prosegue il lavoro di sorveglianza delle zone a maggior rischio di "lasciti" abusivi e di raccolta delle segnalazioni che possono arrivare anche dai cittadini responsabili.
Da gennaio, fra siti rilevati attraverso il controllo e interventi suggeriti dalla gente, gli interventi sono stati 58; in alcune circostanze si è trattato anche di bonificare aree in cui era presente dell'eternit. In altre 18 circostanze, Gesenu ha provveduto a riportare alla normalità immobili fatiscenti di proprietà pubblica o strutture per le quali un'ordinanza comunale aveva obbligato i proprietari al ripristino di un minimo di decoro
Mauro Barzagna
Corriere dell'Umbria Lunedì 13 Settembre 2010

martedì 13 luglio 2010

New slot da bar e pizzo? Si combatte con gli 007

Degli 007 veri e propri per tenere sotto controllo i furbetti delle new slot machine e chi si approfitta a tal punto da chiedere una sorta di "pizzo". Si sta parlando di un malcostume che sarebbe abbastanza diffuso, ma le cui dimensioni sono emerse di recente a seguito della denuncia fatta da un noleggiatore umbro di slot machine nei confronti del proprietario di un locale che gli chiedeva di sborsare una somma di denaro per tenere le sue macchinette. L'episodio è diventato il motore per effettuare un'inchiesta più vasta perché non sarebbe questo un caso isolato e diversi noleggiatori si troverebbero davanti a richieste esose oltre che illegali.
La diffusione del fenomeno è stata messa in evidenza da una serie di approfondimenti che un quotidiano on line del settore, "Gioco&giochi" ha effettuato, raccogliendo anche i pareri di chi si trova a lavorare con questo balzello in più.
"Esercenti che tentano vere e proprie estorsioni nei confronti del noleggiatore e, quel che è peggio, alcuni gestori che propongono loro stessi tangenti per scalzare la concorrenza e accaparrarsi le piazze più ghiotte del mercato - spiega Claudia Cencini, responsabile del quotidiano on line -. Oggi se non accetti di pagare non entri in un bar ci ha raccontato un piccolo noleggiatore e parla di gara da parte di grossi noleggi che hanno slot per così dire anomale rispetto alla normativa dei Monopoli, facendo implicito riferimento al pay out, cioè la percentuale di restituzione del giocato, che per legge si attesta su un minimo del 75% ma di fatto supera spesso l'80% vuoi per manomissioni della macchina che per i trucchetti dei giocatori più smaliziati in grado di pilotare l'erogazione delle vincite. Finora i controlli sono stati effettuati soprattutto dalle forze dell'ordine, in particolare Finanza e polizia municipale; ora che i Monopoli hanno siglato di recente un accordo con la Siae arriveranno nei locali di gioco dei controllori ad hoc, una specie di 007, ma c'è da credere - conclude la Cencini - che non sarà facile entrare dietro le quinte di negoziati per così dire sotterranei che alimentano un tessuto illegale a discapito della stragrande maggioranza degli operatori che operano nella legalità"
Corriere dell'Umbria Martedì 13 Luglio 2010

venerdì 9 luglio 2010

Richieste di pizzo anche sulle newslot

Altre fonti di informazione come il Corriere dell'Umbria in data odierna hanno seguito poi l'evolversi della vicenda:

Un vero e proprio pizzo per tenere la macchinetta di questo o di quel noleggiatore nel proprio locale. Sotto accusa alcuni esercenti che secondo diverse segnalazioni si approfitterebbero in vario modo della situazione. In alcuni casi chiedendo ai noleggiatori qualche "intervento" strutturale nel locale, il pagamento dell'abbonamento a Sky fino ad arrivare a un "pizzo" in soldi contanti. Il tutto ovviamente oltre il 50 per cento del ricavato come previsto dal disciplinare. É un ulteriore balzello in aggiunta a tanti altri che dobbiamo pagare, spiegano, ma soprattutto è la testimonianza di un malcostume che
"potrebbe avere echi drammatici sul lavoro, di per sé agro, prefigurando cupi scenari di una "
tangentopoli" del noleggio". Lo si legge in una nota della Sapar dove viene riassunta la brutta avventura di un socio, che dopo ripetute richieste minatorie di soldi (tanti) a fondo perduto da parte dell'esercente di un bar di Ponte San Giovanni che ospita due delle sue slot, si è deciso a denunciarlo. Il noleggiatore, che si è visto anche scaricare in mezzo alla strada le due macchine visto che non voleva pagare , si è rivolto a un primo legale e poi all'avvocato David Zaganelli.
"Tra il gestore e l'esercente - spiega il legale - corre un rapporto storico; per quanto possibile il gestore ha aiutato il barista che nel tempo si è fortemente indebitato fino a che la situazione gli è sfuggita di mano. Lo stesso gestore, per venirgli incontro, gli ha più volte anticipato l'aggio mensile e corrisposto gli emolumenti dovuti nei limiti del possibile, lo ha anche indirizzato a un consulente finanziario. Poi il barista ha chiesto trentamila euro in più per coprire altri debiti, alché la banca, in mancanza di ulteriori garanzie gli ha chiuso le porte, troppo esposto per accontentarlo."
É a quel punto che per il gestore inizia il calvario.
"Da un anno a questa parte - spiega l'avvocato Saschia, primo legale della "vittima" - sono cominciate richieste continue e vessatorie di soldi al gestore sotto minaccia di estromettere le macchine dal bar."
Il gestore non si è piegato e in tutta risposta il barista ha staccato le macchine e le ha buttate per strada, salvo poi rimetterle dentro su sollecito del legale.
"In risposta a un fax di diffida le ha ricollocate nel bar - informa l'avvocato - lasciandole però per tutta la notte davanti a una vetrata. Un comportamento che ha fatto scattare, su segnalazione dello stesso gestore, l'intervento della guardia di finanza e della polizia municipale che nel sopralluogo hanno ravvisato una serie di violazioni."
Oltre alle inadempienze sul contingentamento sono stati contestati all'esercente reati di omessa custodia e danni personali. Come se non bastasse, l'esercente ha apposto alle gettoniere dei gettoni di carta per interdire l'erogazione delle vincite. Amaro il commento del presidente della delegazione Sapar Umbria Luca Patoia:
"Un caso che, data la gravità, può avere ripercussioni nazionali. C'è di che riflettere"

