Almeno 750 anni di scambi, quasi otto secoli di commerci, giochi e cultura sotto il cielo di Perugia. É questo l'affascinante bilancio della Fiera dei morti, dal primo al sei novembre a Pian di Massiano e nel cuore dell'acropoli perugina. Non una rievocazione, né tanto meno una semplice manifestazione - come ha tenuto a precisare durante la presentazione, ieri in Comune, l'assessore Giuseppe Lomurno - ma
"una continuazione di feste e di commerci senza interruzioni."
Il puntuale e atteso ritorno di una fiera nata come "Ognissanti" e già "consuetudinaria" nel 1260. Da allora non ci sono più la caccia al toro, le corse dell'anello e del palio, le tombole in piazza e le attività circensi. Ma lo spirito ludico, quello commerciale e l'aspetto ritualistico della fiera sono ancora intatti. Con i baracconi da un lato e le bancarelle dei 518 posteggi - di cui 484 riservati ai commercianti, 27 agli artigiani e 12 ai produttori agricoli - dall' altro, il piazzale Umbria Jazz si apre ai visitatori provenienti da tutta l'Umbria e dintorni. E invita ancora alla caccia alle curiosità della fiera. Un rito particolarmente vivo nei tempi in cui nel rione di Porta San Pietro arrivavano, oltre al bestiame, spezie, erbe, frutti, stoffe ed unguenti. Merci rare e altrimenti irreperibili. Quest'anno l'esplorazione parte dall'abbigliamento, con intimo e calzature e continua tra le bigiotterie, le pelletterie e la profumeria. Tra ceramiche indistruttibili, miracolosi mangia-polvere e prodigiosi sbuccia-verdure - che alzi la mano chi non si è fermato almeno una volta incantato a guardare - seguono i prodotti per la casa. Dalla biancheria ai casalinghi passando per erboristeria, ferramenta e giocattoli. E nel vivace pullulare umano che caratterizza le giornate di fiera, come un'oasi apparirà la "Play zone" a quei genitori che con i figli si sono inoltratati tra i banchi di Pian di Massiano, servito dai parcheggi in zona stadio e Palaevangelisti.
Lo spazio, miracolo di civiltà, ideato da Rosanna Milone e già collaudato ad Eurochocolate, offre gratuitamente una zona nursery con fasciatoio, angolo pappa e allattamento. Per i più piccoli c'è anche il servizio di marsupio di cortesia. La cultura culinaria, locale e da importazione, è anche quest'anno parte integrante del programma con i tradizionali porchetta, torta al testo e caldarroste, da gustare in loco, e gli stand con diversi prodotti alimentari, tra cui salumi, formaggi, dolciumi e frutta secca. Ceramiche, mobili, articoli orientali, in ferro battuto e vetro, oltre ai prodotti della terra, in prevalenza coltivati dagli stessi agricoltori presenti, completano l'offerta. Nel centro storico sono in tutto 60 le bancarelle dedicate ad artigianato ed enogastronomia, insieme agli stand delle Gemelle, in piazza Italia con il Circolo micologico perugino. Dalle penne fatte a mano ai saponi, con i presepi e le ceramiche inglesi. La novità è che da quest'anno una Consulta di imprenditori promette una selezione ad hoc per i banchi dell'acropoli, rigorosamente riservati ad artigianato di qualità e prodotti tipici. Presente uno stand dell'Inps volto anche a illustrare le normative agli ambulanti.

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