Condanne a cinque, quattro e tre anni. Colpevoli. Sono colpevoli di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione i vertici del club-hotel "Il Barone", mecca del sesso a pagamento al chiuso di camere d'albergo, con tanto di festini e ballerine dell'Est Europa e del Sud America pronte a concedersi agli avventori.
Naturalmente sotto pagamento. Bacino d'utenza non solo quello perugino - della "Perugia bene" - ma allargato: umbro ed extraregionale.
Accolte quasi in toto le richieste del pubblico ministero Sergio Sottani. A Lorena Assunta Fino, ritenuta la "testa" dell'organizzazione nonché reputata responsabile delle accuse mosse, la maggiore pena: un lustro di galera.
La richiesta di Sottani ai attestava a 6,5 anni. Quattro anni per i due figli e tre per uno dei dipendenti (che si avvarrà dell'indulto). Si conclude il primo grado di giudizio per uno dei giri di prostituzione "intramoenia" della città, con oltre 20mila soci (tra cui le prostitute e avventori provenienti da fuori regione, ndr) e una selezione della "merce" attraverso un sistema informativo in rete collegato direttamente nei paesi e nelle "agenzie" di mezzo mondo.
La fine del processo, con l'accoglimento della tesi della pubblica accusa. I sei imputati erano difesi da un collegio di penalisti formato da Nino Marazzita, Luca Gentili, Paolo Rossi, Simone Budelli.
L'operazione era partita da una segnalazione del comando provinciale di Modena che aveva trovato un giro di prostituzione che portava in varie città d'Italia tra le quali Perugia (l'albergo di via Tuderte e un trans domiciliato a Ponte San Giovanni).
Da lì era partita una indagine, con tanto di intercettazioni telefoniche, che aveva portato a scoprire lo sfruttamento della prostituzione nel "Barone".[...]
Alessandro Antonini
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 6 Novembre 2008

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