venerdì 26 marzo 2010

Protezione per le telecamere della videosorveglianza

Chi protegge la videosorveglianza? Già perché se questa è una risorsa importante per tenere sotto controllo le zone calde della città, va detto che in parecchi casi le telecamere vengono annullate dall'azione di vandali o di chi ha interesse a evitare di essere ripreso.
Il risultato è che che molte telecamere sono state completamente distrutte. Alcune in maniera visibile, per esempio quella situata nel sottopasso che dalla stazione porta a via del Macello, o dietro la cattedrale, altre oscurate o comunque danneggiate in maniera da risultare praticamente inservibili. é un serpente che si morde la coda ma di fatto almeno le telecamere riescono a fare da deterrente, finché qualcuno non si accorge che se vengono distrutte poi non sono altrettanto rapidamente sostituite
Corriere dell'Umbria

venerdì 12 febbraio 2010

L'Aeroporto di Sant'Egidio nell'inchiesta che coinvolge Bertolaso

Perché tra le regalie per quell'appalto i magistrati fiorentini indicano una Bmw nera data in uso (con tanto di telepass) proprio a Balducci, l'uomo d'oro del ministero per l'assegnazione degli appalti per i grandi eventi, compreso l'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia festeggiato in Umbria con l'atteso l'ampliamento della pista di Sant'Egidio.
e mentre l'inchiesta sta per arrivare alla Procura di Perugia per il coinvolgimento del giudice Achille Toro, il giudice fiorentino per le indagini preliminari Rosario Lupo a proposito di San'Egidio spiega:
"...l'appalto per l'esecuzione delle opere per il completamento dell'aeroporto internazionale dell'Umbria Sant'Egidio di Perugia veniva aggiudicato alla consortile Sant'Egidio, costituita il 4 aprile 2008 dalle società Redim 2002 srl, Igit spa e impresa Lungarini spa (società che in qualche modo fanno capo all'imprenditore favorito Diego Anemone ndr) ...L'appalto in questione ha ad oggetto esattamente la progettazione esecutiva e l'esecuzione delle opere per il completamento dell'aeroporto, dell'importo a base d'asta di 25.806.009,68 euro (lavori appaltati nell'ambito del programma per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia)...
e ancora: il giudice spiega i passaggi di queste assegnazioni per far capire quanto aggressiva fosse la gestione delle commesse: ."
..La mattina del 23 ottobre 2008, Guido Ruggeri, direttore tecnico dipendente di Diego Anemone (Redim 2002), informa quest'ultimo che nel pomeriggio è stata fissata una riunione con l'ingegner Raniero Fabrizi per verificare i quadri economici di un lavoro a Perugia che con tutta probabilità riguarda il completamento dell'aeroporto. Ruggeri aggiunge che alla riunione saranno pure presenti Ezio Gruttadauria e Bruno Ciolfi (Igit) e che l'obiettivo è riuscire a convincere Fabrizi per il reperimento delle risorse finanziarie. Ruggeri:
"Siccome viene Gruttadauria e poi viene pure Ciolfi, penso che è il caso che vieni pure te, perché ci sarà da battagliare un po' con Fabrizi. Perché serviranno i 10 della Regione, oltre ai 20 che c'è dello Stato. Ci servono i 10 della Regione più il recupero del ribasso, quindi ce ne servono 34...."
In serata, Ruggeri aggiorna Anemone sul soddisfacente esito dell'incontro, asserendo di essere riuscito a raggiungere un accordo per l'importo dei lavori per 45 milioni complessivi:
"Tutto a posto, vedi quando si lavora in squadra. Abbiamo chiuso a 38 per il primo stralcio e 45 per il completamento. Adesso però loro si devono muovere bene su Perugia, alla Regione, capito? Quindi bisogna fargli un po' di catechismo, questo ci devi pensare te. Per dire che si devono muovere con attenzione, perché io ho telefonato su a (omissis...)."
Ma come viene ricompensato Balducci per l'assegnazione dei lavori di Sant'Egidio? Ancora il giudice:
"...dalle indagini è risultato che Angelo Balducci ha la disponibilità di un'autovettura di pertinenza del gruppo imprenditoriale Anemone: si è infatti accertato che Balducci ha in uso la Bmw intestata alla società consortile Sant'Egidio avente come oggetto sociale "
la progettazione per il completamento dell'aeroporto di Sant'Egidio...."".
La riprova che Balducci l'abbia ricevuta dagli ambienti dell'imprenditore Anemone arriva da un'intercettazione.
"...il 15 ottobre del 2009 si apprende che il Balducci chiede a Roberto Molinelli (gruppo Anemone ndr) se la macchinetta nuova ... quella nera...com'è...è a benzina o diesel? Molinelli: ...oddio è a benzina...Balducci: ...grazie. Molinelli: ...che fai a fare un giro...la provi? Balducci: ...sì...io sto a Montepulciano..."
[...]
di Italo Carmignani
Il Messaggero Venerdì 12 Febbraio 2010

