Un esempio significativo di circo, nella formula di mostra faunistica itinerante, è rappresentato dal Victor: un'attività di spettacolo viaggiante leggermente diversa dal circo comunemente inteso, dove comunque gli animali sono considerati "attrazioni" inserite nell'elenco delle attività spettacolari di cui all'art. 4 della legge 337/68.
In questo caso gli animali non eseguono specifici numeri, ma vengono semplicemente mostrati. Per più di un anno questo circo, con l'aiuto dei volontari di varie sedi Lav, è stato inseguito e monitorato in svariate località in cui è attendato e sono state inoltrate ripetutamente le richieste di accesso agli atti per ottenere i verbali di sopralluogo stilati, in particolar modo, dal corpo forestale e dalle Asl.
Nonostante quelle che appaiono essere evidenti violazioni della normativa sul benessere animale, tutti gli interventi svolti dalle competenti autorità, ad oggi, non hanno rilevato nulla di anormale nel mantenimento degli animali.
In modo particolare, nessuna attenzione è stata rivolta alle prescrizioni della Commissione Scientifica Cites come si evince dai verbali di ispezione emessi dal Cfs e ottenuti dalla Lav, né sono menzionati i "criteri" e specificato se siano rispettati o meno.
La massima attenzione degli organi che hanno effettuato i controlli è stata posta da una parte sull'assenza di malattie in atto (soprattutto infettive) e dall'altra sull'esistenza dei previsti certificati di origine e gli altri requisiti Cites, mentre si è "voluto" sorvolare sulle discutibili condizioni di detenzione degli animali. i criteri per la detenzione degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti sono la minima garanzia che la nostra legislazione offre nei confronti del benessere degli animali usati in quelle strutture. Una garanzia minima e sempre, in tutti i casi, disattesa.
In modo continuo, costante, determinato. In nessun verbale sino ad ora ottenuto vengono menzionati. Sono, di fatto, lettera morta. Ma che cos'è il Victor? Una serie di grossi camion con le pareti attrezzate a gabbie impilate, alcune delle quali addirittura chiuse da un pannello di legno oltre alle sbarre di ferro, che ospitano più di 60 animali.
La grande maggioranza è composta da volatili che vengono fatti uscire per pochissimi minuti durante gli spettacoli, attirati dal cibo, alcuni fatti volare all'interno del tendone per poi tornare ad essere rinchiusi nella loro scatola di lamiera dove vivono perennemente.
C'è, inoltre, un sistema di piattaforme con saliscendi che, da un piano sottostante, fa salire a livello del palco delle gabbie contenenti due alligatori, pellicani che escono dal retro, pinguini, avvoltoi e un leone marino tenuto praticamente in scatola, così come uno squalo costretto in una piscina di dimensioni assolutamente inadeguate.
Ma come vivono gli animali? Al buio perenne nei tunnel dei container, piombati, e con un microclima comune a una molteplicità di specie fra loro estremamente diverse. Ricordiamo che la stessa Commissione Cites ha evidenziato tutta una serie di requisiti minimi indispensabili per la detenzione degli animali nei circhi, al fine di evitare di incorrere nel reato di maltrattamento, tra cui l'utilizzo di strumenti atti a regolare la temperatura degli ambienti in funzione delle singole esigenze degli animali ospitati, l'arricchimento ambientale come componente essenziale e, soprattutto, l'idoneità delle strutture di detenzione.
Nonostante le varie denuncie fatte dalla Lav in merito al Victor, nulla è mai cambiato nelle modalità e negli esiti dei controlli fino a che non abbiamo fatto intervenire la troupe televisiva di Striscia la Notizia (Canale 5). L'ottimo filmato trasmesso da Striscia ha chiaramente messo in mostra non solo lo strazio di animali reclusi in modo indegno ma anche la scarsa affabilità del gestore, la sua dubbia sensibilità e conoscenza dei bisogni degli animali detenuti. Il veterinario intervistato ha dichiarato, tra l'altro, un particolare di estrema importanza: non si riconosce il grado di sofferenza dei coccodrilli perché, al contrario di altri animali, non hanno una mimica facciale.
Ma è la stessa cosa per il leone marino, per gli anaconda, per gli squali, per gli uccelli. Soffrono, ma non lo possono dimostrare perché noi non siamo in grado di capirlo. Oggi, grazie al filmato che evidenzia in modo inconfutabile situazioni di sfruttamento di esseri viventi – che a nostro parere configurano senza dubbio il reato di maltrattamento – è pendente una denuncia presso la Procura della Repubblica di Bologna.
La magistratura, sulla scorta delle relazioni di due esperti deputati a esprimersi in merito, sta ora valutando tutti gli aspetti della questione e si spera che, come richiesto dalla Lav, venga disposto il sequestro di tutti gli animali, con conseguente affidamento a strutture idonee, che abbiamo già preventivamente individuato in collaborazione con il Wwf.

di Nadia Masutti
Impronte LAV

1 commenti

  1. Anonimo  

    12 gennaio 2012 20:13

    lo sfruttamento animale è una cosa veramente assurda io e la mia classe abbiamo fatto una protesta, e pensate che noi abbiamo solo 11 anni e la giente che fa queste scemenze è maggiorenne roba da matti!!!!!

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