I magnifici quattro I capitani dei rioni, da sinistra: Alessio Treppiedi, Alessio Pedini, Gianluca Dini e Loris Bruciati
"Il Palio di certo non teme l'acqua, in acqua ci siamo nati"
così i passignanesi ironizzano sulle condizioni meteo, anche se la pioggia incessante ieri sera ha fatto saltare la taverna del rione Oliveto lasciando i "capitoni" incerti fino all'ultimo se effettuare o meno le prove singole, stasera vedremo cosa decideranno al San Donato di turno sia in cucina che sul percorso. Oggi presentiamo quattro figure emblematiche, i carismatici capitani dei rioni ognuno impegnato a guidare sessanta giovani e scalpitanti portatori, nell'ordine di arrivo dell' edizione 2010. Gianluca Dini , 27 anni, capitano del Centro Storico o "Regina" ha praticamente la stessa età del Palio
"La mia generazione con il Palio è nata e cresciuta, prima vedevamo correre i nostri padri , adesso tocca a noi e sentiamo una grande responsabilità soprattutto verso i più piccoli perché quando si corre l'adrenalina è tanta e bisogna insegnargli a mantenere la calma, ma più di questo cerchiamo di trasmettere l'appartenenza al gruppo per far si che si tramandi l'amore per il Palio."
Alessio Pedini , classe 1977, capitano del Centro 2 o "Luccio" uno dei capitati in carica da più tempo lui stesso definisce il rione la sua famiglia
"correre il Palio è un'emozione immensa - ci dice- è una botta di adrenalina, il cuore arriva in gola, un'emozione tutta da correre trattenendo il respiro, un brivido lungo la schiena, un nodo in gola, un buco allo stomaco, è come tornare bambini, è Palio e non c'è modo di spiegarlo, bisogna viverlo."
Alessio Treppiedi , 28 anni, capitano del rione Oliveto o "Capitone" nato in "Via delle Rose" autentico cuore del rione, la sorella Silvia è la portabandiera storica, in famiglia si veste solo in bianco-verde,
"Responsabilità e orgoglio è quello che si prova ad essere capitano, sei consapevole che tutto l'anno due rematori si allenano duramente e meritano di trovare a terra una squadra con le ali ai piedi, la gioia più grande sarebbe vedere dopo sei anni i miei ragazzi portare a casa il palio,la più grande ricompensa per l'impegno di tutto il rione."
Loris Bruciati , anche lui del 1977, capitano del rione San Donato o "Gobbo", il suo rione è quello che ha vinto più di tutti e che ha fatto del battesimo del vino un rito iniziatico per le nuove leve.
"Essere capitano - ci spiega - significa cercare di far crescere i ragazzi sotto ogni profilo, speriamo che il Palio possa essere anche insegnamento di vita, lottare per un obiettivo comune, stare in gruppo, collaborare, impegnarsi per gli altri oltre che per se stessi, una sfida morale prima ancora che fisica".

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