mercoledì 27 gennaio 2010

Ecco dove saranno i nuovi autovelox sulla Perugia-Bettolle

Cinque nuovi autovelox verranno installati sulla E45 e sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle. É in corso proprio in questi giorni l'installazione dei box per l'alloggiamento degli strumenti al fine di consentire alla polizia stradale, come ha spiegato ieri l'Anas,
"la gestione delle apparecchiature per il controllo e la repressione dell'eccesso di velocità, che rappresenta una delle principali cause di incidente."
Queste le zone in cui verranno posizionati gli autovelox:
  • sul raccordo Perugia-Bettolle tra lo svincolo di Piscille e la galleria Volumni per i veicoli in direzione Ponte San Giovanni;
  • sulla E45 in prossimità della curva di Collestrada e in particolare tra lo svincolo di Collestrada e l'uscita per Assisi-Foligno per i veicoli in direzione Cesena
  • e prima dell'uscita per Assisi-Foligno per i veicoli in direzione Perugia.
  • Sempre sulla E45, altri due strumenti saranno collocati in prossimità della curva compresa tra gli svincoli di Fratta Todina e Pantalla-Collazone: al km 40,900 per i veicoli in direzione Terni e
  • al km 39,820 per i veicoli in direzione Perugia.
"Il progetto - ha spiegato l'ingegner Andrea Primicerio, dirigente tecnico del Compartimento della viabilità per l'Umbria dell'Anas - si inserisce in un percorso di forte collaborazione con la polizia stradale volto alla tutela dell'incolumità degli automobilisti, già consolidato nei mesi scorsi con l'attività di controllo dei mezzi pesanti in transito sulla E45."
Questo genere di attività rientra nel programma di innalzamento dei livelli di sicurezza delle strade statali della regione che ha visto in opera, tra gli altri, 68 cantieri sulla E45 per oltre 70 chilometri di asfalto risanato; la chiusura con barriere amovibili di tutti i varchi spartitraffico e l'avvio dei lavori di risanamento della pavimentazione sul raccordo; l'avvio dei cantieri per l'introduzione degli standard di sicurezza europei nelle gallerie Collecapretto e San Pellegrino
Corriere dell'Umbria Mercoledì 27 Gennaio 2010

