La questione Trasimeno

"Fino all'inizio degli anni Ottanta il lago Trasimeno era la seconda fabbrica di Perugia."
Con queste parole Rino Cocchini, anziano pescatore, esperto del lago dall'età di nove anni e ora guida al museo della pesca di San Feliciano, individua con estrema efficacia il nodo di quella che ormai si può chiamare "questione Trasimeno".
"C'erano 480 pescatori - prosegue - più l'indotto creato dalla pesca. I pescatori erano riuniti in sei cooperative, c'era il consorzio per la valorizzazione del pescato. Oggi sono una quarantina riuniti in due cooperative e con pochissimi operatori giovani."
Il lago è logorato - afferma Cocchini - ci sono dai 3 ai 4 mila cormorani che mangiano il pesce, più le specie infestanti come i gamberi e il carassio a scapito di quelle pregiate.
Ora i pescatori hanno il problema della quantità del pescato
"Una volta - ricorda - il lago Trasimeno era considerato il lago di Perugia. Certo, ora non si può più dire."
Come a sottolineare che "dall'alto" non sono arrivate le attenzioni dovute a quello che è il principale lago umbro e le opere da tempo annunciate tardano ad arrivare a compimento:
"Nel 2004 - racconta Cocchini - ho partecipato a una riunione a Castiglione del Lago dove è stato annunciato che l'acqua proveniente dal Montedoglio sarebbe arrivata al Trasimeno nel 2006.
Tutte chiacchiere. Siamo a fine 2008 e le condotte sono ferme a 2mila metri dall'allaccio."
Cocchini non ha dubbi sulla causa principale del livello critico delle acque del Trasimeno che una settimana fa toccavano i meno 164 centimetri sullo zero idrometrico:
"Bisogna bloccare gli attingimenti.
Ci sono tre sistemi di pompaggio che portano via 950 litri di acqua al secondo. Bisogna togliere questi motori dal lago e tornare a un'agricoltura tradizionale. Se quest'inverno non piove nel 2009 il lago calerà di un altro mezzo metro. Con l'acqua bassa spariscono pesci preziosi per la pesca come il latterino e il persico, l'aumento della salinità rovina ne habitat naturale e il ripopolamento non è adeguato.
In più quando fanno i dragaggi lasciano la melma dentro al lago che imputridisce e rovina la qualità dell'acqua."
Cocchini però non è ottimista sul futuro. Non crede che sarà fatto niente per il Trasimeno:
"La gente vuole bene al lago, anche quella che viene da fuori.
Gli abitanti conoscono e sono consapevoli del problema ma per i nostri politici passa in seconda mano e anche l'opposizione non ha fatto il suo dovere, ha mostrato scarso interesse, doveva intervenire tutti i giorni."
"Tutti gli altri laghi d'Europa sono tutelati - commenta -. Il nostro è un lago meraviglioso, dovremmo proteggerlo, quasi accarezzarlo. Se fosse ben nutrito darebbe spazio non solo alla pesca tradizionale ma anche a quella sportiva, incentivando anche il turismo.
Ricordiamoci che ci sono più di 2mila operatori intorno al Trasimeno che vivono di turismo."
Non è facile, sostiene Cocchini:
"Ci sono interessi diversi. Difficile conciliare quello che vogliono gli agricoltori, gli operatori turistici o l'oasi naturistica"
Simona Billi
dal Corriere dell'Umbria Lunedì 6 Ottobre 2008

0 commenti

Posta un commento

Altre News su Perugia Notizie

News della Provincia di Terni

Offerte di lavoro a Perugia e Provincia

Ultimi commenti su Perugia Notizie