giovedì 10 settembre 2009

Controlli del Nas - Parmigiano scaduto da due mesi sul bancone

Cibi con etichette incomplete e scaduti. Lasciate per mesi sui banconi nonostante la scadenza fosse già superata. Ogni massaia sa bene che al momento della spesa deve osservare bene le etichette affisse sui prodotti.
Questo per conoscerne la provenienza, rintracciare quella che ormai si chiama la filiera, e essere certa della sua provenienza e qualità.
Ma anche per verificare con attenzione la data di scadenza. Non sempre questo è possibile. Il cliente distratto e di fretta può essere facilmente ingannato ma non tutti. I più attenti osservatori no: è facile notare su alcuni negozi e supermercati prodotti già scaduti lasciati sugli scaffali, magari messi in prima fila davanti a prodotti più freschi, a portata di mano.
É chiaro che un'etichetta con la dicitura "da consumarsi preferibilmente" permette una maggiore elasticità nella gestione e nei controlli ma certo per i prodotti "freschi" dopo un mese, pare chiaro che non sia più possibile chiudere un occhio.
Nè rischiare la salute. I militari del nucleo antisofisticazione dei carabinieri di Perugia, nel mese di agosto, hanno effettuato 184 ispezioni igienico sanitarie ed amministrative, nel corso delle quali sono state rilevate 8 infrazioni penali e 52 amministrative.
Infrazioni che hanno interessato tutte i settori e tutti i centri dell'Umbria. Violazioni Sono stati segnalati all'autorità amministrativa per l'utilizzo di automezzi, adibiti esclusivamente al trasporto sostanze destinate all'alimentazione umana, per trasporto sostanze zootecniche e per l'omessa registrazione delle pulizie effettuate sugli automezzi, due ditte di trasporti di Assisi e Perugia.
Un'altra segnalazione è arrivata per carenze igienico strutturali, a carico di un deposito di latticini di Terni, un bar enoteca di Orvieto e per uno stabilimento balneare di Castiglione del lago.
Raffica di violazione per inadeguatezza nelle procedure di autocontrollo e mancanza del relativo manuale, per ridurre i rischi igienico-sanitari dell'attività, a carico di un agriturismo di Foligno, due pub di Terni, quattro stabilimenti balneari di Piediluco e Passignano sul Trasimeno, un disco pub di Bastia Umbra, un ristorante di Magione, un negozio di alimenti etnici di Perugia, cinque bar di Perugia, Castiglione del lago e Terni, una rivendita di prodotti ittici di Foligno; Segnalato inoltre dagli uomini del comandante Marco Vetrulli l'utilizzo di personale adibito al locale cucina, sprovvisto degli indumenti previsti dalla legge in un ristorante cinese sempre di Perugia.
Detenzione di alimenti Rischia fino a 3mila euro di multa il titolare di un supermercato di Assisi.
I militari hanno rilevato cibi con scadenze e termine massimo di conservazione oltrepassato, confezionati sottovuoto senza la dovuta autorizzazione e privi delle indicazioni di legge necessarie alla rintracciabilità.
Nel corso dei controlli sono stati sottoposti a sequestro sanitario per la successiva distruzione circa 30 chili di formaggio sottovuoto, per lo più parmigiano lasciati sugli scaffali quando erano già scaduti due mesi prima.
I controlli del Nas hanno riguardato poi l'ampliamento dell'attività di somministrazione di alimenti a carico di uno stabilimento balneare di Piediluco, una discoteca ed un ristorante di Terni, l'ampliamento della capacità ricettiva a carico di una residenza protetta di Città di Castello, l'inadeguatezza strutturale del magazzino per alimenti in uno stabilimento di Magione.
Sono state notate carenze igienico sanitarie infine come anche la mancanza di cartellini degli ingredienti sui prodotti esposti per la vendita in un bar pasticceria di Orvieto; pesce congelato senza la prescritta autorizzazione sanitaria; un deposito di alimenti sprovvisto di regolare autorizzazione e somministrazione alimenti e bevande all'interno di un chiosco abusivamente realizzato, a carico di un discoteca all'aperto di Foligno, che a seguito di richiesta degli uomini del Nas è stata chiusa dal sindaco; contestata pure l'attivazione di un agriturismo sprovvisto della prescritta autorizzazione regionale a Cerreto di Spoleto: al riguardo l'autorità sanitaria locale, su richiesta del Nas ha emesso un'ordinanza di immediata chiusura dell'attività a seguito delle carenti condizioni igienico sanitarie riscontrate durante il controllo.
Contestato inoltre l'utilizzo di aree non autorizzate quali sale da ballo e locali per la somministrazione alimenti, in una discoteca di Passignano sul Trasimeno.
Infrazione a cui ha fatto seguito da parte del sindaco l'ordinanza sindacale di immediata chiusura ed interdizione al pubblico delle aree impropriamente utilizzate.
e ancora. Contestata l'esposizione per la vendita di formaggi e salumi sprovvisti delle indicazioni di legge relative alla rintracciabilità in un supermercato di Foligno dove sono stati sottoposti a sequestro sanitario ed avviati alla distruzione circa 40 chili di salumi e formaggi.
Violazioni penali Erano state lasciate nel parcheggio della ditta per tre giorni sotto il sole cocente di questa lunga estate.
Segnalata all'autorità giudiziaria la detenzione di circa 3.000 bottiglie di acqua, esposte ai raggi solari e quindi potenzialmente pericolose per la salute.
Segnalato anche un 25enne nativo di un comune dell'orvietano per duplicazione abusiva di 86 cd musicali privi dei contrassegni Siae e successivamente utilizzati all'interno di un night club dell'orvietano.
Il titolare è stato sanzionato amministrativamente con una multa di 13.000 circa, per aver utilizzato i cd all'interno del locale e per aver adibito abusivamente a deposito alimenti e bevande un locale garage privo della prescritta autorizzazione e non idoneo allo scopo.
Segnalato all'autorità giudiziaria infine un ristoratore di Passignano sul Trasimeno per dichiarazioni false in atto pubblico.
L'uomo per utilizzare una più ampia superficie di marciapiede per la somministrazione di alimenti aveva dichiarato falsamente di esserne autorizzato all'utilizzo.
I controlli proseguiranno nelle prossime settimane concentrandosi in particolare nelle mense scolastiche
Corriere dell'Umbria 9 Settembre 2009

sabato 29 agosto 2009

Artigiani da record, il 76,5% dimentica la ricevuta fiscale

Muratori, tappezzieri, falegnami, fabbri, elettricisti e idraulici: niente fattura in 3 casi su 4.
E l'Umbria si trova nella parte alta della classifica delle cattive abitudini che ha compilato Contribuenti.it.
A Perugia la media degli artigiani che, dopo aver concluso un lavoro, non emettono fattura, è appena sotto alla media nazionale.
«In Italia il 77,3% degli artigiani non rilascia la ricevuta fiscale», denuncia Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani.
La classifica elaborata al 30 luglio 2009 da Contribuenti.it vede al primo posto gli artigiani di Venezia con 79,4%, seguita da Genova con il 77,2%, Verona con il 76,3%, Perugia con il 76,5%, Roma con il 76,9%, Aosta con il 75,5%; Milano con il 74,8%, Torino con il 72,6%, Palermo con il 71,3% e Bari con il 70,2%.
Complessivamente la classifica della illegalità fiscale (relativa sia a coloro che non hanno emesso fattura, sia a coloro che, emettendola, hanno maggiorato del 20% il compenso pattuito) stilata da Lo Sportello del Contribuente, vede al primo posto i muratori/pittori, con il 81,5% degli evasori, seguiti dai tappezzieri (80,8%), dai falegnami (78,2%), dai fabbri (76,8%), dagli elettricisti (74,7%) e dagli idraulici (71,2%).
Il Messaggero Venerdì 28 Agosto 2009

mercoledì 5 agosto 2009

Ikea a Perugia: la procura indaga

La procura indaga sull'"affaire" Ikea a Perugia. Lo rende noto lo stesso Comune del capoluogo. A pagina 3 della determinazione interna di giunta numero 133 dell'11 giugno 2009 (l'ultima presieduta dal sindaco Locchi), c'è scritto:
"la procura della Repubblica di Perugia ha aperto un fascicolo di indagini preliminari con richiesta di copia conforme dell'istanza eventualmente presentata da Ikea al Comune di Perugia; a tale richiesta è stata data risposta fornendo informazioni sui contatti e gli incontri avuti con i rappresentanti Ikea."
Il Comune fa anche sapere che la prima manifestazione di interesse scritta è relativa a una
"nota ricevuta con protocollo 81856 del 29 aprile 2009, nel quale Ikea Italia Property srl di Carugate, Milano, società operativa del gruppo Ikea per la realizzazione e lo sviluppo delle strutture immobiliari, ha manifestato l'interesse ad inserire un punto vendita sul territorio del comune di Perugia, da localizzare lungo l'asse viario E45 (Perugia-Terni)"
è scritto nella stessa determinazione in cui sostanzialmente si invita la Regione a prevedere una grande superficie commerciale nel piano del commercio al fine di approvare la variante al piano regolatore e dare corpo al progetto. Che progetto. In questione c'è un terreno di 30 ettari. Oltre all'edificio per l'attività commerciale e agli edifici per tutte le attività collegate, è prevista la relativa viabilità interna e gli standard urbanistici di parcheggio e di verde.
Serve anche un'autorizzazione all'esercizio di commercio ad dettaglio su una superficie di vendita di almeno 20mila metri quadrati di cui 250 per vendita di prodotti alimentari.
E ancora sono richieste autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande di cui una per un ristorante da 150 posti a sedere e due per altrettanti bar.
Saranno duecento i posti di lavoro in più diretti, più cento di indotto, stando ai dati forniti da palazzo dei Priori.
L'attenzione della procura arriva a seguito di una serie di esposti, tra cui quello della sezione perugina di Italia nostra.
Al centro della vicenda c'è la permuta del terreno (a San Martino in Campo) delle Opere pie riunite (i cui vertici sono di nomina amministrativa, Comune e Regione) che sarebbe avvenuta a favore di un grande imprenditore del Marscianese in cambio di un appezzamento agricolo con vigna a Montefalco.
L'individuazione dell'area arriva dopo anni di rumors e boatos sull'ipotetica sede dell'Ikea perugina. Il primo servizio sulla stampa è uscito proprio in queste colonne (il 12 marzo del 2006), in cui si riferiva di un interessamento dei colossi dei mobili svedesi per l'area del Red Zone (per il quale allora si parlava di vendita) a Casa del Diavolo.
A seguire sono circolate voci su una spianata a Lidarno e un appezzamento di Deruta

Alessandro Antonini
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Agosto 2009

sabato 18 luglio 2009

Internet, raffica di truffe in rete: attenzione a Pagine.it

Le nuove truffe navigano via Internet. Vittime inconsapevoli sono gli utenti del web che vengono raggirati con sofisticati trabocchetti che mirano a prosciugare i conti correnti.
Come è accaduto nei giorni scorsi, quando la polizia postale e la guardia di Finanza, dopo mesi di indagine, hanno arresto due coniugi, accusati di aver truffati aziende di tutte Italia, attraverso il sito Pagine.it.
Un modo per imbrogliare che è in forte espansione, tanto che la polizia postale e delle telecomunicazioni di Perugia ha registrato negli ultimi tempi un incremento di casi e segnalazioni.
In sei mesi solo in provincia di Perugia erano sono denunciate 315 persone, effettuati 4 arresti, mentre sono 650 le persone oggetto di indagine in corso.
A Terni gli indagati sono 135 e 300 le indagine avviate. Risale invece a qualche mese fa la vicenda di 33 truffatori arrestati per aver addebitato ad ignari titolari di contratti telefonici, numerosi scatti e connessioni che facevano lievitare le bollette a beneficio di alcuni "centri servizi" gestiti da loro stessi.
La truffa delle bollette "pazze" era gestita da un "boss" con numerosi precedenti, a cui facevano capo due strutture parallele: una era relativa ai centri servizi, titolari di numerazioni a valore aggiunto come l' 899, l'altra ai "telefonisti".
Questi ultimi operavano in due modi, ovvero intervenendo su centrali telefoniche della Telecom, violandole e collegando apparecchiature meccaniche ed elettroniche allo scopo di addebitare scatti telefonici a ignari cittadini.
Questi scatti confluivano poi a vantaggio di numerazioni del tipo 899 intestate ai complici. In gergo tecnico si chiama con un curioso nome: "phisher", ma in pratica è un bieco autore di truffe via internet.
Come un ingegnere perugino di 27 anni, al lavoro in un'azienda di Petrignano di Assisi, che arrotondava lo stipendio così, truffando i malcapitati tramite e-mail.
I truffati erano gli utenti della filiale di una banca di Petrignano, ai quali l'ingegnere perugino, dopo avere aperto un conto on-line con la stessa banca, copiava i codici di accesso ai conti correnti e li trasformava in bonifici bancari a suo favore.
Le somme prelevate si aggiravano sui 3.000 euro, ma il truffatore è riuscito a farla franca per un anno, finché venne scoperto dai carabinieri di Petrignano a conclusione di una delicata indagine su frodi informatiche, attraverso le tradizionali "catene di Sant'Antonio": l'ingegnere prelevava denaro negli altrui conti correnti, li versava come bonifici a suo favore e li riversava, poi, in altri conti correnti, ricavandone una percentuale di guadagno dell'8%.
La catena finiva sempre in Finlandia, nel conto on-line del complice ancora non identificato dai carabinieri.
Il truffatore perugino è stato denunciato, sequestrati il suo computer, alcuni appunti e i testi delle e-mail.
L'ultima truffa, invece, partiva da Ponte San Giovanni e arrivava in tutta Italia e consisteva, sostanzialmente, nell'inviare fatture per pubblicità on-line mai richieste inviate a decine di imprenditori e minacce di azioni legali in caso di insolvenza.
Erano gli strumenti che secondo la polizia postale e la guardia di finanza di Perugia marito e moglie utilizzavano attraverso la società Pagineit.
A loro carico sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, anche tentata, all'estorsione e all'evasione fiscale.
Sei collaboratori della coppia sono stati invece indagati a piede libero per gli stessi reati. Un intervento che non è stato gradito, tanto che un inviato delle Iene, Mauro Casciari, che stava registrando il servizio davanti alla sede di Ponte San Giovanni, è stato picchiato da un uomo che è uscito dalla sede dell'azienda.
La puntata in cui in pestaggio verrà mandato in onda è programmata per il 20 settembre, alla ripresa del programma.
L'operazione, Araba Fenice 2, è stata coordinata dalla procura perugina e ha portato agli arresti domiciliari Maria Angela Maltecca, 55 anni, mentre il marito, Fiorenzo Moroso, 56 anni.
Secondo gli investigatori i due, pur non comparendo nell'organico dell'azienda, ne erano amministratore e gestore.
Dalle indagini delle fiamme gialle della compagnia perugina e della polposta Pagineit inviava alle aziende una presentazione dei servizi pubblicitari offerti in rete, insieme all'annuncio di una offerta promozionale, l'inserimento gratuito dei loro dati in alcuni portali.
Con la richiesta di segnalare all'ufficio clienti se non fossero state interessate al servizio. Successivamente le stesse aziende - ritengono gli inquirenti - venivano contattate dal call-center di Pagineit, che ha sede a Perugia, per avere conferma dei dati aziendali.
Quindi ricevevano una fattura di 291 euro come corrispettivo del servizio, in realtà - secondo l'accusa - mai richiesto.
In caso di mancato saldo, le aziende venivano ricontattate con solleciti di pagamento e minacce di azioni legali in caso di insolvenza.
Un presunto meccanismo illecito nel quale sono finiti numerosi imprenditori operanti in varie zone d'Italia.
A oggi sono centinaia gli esposti al vaglio della polizia postale e della guardia di finanza secondo i quali le denunce potrebbero salire anche a un migliaio.
Disposto il sequestro delle apparecchiature utilizzate nei call-center di Perugia, Pescara e Massa Martana, nonchè delle linee telefoniche, del sito Pagineit e delle altre pagine web a esso riconducibili ma anche di conti correnti e postali facenti capo alla società che, secondo gli investigatori, venivano svuotati periodicamente.
Guardia di Finanza e polizia postale hanno accertato l'emissione di fatture per un importo di circa due milioni e 800 mila euro, la maggior parte delle quali mai contabilizzate.
Gli stessi coniugi in passato sono stati interessati da un procedimento penale per una vicenda simile.
di Claudio Bianciardi
Il Messaggero Domenica 12 Luglio 2009

domenica 12 luglio 2009

Se ti bruciano l'auto e ... il Comune non ti aiuta

Trenta famiglie in cupa e disperata sofferenza. Vittime di vandalismi e alle prese con rate da pagare dei vecchi e dei nuovi acquisti. Monta la protesta, anche contro il Comune, inteso come istituzione pubblica, da parte dei proprietari delle auto bruciate dall'ancora misterioso piromane (o sono più di uno?).
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è una lettera che "Cittadinanzaattiva" ha inviato ad una delle vittime, che aveva chiesto informazioni, se ci fossero aiuti pubblici per chi era stato colpito dall'incendio della propria vettura.
"Cittadinanzaattiva" ha risposto che il Comune di Perugia non ha attivato un fondo per le vittime di questi atti vandalici e teppisti
"contrariamente a quanto hanno fatto amministrazioni quali quelle di Roma e di Firenze."
Niente fondi per le vittime dei piromani - hanno subito argomentato - le vittime, ma soldi a pioggia a destra e a manca.
Anche per questioni di livello internazionale che non competono direttamente alle attività delle istituzioni e degli enti locali umbri.
Trenta auto bruciate, per una città come Perugia, rappresentano un fenomeno serio. Soprattutto perché essendo ancora ignoti gli autori degli incendi, non c'è neppure la possibilità di costituirsi parte civile contro i responsabili.
Tra i più accesi Mauro C., di Ponte Valleceppi, che lo scorso 13 giugno, alle 2,45 di notte, si è visto distruggere dal fuoco la propria Alfa 166 e, in parte, anche la Polo, intestata a suo figlio.
"Famiglie come la mia si sono trovate in netta difficoltà economica. Ci sono da pagare le rate dell'autovettura bruciata e affrontare le spese per acquistarne un'altra..."
Non solo.
Il signor Mauro c. sottolinea anche un altro aspetto.
"Non ci sono solo le vicende economiche. Anche i risvolti psicologici hanno il loro peso. Dalla notte dell'incendio mia moglie ha paura persino ad uscire di casa, mangia pochissimo e fuma tanto.
É rimasta choccata dall'evento anche perché per salvare almeno l'auto di nostro figlio, una Polo, è rimasta ustionata al gomito..."
Aggiunge anche un altro concetto, la vittima:
"Colpisce anche il fatto che questa delle auto bruciate sia una violenza senza spiegazione, gratuita.
E per questo ancora più incomprensibile."
C'è l'idea di far partire un comitato tra le vittime degli incendi. Anche per sollecitare il Consiglio comunale a varare un fondo pubblico di solidarietà per le vittime di questo tipo di reati.
D'altro canto, negli ultimi tempi, auto ne sono state bruciate in varie zona della città: da Porta Sant'Angelo a Monteluce, da via Eugubina, a via Settevalli, da Ponte Valleceppi a Ferro di Cavallo.
Una sorta di mappa della rabbia disperata per chi ha subito il danno. Pare che il piromane (o i piromani) diano il fuoco alle vetture usando una "pasticca di diavolina". Una cosa di pochi grammi che produce danni enormi sotto tutti i punti di vista

Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Mercoledì 8 Luglio 2009

domenica 5 luglio 2009

La Movida alla Verbanella

Scatta la movida nel fine settimana nel parco della Verbanella. Veramente scatta un po' ovunque nelle aree verdi cittadine ma da quando si sono intensificati i controlli alla Pallotta, il parco racchiuso in quel fazzoletto verde tra via XX settembre e Fontivegge è divenuto luogo privilegiato per incontri di stampo etnico.
O meglio, di immigrati sudamericani, che avendo il giorno di libertà di sabato e non possedendo di altri luoghi per l'aggregazione, si danno appuntamento in uno degli angoli del parco.
Quello in prossimità del quadrato in terra per il calcetto. Montano una rete per la pallavolo, il campetto di calcio è già pronto e dal primo pomeriggio fino a notte inoltrata si gustano una parvenza di movida.
Perché la partita di calcio o di pallavolo è solo una scusa per ritrovarsi tra appartenenti a uno stesso gruppo e passare la giornata insieme.
Una esigenza espressa in varie forme da tutti i gruppi di immigrati che si trovano in città, sistematicamente ignorati ma "sentiti" solo quando iniziano problemi di convivenza.
Un po' troppo rumorosa, come segnalato da alcuni residenti di via XX settembre. Che segnalano come nel fine settimana il parco si trasformi in un contesto troppo vivace. Con canti, balli, schiamazzi e litigate rumorose che vanno avanti fino a tarda notte. Il tutto annaffiato da fiumi di birra, tradizionale usanza del giorno di festa, con le bottiglie fornite direttamente da un camioncino che staziona fisso nel parcheggio proprio sopra il parco e dal quale i residenti vedono scaricare diversi cartoni di "bionda".
e che il consumo sia elevato lo si intuisce dando un'occhiata a quello che resta per terra, tra tappi di bottiglie e cartoni usati.
Perché nonostante i secchi della spazzatura siano presenti e mezzi vuoti i rifiuti restano per terra.
Questo si ripete tutti i fine settimana, soprattutto d'estate, quando le temperature alte favoriscono gli appuntamenti nei parchi.
[...]
Giovanna Belardi
Corriere dell'Umbria Domenica 5 Luglio 2009

venerdì 29 maggio 2009

Bond argentini: condannata la banca!

Il pensionato e la casalinga hanno ragione e vincono la causa, la banca perde e viene chiamata, e obbligata, a rifondere il danno; é stata depositata, in queste ultime ore, la sentenza del tribunale civile (presidente Aldo Criscuolo, a latere Teresa Giardino e Umberto Rana, quest'ultimo giudice estensore), la prima in Umbria, sulla vexata quaestio dei bond argentini.
La causa aveva preso avvio il 27 marzo 2007 quando il pensionato e la casalinga, entrambi perugini, tramite il loro difensore, l'avvocato David Apolloni citarono una banca locale (assistita dagli avvocati Mazzi e Brancadoro) lamentando il fatto di aver perso i risparmi di una vita nei bond argentini.
I due spiegavano che nell'ottobre del 2000 la banca aveva consigliato loro di investire tutti i loro risparmi, costituiti dal tfr, in prodotti finanziari.
Solo dopo il crollo in borsa, il pensionato aveva scoperto di aver acquistato, insieme alla moglie, titoli della Repubblica Argentina per un valore nominale di 50 milioni di lire (all'epoca vigeva la vecchia divisa).
I due coniugi assicuravano che, al momento della sottoscrizione del contratto di deposito titoli, non avevano avuto alcuna informazione sui rischi generali e non avevano neppure avuto notizie sulla propensione al rischio.
Solo due anni e mezzo dopo avevano firmato un documento sui rischi generali e ancora l'anno successivo un modulo sulla propensione al rischio.
La banca, dal canto suo, in giudizio si era opposta a tutte le domande dei suoi vecchi clienti, sollecitando la declaratoria di decadenza dell'azione, avviata ben oltre il termine dei sessanta giorni previsti dal contratto.
Il giudice in sentenza sottolinea come l'intermediario (la banca, insomma) abbia il dovere di comportamento "diligente, corretto, trasparente" sia al momento della instaurazione del rapporto con l'investitore, sia durante.
Senza contare che deve tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, sia delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza della singola operazione.
Nel caso specifico mentre la sottoscrizione è dell'aprile del 1998 l'ordine di acquisto dei bond argentini è dell'ottobre 2000.
In definitiva, argomenta il tribunale, l'ordine di acquisto "è avvenuto in palese violazione degli obblighi di informativa."
[...]
Elio Clero Bertoldi
Corriere dell'Umbria Venerdì 29 Maggio 2009

lunedì 11 maggio 2009

Assalto fallito a Collestrada

Notte ad altissima tensione al Centro commerciale di Collestrada, dove una banda di malviventi aveva progettato un colpo a dir poco spettacolare ai danni del negozio della catena Mediaworld presente all'interno della struttura.
Il colpo, però, è sfumato perché i malviventi non avevano fatto i conti con una serie di imprevisti e con il tempestivo intervento degli uomini della Vigilanza Umbra e dei carabinieri.
Di certo non è mancata l'audacia a un gruppo di ladri che intorno alle 2 ha assaltato il centro commerciale all'altezza dell'ingresso più vicino al negozio di elettrodomestici, computer e hi-fi.
Con un'auto, con tutta probabilità di provenienza rubata, hanno sfondato una porta i sicurezza laterale, percorso le gallerie interne all'edificio e, una volta raggiunta l'area antistante Mediaworld hanno preso la rincorsa per abbattere anche tutte le strutture di ingresso del negozio.
Nel frattempo, però, l'allarme era scattato su tutti i fronti, sia dalla sala di controllo interna al centro commerciale, dove operano 24 ore su 24 delle guardie giurate, sia dalla centrale operativa della Vigilanza Umbra, alla quale sono collegati i sistemi di sorveglianza del negozio Mediaworld.
Immediatamente, dopo aver avvertito i carabinieri, la Vigilanza Umbra ha inviato sul posto una propria pattuglia che si trovava nella zona di Ponte San Giovanni.
L'arrivo delle forze dell'ordine e dei metronotte, ma anche il fatto non previsto dell'autovettura che si è incastrata fra i tornelli e la saracinesca del negozio di elettrodomestici e computer, ha determinato le condizioni affinché i malviventi prendessero la decisione di desistere dal proprio piano.
Non è un caso che sia le guardie giurate arrivate sul posto che quelle impegnate all'interno del centro di controllo video abbiano visto scappare alcuni individui a piedi nelle campagne circostanti.
Non è escluso, fra l'altro, che in un luogo vicino - forse anche il vicino snodo viario costituito da E45 e "Centrale umbra" - fosse pronto a recuperarli un complice a bordo di un altro mezzo.
Controlli accurati e minuziosi sono stati attivati già nel corso della notte e non è escluso che il sopralluogo effettuato dai carabinieri all'interno del centro commerciale non abbia consentito loro di raccogliere già qualche elemento utile alle indagini.
Uno degli elementi che vengono vagliati con attenzione è senza dubbio la provenienza dell'auto di grossa cilindrata utilizzata per tentare il colpo.
Senza dimenticare eventuali tracce lasciate dai ladri sia nella vettura che nel parcheggio antistante la porta divelta, ma anche nell'area interna al centro in cui si sono svolti i fatti.
Una volta conclusi gli accertamenti e i prelievi da parte degli inquirenti, nel centro commerciale e nel punto vendita Mediaworld sono entrate in azione squadre di operai per riparare i danni e rendere nuovamente agibile la struttura.
Ieri, infatti, era giorno di apertura al Centro commerciale Collestrada, la cui funzionalità è stata immediatamente ripristinata, al punto tale che i clienti hanno potuto compiere senza problemi di alcun genere i propri acquisti.
L'unica "testimonianza" rimasta del tentato furto è un telone nero che protegge la porta di sicurezza divelta
Mauro Barzagna
Corriere dell'Umbria Lunedì 11 Maggio 2009